diagnosi

Bambina di 6 anni ha diversi tumori, ma i medici non se ne accorgono

Pubblicato il 27 Ott 2020 alle 5:27am

I dottori dicevano ai genitori che la loro figlia mentiva, che non aveva niente, che fingeva di star male. Ma la piccola di 6 anni, invece, aveva ragione di lamentarsi, perché soffriva di un tumore raro.

Elizabeth è una bambina di soli 6 anni che per 7 mesi ha lamentano dolori lancinanti ma che nessuno medico le ha creduto.

Per otto volte i genitori erano andati al pronto soccorso per capire che cosa le stesse accadendo senza ricevere alcuna risposta, dal personale medicosanitario.

Purtroppo la piccola è affetta da un cancro molto raro: la diagnosi è arrivata solo quando i genitori hanno cominciato a insistere.

“Abbiamo scoperto la malattia solo perché ero consapevole che mia figlia non stava bene. – dice la mamma Emma Osborne – È stato un viaggio terribile e spero che nessun altro genitore debba affrontarlo. Pensare che tuo figlio ha il cancro nel corpo per sette mesi senza alcun trattamento è semplicemente orribile”.

La bambina ha un raro tumore del sistema linfatico, il linfoma non hodgkin.

La donna ha scoperto la malattia della figlia in quanto ha trovato nella sua bambina un nodulo che l’ha insospettita. E grazie a una risonanza magnetica è emersa anomalia ossea nella gamba, che ha permesso poi di scoprire la presenza di diversi tumori al viso, al cranio e alla mascella.

Covid-19, un test con prelievo saliva

Pubblicato il 05 Giu 2020 alle 6:19am

Il Giappone ha appena autorizzato i test sul prelievo di saliva per diagnosticare il covid-19, un modo questo, per aumentare gli screening di massa e ridurre il rischio degli operatori.

L’adozione in Giappone «Diminuiremo notevolmente gli oneri che derivano dalle misure di prevenzione nelle strutture per la raccolta di campioni», ha detto martedì il Ministro della Sanità ai giornalisti. Il Giappone è molto indietro rispetto alle altre nazioni industrializzate in termini di numero di tamponi effettuati. Al 1 giugno aveva condotto 2.31 tamponi per 1.000 persone, molto al di sotto dei 64.67 dell’Italia e dei 51.17 degli Usa. Il ministero ha quindi approvato due dozzine di test diversi su saliva. Martedì a Tokyo sono state segnalate più di 30 nuove infezioni e per la prima volta il numero di i casi quotidiani ha superato i 30 in 19 giorni. L’ultimo cluster di infezione è in un ospedale, il Musashino Central Hospital.

Test su saliva, in cosa consiste? Il test sulla saliva è di tipo “molecolare”, basato sulla stessa tecnologia che serve per i tamponi e produce gli stessi risultati, solo che il campione non viene prelevato con un bastoncino dal naso o dalla gola, ma raccogliendo la saliva in una provetta.

Food and Drug Administration (FDA) ha approvato un test di raccolta della saliva a domicilio.

Si sputa in un imbuto, la saliva finisce in un liquido di conservazione e una volta che il liquido diventa blu, il campione viene spedito in un pacchetto sigillato a un laboratorio, per l’analisi.

Report Iss rivela che il 4% delle vittime Covid-19 non presentava altre patologie

Pubblicato il 28 Mag 2020 alle 6:38am

Dai dati raccolti su pazienti positivi al covid-19, emerge ora che circa 4 morti su 100 non avevano altre malattie pregresse prima del ricovero ospedaliero. Ad affermarlo è il ‘Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-Cov-2 in Italia’ dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 21 maggio scorso.

Dei 3.032 casi di cui è stato possibile entrare in possesso della cartella clinica, 124 pazienti, il 4,1%, non avevano patologie pregresse prima dell’infezione.

La maggior parte dei deceduti di Covid-19 di cui si conoscono le condizioni pregresse, aveva 3 o più patologie. Il 59,6%, ovvero 1.806 pazienti presentava due patologie, il 21,4% del campione, 648 pazienti. Infine aveva una patologia il 15%, 454 pazienti.

