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Padova, multa da 400 euro a chi bestemmia in pubblico contro qualsiasi credo o religione

Pubblicato il 26 Lug 2019 alle 5:43pm

Il sindaco di Saonara in provincia di Padova, ha deciso che si sarà sorpreso a bestemmiare in pubblico, dovrà pagare una ammenda di 400 euro. (altro…)

Padova, intervento senza sangue per testimone di Geova

Pubblicato il 27 Apr 2019 alle 7:11am

Si può entrare in una sala operatoria di cardiochirurgia con una situazione clinica devastante, con un alto rischio di mortalità e rimanere sotto i ferri per undici ore, senza trasfusioni di sangue?

Ebbene sì, è accaduto nell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel reparto di Cardiochirurgia del professor Gino Gerosa, direttore del Centro.

L’equipe padovana ha permesso al paziente V.L.S. di 67 anni, Testimone di Geova, di tornare sano e salvo nella sua Lecce.

Un risultato straordinario che ha sottolineato non solo la professionalità e la flessibilità degli operatori, ma anche la pratica sempre più diffusa e soprattutto l’efficacia della chirurgia senza sangue anche in interventi estremamente complessi. Il paziente pugliese presentava uno scompenso cardiaco associato a una voluminosa raccolta ascessuale coinvolgente la valvola aortica, la giunzione mitro-aortica e la vecchia protesi (risultato di un intervento di sostituzione valvolare aortica mediante un tubo “valvolato” e protesi per l’aneurisma aortico, intervento di una decina di anni fa).

V.L.S. presentava una lesione pseudoaneurismatica con flusso in cavità, aderenze allo sterno posteriore e una preoccupante anemia.

Una situazione compromessa da infezione estesa, un cuore “pieno di pus”: una sfida assieme al dottor Rubino, al professor Corrado, alla professoressa Anna Aprile, medico legale dell’Azienda Ospedaliera, al reparto di Malattie Infettive, nonché al reparto immunotrasfusionale diretto dalla dott.ssa De Silvestro. L’intervento avrebbe comportato un rischio di mortalità altissimo (già altri centri cardiochirurgici italiani l’avevano sconsigliato: le possibilità di sopravvivenza sarebbero state meno del 15%). Ma V.L.S, rassicurato che non ci sarebbero state emotrasfusioni per la sua religione che non lo prevede, non aveva dubbi. Era deciso.

In una lettera di ringraziamento a tutta la squadra di cardiochirurgia dell’ospedale di Padova, V.L.S. ricorda: “La mia paura più grande non era quella di morire durante o dopo l’intervento, ma di essere definito inoperabile, con l’unica soluzione di tornare a casa ad aspettare di morire senza tentare nulla”.

Ora il paziente sta bene, conclusa la fase riabilitativa tornerà a casa: i sanitari sono ottimisti, hanno pianificato il prossimo reintervento fra una decina d’anni e più. Non è la prima volta che un intervento chirurgico così complesso sia stato effettuato senza sangue: oltre a questo di Padova, sono oramai moltissimi gli interventi bloodless- sottolinea il comunicato medico – prova evidente dei grandi progressi della chirurgia, che ha reso possibile eseguire anche le operazioni più complesse senza correre i rischi correlati con le trasfusioni di sangue, come malattie trasmesse per via ematica, reazioni del sistema immunitario e complicanze dovute all’errore umano.

Trapianto di fegato da vivente, l’organo può rigenerare in 15 giorni

Pubblicato il 06 Mar 2019 alle 7:05am

A Padova un trapianto da donatore vivente ha permesso di guarire un paziente altrimenti inoperabile, sostituendo il fegato invaso dalle metastasi di un tumore al colon. Un’operazione che è avvenuta in due fasi e che rappresenta un’autentica rivoluzione: la sesta al mondo. (altro…)

Ragazze con sindrome di Down ballano e vincono il concorso a Firenze “Expression International Dance Competition”

