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Vaccino italiano, via libera per la sperimentazione dall’AIFA

Pubblicato il 02 Ago 2020 alle 6:22am

Arriva l’ok, da parte dell’AIFA per l’avvio alla sperimentazione del vaccino italiano. Attraverso un comunicato diffuso sul proprio sito web l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato la ricerca di Fase I del vaccino contro la COVID-19 che sarà prodotto dall’azienda bio-tecnologica ReiThera, avente sede a Castel Romano, nel Lazio.

Il vaccino italiano si chiamerà GRAd-COV2, ed ha già ottenuto una risposta positiva da parte del comitato etico dell’Istituto Spallanzani e dall’Istituto Superiore di Sanità. A breve quindi inizieranno gli studi di Fase I che hanno come obiettivo quello di valutare la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino, che dovrebbe essere in grado di contrastare il virus responsabile della sindrome respiratoria acuta grave, nota come SARS-CoV-2.

Trasporti e Covid: in Lombardia si potranno ora utilizzare tutti i posti a sedere

Pubblicato il 02 Ago 2020 alle 6:00am

In Lombardia è in aumento il numero di persone che potranno salire sui mezzi pubblici: treni, autobus, tram e metrò. A dirlo una nuova ordinanza della Regione, relativa alle norme contro la diffusione del coronavirus, ordinanza in vigore da domani, sino al prossimo 10 settembre. Sui mezzi pubblici resta obbligo di indossare la mascherina o indumenti idonei a coprire naso e bocca. Per i mezzi autofilotranviari per il trasporto pubblico locale interurbano è consentita l’occupazione del 100% dei posti a sedere e del 50% dei posti in piedi; lo stesso per i mezzi metropolitani, bus e tram urbani e per i treni utilizzati per i servizi ferroviari di trasporto pubblico regionale. (altro…)

Covid-19 e aumento di cardiopatie

Pubblicato il 28 Lug 2020 alle 6:10am

Uno studio pubblicato su JAMA Network ha evidenziato un aumento di cardiopatie, in particolare della cosiddetta sindrome del cuore infranto (più tecnicamente, cardiomiopatia da stress): in due ospedali dell’Ohio (USA), dai poco meno di due casi ogni cento pazienti ricoverati con sintomi di infarto che si registravano prima della pandemia, si è passati a quasi otto ogni cento durante i mesi di quarantena.

«Il covid ha provocato situazioni di stress a vari livelli in tutto il mondo», afferma il cardiologo Ankur Kalra, a capo dello studio, «e adesso si cominciano a capire le conseguenze».

La ricerca in questione ha preso in esame i dati di circa 2.000 pazienti: i ricercatori hanno confrontato i ricoveri di marzo e aprile 2020 con quelli di quattro gruppi di controllo precedenti alla pandemia, rilevando nei dati l’aumento del numero di pazienti affetti da cardiomiopatia da stress. Secondo gli autori, questi dati confermerebbero la presenza di «un meccanismo di stress indiretto, psicologico, sociale ed economico connesso alle vicende della pandemia».

Covid-19 in FASE3: “Le Regioni vanno a velocità diverse, necessario omogeneizzare le risorse su tutto il territorio nazionale”

Pubblicato il 19 Giu 2020 alle 8:23am

Scegliere un percorso di cura piuttosto che un altro non impatta solo sulla salute del paziente, ma può avere ricadute sociali, organizzative ed economiche. La tecnologia è parte centrale di questo processo. L’HTA è lo strumento che aiuta i decisori a fornire i requisiti nelle scelte da effettuare nell’intero ciclo di vita della tecnologia. Di questo hanno parlato gli esperti durante il Talk-webinar “FASE 3 COVID-19 UNA NUOVA SANITÀ FARMACI

TECNOLOGIE ORGANIZZAZIONE”, organizzato da Mondosanità, in collaborazione con Officina Motore Sanità e con il contributo incondizionato di Amgen, Boston Scientific, Mylan e Teva. L’HTA è un processo che tiene conto del singolo dispositivo o farmaco inserito in un processo di cura, che deve essere trasparente e riguardare l’efficacia, la sicurezza e gli aspetti di costo sull’ impatto economico anche sul sistema etico culturale e giuridico. Questo processo di valutazione è tecnico ma deve tener conto di cittadini, futuri beneficiari di queste tecnologie.

