gravidanza

Nicole Kidman, rivela: “Diventare mamma è stato un miracolo, io e Tom Cruise abbiamo perso due figli”

Pubblicato il 07 Giu 2018 alle 7:34am

Nicole Kidman fa una confessione, molto dolorosa, che arriva a distanza di quasi trent’anni , riferendosi ai tempi del matrimonio con Tom Cruise. Nel 1990, quando la star aveva solo 23 anni, ha perso il suo primo figlio, con una gravidanza extrauterina, mentre nel 2001 ha avuto un aborto spontaneo. Nicole racconta per la prima volta il dramma al magazine britannico “Tatler”: “Diventare mamma è stato un percorso lungo e doloroso, un miracolo”.

“Conosco il desiderio immenso e doloroso – ha raccontato Nicole – La perdita che si prova dopo un aborto è qualcosa di cui non si parla abbastanza, ma è un grandissimo dolore”. Con Cruise la Kidman ha adottato due figli: nel 1992 Isabella e Connor nel 1995. Mentre dal secondo marito, Keith Urban, ha avuto Sunday Rose nel 2008 e Faith Margaret nel 2010 (da una madre surrogata, ndr).

Ora l’attrice ha ritrovato il sorriso e la serenità e l’amore. “Con Keith siamo una famiglia molto unita e in casa parliamo di tutto. Prendiamo molto seriamente la responsabilità di essere genitori, ma vogliamo anche avere una conversazione aperta con i nostri bambini”.

Trasfusioni e trapianto in utero al sesto mese di gravidanza, prima volta al mondo

Pubblicato il 29 Mag 2018 alle 6:00am

Per la prima volta al mondo una bimba, tre mesi prima di nascere a febbraio scorso, ha ricevuto ben cinque trasfusioni e un trapianto di cellule staminali ricavate dal midollo osseo della madre, mentre era nel grembo materno, attraverso un ago conficcato nel cordone ombelicale, per trattare la malattia di cui era affetta, l’alfa talassemia maggiore, spesso letale per il feto. (altro…)

Gravidanza: l’uso prolungato del Paracetamolo potrebbe comportare problemi neurologici nel bebé

Pubblicato il 06 Mag 2018 alle 10:22am

L’uso prolungato del Paracetamolo durante la gravidanza potrebbe essere collegato ad un aumentato rischio di disturbo dello spettro autistico (ASD) e disturbo da deficit di attenzione / iperattività (ADHD). E’ quanto rivelato da una nuova ricerca pubblicata sull’American Journal of Epidemiology. Gli autori dello studio ed altri esperti che hanno commentato lo studio specificano che i risultati vanno interpretati con molta cautela trattandosi di una revisione sistematica della letteratura che non comporterà modifiche nelle linee guisa attuali considerando che la febbre alta e prolungata, per cui le donne usano tale antipiretico, è dannosa di per sé; quindi le eventuali complicanze potrebbero essere generato dal problema medico in corso piuttosto che dal farmaco utilizzato.

Tuttavia i ricercatori hanno esaminato studi sulle coppie madre-bambino e hanno rilevato un aumento del 30% del rischio relativo di ADHD e un aumento del 20% per ASD nei bambini le cui madri hanno assunto paracetamolo durante la gravidanza, rispetto ai bambini di cui le madri non lo avevano fatto.

Come dimagrire dopo il parto

Pubblicato il 03 Mag 2018 alle 7:24am

La stragrande maggioranza delle donne perde i chili accumulati durante la gravidanza entro un anno dal parto. Su 12 chili presi in media durante i nove mesi, 3,5 sono quelli che riguardano il peso del bebè, mentre tutti gli altri servono all’organismo per la gravidanza.

E’ quindi molto importante mangiare bene e in modo adeguato, sia per garantire il giusto apporto di nutrienti indispensabili all’organismo proprio che assicurarli anche al nascituro e che sono indispensabili per il suo sviluppo.

Evitare, dunque, di mangiare però per due. Cambiate le vostre abitudini, abolite cibi e bevande che fanno male, il fumo, il vino, e promuovete quelle sane.

