Trapianto di fattori di crescita autologhi (AGF) per la formazione di callo osseo

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 09 Dic 2010 alle ore 12:00am

Il dott. Antonio Vitale specialista in: Ortopedia, Traumatologia, Medicina Fisica e Riabilitazione, ci parla di una delle Tecniche di chirurgia ortopedica d’avanguardia, il Trapianto di fattori di crescita autologhi (AGF) per la formazione di callo osseo, una recente metodica per il trattamento delle pseudoartrosi.

La pseudoartrosi è una delle complicanze più temibili delle fratture, essa consiste in una mancata consolidazione del focolaio di frattura conseguente ad un’ insufficiente formazione di callo osseo quindi persiste una interruzione a livello del focolaio di frattura con conseguente mobilità preternaturale, impotenza funzionale e dolore, nel nostro caso, quindi impossibilità a deambulare.

L’intervento si avvale di una metodica nuova che prevede il trapianto nel focolaio di frattura di una “pappa” contenente fattori di crescita autologhi detti AGF, la peculiarità di questo trapianto consiste nel fatto che questi fattori si ricavano direttamente da sangue del paziente stesso, mettendolo al riparo da problematiche di carattere settico ed immunitario, allontanando così i pericoli d’infezioni e di rigetto.”

La formazione del callo osseo avviene attraverso le fasi di angiogenesi, chemiotassi, mitosi e differenziazione cellulare, il fattore di crescita trapiantato nel focolaio favorisce questi processi stimolando gli osteoblasti e le cellule progenitrici alla formazione di osteociti che vanno a formare nuovo tessuto osseo.

La procedura di preparazione è relativamente semplice, infatti si preleva un quantitativo di sangue dal paziente (400 cc) da cui viene selezionato un composto che va introdotto nell’apparecchio ultraconcentratore, questo è dotato di un filtro a carboni attivi e produce un composto in gel che viene impastato con una triturazione di osso (che può essere prelevato dalla cresta iliaca del paziente stesso) e posizionato nel focolaio di frattura.

La massima efficacia nella fase di ricrescita ossea, viene ottenuta abbinando un substrato osseo granulare a base di fosfato pentacalcico denominato pro-osteon che garantisce una ricrescita di osso sicura ed in tempi brevi.

La metodica chirurgica varia da caso a caso, ma in genere si procede all’apertura del focolaio di frattura, al courettage dei due frammenti, applicato il composto contenente il fattore di crescita e quindi si procede alla stabilizzazione ed alla sintesi dell’osso con placche e viti metalliche.”

Una frattura di tibia e perone non consolidata viene definita pseudoartrosi (foto in alto)

La preparazione del composto avviene mescolando il gel con una triturazione di osso.

La “pappa” di osso e fattore di crescita che va inserita nel focolaio dove si vuole ottenere la stimolazione della osteogenesi.

Dr. Antonio Vitale
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione
Napoli