Tra le altre cose, dal dibattito, è emersa la necessità di creare una regia nazionale che uniformi le valutazioni nel territorio nazionale in particolare per i dispositivi dove al momento non esiste un organo valutativo simile all’Aifa; duplicare lavori di Hta con risultati spesso diversi tra Regioni non ha senso, serve quindi una regia che omogeneizzi le valutazioni e le conseguenti scelte; tutti i relatori hanno concordato sul fatto che la sanità abbia bisogno di maggiori investimenti.

“I risultati degli studi sulle nuove tecnologie possono e devono velocizzare la messa in commercio di dispositivi e farmaci nel nostro Paese perché ad esempio se non arriva in tempi brevi un farmaco in ospedale, il paziente muore. Il rapporto costo/efficacia una volta appurato da studi seri deve garantire l’entrata in vigore immediata della nuova tecnologia. Molto spesso invece le Regioni non rispettano le tempistiche dell’accesso alle nuove tecnologie, spesso anche con ritardi di 180 giorni. Le Regioni italiane devono essere predisposte a favorire l’entrata delle nuove tecnologie, bisogna che ci sia l’impegno dei sanitari ad andare a leggere i dati per snellire le pratiche e far si che avvenga una vera e propria sburocratizzazione delle procedure di accesso a nuovi farmaci o dispositivi in commercio. Ritengo inoltre necessaria un’agenzia regolatrice per i dispositivi e tecnologia, che faccia lo stesso lavoro che fa Aifa per i farmaci”, queste le parole di Claudio Zanon, Direttore Scientifico MOTORE SANITA’.

Fase 3, il 20% degli italiani non può permettersi il dentista

Pubblicato il 16 Giu 2020 alle 6:41am

Un italiano su cinque, teme nel prossimo futuro di non potersi permettere delle cure specialistiche dal dentista.

A dirlo è un’indagine condotta dall’istituto di ricerca Key-Stone per conto della Sidp, la Società italiana di parodontologia e implantologia. Stando a una stima della stessa società scientifica, 70 milioni di visite erogate ogni anno potrebbero essere destinate a diminuire di un terzo. Non tutto, però, è perso: secondo Sidp, la teleodontoiatria può essere una delle valide risposte. Per spingere tante persone a curarsi senza spendere molto.

Per Luca Landi, presidente Sidp, “la crisi economica provocata dalla pandemia di Covid-19 rischia di ripercuotersi pesantemente anche sulla salute orale con effetti che potrebbero essere ancora più gravi rispetto a quelli avuti nel 2011, quando furono circa 2,5 milioni gli italiani costretti a rinunciare al dentista”. Secondo Nicola Marco Sforza, presidente eletto Sidp, la riduzione di un terzo sarebbe imputabile “anche per le necessarie procedure di sicurezza da adottare, fra la riduzione al minimo della permanenza in sala d’attesa e la sanificazione degli ambienti fra un paziente e l’altro”. “Ciò determina , pertanto, un aumento dei tempi necessari di ogni visita”, dice l’esperto. Sull’aumento delle parcelle Landi c’è anche un “diffuso e comprensibile timore”. “Ma un incremento delle tariffe comporterebbe un ulteriore problema di accessibilità a cure semplici ed efficaci per mantenere le gengive in salute – prosegue il presidente Sidp – Ridurre la priorità che devono avere la prevenzione, l’igiene orale e le visite di controllo sarebbe dunque un disastro per la salute pubblica per le implicazioni anche sistemiche delle patologie gengivali, di cui le fasce più deboli sarebbero le prime a fare le spese”. In Italia il 93% delle prestazioni odontoiatriche è erogata da studi privati, dunque, precisa il presidente Sidp, “non arginare l’abbandono dei controlli e delle procedure odontoiatriche vorrebbe dire abdicare al nostro ruolo di responsabilità sociale”. Proprio per questo gli esperti della Sidp stanno cercando di potenziare le possibilità di teleconsulto, valutate positivamente dal 40% degli italiani. “La Sidp ha già da tempo messo a disposizione dei pazienti un’app per autovalutare il proprio rischio di avere o sviluppare una malattia gengivale. Adesso stiamo valutando come integrare in questa applicazione anche la possibilità di fare un controllo a distanza per i pazienti che sono già in cura”, aggiunge.

