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Credono sia congiuntivite e invece era meningite: amputati piedi a bambina di 9 anni

Pubblicato il 15 Ago 2018 alle 6:09am

Genitori pensano si tratti di congiuntivite e invece è qualcosa di molto grave, per la loro piccolina. Brogan-Lei Partridge, 9 anni, ha contratto una rara forma di meningite che i genitori hanno scambiato inizialmente per una infezione agli occhi.

La mamma e il papà, Aimee, 27 anni, e Craig, 31, erano con la figlia in viaggio di nozze in Cornovaglia quando la bambina ha iniziato ad avere problemi di salute.

Aveva fastidio agli occhi, ma la mamma e il papà hanno pensato si trattasse di congiuntivite, visto che la loro bambina aveva fatto molti bagni in acqua. Quando però sono tornati a Bartley Green, a Birmingham, le condizioni della figlia sono sensibilmente peggiorate, così hanno deciso di portarla in ospedale dove i medici le hanno diagnosticato una brutta eruzione cutanea sulle gambe, una situazione tanto grave, irrimediabile, tanto che i medici sono stati costretti ad amputarle un piede a causa della setticemia che si era sviluppata a causa della meningite.

Inizialmente le hanno amputato il piede sinistro, oggi, dopo due anni e diversi tentativi per poter salvare il piede destro, purtroppo Brogan ha persona anche il piede destro. «Gridava di notte a causa del dolore. Diceva che voleva essere normale e giocare con gli amici a scuola come tutti gli altri», racconta la mamma al Mirror, «È stata molto coraggiosa e ha sempre fatto del suo meglio ed è stata realista. Parlando dal suo letto d’ospedale, Brogan ha detto: “Sono seccata perché non riesco a muovermi correttamente. Ma tutti i medici sono gentili e non vedo l’ora che arrivi la mia sedia a rotelle”».

Ora la mamma e il papà hanno avviato una raccolta fondi online per poter sostenere le numerose spese della loro bambina che hanno dovuto affrontare e stanno ancora affrontando per la sua condizione di salute.

Punta da una zecca, bimba resta paralizzata e senza poter parlare

Pubblicato il 15 Giu 2018 alle 7:47am

Jessica Griffin, del Mississipi (Usa), ha postato su Facebook diverse foto della sua bambina, punta da una zecca alla testa. La piccola era andata a dormir, e quando si è svegliata la mamma si è accorta che non riusciva più a stare in piedi e a parlare. La donna l’ha portata allora subito in ospedale dove i medici, dopo diverse analisi, hanno scoperto che era affetta da “paralisi delle zecche”. Patologia che sarebbe causata da una tossina che si trova nella saliva della zecca e i cui sintomi si possono risolvere spesso entro 24 ore.

«Per l’amor di Dio! Controlla i tuoi figli! Le zecche sono più comuni nei bambini che negli adulti», scrive la donna su Facebook dopo il grande spavento, «Siamo dovuti andare in ospedale. Kailyn ora è tenuta in osservazione e speriamo che tutto si risolva! Pregate per questa bambina». Poco dopo la mamma ha pubblicato i successivi aggiornamenti sullo stato di salute della piccola, annunciando che la bambina ora sta meglio, ma la preoccupazione è stata veramente tanta!

La puntura di zecca di per sé non è un problema, in quanto può passare inosservata perché in genere non provoca né dolore né prurito. Spesso, però, non ci si accorge di essere stati morsi, per via di alcune sostanze anestetiche iniettate dall’animale e nella maggior parte dei casi, il morso può provocare serie conseguenze.

Perché, proprio tramite il morso la zecca può trasmettere all’ospite eventuali microrganismi (batteri o virus) responsabili di varie malattie. Tra le malattie più frequenti che vengono trasmesse dal morso di zecca abbiamo: il morbo di Lyme e l’encefalite da zecche. Altre, invece, come la rickettsiosi o la febbre ricorrente da zecche, sono molto meno diffuse.

