bambino

Bimbo cade in un laghetto, è grave

Pubblicato il 20 Mag 2019 alle 6:01am

E’ stato ricoverato ed è finito in terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Novara il bambino di 5 anni che l’altra notte è finito nel laghetto di un ristorante di Soriso, in provincia di Novara. Le sue condizioni sono al momento critiche, ma secondo i sanitari sta rispondendo perfettamente alle cure che gli stanno facendo.

Il bimbo era con i suoi familiari, ucraini residenti a Borgomanero (Novara), al ristorante ‘Laghetto della Gelata’ , immerso nel verde a due passi dal Santuario della Gelata. Un laghetto, circondato da una staccionata con due file di legni nella tarda serata dell’altro ieri. Il piccolo era uscito dalla sala dirigendosi verso il laghetto, superata senza difficoltà la staccionata, è scivolato in acqua.

E’ stato poi un addetto del ristorante ad accorgersi di quanto accaduto, salvando il bambino dall’annegamento. Dopo le prime cure dei sanitari del 118, il piccolo è stato trasportato all’ospedale di Borgomanero, e poi trasferito a Novara. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per gli accertamenti del caso.

Cullare il bebè tra le braccia aiuta ad addormentarlo prima e a migliorarne la memoria

Pubblicato il 30 Gen 2019 alle 7:16am

Coccolare un bambino, cullarlo tra le braccia lo aiuta ad addormentarsi più in fretta e potenzia in lui la memoria. Parola di esperti. Il risultato arriva da due recenti studi che sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Current Biology – entrambi condotti in Svizzera, che sostengono che un bebè, se cullato, si addormenta prima. Ma per quale motivo succede? Per dimostrarlo, gli scienziati hanno fatto dormire i volontari per due notti nel proprio “laboratorio del sonno”, mettendo loro a disposizione un letto basculante la prima notte e un letto “fisso” la seconda notte. Il risultato? La prima notte si sono addormentati tutti più in fretta e hanno avuto una fase più lunga del sonno cosiddetto rigenerante, ovvero sia di sonno profondo, quello che mette in circolo nel cervello le onde lente (e ci fa quindi svegliare più riposati). Al risveglio, i volontari sono stati sottoposti a un test di memoria – che consisteva nel ricordare coppie di parole apprese la sera prima – in cui hanno totalizzato un punteggio migliore. Da qui, la convinzione: essere cullati aiuta a dormire prima e meglio, e potenzia la memoria. (altro…)

Meningite: bimbo di tre anni ricoverato in rianimazione all’ospedale di Modena

Pubblicato il 27 Gen 2019 alle 12:17pm

Un bambino di tre anni è ricoverato in rianimazione all’ospedale di Modena per una caso di meningite di origine, precisa l’Azienda Usl, “quasi certamente batterica”. Il bimbo, che frequenta l’asilo di Fiorano Modenese è stato accompagnato ieri sera all’ospedale di Sassuolo, poi trasferito a Modena in attesa che venga identificata l’origine batterica del batterio responsabile. (altro…)

Gravidanza: le emozioni negative e positive che incidono sulla salute del bambino

Pubblicato il 04 Gen 2019 alle 7:00am

Le emozioni della mamma influenzano negativamente lo sviluppo della personalità del nascituro. Parola di esperti. (altro…)

Parto in distributore di benzina la notte di Natale

Pubblicato il 26 Dic 2018 alle 11:28am

Un bimbo di tre chili e sei aveva tanta fretta di venire al mondo che non ha voluto aspettare l’arrivo in ospedale la notte di Natale: al punto che la madre non è riuscita a percorrere l’ultimo chilometro che la separava dal nasocomio riminese e lo ha partorito in strada, in una piazzola di un distributore di benzina.

Il “miracolo” natalizio è avvenuto l’altro ieri pomeriggio alla vigilia di Natale a Rimini.

La protagonista una famiglia del Riminese, già con una bambina. I tre si erano messi in auto verso l’ospedale alle prime contrazioni della donna si sono dovuti fermare perché il parto era ormai prossimo, già in atto. A quel punto si sono fermati in una piazzola di sosta e hanno chiamato subito il 118.

