Ospedale di Sassari, nuove procedure di valvulopatia aortica percutanea per via radiale

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 02 Ott 2018 alle ore 7:21am

Nuove procedure come la valvuloplastica aortica percutanea per via radiale è stato realizzato tra il 2017 e il 2018 presso la struttura di Emodinamica e Cardiologia interventistica dell’Aou di Sassari diretta dal professor Guido Parodi.

Il direttore della struttura Guido Parodi, che porta a Sassari la sua ventennale esperienza acquisita all’Aou Careggi di Firenze, è anche direttore scuola di specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università degli Studi di Sassari.

«L’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari – afferma il professor Guido Parodi – svolge da molti anni per il Nord Sardegna un ruolo di riferimento in questa specialistica. Da circa un anno, l’attività è stata potenziata e implementata con l’aquisizione di nuove apparecchiature». Sono state introdotte nuove tecniche all’avanguardia come la valvuloplastica aortica percutanea per via radiale. «Si tratta – spiega – di una metodica in grado di dilatare la valvola aortica ristretta in anestesia locale passando dal polso senza aprire il torace, né pungere le arterie femorali, in pazienti a rischio operatorio proibitivo e con severe comorbidità. Viene effettuata in pochi centri in Europa e per la prima volta in Sardegna».

Questo tipo di procedure mini-invasive, che vedono protagonista il Dipartimento cardio-toraco-vascolare diretto da Pierfranco Terrosu, si affiancano a quelle che sono le procedure di intervento per la sostituzione valvolare aortica chirurgica e percutanea, effettuate in collaborazione con la Cardiochirurgia diretta da Michele Portoghese.
Procedure che offrono una soluzione personalizzata ai pazienti affetti da valvulopatia degenerativa, tipica dei soggetti anziani.

La sinergia dell’équipe multidisciplinare, cardiologica e cardiochirurgica, permette all’Aou di Sassari di avviare il trattamento delle valvulopatie con procedure meno invasive e più sicure. Il rischio operatorio diventa minimo, la precoce mobilizzazione del paziente e un minor tempo di degenza riducono invece la spesa sanitaria.

«Lo stesso percorso – aggiunge il professor Guido Parodi – è stato anche applicato all’interventistica coronarica percutanea con gli interventi di angioplastica e impianto di stent coronarici che sono stati condotti negli ultimi mesi quasi totalmente per via radiale, cioè partendo dal polso. Questo ha comportato una riduzione delle complicanze perioperatorie e una riduzione dei tempi di degenza ospedaliera».

La struttura di Sassari, grazie a una serie di collaborazioni con prestigiosi centri nazionali e internazionali, ha anche avviato importanti ricerche cliniche mirate a migliorare le procedure interventistiche stesse e le terapie farmacologiche per i pazienti cardiopatici.