Il Nobel per la Letteratura 2016 a Bob Dylan. La dichiarazione di Francesco De Gregori

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 13 Ott 2016 alle ore 3:27pm

bob dylan premio nobel della letteratura

Il Nobel per la Letteratura 2016 è andato a Bob Dylan per aver “creato una nuova espressione poetica nell’ambito della tradizione della grande canzone americana”.

L’annuncio del Comitato è stato accolto con un grande boato dai presenti in sala.

Sono vent’anni dalla prima candidatura: nel 1996 Dylan fu indicato all’Accademia Reale Svedese come meritevole del prestigioso riconoscimento dal professore Gordon Ball.

“Bob Dylan non sa ancora di aver vinto il Nobel per la letteratura” ha detto la segretaria dell’Accademia svedese, Sara Danius. Nessuno ha avvertito la leggenda prima dell’annuncio.

Che Dylan potesse vincere un Nobel era già nell’aria da tempo ma in pochi avevano previsto che il comitato potesse decidere di estendere il prestigioso riconoscimento a un genere letterario come la musica ‘pop’ (nel 2015 il premio è stato assegnato alla bielorussa Svetlana Alexievich per le sue polifonie, definite “un monumento alla sofferenza e al coraggio del nostro tempo”).

In merito all’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura 2016 a BOB DYLAN, FRANCESCO DE GREGORI, che è stato impegnato di recente con un nuovo disco di traduzioni di canzoni di Dylan, intitolato ‘De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto’, pubblicato il 30 ottobre 2015, a cui a fatto seguito anche un tour nel 2016 nei club e teatri italiani, ha dichiarato: « È una notizia che mi riempie di gioia, vorrei dire non è mai troppo tardi. Il Nobel assegnato a Dylan non è solo un premio al più grande scrittore di canzoni di tutti i tempi ma anche il riconoscimento definitivo che le canzoni fanno parte a pieno titolo della letteratura di oggi e possono raccontare, alla pari della scrittura, del cinema e del teatro, il mondo e le storie degli uomini. Bob Dylan incarna l’essenza di tutto questo, nessuno come lui ha saputo mettere in musica e parole l’epica dell’esistenza, le sue contraddizioni, la sua bellezza».