Cinema, apertura dal 15 giugno, solo 200 spettatori e in sala anche senza mascherina

Pubblicato il 14 Giu 2020 alle 6:21am

Dopo l’allarme lanciato dagli esercenti e dal presidente dell’Anica Francesco Rutelli sulle norme per le riaperture dei cinema giudicate “astruse”, tanto da impedire alla maggior parte delle sale di riaccendere gli schermi, arrivano linee guida per il settore in merito alla riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative, allegate al Dpcm dell’11 giugno. Ci sono infatti sostanziali modifiche su alcuni dei punti più contestati dagli operatori, come la norma che prevedeva la mascherina per tutto il tempo anche in sala.

Tutti gli spettatori devono indossare la mascherina “dall’ingresso fino al raggiungimento del posto (per i bambini valgono le norme generali) e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso”. Sarà quindi permesso toglierla una volta seduti e di conseguenza sarà possibile consumare in sala i prodotti acquistati nei punti ristoro, che possono essere riaperti, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza. In sala (dove si potranno avere fino a 200 spettatori) va mantenuto “almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale”.

Prevista una riapetura graduale.

I FILM IN SALA Sul grande schermo arriveranno prima film che erano appena usciti prima del lockdown o che hanno debuttato sulle piattaforme, quindi inediti nei cinema. Torneranno titoli come Gli anni più belli di Gabriele Muccino, dal 15 luglio, o Volevo nascondermi di Giorgio Diritti (Orso come miglior attore per Elio Germano a Berlino) che sarà nei cinema e nelle arene in anteprima il 15 e il 16 agosto e dal 20 agosto in un”uscita tradizionale. Arriveranno anche film come Bombshell, con Margot Robbie, Nicole Kidman e Charlize Theron, Il principe dimenticato di Michel Hazanavicius con Omar Sy e Favolacce dei fratelli D’Innocenzo (anche loro premiati a Berlino). Per blockbuster molto attesi come Tenet di Christopher Nolan (che in altri Paesi, Usa compresi, debutterà il 15 luglio) e la versione live action del disneyano Mulan, al momento, non ci sono certezze sulle date d’uscita italiane. E’ certo invece il debutto il 22 luglio del fantasy animato Pixar Onward: “Credo che Mulan sarà in Italia il classico film del back to school, quindi a fine agosto – dice Lonigro – e spero sempre ad agosto arrivino anche Tenet e Wonder Woman 1984”. Per i titoli Italiani, “la grande ripartenza ci sarà con Venezia”.

Photo Credit Tg24Sky.it

Covid, farmaco tumorale potrebbe aiutare casi più gravi

Pubblicato il 10 Giu 2020 alle 6:16am

Nei pazienti che presentano coronavirus, in forma più grave, è possibile bloccare un enzima, chiamato “tirosin chinasi Bruton'” coinvolto nella ‘tempesta infiammatoria in grado di aggravare la sindrome, con un farmaco anticancro – acalabrutinib – che può dare benefici, riducendo il deficit di ossigeno e l’iperinfiammazione deleteria che va in scena nel corpo di questi pazienti compromettendo così, diversi organi.

E’ quanto emerso da un trial clinico preliminare su 19 pazienti gravi ricoverati per Covid e in carenza di ossigeno, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Immunology. Condotto da esperti del Center for Cancer Research at the National Cancer Institute (NCI), in collaborazione con ricercatori del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID).

Acalabrutinib, è un farmaco inibitore specifico della tirosin chinasi Bruton che gioca un ruolo fondamentale nella stimolazione delle cellule immunitarie – i macrofagi – che producono interleuchina-6, una delle molecole principali che dà vita all’eccesso di infiammazione deleteria nei pazienti Covid. Usando acalabrutinib sui 19 pazienti, gli esperti hanno riscontrato già dopo 1-3 giorni di somministrazione la riduzione dell’infiammazione e delle difficoltà respiratorie, con riduzione del bisogno di ossigeno da parte dei pazienti. Si tratta di uno studio preliminare che andrà confermato su un maggior numero di pazienti.