Bambina di 3 anni affetta da una rara forma di leucemia: l’appello dei genitori per un donatore

Pubblicato il 22 Ago 2017 alle 6:31am

Una rarissima forma di leucemia ha colpito una bimba di soli tre anni, fin dalla nascita. Da allora lotta tra la vita e la morte. Solo un donatore può salvarle la vita. (altro…)

Laura Freddi presto mamma a 45 anni

Pubblicato il 17 Ago 2017 alle 9:12am

Laura Freddi, 45 anni, l’ex ragazza di Non è la Rai, ex moglie di Paolo Bonolis, è al settimo cielo, al quarto mese di gravidanza. (altro…)

Bimba malata di tumore al cervello, giudice vieta ai genitori di portarla all’estero per curarla con terapia molecolare

Pubblicato il 05 Mar 2017 alle 6:29am

I giudici del Tribunale dei Minori di Milano hanno vietato ai genitori di una bimba affetta da un gliobastoma al cervello di portarla in Israele per sottoporla ad una “terapia molecolare”.

Secondo i magistrati si sarebbe stato del tutto inutile, solo “un viaggio della speranza”, non essendo convinti che il medico di Tel Aviv al quale i genitori avrebbero voluto affidare la loro bambina avrebbe potuto curarla e salvarla.

La vicenda è stata raccontata da Alessandra Corica, Emilio Randacio e Franco Vanni su Repubblica.

La piccola ha solo tre anni e ha un tumore diffuso dalla linea mediana, un tumore al cervello particolarmente aggressivo. Era stata curata dall’Istituto Tumori di Milano, doveva la malattia era stata aggredita con successo grazie a un ciclio di chemioterapie, senza effetti collaterali per la piccola, che non aveva neppure perso i capelli né avuto nausee.

I medici avevano riscontrato un “eccellente recupero nuerologico”, mentre esami successivi avevano confermato la “stabilità volumetrica” della malattia ma non un allargamento.

I suoi genitori si erano rivolti all’estero, avvisando l’Istituto. Secondo il professor Shlomi Costantini, la malattia della bambina sarebbe meno aggressiva di quanto diagnosticato dai colleghi italiani e quindi curabile con la “terapia molecolare”. A questo punto, il papà e la mamma della bambina avrebbero preso la decisione di portala il 13 febbraio a Tel Aviv. Ma l’Istituto milanese ha avvertito la Procura, specificando le gravi conseguenze a cui la bambina sarebbe andata incontro con un cambio di terapia.

Il tribunale dei minori ha dunque bloccato il trasferimento. Secondo loro, le condizioni emotivamente difficili dei genitori hanno portato a interrompere una terapia efficace per affrontarne un’altra senza garanzie dal punto di vista clinico.

L’istituto oncologico Milanese, scrive Repubblica, si è messo in contatto con il professore di Tel Aviv, che però non avrebbe fornito informazioni scientificamente valide sulla cura da seguire.

Ecco allora che il Tribunale dei minori ha autorizzato i genitori a scegliere un ospedale in Italia dove ritengano che la piccola possa ricevere le migliori cure.

Anna Galizia Danovi, legale della famiglia, dice: “La giustizia sta facendo il suo corso, dopo una fase iniziale di apparente tensione. Oggi tutti si augurano che questa vicenda possa avere un lieto fine”, mentre Ciro Cascone, a capo della procura per i minorenni, spiega: “La libertà di cura non è in discussione, ma quando si tratta di minori, il genitore deve avere consapevolezza delle scelte terapeutiche, che devono essere orientate al miglior interesse del bambino. Se, come in questo caso, si esce dal tracciato dei protocolli scientifici riconosciuti, dobbiamo intervenire”.

Milano, operazione record a bimba di un anno con tumore al rene di 3 chili

Pubblicato il 07 Dic 2015 alle 7:13am

All’Istituto Nazionale Tumori di Milano è stato eseguito con successo, un intervento record su una bimba moldava di appena un anno. Arrivata in Italia con una diagnosi di tumore di Wilms (o nefroblastoma) al rene, ritenuto inoperabile nel suo Paese di origine.

