cellule staminali

Trapianto di midollo: il piccolo Alex sarà operato al Bambin Gesù con la tecnica di manipolazione delle cellule staminali

Pubblicato il 02 Dic 2018 alle 7:40am

Il piccolo Alessandro Maria Montresor di 18 mesi è ora in Italia. Ha una grave patologia genetica ed era ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra. Fino a pochi giorni fa non aveva avuto successo la ricerca di un donatore totalmente compatibile con il piccolo. (altro…)

Una nuova arma contro il tumore al seno

Pubblicato il 17 Ott 2018 alle 12:44pm

Una scoperta tutta italiana. Un’arma capace di colpire il tumore del seno, controllando la crescita delle sue cellule staminali. Pubblicato sulla rivista scientifica Oncogene, il meccanismo apre la strada a nuovi farmaci capaci di colpire selettivamente il ‘motore’ del tumore, ossia di interrompere la proliferazione delle cellule staminali che lo rigenerano continuamente. Il risultato è stato ottenuto grazie ad un gruppo di lavoro del Centro per la genomica dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) a Milano, con il sostegno dell’Associazione Italiana per la Ricerca su Cancro (Airc).

L’arma è un micro-Rna, ossia una piccola molecola di Rna che si comporta come un interruttore molecolare capace di accendere migliaia di geni. Chiamata miR-34a, la molecola è stata identificata dal gruppo guidato da Francesco Nicassio, coordinatore del Centro per la Genomica dell’Iit. Da anni i ricercatori erano sulle tracce di questo interruttore: sapevano che era capace di bloccare la crescita delle cellule tumorali, ma non era chiaro come riuscisse a farlo.

Per scoprirlo ii ricercatori hanno osservato la molecola all’opera durante la formazione e lo sviluppo della ghiandola mammaria.

In questo modo hanno scoperto che, oltre alla proliferazione delle cellule, può controllarne le proprietà staminali, fondamentali nella rigenerazione dei tessuti. “Questo lavoro ci ha permesso di capire che l’espressione fisiologica del microRNA, miR-34a, è in grado di limitare l’espansione delle cellule staminali e può quindi contrastare più efficacemente la progressione del tumore”, spiega Paola Bonetti, prima autrice del lavoro e ricercatrice nel gruppo di Nicassio.

Bilinguismo può frenare l’invecchiamento mentale

Pubblicato il 12 Ago 2018 alle 10:40am

“La mente se adeguatamente sollecitata può non invecchiare. Fattori di crescita e cellule staminali si fanno carico di sostituire i neuroni perduti, rendendo il cervello plastico e rinnovabile sino a tarda età”. (altro…)

Scoperto in America il regista dell’embrione umano

Pubblicato il 24 Mag 2018 alle 10:53am

Scoperto dai ricercatori americani il regista dell’embrione umano, che decide se e quali cellule indifferenziate andranno a formere pelle o cervello, ossa o muscoli. Lo studio in questione è stato descritto su Nature dal gruppo di ricerca di Ali Brivanlou, della Rockefeller University di New York. Per motivi etici la ricerca è stata condotta su una versione dell’embrione umano con poche cellule fatte organizzare in un embrione di pollo, senza completare poi lo sviluppo del tutto.

L’esperimento ha studiato molti aspetti dello sviluppo dell’embrione umano finora sconosciuti e per capire in questo modo non solo il modo in cui viene ‘assemblato’ l’organismo di un individuo, ma anche come eventuali errori lungo questo percorso possono essere all’origine di molte malattie. La scoperta indica inoltre che il regista non è esclusivo negli esseri umani perché si è conservato molto bene anche attraverso l’evoluzione.

Scoprire il regista, o l’organizzatore, dell’embrione umano è stato possibile utilizzando le cellule staminali embrionali come un laboratorio vivente: su un piattino di laboratorio e utilizzando una minuscola ‘impalcatura’, le cellule staminali embrionali umane sono state fatte crescere e guidate a organizzarsi con l’aiuto di fattori di crescita, poi è scattata la catena di eventi nella quale una staffetta di proteine ha cominciato a organizzarle in modo preciso.

In questo modo i ricercatori hanno visto formarsi una gastrula in miniatura, ossia lo stadio primitivo dello sviluppo nel quale l’embrione si organizza si organizzano in una struttura sferica formata da tre strati concentrici chiamati foglietti embrionali, che daranno origine agli organi, alla placenta e alle strutture necessarie perché l’embrione si impianti nell’utero. Questa versione in miniatura dell’embrione primitivo, chiamata gastruloide, è stata poi messa ulteriormente alla prova ricorrendo a una chimera.

