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Vaccino anti-Covid, Trump annuncia: “Pronto tra 3/4 settimane

Pubblicato il 17 Set 2020 alle 6:00am

Il vaccino contro il Covid-19 potrebbe essere pronto già entro tre o quattro settimane: lo ha annunciato ieri il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump in un town hall a Philadelphia. Dovrebbe arrivare prima delle elezioni americane che si terranno il prossimo 3 novembre.

Trump ha negato di aver minimizzato la minaccia del coronavirus, nonostante ci sia l’audio dell’intervista al reporter Bob Woodward in cui ammette il contrario. “La mia azione è stata forte ma non volevo creare panico tra la gente”, ha detto Trump.

Coronavirus, Cina approva il primo vaccino, già in fase 3

Pubblicato il 18 Ago 2020 alle 6:00am

La Cina ha dato il via libera a un possibile vaccino anti Covid-19: l’Ad5-nCoV, sviluppato da CanSino Biologics con l’Istituto di biotecnologia dell’Accademia delle scienze mediche militari.

La China National Intellectual Property Administration, citata dal network statale Cctv, dice che dopo l’approvazione, ricevuta l’11 agosto scorso ma resa nota solo in questi giorni, «l’ulteriore conferma dell’efficacia e sicurezza» del prodotto messo a punto, è un passaggio formale per l’eventuale attivazione. È la seconda registrazione ufficiale di un vaccino anti Covid-19 dopo quello russo che ha sollevato nei giorni scorsi qualche perplessità (essendo stato registrato solo dopo la Fase 2).

Il vaccino cinese era in Fase 3 (quella che valuta l’efficacia su migliaia di persone). Utilizza un adenovirus del comune raffreddore (Adenovirus tipo 5, Ad5-nCoV) per introdurre l’informazione genetica del nuovo coronavirus nelle cellule umane, con istruzioni per produrre solo alcune delle sue proteine e generare così, anche una risposta immunitaria senza il rischio di soffrire di patologia. È stato sviluppato in collaborazione con l’Accademia militare delle scienze a seguito di un vaccino contro il virus Ebola che è stato concesso in licenza provvisoria nel 2017.

Spallanzani, dal 24/08 la sperimentazione del vaccino sull’uomo

Pubblicato il 09 Ago 2020 alle 6:29am

“Sono arrivate all’Istituto Spallanzani le prime dosi del vaccino ‘made in Italy’ e dal 24 agosto siamo pronti alla sperimentazione sull’uomo. Lo Spallanzani sta completando la ricerca dei volontari per la sperimentazione”, a dirlo è l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

Il vaccino, informa la Regione Lazio, ha già superato i test preclinici effettuati sia in vitro che in vivo su modelli animali, “che hanno evidenziato la forte risposta immunitaria indotta dal vaccino e il buon profilo di sicurezza”.

Secondo quanto si apprende nei giorni scorsi è giunta l’approvazione della sperimentazione da parte del comitato etico nazionale presso l’Istituto romano, e ora può cominciare la fase 1 di sperimentazione sull’uomo della piattaforma vaccinale italiana, alla quale hanno collaborato l’INMI e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e che si avvale dei finanziamenti del Ministero della Ricerca Scientifica e della Regione Lazio ed è stato supportato dal Ministero della Salute.

Vaccino italiano, via libera per la sperimentazione dall’AIFA

Pubblicato il 02 Ago 2020 alle 6:22am

Arriva l’ok, da parte dell’AIFA per l’avvio alla sperimentazione del vaccino italiano. Attraverso un comunicato diffuso sul proprio sito web l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato la ricerca di Fase I del vaccino contro la COVID-19 che sarà prodotto dall’azienda bio-tecnologica ReiThera, avente sede a Castel Romano, nel Lazio.

Il vaccino italiano si chiamerà GRAd-COV2, ed ha già ottenuto una risposta positiva da parte del comitato etico dell’Istituto Spallanzani e dall’Istituto Superiore di Sanità. A breve quindi inizieranno gli studi di Fase I che hanno come obiettivo quello di valutare la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino, che dovrebbe essere in grado di contrastare il virus responsabile della sindrome respiratoria acuta grave, nota come SARS-CoV-2.

Vaccino contro il coronavirus, ecco da quando sarà disponibile

Pubblicato il 24 Lug 2020 alle 6:40am

Il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford è il primo ad essere in forma sperimentale, tra i tanti in fase di sviluppo. Si tratta di un farmaco arrivato già alla fase 3, ed è quello di cui l’Italia ha prenotato 30 milioni di dosi. Gli studiosi che stanno lavorando su questo progetto parlano di distribuzione in tutto il mondo entro la fine dell’anno. Non si tratta però dell’unica ricerca: anche Usa, Cina e Russia stanno sviluppando un prototipo.

“L’attività neutralizzante contro SarsCov2 – afferma AstraZeneca – è stata evidenziata nel 91% dei partecipanti alla sperimentazione ad un mese dalla vaccinazione e nel 100% dei partecipanti che hanno ricevuto una seconda dose”.

Dalla Russia, ‘immunità in trial vaccino’

Pubblicato il 11 Lug 2020 alle 6:20am

Trial clinici condotti sul vaccino anti-coronavirus in Russia rivelano ci sono buone speranze… Una sorta di immunità. Ad annunciarlo è stato ieri ministero della Difesa russo, secondo quanto riportato dalla Tass.

“I dati ottenuti dal Gamalei National Research Center for Epidemiology and Microbiology – ha annunciato il ministero – dimostrano che i volontari del primo e del secondo gruppo stanno formando una risposta immunitaria dopo l’inoculazione del vaccino contro il coronavirus”.

