Nel 2009 si è registrato un calo delle nascite in molti paesi europei, tranne in Svizzera che si è passati dall’1.48 all’1.50, quota che rimane comunque al di sotto del 2.1 utile a garantire il ricambio generazionale.

Ebbene le cause legate alla crisi del concepimento, secondo un’analisi condotta dal centro fertilità ProCrea, di Lugano, sarebbero l’età, fattore attribuibile a scelte personali, condizione fisica della donna, spesso aggravata da fumo, alimentazione scorretta e dall’uso di sostanze dannose per la salute, come alcol e droga.

I ritmi frenetici, assenza di lavoro, difficoltà economiche, hanno portato le donne a ricercare un figlio dopo i 30 anni.

Sono sempre di più le donne che diventano madri dopo i 35 anni. Il problema, però, è che dopo i 30 anni si riduce la possibilità di un concepimento naturale.

Intorno ai 25 anni una donna conserva ancora il suo patrimonio di ovuli, ma questo tende ad abbassarsi verso i 30 anni, ed ulteriormente negli anni successivi.

Una donna su tre, ha problemi di sterilità che può essere attribuito a lesioni della tube, alla spirale, all’aborto o ad un rapporto sessuale infetto.

Il fumo, poi, è molto dannoso per le ovaie, causa di obesità, e porta ad un’ovulazione irregolare, ma un incidenza negativa lo hanno anche il consumo di alcol e droghe.

Poi ci sono donne, che soffrono di endometriosi, un’infiammazione dei tessuti dell’utero, malattia spesso sottovalutata che in genere viene diagnosticata in fase avanzata.

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