allarme

Bolle di sapone, ministero della salute lancia allarme per rischio microbiologico

Pubblicato il 27 Giu 2019 alle 10:04am

Il Ministero della Salute lancia un nuovo allarme. L’allarme che riguarda dei prodotti dei bambini, nello specifico delle confezioni di bolle di sapone. In data 25 giugno 2019 il Ministero ha pubblicato sul proprio sito web l’avviso che riguarda il prodotto pericolo per “rischio microbiologico”. (altro…)

Milano, accumulatori seriali è allarme

Pubblicato il 22 Apr 2019 alle 8:38am

Si vedono nei programmi tv, vivono in case affollate da oggetti che ne occupano ogni angolo. Sembrano tanto lontani da noi e dalla nostra realtà e invece li abbiamo anche nelle nostre città. (altro…)

Allarme di epidemia di fegato grasso fra i giovani europei

Pubblicato il 16 Apr 2019 alle 8:43am

E’ allarme, una ricerca della Bristol University, nel Regno Unito, che hanno analizzato i dati di oltre 4 mila giovanissimi arruolati in uno studio longitudinale che ha monitorato la salute di una coorte di bambini nati tra il 1991 e il 1992 ad Avon, in Inghilterra, tutti a 18 anni, sottoposti ad esami ecografici che hanno rivelato la presenza di fegato grasso non alcolico nel 2,5% del campione. Cinque anni dopo, nuovo esame chiamato fibroscan ha scoperto che oltre il 20% presentava depositi di grasso nel fegato (steatosi). E la metà dei casi classificata come grave. Non solo, gli esami hanno mostrato la presenza di fibrosi nel 2,4% dei casi.

“Siamo molto preoccupati di quello che abbiamo scoperto – spiega Kushala Abeysekera dell’University of Bristol, presentando il lavoro a Vienna – a soli 24 anni un giovane su cinque ha la steatosi e uno su 40 ha segni di fibrosi. E questo in un gruppo di persone giovani e asintomatiche”. I risultati dello studio “devono suggerire di alzare la guardia sul fegato grasso non alcolico nei giovani”.

Tatuaggi, ministero ritira 3 colori a rischio cancro

Pubblicato il 26 Mar 2019 alle 11:02am

Il Ministero della Salute ha ritirato dal mercato italiano tre tipologie di colori utilizzati sulla pelle perché ritenuti cancerogeni. (altro…)

Ictus, come riconoscere i primi segnali

Pubblicato il 26 Feb 2019 alle 7:07am

La campagna ‘Indovina l’Ictus’ di A.L.I.Ce. Italia Onlus ha lanciato un portale per sensibilizzare la popolazione riguardo l’importanza di un intervento tempestivo nel caso di ictus cerebrale. (altro…)

Hiv: immigrati irregolari rappresentano nuovo focolaio. L’esperto: “Il 34,3 % delle nuove infezioni riguardano loro. Dato più alto di 8 volte in 5 anni”

Pubblicato il 03 Dic 2018 alle 10:35am

In occasione della giornata mondiale contro l’Aids parla l’immunologo Fernando Aiuti, da anni impegnato nella lotta contro l’Hiv ha dichiarato che in un caso su tre l’infezione riguarda un cittadino straniero, è necessario, pertanto, sottoporre al test gli extracomunitari che sono presenti in Italia, specialmente quelli irregolari, cosiddetti clandestini.

Il professor Fernando Aiuti, luminare che da anni combatte contro la sopracitata patologia che interessa il sistema immunitario, parla a distanza di pochi giorni dall’intervento fatto dal virologo Roberto Burioni, il quale sul sito Medical Facts asseriva che “siamo noi italiani a trasmettere batteri agli immigrati”.

L’immunologo Aiuti, fondatore e presidente onorario dell’Anlaids – Onlus che ha come obiettivo la lotta contro la sindrome da immunodeficienza acquisita – in occasione della giornata mondiale contro l’Aids che si è celebrata il 1 dicembre scorso, stilando il quadro completo da lui riportato, che differisce di molto da quanto dichiarato in precedenza dal suo collega, intervistato da Adnkronos, lancia un allarme: ad oggi si parla troppo poco della malattia, e si fa ancor troppa poca prevenzione. “I giovani non ne conoscono nulla e da anni sono scomparse le campagne istituzionali di prevenzione. Ma se, per fortuna, grazie ai farmaci sono diminuiti i morti, l’Aids colpisce ancora, con 3.500 nuove infezioni all’anno. Per questo motivo – dice il professore – servono campagne per invitare tutti a fare il test Hiv”.

Aiuti rivolge dunque la propria attenzione ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale. In particolare, gli irregolari ed ai clandestini, dei quali si conosce molto poco o quasi nulla. “Anche se molti non vogliono riconoscerlo, rappresentano un nuovo focolaio della malattia”.