Il personale sanitario una volta giunto sul posto ha accertato che il bambino era praticamente nato, e ha tagliato il cordone ombelicale stabilizzando madre e piccolo. Entrambi sono stati portati in ambulanza in ospedale a Rimini, nel reparto di ostetricia e ginecologia, e stanno in ottime condizioni di salute.

Si chiama “Affetto” ed è l’androide con espressioni identiche a quelle di un bambino

Pubblicato il 22 Nov 2018 alle 7:37am

Si chiama ‘Affetto’, ha l’aspetto di un bambino e ha le espressioni più simili a quelle umane mai riprodotte in un androide. A renderle realistiche è l’asimmetria del volto, analizzata e quantificata per riprodurre fedelmente quella del viso umano, come spiegano i ricercatori dell’Università giapponese di Osaka sulla rivista Frontiers in Robotics and AI.

Hisashi Ishihara, Binyi Wu e Minoru Asada sono i tre gli ideatori di Affetto e avevano presentato per la prima volta l’androide nel 2011: adesso il volto è stato migliorato e reso più espressivo grazie a calcoli che hanno permesso di codificare i movimenti fini del viso e avvicinarli il più possibile a quelli di un bambino.

I tre ricercatori hanno analizzato in particolare 116 punti facciali e ne hanno misurato i movimenti tridimensionali, come quelli di labbra e palpebre.

“Catturare le espressioni umane nel volto di un androide è una delle sfide più complesse della robotica”, ha osservato Minoru Asada. “I movimenti facciali creano, infatti, instabilità nella sottile pelle del viso dell’androide, con il rischio di vere e proprie deformazioni superficiali del materiale”, ha aggiunto.

“Con questa nuova generazione di Affetto abbiamo messo a punto un metodo per misurare e controllare le deformazioni superficiali del volto. In questo modo – ha concluso Asada – siamo riusciti a riprodurre nuovi movimenti, come quelli alla base del sorriso o dell’espressione accigliata”.

Guardate questo video, è impressionante

Bimbo di due anni beccato a fumare per strada. La madre: “Se non gliele diamo si strappa i capelli”

Pubblicato il 02 Set 2018 alle 11:35am

Sta facendo il giro del mondo e del web la storia di Rapi Pamungkas, un bambino indonesiano di due anni, beccato a fumare per strada a Sukabumi. Il piccolo è stato ripreso da una telecamera e la madre ha subito ammesso la dipendenza del piccolo: “Se non fuma due pacchetti al giorno si strappa i capelli di testa”. Rapi era stato ripreso per strada, mentre fumava una sigaretta davanti alla bancarella che sua madre gestisce al mercato.

Il video è finito sul tavolo degli inquirenti. Le immagini mostrano chiaramente il bimbo che si fuma una sigaretta davanti alla madre, la 35enne Maryati, sorridente e consapevole di quello che il suo bambino sta facendo.

La donna ha però garantito che suo figlio avrebbe smesso di fumare qualora il governo avesse fornito latte e biscotti gratis per un anno. E in effetti così è stato. Il piccolo ha davvero smesso di fumare ed è tornato a giocare con i suoi coetanei.

La madre ha raccontato che Rapi aveva iniziato a fumare “assaggiando” i mozziconi trovati a terra. Era quindi arrivato a piangere e a strapparsi i capelli dalla testa quando non gli venivano date le sigarette.

Secondo gli esperti è probabile che Rapi abbia già subito dei seri danni al cervello e che potrà ora trovarsi di fronte a seri rischi per la sua salute.

Cancro al seno: bimbo di 5 anni dona al medico che ha salvato sua madre tutti i suoi risparmi per la ricerca

Pubblicato il 07 Apr 2018 alle 7:46am

Giovanni è un bambino di 5 anni che ha compiuto uno splendido gesto verso quel dottore che aveva salvato sua madre dal cancro al seno.