I medici dell’ospedale milanese le hanno asportato la massa tumorale del peso di tre chili, troppi rispetto al suo peso complessivo, appena dieci. Ora la piccola sta bene, potrà crescere e condurre una vita normale, proprio come gli altri bambini della sua età.

L’intervento, durato tre ore, è stato eseguito due settimane fa dal dottor Luigi Piva e dal dottor Davide Biasoni della Chirurgia Urologica dell’INT.

Ma il percorso di cura della paziente è stato seguito con paricolare dedizione da un esperto in materia, di questa patologia, il dottor Filippo Spreafico della Struttura complessa di Pediatria Oncologica dell’INT, diretta dalla dottoressa Maura Massimino.

Inghilterra: bambina malata di leucemia salva grazie ad una cura sperimentale

Pubblicato il 07 Nov 2015 alle 12:16pm

E’ accaduto a Londra. Una bambina di appena un anno, malata di una particolare forma aggressiva di leucemia, è la prima persona al mondo ad aver ricevuto una terapia sperimentale a base di cellule geneticamente modificate che sembra averla salvata.

Ad annunciarlo, sul sito web della Bbc, i ricercatori del Great Ormond Street Hospital di Londra che sostengono sia avvenuto un “quasi miracolo” che segna un momento importante nell’ambito della ricerca scientifica in questo campo.

Alla piccola Layla Richards era infatti stata diagnosticata una forma di leucemia incurabile quando aveva appena 3 mesi.

La chemioterapia e un trapianto di midollo osseo non erano riusciti a far regredire il suo male.

Ma il personale medico aveva avuto il permesso di provare una terapia alternativa a base di cellule immunitarie modificate geneticamente, sperimentata in precedenza solo sui topi.

‘Forbici molecolari’, così chiamate come Talens, sono state usate per modificare il DNA all’interno delle cellule immunitarie di un donatore sano per renderle in grado di attaccare poi quelle leucemiche.

Ebbene le cellule modificate sono state iniettate poi alla piccola Layla, che ora, a distanza di due mesi del trattamento risulta non avere più alcuna traccia di leucemia nel corpo. “L’unico modo per scoprire se il cancro è stato realmente sconfitto è aspettare uno o due anni”, spiega Paul Veys, direttore del centro per il trapianto del midollo del Great Ormond Street.

Nigeria: bambina di 10 anni utilizzata come kamikaze, almeno 10 morti

Pubblicato il 10 Gen 2015 alle 3:11pm

Sono almeno dieci, le persone che sono morte durante un’esplosione avvenuta per mano di una bambina kamikaze, usata dal gruppo terroristico Boko Haram, per causare un attentato contro civili. (altro…)

Bimba di 10 anni chiede aiuto a Michelle Obama per il padre disoccupato

Pubblicato il 26 Apr 2014 alle 10:14am

Una bambina di 10 anni, con un padre disoccupato da tre ha pensato di chiedere aiuto alla first lady Michelle Obama. (altro…)

Svizzera: estratto dall’addome di una bambina di 3 anni un tumore di oltre un chilo

Pubblicato il 23 Ago 2013 alle 12:10pm

In Svizzera, una bambina di soli tre anni, aveva nel suo addome un tumore che pesava oltre 1 chilo ed era grande 17 centimetri di diametro. Il male le occupava in pratica, il 90% della pancia. La piccola è stata sottoposta ad un intervento durato 12 ore, coordinato da Martin Meuli, primario di chirurgia dell’ospedale pediatrico, e da Pierre-Alain Clavien, specialista di chirurgia viscerale, della città elvetica. E’ andato bene nonostante la pericolosità, ma si teme ancora il rischio di una recidiva.

La piccola paziente intanto, sarà sottoposta a cicli di radioterapia. Da alcuni mesi soffriva di forti dolori allo stomaco, e grazie alle opportune indagini, si è giunti alla scoperta di un tumore all’addome, molto grande in dimensioni e peso, che aveva attaccato anche diversi organi, e qualora non si fosse sottoposta a tale intervento, avrebbe vissuto al massimo una settimana.