Bilinguismo può frenare l’invecchiamento mentale

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 12 Ago 2018 alle ore 10:40am


“La mente se adeguatamente sollecitata può non invecchiare. Fattori di crescita e cellule staminali si fanno carico di sostituire i neuroni perduti, rendendo il cervello plastico e rinnovabile sino a tarda età”.

Ad annunciarlo davanti a un numeroso pubblico è il medico e ricercatore Roberto Pili, a Pula a Casa Frau, alla presentazione di Fidelidade: favola bilingue, in italiano e sardo, inserita nel progetto scientifico di medicina narrativa Pro.me.te.o. portato avanti dalla Comunità Mondiale della Longevità da lui guidata e con la collaborazione di un team di ricercatori guidati dalla psicologa Donatella Petretto.

“Uno dei grandi segreti della longevità è custodito nella mente – ha proseguito Pili – tenendo in attività le nostre facoltà intellettive ne garantiamo l’efficienza, la nostra età è quella del nostro cervello. Così come nutriamo il nostro corpo, rinforziamo i muscoli, dobbiamo esercitare il cervello e il parlare più lingue è un efficacissima palestra mentale – osserva – come insegnano i centenari sardi, quasi tutti bilingue, che hanno la caratteristica di mantenersi protetti dalle temibili malattie degenerative come la demenza senile come l’Alzheimer”.

“Nasce così un testo che si ripromette di esplorare la grande frontiera della stimolazione mentale attraverso l’esercizio della fantasia, narrazione, lettura e scrittura, meglio se bilingue in una Regione, la Sardegna, dove i centenari manifestano al minimo i danni cerebrali dovuti all’età e rivelano una capacità di mantenere le autonomie fino a età molto avanzata”.

Sollecitato dalle domande del giornalista Vito Fiori ha proseguito spiegando che il “riappropriarsi del codice linguistico della lingua madre partendo dalla quotidianità del rapporto privilegiato tra nonni, genitori, figli, nipoti, può contribuire a mettere a frutto lo straordinario stimolo cognitivo conscio e inconscio che ci consente il cervello plurilingue”.