gravidanza

Vaccinazioni in gravidanza, le raccomandazioni del ministero

Pubblicato il 09 Ago 2018 alle 7:52am

Il ministero della Salute sottolinea “l’importanza delle vaccinazioni come strumento di prevenzione da gravi patologie infettive in ogni fase della vita”, attraverso la circolare emanata ieri 7 agosto ai fini della salute femminile in età fertile, in previsione e durante la gravidanza.

“L’obiettivo è la protezione della donna e del nascituro da alcune specifiche malattie attraverso i giusti vaccini”, spiega il ministero.

Alcune malattie possono incidere negativamente sulla fertilità o avere conseguenze sull’esito di una gravidanza. Di conseguenza, per le donne in età fertile sono indicate, se non già immuni, le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, varicella e papilloma virus (HPV). Di grande importanza è anche il richiamo decennale della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse.

Per questo motivo, in previsione di una gravidanza è necessario che le donne siano protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia (MPR) e della varicella, dato l’elevato rischio per il nascituro, derivanti dall’infezioni materna durante la gravidanza, specie se si verifica nelle prime settimane di gestazione è molto pericoloso.

Per la varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, il rischio, oltre che per il nascituro, può essere molto grave anche per la madre. Poiché sia il vaccino MPR che quello della varicella sono controindicati in gravidanza, è necessario che, al momento dell’inizio della gravidanza, la donna sia già vaccinata con due dosi da almeno un mese prima.

Nel corso di ogni gravidanza e per ogni successiva gestazione sono raccomandate le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse (dTpa) e anti-influenza (nel caso la gestazione si verifichi durante una stagione influenzale). Di grande rilievo è la vaccinazione dTpa durante ogni gravidanza, anche se la donna sia già stata vaccinata o sia in regola con i richiami decennali o abbia avuto la pertosse. Infatti, la pertosse contratta dal neonato nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è frequentemente la madre. Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è il terzo trimestre di gravidanza, idealmente intorno alla 28a settimana, al fine di consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare.

Il vaccino dTpa si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza che per il feto.

La vaccinazione anti-influenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alle donne che all’inizio della stagione epidemica dell’influenza si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.

Da evitare invece, durante la gravidanza i vaccini contro MPR e varicella, contenendo virus vivi attenuati, sebbene l’effettuazione accidentale della vaccinazione in donne che non sapevano di essere in gravidanza non ha mai fatto registrare alcun caso di aborto o malformazione.

Oltre questa, sconsigliata in gravidanza anche la vaccinazione anti-HPV , poiché non sono stati effettuati studi specifici su possibili effetti collaterali sulla mamma e il nascituro.

Brigitte Nielsen mamma a 54 anni: “Avevo congelato gli ovuli 14 anni fa”

Pubblicato il 30 Lug 2018 alle 7:30am

In un’intervista rilasciata di recente a People, Brigitte Nielsen rivela in che modo è riuscita a diventare mamma a 54 anni. (altro…)

Trapianto di utero tra gemelle, primo caso al mondo, bebè nascerà a Bologna

Pubblicato il 29 Giu 2018 alle 6:40am

Nascerà a Bologna il primo bambino nato da una gravidanza dopo un trapianto di utero. A riferirlo è il centro di fecondazione assistita Sismer di Bologna. Protagoniste di questa vicenda sono una donna residente in Italia e la sorella che ha deciso di donarle il proprio utero. Un grande atto di amore che può concretizzarsi grazie anche al contributo di un team di medici internazionale composto da professionisti di fama mondiale.

Si è trattato -si legge in una nota- di un complesso iter medico e chirurgico per consentire alla sorella gemella, nata senza utero a causa di una malformazione congenita, di poter portare a termine una gravidanza.

Il trapianto è stato eseguito dall’equipe medica svedese del Professor Mats Brännström, Direttore della Clinica Stockholm IVF (Gruppo Eugin) e pioniere della tecnica del trapianto di utero, presso la Clinica Universitaria Pediatrica di Belgrado nel mese di Marzo 2017.

All’intervento hanno preso parte anche il Dottor Milan Milenkovic, il Dottor Mirorslav Djordjevic e il Professor Stefan Tullius, Direttore della Divisione Trapianti del Brigham and Women’s Hospital presso la Harvard Medical School. E’ stato poi effettuato presso Stockholm IVF un trattamento di procreazione assistita con un embrione crioconservato della coppia che ha dato origine alla gravidanza.