Il test Hiv deve quindi, secondo l’esperto, essere esteso proprio agli extracomunitari, che potrebbero contribuire alla diffusione del virus. L’immunologo, lancia l’allarme, con dati alla mano, citando le più recenti indagini fatte dal Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità: il 34,3 % delle nuove infezioni contratte riguardano appunto gli stranieri. “Un dato aumentato di 8 volte in cinque anni”, spiega Aiuti. “Abbiamo il dovere di fare campagne di prevenzione mirate anche agli extracomunitari, che nel 70-80% dei casi non sono “tracciati”, in quanto irregolari, e di cui non si sa nulla, dove sono e che fanno, trovando le modalità giuste per fare in modo che si sottopongano ai test”.

Allarme cozze vive refrigerate contaminate da Escherichia Coli

Pubblicato il 17 Set 2018 alle 10:47am

E’ allarme preoccupante per molti supermercati e pescherie: cozze vive refrigerate contaminate da Escherichia Coli oltre i limiti (fino a 1300 MPN / 100 g).

L’allarme è stato divulgato dal Rasff, il sistema di allerta europeo rapido per la sicurezza alimentare, che riguarda tutta Italia, da Nord a Sud.

Le cozze vive e contaminate, infatti, sono state già divulgate su tutto il territorio italiano.

L’Escherichia Coli è un batterio molto insidioso, presente in acque inquinate da feci e che può essere devastante per l’apparato digerente in quanto può causare nausea, fortissimi crampi addominali, diarrea e vomito.

A rendere ancor più spaventoso l’allarme, che risale 13.09.2018, dettagli di notifica – 2018.2575 del 13.09.2018, è il fatto che non si conoscono ancora i lotti delle cozze contaminate perché riguardano non soltanto la Grande distribuzione organizzata ma pescherie e mercati di Italia ed Austria.

Il ritiro delle cozze vive refrigerate contaminate è già stato avviato in tutta Italia: si tratta però di una misura cautelare a tutela della salute dei consumatori.

Il Sistema di allerta invita pertanto tutti i consumatori a prestare la massima attenzione e a non consumare le cozze vive senza prima sottoporle al controllo dal Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl locale.

Il rischio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rilanciando le raccomandazioni del Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche, è che i mitili interessati dal richiamo possano essere commercializzati al di fuori dei canali legali, mettendo a repentaglio la salute dei consumatori. Mentre i molluschi acquistati esclusivamente attraverso “canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza, possono essere acquistati in sicurezza”.

La depurazione è una tecnica applicata in molte parti del mondo per la rimozione di batteri dai molluschi bivalvi, quando questi sono lievemente o moderatamente contaminati. Viene attuata mediante immersione in vasche, contenenti acqua di mare pulita, per un periodo di tempo che varia da alcune ore ad alcuni giorni in modo che i molluschi bivalvi possano espletare la loro naturale funzione filtratrice.

Unicef lancia l’allarme, contagiato da Hiv un adolescente ogni 2 minuti

Pubblicato il 27 Lug 2018 alle 6:13am

Secondo quanto si legge in un nuovo rapporto Unicef, nel 2017 ogni ora circa 30 adolescenti fra 15 e 19 anni sono stati contagiati dall’Hiv, uno ogni due minuti.

Di questi, due terzi sono ragazze. Nella fascia tra 10 e 19 anni, quella che comprende anche i più piccoli, sempre lo scorso anno, i morti sono stati circa 130mila, mentre 430.000 (50 ogni ora) hanno contratto il virus dell’Hiv.

Torna, ancora, una volta l’allarme perché dal 2010 le morti sono diminuite tranne che per gli adolescenti fra 15 e 19 anni.

Il rapporto ‘Women: at the heart of the Hiv response for children (Donne: al centro della risposta all’Hiv per i bambini)’ punta a offrire statistiche ponderate sulla epidemia globale di Aids ancora in corso e sui suoi impatti sui più vulnerabili. Presentato alla conferenza sull’Aids di Amsterdam, il rapporto “rileva che gli adolescenti continuano a sopportare il peso di questa epidemia e che i progressi del mondo fatti negli ultimi 20 anni per affrontare l’epidemia di Aids stanno rallentando” Nel 2017, si legge ancora, circa 1,2 milioni di adolescenti tra i 15 e i 19 anni vivevano con l’Hiv e 3 su 5 erano ragazze.

Sanità: tra 5 anni, mancheranno 45.000 medici di famiglia

Pubblicato il 14 Feb 2018 alle 8:54am

Sarebbero circa 45.000 i medici di base che verrebbero a mancare nei prossimi 5 anni, determinando in Italia per effetto dei pensionamenti, una vera e propria emergenza. (altro…)

Allarme AIDS: in aumento tra i giovani ventenni

Pubblicato il 24 Set 2017 alle 6:26am

Il primario della clinica di infettivologia dell’ospedale di Varese, il professor Paolo Grossi ha confermato un recente aumento dei casi di contagio di HIV soprattutto tra i giovani omosessuali, parlando di superficialità nei rapporti. (altro…)