L’ipertensione si conferma uno dei principali fattori di rischio. Il 23% dei pazienti deceduti di cui si conosce la storia clinica, seguiva una terapia antipertensiva con Ace-Inibitori e il 16% con farmaci sartani.

Il 31.096 decessi, 60% uomini e 40% donne. L’età media delle vittime di Covid-19 si conferma essere di 80 anni. Tuttavia 347 pazienti, avevano un’età inferiore ai 50 anni e 78 un’età inferiore ai 40 anni. Di questi ultimi, 14 non avevano patologie pregresse.

Crediti Foto Medicioggi.it

Coronavirus, perché Tac e Rx non servono

Pubblicato il 26 Mar 2020 alle 7:23am

L’unico modo per diagnosticare un’infezione da Covid-19 è il tampone. Tac e radiografie non riescono a distinguere una polmonite causata dal Sars-Cov-2 e quella causata da altri virus. A precisarlo è la Società italiana di Radiologia Medica e Interventistica, che ricorda come i software che pretendono di trovare l’infezione analizzando i referti non sono in realtà mai stati validati.

“In questi giorni siamo subissati di richieste di persone che vogliono fare la Tac per sapere se hanno il Covid-19, ma dobbiamo fare chiarezza su queste che sono vere e proprie fake news – racconta il presidente Sirm Roberto Grassi -. Quello che questi esami vedono è una polmonite interstiziale, ma non sono in grado di distinguere tra quelle causate dal coronavirus o da altri agenti come la clamidia o il micoplasma, perché non c’è nessuna differenza. I metodi che pretendono di fare la diagnosi con l’intelligenza artificiale non hanno nessuna validazione, e nessuno studio serio è stato condotto su queste tecniche. Per riconoscere una polmonite interstiziale è sufficiente uno studente, mentre, lo ripeto, distinguerne la causa non è possibile, è solo il tampone che può individuare un positivo. Con uno screening fatto con la Tac si rischierebbe di dare false sicurezze a una persona, che magari non ha la polmonite ma è in realtà infetta, come accade nella maggior parte dei casi”.

Tac e radiografie per lo screening potrebbero addirittura aumentare i contagi. “Tac e radiografie vanno usate su pazienti che sono già ospedalizzati, per dare informazioni in più al medico – sottolinea Grassi -. Ora l’unica cosa da fare è stare a casa, e solo se si ha un’insufficienza respiratoria andare in ospedale, altrimenti si rischia solo di contagiare altre persone inutilmente, o se si è negativi magari contrarre lì l’infezione”.

Osteoporosi, come controllarla con un nuovo test

Pubblicato il 16 Mar 2020 alle 7:10am

L’osteoporosi è una patologia che indebolisce il tessuto osseo determinando un aumento del rischio di fratture. Si presenta con alterazioni della struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico. Si stima che in Italia ne siano colpiti una donna su tre oltre i 50 anni (circa cinque milioni di persone) e un uomo su otto oltre i 60 anni (circa un milione di persone).

Come si diagnostica l’osteoporosi? La diagnosi prevede l’esecuzione della densitometria ossea (MOC), un esame che consente di calcolare la densità minerale ossea. Spesso, questo dato,però, non basta. Migliorare la conoscenza della situazione specifica del paziente richiede di studiare anche la complessa struttura trabecolare all’interno dell’osso, che è la prima spia delle alterazioni ossee.

È così è nato il BES TEST, dove BES è l’acronimo di Bone Elastic Structure, che serve a monitorare la struttura elastica dell’osso. BES TEST è il frutto della ricerca di M2TEST, la start-up tutta in rosa fondata a Trieste, che ha come obiettivo quello di migliorare la vita delle persone grazie alla prevenzione dell’osteoporosi.