Per tutta la durata della gravidanza, che ha avuto un regolare decorso, la paziente è stata seguita dal Dottor Luca Gianaroli, Direttore Scientifico del Sismer di Bologna, il centro di ricerca per la fecondazione assistita “scelto espressamente dal Professor Brännström per la professionalità e l’esperienza dell’équipe medica”.

First To Know: l’unico test di gravidanza per autodiagnosi, su sangue capillare, in vendita in farmacia

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 8:21am

Da alcuni giorni è disponibile un nuovo strumento per sapere in pochi minuti e precocemente se è in corso una gravidanza.

First To Know®, è il primo esame di autodiagnosi che si basa sul prelievo di una goccia di sangue dal polpastrello.

Il test, prodotto dalla società americana Now Diagnostics Inc, si distingue per una sensibilità elevata (10 mIU/ml) che consente di rilevare nel sangue anche piccolissime quantità dell’ormone della gravidanza, la gonadotropina corionica umana (beta hCG), dopo circa una settimana dal presunto concepimento e circa sei giorni prima dell’atteso ciclo mestruale o comunque sin dal giorno stesso della mancata mestruazione.

La precocità è dovuta al fatto che circa una settimana dopo il concepimento l’ovulo fecondato si annida nell’utero; in questa fase inizia la produzione dell’ormone della gravidanza che è presente e quindi rilevabile già nel sangue, anche in piccolissime quantità.

In presenza dell’ormone della gravidanza, utilizzando First To Know® si verifica una reazione immunologica che forma una linea rossa nella zona “T” linea del test. Altri anticorpi formano una linea rossa nella zona “C” linea di controllo. La linea di controllo indica il corretto funzionamento del test, per cui deve essere sempre presente. Se assente, il risultato non deve essere considerato valido.

A differenza del prelievo venoso effettuato in un laboratorio di analisi, che presenta un dosaggio della quantità di ormone presente nel sangue, la nuova soluzione di Now Diagnostics Inc ne conferma solo la presenza o assenza avendo una natura qualitativa (e non quantitativa).

First To Know® è dunque l’ideale per chi sospetta una gravidanza e vuole averne conferma o meno il prima possibile e nella privacy di casa: semplice da usare, tramite una puntura eseguita con un apposito pungidito, permette di ottenere un risultato in dieci minuti. La confezione, contenente il necessario per due test, è venduta in farmacia al costo di 19,90 euro.

Nicole Kidman, rivela: “Diventare mamma è stato un miracolo, io e Tom Cruise abbiamo perso due figli”

Pubblicato il 07 Giu 2018 alle 7:34am

Nicole Kidman fa una confessione, molto dolorosa, che arriva a distanza di quasi trent’anni , riferendosi ai tempi del matrimonio con Tom Cruise. Nel 1990, quando la star aveva solo 23 anni, ha perso il suo primo figlio, con una gravidanza extrauterina, mentre nel 2001 ha avuto un aborto spontaneo. Nicole racconta per la prima volta il dramma al magazine britannico “Tatler”: “Diventare mamma è stato un percorso lungo e doloroso, un miracolo”.

“Conosco il desiderio immenso e doloroso – ha raccontato Nicole – La perdita che si prova dopo un aborto è qualcosa di cui non si parla abbastanza, ma è un grandissimo dolore”. Con Cruise la Kidman ha adottato due figli: nel 1992 Isabella e Connor nel 1995. Mentre dal secondo marito, Keith Urban, ha avuto Sunday Rose nel 2008 e Faith Margaret nel 2010 (da una madre surrogata, ndr).

Ora l’attrice ha ritrovato il sorriso e la serenità e l’amore. “Con Keith siamo una famiglia molto unita e in casa parliamo di tutto. Prendiamo molto seriamente la responsabilità di essere genitori, ma vogliamo anche avere una conversazione aperta con i nostri bambini”.

