agosto 19th, 2016

Milano, stazione Centrale, arrestate 6 rom che borseggiavano i passeggeri

Pubblicato il 19 Ago 2016 alle 11:44am

Gli uomini della Polizia Ferroviaria di Milano nel pomeriggio di ieri hanno arrestato sei nomadi che si erano introdotte nell’area binari della Stazione di Milano Centrale (dalla parte esterna provenienti da Lambrate), dove avevano raggirato una turista indonesiana, con la scusa di aiutarla nel trasportare i bagagli, derubandola della borsa, del portafogli con il denaro e le carte di credito.

Gli agenti hanno notato che sei rom, tra cui due minori, tutti noti alle forze dell’ordine per furto, si erano fermate al binario 10, da dove partiva un Frecciabianca per Venezia e vedendo che alcune di esse salivano sul treno, mentre altre restavano a terra.

Appostati su un treno in sosta al binario 11, i poliziotti in borghese hanno visto le donne che creavano un diversivo e quindi una di esse che sottraeva i soldi dall’ interno della borsa di una cittadina straniera.

Scese dal treno le nomadi sono state bloccate insieme alle due rimaste a terra e perquisite, trovando 921.000 Rupie e 70 Euro sottratte alla turista indonesiana.

Amber Heard dal divorzio con Johnny Depp ottiene 7 milioni di dollari che devolverà ad associazioni in difesa di donne e bambini

Pubblicato il 19 Ago 2016 alle 11:21am

Dopo mesi e mesi di guerre mediatiche e burocratiche sembra gli attori Johnny Depp e Amber Heard hanno stabilito gli accordi del loro divorzio. (altro…)

Rio 2016, beach volley: argento per l’Italia, Daniele Lupo e Paolo Nicolai

Pubblicato il 19 Ago 2016 alle 10:19am

L’Italia non ce l’ha fatta contro il Brasile. Daniele Lupo e Paolo Nicolai hanno sperato fino all’ultimo di portarsi a casa la medaglia d’argento del beach volley italiano alle Olimpiadi di Rio 2016.

Allison Cerutti e Bruno Oscar Schmidt hanno avuto la meglio sugli azzurri nella finale delle Olimpiadi battendoli 2-0 .

I parziali – 21-19 21-17 per i sudamericani – sono lì a testimoniare che l’incontro è stato equilibrato fino alla fine.

Per l’Italia arriva quindi una medaglia d’argento che porta a 24 il bottino azzurro (8 ori-10 argenti -6 bronzi).

Banane a rischio sparizione nei prossimi 10 anni

Pubblicato il 19 Ago 2016 alle 8:45am

Le banane molto presto, nel giro di 10 anni, potrebbero sparire dalle nostre tavole e dalla nostra alimentazione, parola di esperti.

La colpa sarebbe da atreibuire ad alcune specie di funghi patogeni in grado di decimare le coltivazioni.

A stabilirlo i ricercatori dell’Università della California Davis – in uno studio pubblicato da Plos Genetics – che ha analizzato il genoma dei parassiti, che sono diventati molto più aggressivi negli ultimi anni.

Nello specifico i ricercatori hanno studiato attraverso i genomi la malattia chiamata Sigatoka, causa di tre diversi funghi causa della morte di questa specie di frutto, tanto amato in tutto il mondo.

Jovanotti trova un portafogli mentre fa giro in bici e lo fa recapitare alla donna che lo ha smarrito

Pubblicato il 19 Ago 2016 alle 7:15am

Ha ritrovato un borsello smarrito e lo ha consegnato ai carabinieri, o meglio si è fatto aiutare da un amico, Roberto Bardi, un barista di un bar dove si reca di frequente, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti.

L’artista italiano era in giro con la sua bici quando si è accorto della presenza a terra di un portafogli smarrito.

Lo ha raccolto e si è recato in un bar, i fatti risalgono alcuni giorni fa, come scrive il sito ‘Valdichianaoggi.it’: una signora straniera, che lavora in un relais del cortonese, dove vive il cantante, aveva perso il borsello con tutti i documenti al suo interno.

Quando si è presentata dai carabinieri di Camucia (frazione di Cortona) per sporgere denuncia, però, ha trovato una piacevole sorpresa: non solo il borsello era stato ritrovato con tutto ciò che conteneva ma gli era stato fatto recapitare attraverso i militari dell’Arma, da Lorenzo Jovanotti, il quale insieme al barista avevano anche tentato di rintracciarla al telefono, senza successo, dopo aver trovato un recapito telefonico all’interno del portafogli.

Cassazione, datore di lavoro può ingaggiare investigatore per accertare che lavoratore è realmente ammalato

Pubblicato il 19 Ago 2016 alle 6:57am

Secondo la Cassazione la malattia del lavoratore non sempre può essere validamente attestata da un certificato medico: se dagli elementi oggettivi emerge che la patologia è inesisente, perché, il certificato perde di efficacia.

I giudici di legittimità sono tornati su tale casistica con la sentenza numero 17113 depositata il 16 agosto 2016 chiarendo che i datori di lavoro possono contestare i certificati sanitari prodotti dai lavoratori e che possono farlo non solo con accertamenti medici contrari ma anche basandosi su elementi di fatto.

La controversia, nel caso specifico era sorta a seguito di licenziamento comminato a un dipendente da parte di un’azienda in ragione di una “simulazione fraudolenta dello stato di malattia”, testimoniata dal compimento, da parte del lavoratore di una serie di azioni e movimenti incompatibili con la dichiarata lombalgia.

Per la Corte di Cassazione, la certificazione perde di credibilità se sussistono elementi di fatto idonei a dimostrare che la malattia non esiste o, comunque, che essa non è in contrasto con il regolare svolgimento dell’attività lavorativa.

I giudici hanno ribadito che i datori di lavoro possono legittimamente investigare, anche attraverso apposite agenzie, sulle condotte dei propri lavoratori estranee allo svolgimento dell’attività lavorativa se c’è il sospetto che tali condotte possano influenzare in qualche modo l’adempimento della prestazione dedotta in contratto.

Pedinare il dipendente assente per malattia è possibile anche se la commissione di atti illeciti o comunque irregolari è solo sospettata.

Le agenzie, in ogni caso, operano lecitamente esclusivamente se non sconfinano nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria, che l’articolo 3 dello Statuto dei lavoratori riserva direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori.

Su questi presupposti, il controllo del lavoratore mediante “007” per accertare l’effettività di una malattia (giustificato anche solo dal sospetto) non è ostacolato né dal principio di buona fede né dal divieto di cui all’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, dato che il datore di lavoro può decidere autonomamente quando e come compiere i controlli anche occulti e dato che il prestatore d’opera deve operare diligentemente per tutto il rapporto di lavoro.