Anche il cuore fa cadere gli anziani

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 16 Feb 2020 alle ore 6:59am

Sono 5 milioni gli anziani che cadono almeno una volta nel corso di un anno, e la causa non è sempre la mancanza di equilibrio, un ostacolo non visto o un capogiro improvviso. Circa 100mila cadute l’anno, nel nostro Paese, avvengono per una perdita temporanea di coscienza dovuta a un problema del cuore. Per individuarle, l’Italia è stata, insieme all’Irlanda, il primo Paese europeo ad attivare i Pronto Soccorso Anti-Caduta. A spiegarlo gli esperti riuniti a Roma per il Congresso di Cardiologia Geriatrica, co-organizzato dalla Fondazione Internazionale Menarini.

Frequenti e sottovalutate, ma non per questo non rischiose, le cadute sono una delle maggiori minacce per la salute degli anziani. “Nel 5-10% dei casi – osserva Niccolò Marchionni, direttore del Dipartimento Cardiovascolare all’Ospedale Careggi di Firenze – si traducono in fratture, traumi cranici e ferite, con esiti che incidono pesantemente sulla qualità e l’aspettativa di vita. A un anno dalla frattura di femore, infatti, la mortalità è del 20-30%, mentre il 50% dei pazienti sviluppa sintomi di ansia e depressione”. Nella maggior parte dei casi, afferma Alessandro Boccanelli, presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe), “le cadute dipendono dalla perdita di equilibrio, dai farmaci che si stanno prendendo, da ostacoli presenti in casa o da una scarsa illuminazione. Tuttavia, il 30% degli anziani arriva in pronto soccorso per una caduta non spiegata, e nella metà di questi casi la ragione è una sincope dovuta a motivi cardiovascolari”.

La sincope è una perdita di coscienza temporanea dovuta allo scarso afflusso di sangue al cervello e può dipendere da un eccessivo rallentamento del battito cardiaco. “Nel 40% dei casi -spiega Andrea Ungar, responsabile della Falls and Syncope Unit del Careggi – l’unico sintomo è proprio la caduta e spesso rende necessario l’impianto di pace-maker.

Insieme alle cadute sono tra le più frequenti cause di accesso al pronto soccorso e, in particolar modo negli anziani, non è raro che i due eventi siano correlati”.