Torino, il figlio muore sul Cervino lei discute la tesi al posto suo

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 22 Lug 2017 alle ore 10:08am

“Luca e io l’abbiamo costruita insieme questa tesi, discuterla al posto suo mi è sembrata la cosa più naturale, anche se, non avrei mai pensato che l’Universita’ mi avrebbe invitato ad una cerimonia così”.

Cristina Giordana, mamma di Luca, con queste parole ha discusso ieri mattina a Torino la tesi in biologia molecolare su ‘Gli effetti del succo di barbabietola sulla prestazione sportiva ad alta quota’ al posto del figlio morto lo scorso 8 luglio sul Monte Cervino dopo una gara di corsa in montagna.

Luca aveva consegnato la tesi solo pochi giorni prima.

“Questa è una storia incredibile come incredibile è stata tutta la vita di mio figlio, compresa la sua dipartita”, aggiunge la mamma che tra le prime foto proiettate insieme alle slide utilizzate per illustrare la tesi ha scelto di mostrarne una che ritrae il Cervino con le nuvole quasi negli stessi momenti in cui il figlio perdeva la vita.

“Questa tesi mette insieme tanti aspetti che sono il riassunto della passione di Luca, lui voleva ottimizzare tutto e anche un elaborato non doveva essere una perdita di tempo. Per questo nella tesi si parla di quota e sport, perché Luca aveva un sogno nel cassetto, scalare gli 8 mila metri del Dhaulagiri, la settima montagna più alta del mondo”.

“Per me quell’impresa era impossibile da condividere anche perché avevo paura, al massimo gli avevo detto, ti possiamo finanziare, ma lui ha pensato, come in tutte le altre situazioni, di provare un concorso europeo, lo ha vinto e avrebbe avuto il completo finanziamento ma adesso il Dhaulagiri è troppo basso per lui”, ha concluso la mamma del giovane morto, in un incidente sul Cervino.

La corona d’alloro Luca non la voleva. La laurea triennale in Biologia per lui significava ben altro. Avrebbe voluto festeggiare a modo suo. Magari con un’arrampicata in solitaria sul Cervino. Come il giorno che ha perso la vita. Un giorno maledetto, a Croce Carral, a quota 3.800 metri. Luca Borgone, studente cuneese di 22 anni, è inciampato ed è precipitato per più di cento metri. Poche ore dopo è stato ritrovato il suo cadavere.

Credit Photo Corriere della Sera