attentati Parigi

Attentati di Parigi di novembre organizzati in tre covi in Belgio

Pubblicato il 13 Gen 2016 alle 10:41am

La strage di Parigi del 13 novembre scorso sarebbe stata preparata in tre distinte abitazioni, in Belgio. A renderlo noto è la procura di Bruxelles, secondo cui il primo covo si trova nella capitale, nel quartiere di Schaerbeek, il secondo ad Auvelais, provincia di Namur, e il terzo a Charleroi.

In quest’ultimo si sarebbe nascosta la mente dell’attacco, Abdelhamid Abaaoud, rimasto ucciso nel blitz di Saint Denis, avvenuto lo scorso 18 novembre.

Secondo il procuratore federale, l’appartamento di Schaerbeek è stato affittato sotto falsa identità, a nome di Fernando Castillo, l’1 Settembre 2015.

Nel covo sono stati ritrovati materiale esplosivo, una bilancia di precisione, tracce dell’esplosivo artigianale TATP, cinture, uno schema disegnato a mano che rappresenta una persona con una cintura esplosiva.

La falsa identità utilizzata per l’appartamento di Charleroi è quella di Ibrahim Maaroufi. L’abitazione è stata affittata il 3 settembre del 2015 e durante la perquisizione del 9 dicembre sono state trovate le impronte di Bilal e Abaaoud ma nessuna arma o esplosivo.

Infine, la casa di Auvelais è stata affittata per un anno il 5 ottobre 2015 scorso a nome di Soufiane Kayal. Anche questa sotto falso nome.

L’Italia vicina alla Francia ma non in guerra

Pubblicato il 18 Nov 2015 alle 12:58pm

L’Italia ha deciso di non intervenire in Siria, di sfilarsi dalla chiamata alle armi francese spiegando che il suo contingente in Iraq è già tra i più consistenti ed è già in corso un aumento delle truppe.

Il premier Renzi spiega che “dichiarare guerra non ha senso”. La linea da sostenere è quella della cautela. “Prudenza e serietà” le parole d’ordine: tanta solidarietà alla Francia, ma l’Italia non dichiarerà guerra ai terroristi. Soprattutto non si farà trascinare “in alcuna iniziativa senza Stati Uniti e Russia – ha spiegato il premier – e senza avere un chiaro obiettivo strategico per il dopo”. Piuttosto l’Italia lavorerà per stanarli, i terroristi.

L’Italia garantisce dunque alla Francia gli aiuti richiesti, ma il ministro Pinotti fa sapere al Consiglio Ue che: “Noi ci sentiamo tutti uniti con la Francia perché pensiamo che l’attacco a Parigi sia stato un attacco al cuore dell’Europa. I nostri figli si sentono cittadini dell’Europa e sentono quello che è successo a Parigi come se fosse successo nella loro capitale”.

Oggi i ministri della Difesa, presieduti dall’alto rappresentante Federica Mogherini, discuteranno su come “sconfiggere il terrorismo. Non lo si fa solo con uno scatto, ma è una lunga marcia: dobbiamo ragionare con lucidità su tutti gli strumenti da mettere in campo. Se lo faremo uniti, questi strumenti saranno più forti”, sottolinea il ministro Pinotti.

La Francia bombarda con 30 raid Raqqa, roccaforte dell’Isis

Pubblicato il 16 Nov 2015 alle 7:14am

E’ fuoco su Raqqa, roccaforte dell’Isis in Siria, da dove era partito l’ordine del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi di attaccare Parigi e dove sono partiti gli addestramenti degli attentatori che in più riprese hanno colpito l’Europa. (altro…)

Turchia: aperto il G20 nel segno del terrorismo. Bilaterale tra Renzi e Putin

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 1:34pm

Sono iniziati da poco i lavori del vertice del G20 di Antalya. I 20 leader mondiali sono giunti in Turchia accolti dal presidente Erdogan per un summit dove l’argomento principale sarà principalmente il terrorismo e la minaccia dell’Is dopo i tragici attentati del 13 novembre a Parigi, e i recenti avvenuti nella stessa Turchia. (altro…)

Attentati di Parigi, 3 gruppi coordinati, 2 auto identificate

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 10:33am

Il bilancio provvisorio degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 è salito a ben 129 morti e 352 feriti: lo ha annunciato il procuratore di Parigi, François Molins, assicurando che i “terroristi” hanno agito in tre gruppi coordinati tra loro riconducibili a Siria e Iraq, come dichiarato durante le loro esecuzioni e rivendicazioni.

Il bilancio parla anche di 99 feriti in gravissime condizioni. Già sabato sera il primo ministro Manuel Valls, su Tf1, avvertiva “Siamo in guerra. Sarà lunga e difficile. E per questo dico che dobbiamo attenderci altri attacchi”.

Il procuratore di Parigi non esclude infatti che alcuni terroristi siano riusciti a scappare. Tre persone (cinque secondo altre fonti) sarebbero state già arrestate in Belgio, nel quartiere di Molenbeek. Identificate anche due autovetture utilizzate durante gli attacchi dai terroristi: una Seat nera e una Polo nera, quest’ultima utilizzata per arrivare al Bataclan.

La Seat sarebbe stata usata da un terzo commando. Al Bataclan hanno agito tre terroristi: 89 sono in tutto le persone uccise.

Colpiti sette obiettivi, luoghi pubblici, in rapida successione. L’esplosivo usato è stato il Tatp, perossido di acetone, chiamato in gergo “la madre di Satana”. Lo stesso impiegato negli attacchi di Londra del 7 luglio 2005, in cui persero la vita 52 persone in metropolitane e autobus. Facilmente reperibile in commercio.

Foto dalla rete