Pubblicato il 28 Feb 2019 alle 6:18am

E’ l'”Expression International Dance Competition”, il più importante concorso di danza europeo. Quest’anno si è tenuto a Firenze. Ma, soprattutto, quest’anno gli organizzatori hanno inserito una nuova sezione con un nome di quelli che fanno la differenza: “Inclusiva”. (altro…)

Padova, via il tumore da cuore e rene senza apertura del torace

Pubblicato il 01 Gen 2019 alle 7:58am

Una buona notizia in questo primo giorno dell’anno 2019. A Padova una task-force di specialisti – cardiochirurghi, urologi, chirurgi epatobiliari – ha rimosso con successo un tumore renale esteso al cuore aspirandolo semplicemente senza aprire il torace con nuova tecnica, la prima al mondo, che viene effettuata ad un’intervento del genere – come rileva l’Azienda ospedaliera – con il paziente in recupero che tornerà presto alla sua vita normale.

Al paziente, affetto da numerose patologie e già sottoposto ad intervento di triplice by-pass aorto-coronarico, è stata scoperta durante una visita di controllo una patologia renale che richiedeva l’asportazione del rene, un tumore che si era esteso fino al cuore. La neoplasia è stata rimossa senza aprire il torace, per aspirazione; una novità assoluta in ambito sanitario.

Mentre il rene è stato asportato con metodo tradizionale. L’intervento è durato 12 ore.

Padova, trapianto di rene cross over, per la prima volta al mondo da un donatore morto

Pubblicato il 17 Mar 2018 alle 7:01am

Un uomo era in lista d’attesa per un trapianto di rene, non poteva avere quello della moglie (in quanto incompatibile), e rischiava di morire. Così a Padova, per la prima volta al mondo, è stata avviata una “catena di trapianto” tra coppie donatore-ricevente incompatibili innescata da un donatore deceduto.

Il paziente in lista ha allora ricevuto l’organo dal donatore deceduto, mentre il rene della moglie vivente sarà invece prelevato e destinato a un altro paziente compatibile.

Molto soddisfatto il dottor Paolo Rigotti a capo dell’equipe del centro trapianti di rene dell’A.O. Universitaria di Padova, in collaborazione con il laboratorio del centro interregionale di immunogenetica NIT di Milano e il laboratorio regionale di immunogenetica dell’Ospedale di Camposampiero, nel Padovano, che ha presentato il rivoluzionario trapianto effettuato.

Per la prima volta al mondo, infatti, la catena ‘cross-over’ è partita da un donatore non vivente, cosa che permetterà in futuro di aumentare il numero di persone che potranno beneficiare di un rene sano.

Diabete, impiantato a Padova il primo sensore che monitora la glicemia

Pubblicato il 09 Mar 2017 alle 9:26am

E’ stato impiantato con successo a Padova un hi-tech su pazienti diabetici, per evitare crisi ipoglicemiche.

Roche Diabetes Care ha annunciato l’arrivo in Italia di Eversense, il primo sensore per il monitoraggio continuo della glicemia impiantabile, progettato per la misurazione dei valori di glucosio fino a 90 giorni senza necessitare la sostituzione del sensore ogni settimana.

I pazienti impiantati nella prima settimana di marzo sono stati 5 .

Il nuovo sistema per la misurazione h24 dei livelli di glucosio, invia dati in modo autonomo al dispositivo mobile: allarmi, avvisi e notifiche relativi ai valori del glucosio visibili in qualsiasi momento della giornata su una semplice app.

L’installazione avviene durante una seduta ambulatoriale di pochi minuti. Il sensore viene impiantato a livello sottocutaneo sulla parte superiore del braccio, con un’incisione millimetrica. Consente di monitorare costantemente i livelli glicemici per un periodo di 90 giorni, rispetto ai 7 o 14 giorni dei sistemi non impiantabili disponibili sul mercato fino a questo momento.