Trasfusioni e trapianto in utero al sesto mese di gravidanza, prima volta al mondo

Pubblicato il 29 Mag 2018 alle 6:00am

Per la prima volta al mondo una bimba, tre mesi prima di nascere a febbraio scorso, ha ricevuto ben cinque trasfusioni e un trapianto di cellule staminali ricavate dal midollo osseo della madre, mentre era nel grembo materno, attraverso un ago conficcato nel cordone ombelicale, per trattare la malattia di cui era affetta, l’alfa talassemia maggiore, spesso letale per il feto. (altro…)

Gravidanza: l’uso prolungato del Paracetamolo potrebbe comportare problemi neurologici nel bebé

Pubblicato il 06 Mag 2018 alle 10:22am

L’uso prolungato del Paracetamolo durante la gravidanza potrebbe essere collegato ad un aumentato rischio di disturbo dello spettro autistico (ASD) e disturbo da deficit di attenzione / iperattività (ADHD). E’ quanto rivelato da una nuova ricerca pubblicata sull’American Journal of Epidemiology. Gli autori dello studio ed altri esperti che hanno commentato lo studio specificano che i risultati vanno interpretati con molta cautela trattandosi di una revisione sistematica della letteratura che non comporterà modifiche nelle linee guisa attuali considerando che la febbre alta e prolungata, per cui le donne usano tale antipiretico, è dannosa di per sé; quindi le eventuali complicanze potrebbero essere generato dal problema medico in corso piuttosto che dal farmaco utilizzato.

Tuttavia i ricercatori hanno esaminato studi sulle coppie madre-bambino e hanno rilevato un aumento del 30% del rischio relativo di ADHD e un aumento del 20% per ASD nei bambini le cui madri hanno assunto paracetamolo durante la gravidanza, rispetto ai bambini di cui le madri non lo avevano fatto.

Come dimagrire dopo il parto

Pubblicato il 03 Mag 2018 alle 7:24am

La stragrande maggioranza delle donne perde i chili accumulati durante la gravidanza entro un anno dal parto. Su 12 chili presi in media durante i nove mesi, 3,5 sono quelli che riguardano il peso del bebè, mentre tutti gli altri servono all’organismo per la gravidanza.

E’ quindi molto importante mangiare bene e in modo adeguato, sia per garantire il giusto apporto di nutrienti indispensabili all’organismo proprio che assicurarli anche al nascituro e che sono indispensabili per il suo sviluppo.

Evitare, dunque, di mangiare però per due. Cambiate le vostre abitudini, abolite cibi e bevande che fanno male, il fumo, il vino, e promuovete quelle sane.

Bevete molta acqua naturale nel corso della giornata, fate delle lunghe passeggiate all’aria aperta, mangiate molta frutta e verdura, riposate le ore necessarie e parlate con uno specialista, ginecologo o nutrizionista su fabbisogno giornaliero e apporto calorico necessario in base alla vostra costituzione e anemnesi. Perché prevenire è meglio che curare.

Ma se proprio dopo il parto non riuscirete a smaltire i chili in eccesso ecco allora 6 semplici regole da seguire:

1. Dieta post parto efficace Evitate diete lampo, perché scombinano equilibri ormonali. Tenete sotto controllo il peso in vista dell’allattamento. Molte donne si domandano infatti quale sia la migliore alimentazione da seguire durante l’allattamento. Sia che allattiate o no al seno, potete seguire una dieta che sia a lungo termine, molto varia ed equilibrata. Una dieta mediterranea, con tanta frutta e verdura, cereali, pesce e carne bianca. Meglio evitare i grassi, i dolci e i fritti, nonché sostanze disidratanti, come il caffè o l’eccesso di sale.

2. Cominciate da subito a fare movimento Per dimagrire in modo efficace e sano dopo aver partorito, è necessario accompagnare la dieta con tanto movimento. Durante i primi tempi, soprattutto nei primi 40 giorni, è importante cercare di camminare quanto più a lungo possibile, anche solo semplicemente in casa. Allenatevi facendo le faccende domestiche e ritagliatevi i vostri spazi. Puntate su esercizi semplici per la postura, per la schiena e gli arti superiori ed inferiori, che vi aumentano il livello di energia e vi diminuiscono lo stress. Tutti fattori, necessari a dimagrire.

3. Esercizi addominali per eliminare la pancia post parto Trascorsi 40 giorni dal parto, se avete incominciato a camminare e a fare esercizi di ginnastica dolce, fate qualche piccolo sforzo in più; per tonificare i muscoli addominali e liberarvi della pancia in eccesso. Iniziate dai più semplici, e quando vi sentirete sempre meno stanche passate ai più complicati. State attente. Se avete avuto un parto cesareo, cominciate questi esercizi soltanto quando avrete tolto i punti ed vi sarete assicurate che il taglio sia guarito del tutto. Chiedete sempre consiglio anche al vostro medico di base.