Sua madre, 35 anni, circa un anno fa, si era ammalata di tumore, e dopo l’intervento e la chemioterapia ora sta bene. È tornata allo IEO per un controllo di routine ed è passata a salutare quel medico che tanto si era preso cura di lei quando era malata.

Il dottore Pietro Caldarella, vicedirettore senior del dipartimento di senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano ha allora postato questa foto con questo post, per spiegare quanto accaduto. “Stamattina il figlio di una mia paziente di 5 anni mi ha dato questo biglietto per ringraziarmi delle cure alla sua mamma e dentro c’erano i suoi risparmi che ha voluto donarmi per la ricerca sul cancro …mi veniva da piangere !!!!”

Giocattoli di gomma per il bagnetto, attenzione a batteri e funghi

Pubblicato il 30 Mar 2018 alle 9:16am

I giocattoli di gomma che vengono utilizzati dai bambini durante il bagnetto, contengono, molto spesso batteri e funghi. I bagni caldi e umidi offrono infatti le condizioni ideali per la loro proliferazione, ad esempio sulle tende da doccia e ciò vale anche per i giochi di plastica immersi nell’acqua. A evidenziarlo è uno studio condotto dal Swiss Federal Institute of Aquatic Science and Technology e della Swiss Federal Polytechnic School, in collaborazione con l’Università dell’Illinois, pubblicato su Biofilms and Microbiomes. (altro…)

Placenta invecchiata e i rischi per il bambino

Pubblicato il 10 Mar 2018 alle 8:02am

Una delle problematiche che spesso possono accompagnare la gravidanza è la placenta invecchiata, tecnicamente detta “placenta calcificata”.

Un fenomeno che in genere si presenta normalmente verso la fine della gravidanza. Diverso è invece, il discorso dell’invecchiamento placentare che si verifica al contrario nel corso della gravidanza. Cerchiamo allora di saperne di più.

I sintomi della placenta invecchiata rappresentano una scarsa crescita del feto. In passato una diagnosi di placenta calcificata veniva fatta solo alla nascita del nascituro quando la placenta veniva esaminata dal medico o dall’ostetrica. Nella placenta invecchiata sono dunque evidenti delle piccole calcificazioni di colore bianco somiglianti tanto a delle pietre dure.

Osservando il bambino, invece, si notano:

– unghie più lunghe, – pelle desquamata – scarsa presenza di vernice caveosa, quello strato sottile che riveste il corpo del bambino e che protegge la pelle durante la permanenza nel liquido amniotico.

Una delle principali cause della calcificazione della placenta è legata alla durata della gravidanza: una gestazione che si prolunga oltre le 40 settimane può maggiormente andare incontro a queste calcificazioni della placenta. Ma in questo caso non è nulla di allarmante perché trattasi di evento più fisiologico, al contrario invece esistono altri fattori che contribuiscono all’invecchiamento della placenta e sono:

– fumo: le sigarette non solo aumentano il rischio di aborto spontaneo e distacco della placenta, ma anche di invecchiamento della placenta. – Diabete gestazionale – ipertensione: che è strettamente collegata alla gestosi, una complicanza molto grave della gravidanza che va trattata tempestivamente.

Ma come evitarla?

Durante la gravidanza è fondamentale mangiare bene e in modo sano, per assicurare all’organismo materno e fetale il giusto apporto di calcio, vitamine e sali minerali necessari per la salute delle ossa, dei denti, della coagulazione del sangue, della funzionalità nervosa, muscolare e cardiaca.

Una donna incinta ha bisogno di una quantità maggiore di calcio rispetto al dovuto, si parla infatti di circa 1200 mg al giorno.

Ecco allora alcuni consigli utili per prevenire l’invecchiamento della placenta:

– assicurarsi di assumere la giusta quantità di calcio ogni giorno anche con l’aiuto di integratori multivitaminici; – controllare regolarmente la pressione arteriosa perché l’ipertensione può comportare un aumento del rischio di calcificazione, – evitare di fumare in gravidanza.

La placenta invecchiata in gravidanza non consente al bambino di ricevere la giusta quantità di ossigeno e i nutrienti adeguati da parte dell’organismo materno.