inquinamento ambientale

Fiumi, a causa degli antibiotici 300 volte oltre limiti

Pubblicato il 30 Mag 2019 alle 10:45am

Cresce l’emergenza dell’inquinamento da antibiotici nei fiumi di tutto il mondo che in qualche caso superano anche i livelli di sicurezza di oltre 300 volte.

Ad affermarlo è uno studio dell’università di New York che sarà presentato al meeting della Society of Environmental Toxicology and Chemistry ad Helsinki. Testati i fiumi di 72 paesi in sei continenti e gli antibiotici, trovati nel 65% dei siti monitorati, compresi fiumi ‘storici’ come il Mekong o il Tamigi.

Taranto, è boom di malattie respiratorie a causa dell’Ilva, soprattutto tra i bambini

Pubblicato il 04 Ott 2016 alle 10:18am

Taranto ci sarebbe una causa-effetto tra emissioni industriali e danno alla salute. A rivelarlo è uno studio epidemiologico condotto dalla Regione Puglia sugli effetti delle esposizioni ambientali sulla popolazione residente nei Comuni di Taranto, Massafra e Statte, con la collaborazione del Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio, della Asl di Taranto, di Arpa Puglia e di AReS Puglia. (altro…)

8 Giugno Giornata Mondiale degli Oceani: plastica nemico numero uno

Pubblicato il 08 Giu 2016 alle 9:56am

L’Onu in occasione della Giornata mondiale degli oceani che si celebra oggi 8 giugno ricorda che: “Oceani sani, pianeta sano”. (altro…)

Identificati i batteri ‘mangia-plastica’ che divorano il pet e ripuliscono i mari

Pubblicato il 17 Mar 2016 alle 6:00am

Una importante scoperta potrà ripulire i mari del mondo. si tratta di batteri ‘mangia-pastica’: gli Ideonella sakaiensis 201-F6, che grazie a due enzimi sono in grado di scomporre il Pet (Polyethylene terephthalate), polimero utilizzato per rendere la plastica resistente e impiegato soprattutto nelle bottiglie.

Il merito è dei ricercatori coordinati da Shosuke Yoshida, del Kyoto Institute of Technology, il cui risultato è stato descritto sulla rivista Science.

Finora, solo poche specie di funghi, e non di batteri, sono stati identificati come capaci di degradare il Pet. In questo caso i ricercatori hanno raccolto 250 campioni di detriti di pet, presenti nel suolo, sedimenti e acque di scarico, cercando dei possibili batteri.

Ebbene, sono riusciti a identificarne uno nuovo, l’Ideonella sakaiensis 201-F6, che adopera il Pet come fonte principale di energia e carbonio, ed e’ in grado di ‘mangiare’ completamente una pellicola sottile di pet dopo 6 settimane, ad una temperatura di 30°. Se fatti crescere sul pet, i ceppi del batterio producono i due enzimi che lo scompongono in due monomeri piu’ semplici, amici dell’ambiente, con una reazione istantanea.

L’enzima ISF6_4831 lavorerebbe infatti con l’acqua per disintegrare il Pet in sostanze ‘intermedie’, che vengono poi ulteriormente scomposte dall’altro enzima, ISF6_0224. A differenza degli enzimi di altri batteri, la funzione di questi due sembrerebbe essere davvero unica.

I rifiuti elettronici sono dannosi per la salute

Pubblicato il 04 Giu 2011 alle 9:05am

I rifiuti elettronici possono causare un’infiammazione delle vie respiratorie, generare stress ossidativo e danneggiare il Dna delle cellule dei polmoni: pertanto, possono essere considerati dei potenziali cancerogeni.

A dimostrarlo è uno studio apparso sulla rivista Environmental Research Letters in cui sono stati analizzati gli effetti dannosi provocati sulle cellule dell’epitelio respiratorio umano, dai materiali che costituiscono le «carcasse» di computer, televisioni, stampanti, cellulari e altri apparecchi elettronici.

Sembra che coltivando le cellule in un terreno in cui erano presenti i componenti solubili dei rifiuti elettronici i ricercatori hanno osservato un aumento dei livelli di interleuchina-8 – fattore chiave nei processi infiammatori – di specie reattive dell’ossigeno – capaci di danneggiare le strutture cellulari – e di p53 – proteina attivata dai danni al Dna, responsabile di diversi processi coinvolti nello sviluppo di neoplasie.

Sia l’infiammazione che lo stress ossidativo possono causare danni al Dna e conseguentemente indurre lo sviluppo di tumori, ma non solo…

Essi sono causa anche di altre patologie, come le malattie cardiovascolari.

Le discariche elettroniche poste all’aria aperta dovrebbero essere vietate, e chi ci lavora a stretto contatto, dovrebbe essere adeguatamente protetto.

Inoltre, per la produzione degli apparecchi elettronici dovrebbero essere utilizzati materiali più sostenibili dal punto di vista ecologico e per la salute umana.