Bevete molta acqua naturale nel corso della giornata, fate delle lunghe passeggiate all’aria aperta, mangiate molta frutta e verdura, riposate le ore necessarie e parlate con uno specialista, ginecologo o nutrizionista su fabbisogno giornaliero e apporto calorico necessario in base alla vostra costituzione e anemnesi. Perché prevenire è meglio che curare.

Ma se proprio dopo il parto non riuscirete a smaltire i chili in eccesso ecco allora 6 semplici regole da seguire:

1. Dieta post parto efficace Evitate diete lampo, perché scombinano equilibri ormonali. Tenete sotto controllo il peso in vista dell’allattamento. Molte donne si domandano infatti quale sia la migliore alimentazione da seguire durante l’allattamento. Sia che allattiate o no al seno, potete seguire una dieta che sia a lungo termine, molto varia ed equilibrata. Una dieta mediterranea, con tanta frutta e verdura, cereali, pesce e carne bianca. Meglio evitare i grassi, i dolci e i fritti, nonché sostanze disidratanti, come il caffè o l’eccesso di sale.

2. Cominciate da subito a fare movimento Per dimagrire in modo efficace e sano dopo aver partorito, è necessario accompagnare la dieta con tanto movimento. Durante i primi tempi, soprattutto nei primi 40 giorni, è importante cercare di camminare quanto più a lungo possibile, anche solo semplicemente in casa. Allenatevi facendo le faccende domestiche e ritagliatevi i vostri spazi. Puntate su esercizi semplici per la postura, per la schiena e gli arti superiori ed inferiori, che vi aumentano il livello di energia e vi diminuiscono lo stress. Tutti fattori, necessari a dimagrire.

3. Esercizi addominali per eliminare la pancia post parto Trascorsi 40 giorni dal parto, se avete incominciato a camminare e a fare esercizi di ginnastica dolce, fate qualche piccolo sforzo in più; per tonificare i muscoli addominali e liberarvi della pancia in eccesso. Iniziate dai più semplici, e quando vi sentirete sempre meno stanche passate ai più complicati. State attente. Se avete avuto un parto cesareo, cominciate questi esercizi soltanto quando avrete tolto i punti ed vi sarete assicurate che il taglio sia guarito del tutto. Chiedete sempre consiglio anche al vostro medico di base.

4. Allenatevi con il bebè! Se non riuscite a separarvi dal vostro bebè, potete sempre allenarvi in casa con lui. In rete ci sono tanti video tutorial che vi spiegano quali esercizi fare. Avendo lui a portata di mano.

5. Limitate il consumo di zuccheri e di spuntini Soprattutto nei primi mesi dopo il parto, se avete voglia di uno spuntino, invece di mangiare un dolce, preconfezionato, caramelle, e cianfrusaglie varie, puntate su di un frutto di stagione, una bella tisana calda, una limonata, un succo di frutta naturale, una carota, un gambo di sedano, dei semi di soia, un cetriolo o della frutta secca.

6. Ascoltate il vostro corpo Voler tornare subito in forma dopo il parto è più che comprensibile, ma attenzione a non strafare. Seguite i ritmi del vostro corpo, e non sforzatevi eccessivamente. Prendetevi cura di voi stesse. Godetevi il vostro tempo necessario e fate quello che dovete fare con il vostro bambino. Fate dei sonnellini pomeridiani insieme a lui, coccolatelo, e quando vi sentite stanche staccate la spina e concedetevi un po’ di relax, un bel libro, una bella passeggiata, una chiacchierata con le amiche, un massaggio rlassante, un bel bagno caldo.

Vaccini, le risposte di pediatri e neonatologi ai dubbi dei genitori

Pubblicato il 23 Apr 2018 alle 8:53am

Sulle vaccinazioni sono tanti i genitori ad avere perplessità sui reali benefici per la salute dei propri figli.

E così la Società Italiana di Pediatria (Sip) e la Società Italiana di Neonatologia (Sin) durante la Settimana Europea delle Vaccinazioni hanno voluto dare maggiori dettagli in merito, aprendo un filo diretto telefonico con le tante richieste di mamma e papà.