4. Allenatevi con il bebè! Se non riuscite a separarvi dal vostro bebè, potete sempre allenarvi in casa con lui. In rete ci sono tanti video tutorial che vi spiegano quali esercizi fare. Avendo lui a portata di mano.

5. Limitate il consumo di zuccheri e di spuntini Soprattutto nei primi mesi dopo il parto, se avete voglia di uno spuntino, invece di mangiare un dolce, preconfezionato, caramelle, e cianfrusaglie varie, puntate su di un frutto di stagione, una bella tisana calda, una limonata, un succo di frutta naturale, una carota, un gambo di sedano, dei semi di soia, un cetriolo o della frutta secca.

6. Ascoltate il vostro corpo Voler tornare subito in forma dopo il parto è più che comprensibile, ma attenzione a non strafare. Seguite i ritmi del vostro corpo, e non sforzatevi eccessivamente. Prendetevi cura di voi stesse. Godetevi il vostro tempo necessario e fate quello che dovete fare con il vostro bambino. Fate dei sonnellini pomeridiani insieme a lui, coccolatelo, e quando vi sentite stanche staccate la spina e concedetevi un po’ di relax, un bel libro, una bella passeggiata, una chiacchierata con le amiche, un massaggio rlassante, un bel bagno caldo.

Vaccini, le risposte di pediatri e neonatologi ai dubbi dei genitori

Pubblicato il 23 Apr 2018 alle 8:53am

Sulle vaccinazioni sono tanti i genitori ad avere perplessità sui reali benefici per la salute dei propri figli.

E così la Società Italiana di Pediatria (Sip) e la Società Italiana di Neonatologia (Sin) durante la Settimana Europea delle Vaccinazioni hanno voluto dare maggiori dettagli in merito, aprendo un filo diretto telefonico con le tante richieste di mamma e papà.

Un’iniziativa molto importante che nasce dall’adesione di Sip e Sin alla Settimana Europea delle Vaccinazioni promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Regione Europea), che si tiene dal 23 al 29 aprile, all’insegna dello slogan “Prevenire, Proteggere, Immunizzare” per contrastare la disinformazione.

Nel corso della settimana, il sito web e la pagina Facebook della Sip saranno dedicati al tema delle vaccinazioni. I genitori potranno chiamare ilgiorno 24 aprile dalle ore 10 alle ore 12 Lina Bollani, Neonatologa Sin (tel. 0382502884) e dalle ore 12 alle ore 14 Elena Bozzola, Segretario Nazionale Sip, tel (3394753382).

“I vaccini sono l’unico vero strumento capace di proteggerci dalle malattie infettive, che possono causare morte e/o danni permanenti – spiega il Presidente Sip Alberto Villani -. È assurdo che in Europa e in Italia si muoia ancora di morbillo. Nel 2017, in Europa il morbillo ha ucciso 30 persone e ne ha colpite oltre 14.000, circa il 400% in più rispetto all’anno precedente. Nei primi 2 mesi del 2018, le persone contagiate in Italia sono già oltre 400”.

“Nei mesi scorsi è stata data molta attenzione alle vaccinazioni pediatriche, ma la sicurezza del neonato dipende anche dall’immunizzazione della mamma – continua il Presidente della Sin Mauro Stronati -. In Italia, purtroppo, la percentuale di donne che si vaccinano in vista di una gravidanza è ancora troppo bassa. Secondo l’ISS, una donna su tre non sa se è protetta contro la rosolia e solo il 41% delle donne ha effettuato il vaccino. Le vaccinazioni in gravidanza sono sempre state viste ‘con sospetto’, per la paura di eventuali danni al feto. In realtà i dati acquisiti sull’utilizzo, in questo caso, di ‘vaccini non vivi’, come, ad esempio, quello anti-influenzale, sono rassicuranti riguardo l’effetto protettivo e l’assenza di effetti collaterali su gravidanza, madre e feto/neonato. Al contrario, le infezioni contratte in gravidanza arrecano danno non soltanto alla mamma, ma anche al bimbo che porta in grembo, interferendo con il suo sviluppo.”

Melanoma aggressivo, pericoloso per le donne incinte

Pubblicato il 07 Apr 2018 alle 6:48am

Le donne incinte devono avere cura della propria pelle, monitorandola con costanza per prevenire il melanoma; più aggressivo se colpisce le donne durante o subito dopo la gravidanza. A rivelarlo i ricercatori della Cleveland Clinic, che hanno sottolineato l’importanza della prevenzione. (altro…)