Il ministero ha anche riferito che i medici dell’ospedale militare di Burdenko effettuano regolarmente esami per monitorare condizioni di salute dei volontari e non risulta che abbiano manifestato alcun effetto collaterale.

Oms: “Un vaccino per il Covid-19 nei primi mesi 2021”

Pubblicato il 08 Mag 2020 alle 6:22am

“Il futuro sarà avere tutte le persone vaccinate” contro Covid-19. “Ci sono un’ottantina di vaccini in valutazione, almeno 5 o 6 estremamente promettenti che potrebbero darci uno strumento efficace entro il primo trimestre del prossimo anno”.

A dirlo il direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Ranieri Guerra, intervistato da ‘il Messaggero’. “La piattaforma di studio per i vaccini è la stessa della Sars, la ricerca non è partita da zero”.

“A livello di Oms – precisa ancora Guerra – ci stiamo cautelando perché il costo del vaccino, da chiunque sia sviluppato, sia gestibile. Non può essere riservato solo a chi se lo potrà permettere”.

Nel frattempo servono cautela e rispetto delle regole, in particolare nei luoghi affollati come i mezzi pubblici. Su questo punto Guerra non nega preoccupazioni: “Un ufficio o una fabbrica possono adattarsi alle normative igienico sanitarie”, mentre “il servizio di trasporto è più pericoloso, potenzialmente, perché la gente si muove. Anche se – ammette – è stato fatto un gigantesco sforzo sulla metro e sui bus per fissare i luoghi dove stazionare. Serve disciplina da parte degli italiani, quella che hanno dimostrato fino ad oggi. Non bisogna rilassarsi”. Conclude l’esperto.

Coronavirus, quando sparirà? Studio Usa: durerà ancora 18-24 mesi, finché il 70% delle persone non sarà contagiato

Pubblicato il 02 Mag 2020 alle 6:47am

«Questa cosa non si fermerà finché non infetta il 60-70 percento della popolazione, lo ha detto all’emittente Usa Mike Osterholm, il direttore del CIDRAP e uno degli autori dello studio: «L’idea che finirà presto sfida la microbiologia».

L’epidemiologo della ‘Harvard School of Public Health’ e un altro autore dello studio, Marc Lipsitch, hanno sottolineato che, «sulla base delle più recenti pandemie di influenza, questa (pandemia) durerà probabilmente dai 18 ai 24 mesi». Un periodo, questo, durante il quale «l’immunità di gregge si sviluppa gradualmente nella popolazione».

Un vaccino solo, potrebbe aiutare, sottolinea lo studio, ma «probabilmente non sarà disponibile almeno fino ad una data imprecisata del 2021».

Coronavirus, parte oggi in Inghilterra la sperimentazione del vaccino direttamente sull’uomo

Pubblicato il 23 Apr 2020 alle 6:14am

Domani in Regno Unito, al via la sperimentazione del vaccino contro Covid 19, direttamente sull’uomo. “È il modo migliore per sconfiggere il coronavirus”, ha detto il ministro della Salute britannico Matt Hancock che ha annunciato “ogni sforzo possibile” del governo per sostenere la ricerca e lo sviluppo di un vaccino anti Covid 19.

Ci stanno provando l’Università di Oxford e l’Imperial College di Londra in collaborazione con l’azienda di Pomezia Advent-Irbm che ha prodotto materialmente i campioni che proprio da domani saranno sperimentati sugli esseri umani. Il governo Johnson stanzierà altri 20 milioni per Oxford e oltre 22 per l’Imperial College, ha annunciato ieri sempre Hancock, a conferma delle reali intenzioni dell’esecutivo.

Scienziati dell’università di Oxford già parlano dell’80% di possibilità di riuscita, e il Jenner Institute dello stesso ateneo, ha già detto ok alla produzione di un milione di dosi pronte per l’autunno – settembre – anche se il vaccino deve essere ancora sperimentato. Con il rischio di sprecare soldi e risorse. Ma per Hancock “l’importante è avere la possibilità”, qualora il vaccino funzioni, “di immunizzare il maggior numero possibile di persone nel più breve tempo possibile”.

Il vaccino prossimo alla sperimentazione, da scienziati inglesi e italiani si chiama “ChAdOx1 nCoV-19” e deriva dall’adenovirus, un virus blando tipico degli scimpanzé, ma geneticamente modificato in modo da portare con sé una parte del coronavirus e, una volta immesso nell’essere umano, di sviluppare – si spera – una risposta immunitaria preventiva nell’organismo affinché riconosca il Covid 19 e possa sconfiggerlo.

Vaccino Coronavirus, primi dati positivi dai test

Pubblicato il 12 Apr 2020 alle 7:30am

Positivi e incoraggianti i primi risultati dei test preclinici dei cinque vaccini che sono candidati contro il coronavirus. I cui studi, sono condotti in Italia dall’azienda Takis e inducono una forte produzione di anticorpi.

Lo ha detto all’ANSA l’amministratore delegato dell’azienda, Luigi Aurisicchio. “Dopo il primo esperimento e con una singola somministrazione abbiamo riscontrato un forte titolo anticorpale. I primi risultati nei modelli preclinici – ha aggiunto -dimostrano la forte immonogenicità dei cinque candidati vaccini”.

Tutti e cinque i candidati vaccini sono stati progettati per contrastare la principale arma che il virus utilizza per invadere le cellule, la proteina Spike. Si basano su frammenti del materiale genetico del coronavirus.