Un’iniziativa molto importante che nasce dall’adesione di Sip e Sin alla Settimana Europea delle Vaccinazioni promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Regione Europea), che si tiene dal 23 al 29 aprile, all’insegna dello slogan “Prevenire, Proteggere, Immunizzare” per contrastare la disinformazione.

Nel corso della settimana, il sito web e la pagina Facebook della Sip saranno dedicati al tema delle vaccinazioni. I genitori potranno chiamare ilgiorno 24 aprile dalle ore 10 alle ore 12 Lina Bollani, Neonatologa Sin (tel. 0382502884) e dalle ore 12 alle ore 14 Elena Bozzola, Segretario Nazionale Sip, tel (3394753382).

“I vaccini sono l’unico vero strumento capace di proteggerci dalle malattie infettive, che possono causare morte e/o danni permanenti – spiega il Presidente Sip Alberto Villani -. È assurdo che in Europa e in Italia si muoia ancora di morbillo. Nel 2017, in Europa il morbillo ha ucciso 30 persone e ne ha colpite oltre 14.000, circa il 400% in più rispetto all’anno precedente. Nei primi 2 mesi del 2018, le persone contagiate in Italia sono già oltre 400”.

“Nei mesi scorsi è stata data molta attenzione alle vaccinazioni pediatriche, ma la sicurezza del neonato dipende anche dall’immunizzazione della mamma – continua il Presidente della Sin Mauro Stronati -. In Italia, purtroppo, la percentuale di donne che si vaccinano in vista di una gravidanza è ancora troppo bassa. Secondo l’ISS, una donna su tre non sa se è protetta contro la rosolia e solo il 41% delle donne ha effettuato il vaccino. Le vaccinazioni in gravidanza sono sempre state viste ‘con sospetto’, per la paura di eventuali danni al feto. In realtà i dati acquisiti sull’utilizzo, in questo caso, di ‘vaccini non vivi’, come, ad esempio, quello anti-influenzale, sono rassicuranti riguardo l’effetto protettivo e l’assenza di effetti collaterali su gravidanza, madre e feto/neonato. Al contrario, le infezioni contratte in gravidanza arrecano danno non soltanto alla mamma, ma anche al bimbo che porta in grembo, interferendo con il suo sviluppo.”

Melanoma aggressivo, pericoloso per le donne incinte

Pubblicato il 07 Apr 2018 alle 6:48am

Le donne incinte devono avere cura della propria pelle, monitorandola con costanza per prevenire il melanoma; più aggressivo se colpisce le donne durante o subito dopo la gravidanza. A rivelarlo i ricercatori della Cleveland Clinic, che hanno sottolineato l’importanza della prevenzione. (altro…)

Gravidanza, in forma per battere il diabete gestazionale

Pubblicato il 04 Apr 2018 alle 7:31am

Tenersi in forma prima della gravidanza abbassa il rischio di sviluppare il diabete gestazionale di tipo2. Si riduce infatti la possibilità del 21% proprio in virtù di una forma fisica migliore derivante da attività fisica costante e moderata prima della gravidanza. (altro…)

Gravidanza e diabete gestazionale, un aiuto naturale arriva dai pistacchi

Pubblicato il 20 Mar 2018 alle 6:14am

La frutta secca fa bene alla salute. Ha tante qualità benefiche e ora si scopre anche che può essere un alleato per la salute anche durante la gravidanza, in quelle donne che sono affette da diabete gestazionale. A rivelarlo, uno studio condotto dall’università di Shanghai presentato all’ultimo convegno dell’Academy of Nutrition and Dietetics statunitense che dimostra che i pistacchi, soprattutto se consumati al mattino a colazione, possono mantenere la glicemia in certi livelli.

I ricercatori hanno infatti coinvolto nello studio donne di età compresa fra le 24 e le 28 settimane di gravidanza con diabete gestazionale o un’alterata tolleranza al glucosio, primo passo verso il diabete vero e proprio; facendo consumare ad una parte del gruppo una colazione a base di pistacchi (42 grammi, pari a una porzione e mezza visto che per una “dose” di frutta secca si considerano 30 grammi), ed ad altre facendo mangiare due fette di pane integrale, per arrivare alla stessa quantità di calorie dei pistacchi.

