Fino a ieri i circa 70mila fisioterapisti istaliani erano rappresentati in un Albo nazionale all’interno del maxi Ordine dei Tsrm-Pstrp insieme a tutte le atre professioni sanitarie.

Con il decreto firmato ieri nascono infatti gli “Ordini della professione sanitaria di fisioterapista” su base territoriale e a livello nazionale la “Federazione nazionale degli Ordini della professione sanitaria di fisioterapista”. Ambedue saranno regolati in base alla nuova disciplina odrinistica stabilita con la riforma “Lorenzin” del 2018.

“Questo è un risultato importante, frutto di un lavoro che inizia da lontano e che ora possiamo ufficializzare dopo il parere del Consiglio di Stato”, ha affermato il ministro Speranza che ha aggiunto: “Voi eravate già prima un pezzo importante del Sistema sanitario nazionale e oggi lo siete ancora di più. Siamo in un tempo eccezionale, serve investire di più nelle donne e negli uomini del nostro SSN. Siamo riusciti ad aumentare le risorse ma è solo un punto di partenza. Dobbiamo mantenere il livello di spesa per la sanità al 7% sul PIL. La partita del personale è quella decisiva: bisogna superare silos chiusi e tetti di spesa”.

“È una cosa forte, che generazioni di fisioterapisti hanno voluto. Ne sono passati di colleghi che hanno sperato in questo momento. Non possono non pensare ad uno in particolare, di cui non farò il nome ma tutti noi sappiamo di chi parlo. Se lui fosse qua, farebbe la ola molto più di tutti noi. Ma noi siamo qui anche per lui e questo percorso ha visto il suo esito anche per quello che è stato fatto”, il primo commento all’annuncio del ministro da parte del presidente della Commissione Nazionale d’Albo dei Fisioterapisti, Piero Ferrante.

“Non posso non pensare agli uomini e alle donne, ai colleghi e alle colleghe fisioterapiste – ha aggiunto- che ogni giorno si relazionano e in questo modo vedono più chiara la loro identità, la loro casa, la loro famiglia”.

“Questo non è l’anno zero – ha sottolineato Ferrante – perché noi fisioterapisti entriamo nelle famiglie e nelle loro sofferenze, cerchiamo di farci portatori sani di istanze delle sofferenze delle famiglie. In questo modo sarà sicuramente più facile perfezionare, quindi non l’anno zero, ma l’anno uno”.

“Mi riallaccio con piacere alle parole del signor ministro – ha tenuto a precisare – è un inizio, non è un traguardo e su questo sono perfettamente d’accordo con lui”.

“È un nuovo inizio che noi accettiamo con piacere – ha continuato – perché l’Ordine è un luogo di riconoscimento, di confronto ma anche di condivisione e collaborazione fra tutte le professioni sanitarie e solo quando saremo pronti a mettere a punto al cento per cento la nostra macchina organizzativa, noi, mettendoci in relazione con tutte le professioni sanitarie, in primis quelle di cui abbiamo fatto parte e che ringraziamo, saremo capaci di essere più attenti, più accorti, più efficaci e più efficienti”.

“Perché l’Ordine dei fisioterapisti? Innanzitutto – ha proseguito Ferrante – per poter dire ‘presente’ in prima persona alle mutate condizioni del cittadino, poi per poter affrontare a piene mani le sfide che il Pnrr ci sta ponendo davanti, per poter essere ancor più fattivi, ove possibile, nel mettere a punto la nostra vita professionale che spesso si interseca con la nostra vita professionale”.

“L’Ordine dei fisioterapisti è un traguardo ma è un meraviglioso inizio, è quel qualcosa che ci accompagnerà e che sarà di supporto non solo a livello centrale ma, ove possibile, ancor più a livello periferico, dove sarà possibile intercettare i bisogni dei cittadini e delle diverse realtà sanitarie regionale a livello locale ed essere efficienti ed efficaci. Mi piace chiudere – ha poi detto – citando la frase del ministro: tutta la nostra attività, prima umana e poi professionale, è plasmata attorno a quel meraviglioso articolo 32 della Costituzione italiana”.

“Grazie alle istituzioni che ci sono state accanto, ai politici che ho ‘stalkerizzato’, grazie ai miei colleghi della Commissione nazionale, ai territori, a tutti i 68.000 professionisti che oggi vedono raggiunto un nuovo inizio della loro vita professionale. E grazie al ministro e al ministero della Salute, che non ci hanno mai fatto sentire soli”, ha concluso.

foto crediti medunich.it

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