Tumore al colon retto, per gli oncologi lo screening deve essere gratis fino ai 74 anni

Pubblicato il 20 Feb 2020 alle 6:26am

Aicom chiede al ministero della sanità, che lo screening per accertare il tumore al colon retto, gratuito, sia esteso fino all’età di 74 anni. I dati sul tumore In Italia evidenziano infatti, un calo grazie proprio alla prevenzione. (altro…)

Justin Bieber, rivela: “Soffro della malattia di Lyme, ma ho combattuto e vinto”

Pubblicato il 10 Gen 2020 alle 8:17am

“Mi è stata diagnosticata la malattia di Lyme”. Ad annunciarlo è Justin Bieber con un post pubblicato sul suo profilo Instagram. “Molte persone continuavano a dire che Justin Bieber sembrava una merda, che ero sotto metanfetamine, ma non si sono rese conto che recentemente mi è stata diagnosticata la malattia di Lyme, e anche una mononucleosi cronica che ha colpito la mia pelle, le funzioni del cervello e la mia salute in generale”, ha scritto in un lungo messaggio. (altro…)

Ossiuriasi, parassiti intestinali, più contagiati i bambini: ecco perché

Pubblicato il 09 Dic 2019 alle 8:42am

L’ossiuriasi è un’infezione parassitaria intestinale che colpisce prevalentemente i bambini in età scolare e pre-scolare. Si stima che 1 bambino su 4 possa contrarre l’Enterobius vermicularis, parassita responsabile dei fastidiosi sintomi di questa infezione. (altro…)

Ulcera peptica, in cosa consiste. Sintomi, diagnosi e cure

Pubblicato il 02 Nov 2019 alle 8:29am

Secondo l’Aigo, l’Associazione italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti ospedalieri, soffre di ulcera peptica il 5 – 10 per cento degli italiani. È una patologia diffusa ma su cui spesso si fa confusione. Cerchiamo allora di capire qualcosa in più.

Quali sono le principali caratteristiche della malattia, grazie, al dott. Silvio Danese, gastroenterologo all’ospedale Humanitas, coordinatore di Humanitas Immuno Center, responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas e docente di Humanitas University.

Secondo l’esperto, è importante scoprire innanzitutto, quali siano i segnali che dovrebbero farci preoccupare e rivolgerci ad un medico.

L’ulcera peptica è rappresentata da una lesione della mucosa dello stomaco o del duodeno, ovvero della prima porzione dell’intestino tenue: «È proprio quest’ultima la forma di ulcera più frequente – spiega Silvio Danese -. Quella duodenale può colpire individui in età meno avanzata mentre l’ulcera gastrica interessa più frequentemente chi è più in là con gli anni». Tra i sintomi che possono comparire, più frequentemente, ci sono dolore e bruciore tra sterno e ombelico.

«Con l’ulcera duodenale si possono avvertire anche a digiuno – osserva l’esperto -, mentre se la lesione ha interessato la mucosa dello stomaco, i sintomi si manifestano tendenzialmente dopo i pasti. La durata può andare da pochi minuti a diverse ore (anche per tutta la notte). Al male si possono accompagnare altri sintomi, come dispepsia, una certa difficoltà a digerire, nausea e sazietà precoce. Meno frequenti, invece, il vomito, la perdita di appetito, il dimagrimento, l’anemia dovuta al sanguinamento interno non trattato, e la presenza di sangue occulto nelle feci».

«La presenza del batterio si riscontra con test sierologici o con il breath test, un test del respiro, o con un esame delle feci», commenta Danese. «La gastroscopia è generalmente riservata a casi particolari. L’endoscopia, con l’analisi di frammenti della mucosa di stomaco o intestino, viene considerata lo strumento migliore per rilevare l’ulcera».

«Il batterio, chiamato Helicobacter, andrà eradicato con l’assunzione di un cocktail di antibiotici – specifica il dottore -. Tra gli altri farmaci che vengono prescritti in caso di ulcera peptica ci sono gli inibitori della secrezione acida gastrica, gli inibitori della pompa protonica e i protettori della mucosa gastrica». «I farmaci che bloccano la produzione di acidi – spiega Danese – ne riducono il rilascio nel tratto digestivo promuovendo la guarigione dell’ulcera». Dopo un mese dal trattamento antibiotico è opportuno avere conferma dell’eradicazione con il breath test o l’esame delle feci, ricordandosi di sospendere gli inibitori di pompa protonica per almeno due settimane.

Malattia di Lyme, nuovo test per diagnosi veloce

Pubblicato il 19 Ott 2019 alle 6:48am

È stato sviluppato dai ricercatori del Columbia University School of Engineering and Applied Science guidato da Sam Sia un nuovo test che potrebbe diagnosticare la malattia di Lyme in 15 minuti. (altro…)