Ebbene, dopo ogni mezz’ora, fino a due ore dopo il pasto, sono state misurate la glicemia, l’insulina nel sangue e i livelli di GLP-1 o Glucagon-Like Peptide, ormone chiave per la regolazione dell’insulina. Dopo una settimana i gruppi sono stati invertiti, in modo che ciascuna potesse essere valutata nella risposta a entrambi i tipi di colazione.

Infine i risultati hanno mostrato che dopo la colazione coi pistacchi i livelli di zucchero nel sangue si erano mantenuti più bassi rispetto al consumo di pane; restando inferiori anche le concentrazioni di insulina nel sangue e si era alzato invece il GLP-1, ormone che gestisce l’incremento degli zuccheri e fa mantenere un corretto equilibrio nel sangue.

Placenta invecchiata e i rischi per il bambino

Pubblicato il 10 Mar 2018 alle 8:02am

Una delle problematiche che spesso possono accompagnare la gravidanza è la placenta invecchiata, tecnicamente detta “placenta calcificata”.

Un fenomeno che in genere si presenta normalmente verso la fine della gravidanza. Diverso è invece, il discorso dell’invecchiamento placentare che si verifica al contrario nel corso della gravidanza. Cerchiamo allora di saperne di più.

I sintomi della placenta invecchiata rappresentano una scarsa crescita del feto. In passato una diagnosi di placenta calcificata veniva fatta solo alla nascita del nascituro quando la placenta veniva esaminata dal medico o dall’ostetrica. Nella placenta invecchiata sono dunque evidenti delle piccole calcificazioni di colore bianco somiglianti tanto a delle pietre dure.

Osservando il bambino, invece, si notano:

– unghie più lunghe, – pelle desquamata – scarsa presenza di vernice caveosa, quello strato sottile che riveste il corpo del bambino e che protegge la pelle durante la permanenza nel liquido amniotico.

Una delle principali cause della calcificazione della placenta è legata alla durata della gravidanza: una gestazione che si prolunga oltre le 40 settimane può maggiormente andare incontro a queste calcificazioni della placenta. Ma in questo caso non è nulla di allarmante perché trattasi di evento più fisiologico, al contrario invece esistono altri fattori che contribuiscono all’invecchiamento della placenta e sono:

– fumo: le sigarette non solo aumentano il rischio di aborto spontaneo e distacco della placenta, ma anche di invecchiamento della placenta. – Diabete gestazionale – ipertensione: che è strettamente collegata alla gestosi, una complicanza molto grave della gravidanza che va trattata tempestivamente.

Ma come evitarla?

Durante la gravidanza è fondamentale mangiare bene e in modo sano, per assicurare all’organismo materno e fetale il giusto apporto di calcio, vitamine e sali minerali necessari per la salute delle ossa, dei denti, della coagulazione del sangue, della funzionalità nervosa, muscolare e cardiaca.

Una donna incinta ha bisogno di una quantità maggiore di calcio rispetto al dovuto, si parla infatti di circa 1200 mg al giorno.

Ecco allora alcuni consigli utili per prevenire l’invecchiamento della placenta:

– assicurarsi di assumere la giusta quantità di calcio ogni giorno anche con l’aiuto di integratori multivitaminici; – controllare regolarmente la pressione arteriosa perché l’ipertensione può comportare un aumento del rischio di calcificazione, – evitare di fumare in gravidanza.

La placenta invecchiata in gravidanza non consente al bambino di ricevere la giusta quantità di ossigeno e i nutrienti adeguati da parte dell’organismo materno.

Mangiare vegano durante la gravidanza causa seri danni al nascituro

Pubblicato il 10 Mar 2018 alle 7:50am

I medici non hanno dubbi, un comportamento alimentare sbagliato delle mamme tenuto durante la gestazione, può causare danni molto seri al nascituro. A riferirlo è la Tribuna di Treviso che riporta le dichiarazioni del primario della Pediatria, Stefano Martelossi. “I bambini accusavano sintomi di stanchezza e gravi difficoltà motorie: faticavano a stare seduti, a sostenere bene la testa e a coordinare i movimenti”, spiega il medico. Così si è reso necessario il ricovero durante il quale sono state approfondite le cause. (altro…)