E’ stata cioè impiantata in un embrione di pollo per avere la prova ulteriore e definitiva della sua capacità di organizzarsi. La scoperta corona il filone di ricerca inaugurato nel 1924 dagli embriologi tedeschi Hans Spemann e Hilde Mangold, che per primi avevano individuato l’organizzatore dello sviluppo embrionale in cellule di organismi molto semplici, come quelle di salamandra.

Annalisa Minetti: “Grazie a mia figlia potrei riacquistare la vista”

Pubblicato il 15 Mag 2018 alle 6:31am

“La nascita di Elèna è stato un altro piccolo miracolo della mia vita”, dichiara Annalisa Minetti, 40 anni. Divenuta madre per la seconda volta, dopo l’arrivo della piccola Elèna, venuta al mondo il 29 marzo scorso. (altro…)

Intestino, bastano 24 ore di digiuno per rigenerare le cellule staminali

Pubblicato il 09 Mag 2018 alle 8:05am

Condotto dal MIT e pubblicato sulla rivista scientifica “Cell Stem Cell”, un nuovo studio rivela che il digiuno fa bene alla salute. Tagliare l’apporto di calorie anche per sole 24 ore può dare un impulso alla rigenerazione delle cellule staminali dell’intestino. (altro…)

Menopausa precoce, ringiovanire le ovaie con le cellule staminali ora si può

Pubblicato il 23 Mar 2018 alle 8:14am

Ringiovanire le ovaie è ora possibile grazie alle cellule staminali: a sei mesi dall’intervento le prime 2 donne che hanno avuto il trattamento sperimentale perché affette da menopausa precoce hanno avuto di nuovo il ciclo mestruale. Le cellule staminali sono state iniettate per la prima volta direttamente nelle ovaie e il risultato, presentato nel corso del congresso della Società di endocrinologia degli Stati Uniti, è stato ottenuto nell’università dell’Illinois a Chicago. (altro…)

Degenerazione maculare senile, cecità addio grazie alle cellule staminali

Pubblicato il 23 Mar 2018 alle 7:07am

Fino ad oggi per la degenerazione maculare senile – la più comune forma di cecità – non si poteva fare niente per riuscire a riconvertire il processo. E invece ora è possibile. Grazie a due straordinari medici del Moorfields Eye Hospital di Londra, che hanno utilizzato una nuova tecnica che ha ridato la vista a due persone anziane. Una donna di 60 anni e un uomo di 86, scelti a causa della loro malattia in stato avanzato. Per il trattamento, che sembra aver dato risultati promettenti su questi primi pazienti e che secondo gli scienziati potrebbe essere addirittura disponibile entro cinque anni. (altro…)

Parodontite: cellule staminali per la ricostruzione dei tessuti danneggiati

Pubblicato il 05 Mar 2018 alle 6:00am

Le cellule staminali dei denti possono essere impiegate per la ricostruzione dei tessuti danneggiati a causa della parodontite, una patologia – nota anche come piorrea – che porta sino alla perdita dei denti. Il parodonto, composto dall’osso alveolare, dalla gengiva, dal cemento della radice e dal legamento parodontale, è infatti l’insieme delle strutture che stabilizzano e bloccano i denti in bocca, che non sono impiantati nell’osso, ma bensì, ‘sospesi’ in una sorta di rete fatta di robustissime fibre.

I ricercatori italiani del Reparto di Parodontologia presso la CIR Dental School dell’Università di Torino hanno dimostrato, come attraverso la bioingegneria e le cellule staminali è possibile ricostruire i tessuti del parodonto onde evitare le conseguenze più gravi, come la perdita dei denti.

Coordinati dal professor Mario Aimetti, Presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, si sono concentrati sulle cellule staminali della polpa dentale (DPSC), ‘molto malleabili’ ai fini dei processi ricostruttivi. Ricavate dai denti stessi queste cellule possono essere fatte crescere in apposite impalcature di collagene riassorbenti, che una volta impiantate nella bocca dei pazienti permettono la ricostituzione dei tessuti danneggiati dalla parodontite.

Nasce a Torino la prima Cell Factory, per la produzione di cellule staminali

Pubblicato il 19 Nov 2017 alle 10:32am

Nasce in Piemonte la prima Cell Factory, Officina Farmaceutica nel Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino, dove è stata presentata la nuova frontiera della scienza applicata alla medicina. Circa 50 i docenti, i ricercatori e gli operatori coinvolti. (altro…)