Padova, donna decide di abortire ma viene respinta da 23 ospedali

Pubblicato il 02 Mar 2017 alle 10:20am

Una donna padovana di 41 anni che voleva abortire a tutti i costi, ha dovuto rivolgersi a ben 23 ospedali del Nordest, ricevendo sempre una risposta negativa, per obiezione di coscienza e per burocrazia, prima di vedersi accolta la propria richiesta. (altro…)

A Padova il primo trapianto di mandibola artificiale

Pubblicato il 19 Feb 2016 alle 6:31am

E’ stato eseguito con successo a Padova il primo trapianto artificiale di mandibola nel nostro Paese. Il paziente ha circa cinquant’anni è di nazionalità italiana affetto da osteonecrosi (le cui ripetute infezioni ne compromettevano la capacità funzionale e i dolori gli causavano limitazioni di salute).

A riuscire in tale brillante impresa la Chirurgia maxillo-facciale dell’Azienda ospedaliera-Università di Padova, diretta da Giuseppe Ferronato, insieme ai ricercatori Giorgia Saia e Giordana Bettini, coordinati da Alberto Bedogni, esperto nel trattamento delle patologie ossee radio e farmaco indotte, e ad un team di ingegneri.

Inserita in sole 4 ore, la nuova mandibola artificiale in titanio di 26 grammi, contiene i fori necessari per muscoli e nervi e al loro adattamento naturalmente. La protesi artificiale è stata personalizzata e ha sostituito gran parte della mandibola originale includendo il condilo e il mento, regioni indispensabili per le funzioni del movimento mandibolare, l’articolazione della parola, la masticazione, la deglutizione e le labbra – nonché il conferimento al volto di un aspetto anche esteriore.

La tecnica innovativa in questione ha anche permesso la realizzazione di una protesi artificiale che ha riprodotto fedelmente le caratteristiche anatomiche della porzione mancante, deformata della mandibola del paziente.

Per realizzare la protesi gli esperti hanno elaborato al computer delle immagini dello scheletro facciale del paziente grazie alla tomografia computerizzata.

Immagini che hanno prodotto un modello virtuale 3D della mandibola, capace di simulare da remoto in tempo reale l’intervento chirurgico.

Specchiato il lato sano sulla mandibola mancante (mirroring) è stata ricostruita la mandibola a computer: la cui forma finale ha ricalcato quella mandibolare del paziente. Un raggio laser ha fuso per strati la polvere di titanio formando così la nuova mandibola.

Numerosi i vantaggi immediati per il paziente. Dalla sensibile riduzione del rischio di complicanze, alla riduzione della possibilità di rigetto; dal recupero della migliore forma del volto in un solo intervento alla respirazione autonoma post-operatoria. Dalla riduzione della necessità di accesso tracheostomico alla rapida ripresa dell’alimentazione già dalla prima giornata dopo l’intervento e al rapido recupero della qualità della vita in generale.

Padova, 130 infermiere e 16 ostetriche incinte, saltano i turni in ospedale

Pubblicato il 25 Gen 2016 alle 6:05am

Sale operatorie e reparti vuoti all’ospedale di Padova per l’arrivo della cicogna. Centoquarantesei donne, 130 infermiere e 16 ostetriche in stato presto mamme.

Una situazione che rischia di creare seri problemi nell’organizzazione e nei turni, soprattutto nei reparti strategici con terapie intensive e gastroenterologiche.

Al punto che i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e chiesto la mediazione del prefetto Patrizia Impresa.

A spiegare cosa accade è Luigi Zuin, a nome della Uil: «ad esempio nel giro di dieci giorni l’equipe di cardiochirurgia ha perso tre infermiere, tutte rimaste incinte. Al loro posto in sala operatoria dovranno allungare l’orario i colleghi rimasti, come molti altri non solo costretti a rinunciare alla libera professione ma pure a sobbarcarsi 13/14 reperibilità al mese invece delle 6 pattuite».

Il 2 febbraio è prevista l’assemblea generale dei lavoratori e qualora l’azienda non dovesse riuscire ad organizzarsi per far fronte all’emergenza sarà dichiarato sciopero finché non si troverà una vera soluzione a tale emergenza.