Caivano

Giovane di 22 anni muore speronata dal fratello perché ha una relazione con un trans

Pubblicato il 13 Set 2020 alle 1:35pm

E’ stata prima inseguita e poi speronata dal fratello per una relazione lgbt, poi cadendo dallo scooter è andata anche a battere la testa su di un tubo ed è morta. A bordo con lei c’era anche la persona trans con la quale aveva una relazione: una donna, che si fa identificare con il genere maschile e si fa chiamare Ciro. E’ questa l’origine dell’incidente avvenuto nel Napoletano, secondo cui, come riportano gli organi di stampa, nel quale è deceduta Maria Paola Gaglione, 22 anni. mentre il compagno è rimasto ferito e, ancora sanguinante per terra, è stato anche picchiato dal fratello della vittima, Antonio Gaglione, 25 anni, fermato poi dai carabinieri.

I due l’altro ieri sera erano in viaggio da Caivano ad Acerra quando a bordo dello scooter, quando sono stati raggiunti dal giovane, anch’egli a bordo di uno scooter, che ha tamponato con violenza il mezzo provocando la caduta dei due occupanti. Maria Paola è morta all’istante mentre il compagno è rimasto ferito; ancora a terra è stato picchiato dal ragazzo che lo ha accusato di aver plagiato la sorella. Il ferito è stato portato in una clinica della zona, le sue condizioni non sono gravi.

Foto da pagina Facebook

Terra dei fuochi, dall’esercito ai droni, cosa prevede il protocollo

Pubblicato il 20 Nov 2018 alle 11:24am

E’ stato firmato ieri a Caserta il protocollo d’intesa sulla Terra dei fuochi, con cui il premier Conte e i vice Salvini e Di Maio mettono in campo un “piano d’azione contro i roghi tossici” per contrastare il fenomeno “delle discariche abusive e degli incendi dolosi”. “Terremo sotto controllo le aziende che producono scarti abusivi – promette Di Maio – e verificheremo che si proceda con le bonifiche”.

Salvini non ha partecipato alla conferenza stampa, ma hanno riferito fonti del Viminale, non esiste “nessuna polemica e nessun mistero. Il ministro non è intervenuto perché doveva far rientro a Roma per partecipare, come unico esponente del governo, a una cena al Quirinale”.

Luigi Di Maio ha inoltre sottolineato che “ogni giorno dovremo controllare che i presidi sensibili siano controllati, che si si stia avanzando con il piano delle bonifiche. Abbiamo scelto la strada più difficile, non quella degli slogan”. Il vicepremier ha poi aggiunto che il governo “controllerà e chiuderà, se serve, aziende abusive che poi hanno prodotto gli scarti di contraffazione che venivano bruciati o interrati”. Per il ministro del Lavoro la bonifica della Terra dei fuochi è “un lavoro più grosso di qualsiasi altra sfida del governo”.

Possibile anche un inasprimento delle pene per gli ecoreati: se necessario si farà “perché abbiamo le mani libere”, ha detto il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, spostatosi con Di Maio e altri ministri a Caivano. Quanto alla legge esistente si sta facendo un tagliando per valutare “quanto sia efficace”. “Chi inquina è come il mafioso” e “deve pagare”, ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, annunciando il deposito di una nuova legge “Terra mia” a gennaio. Dalla Difesa arriveranno uomini a presidio dei siti di stoccaggio, ma anche droni e satelliti, ha precisato la ministra Elisabetta Trenta. E Barbara Lezzi, titolare del dicastero per il Sud, ha spiegato che il riciclo completo serve anche a spendere bene e meglio i soldi dei fondi strutturali Ue.

Previsti anche dei programmi di prevenzione con i medici di base.

E in tutto questo, invece di essere contento che qualcosa si stia realmente muovendo, dopo oltre 30 anni di promesse non mantenute per la Campania e la Terra dei fuochi, il presidente della regione Campania Vincenzo de Luca, in una conferenza stampa convocata a Caserta, e tenuta dopo la firma con Conte e i ministri del protocollo sulla Terra dei fuochi, ha dichiarato: “Da sette giorni stiamo assistendo ad una campagna propagandistica, mistificatoria e irresponsabile, che non ha fatto altro che arrecare un grave danno di immagine alla Campania e alla sua economia. Al contrario di quanto si va dicendo, oggi non c’è alcuna emergenza rifiuti, non siamo nel 2008”.

Caivano, arrestato orco e complice della morte della piccola Fortuna: abusata e uccisa dal vicino di casa

Pubblicato il 30 Apr 2016 alle 8:14am

Ci sono voluti due anni per spezzare il muro di omertà e copertura e arrivare a mandare in carcere Raimondo Caputo, 44 anni, compagno della madre di una delle amichette di “Chicca”, violentatore abituale di minori, comprese le figlie avute da questa donna e quella che la sua compagna aveva già. Tutte in tenera età. Titò, questo il soprannome dell’uomo, era già indicato dagli abitanti del rione poche settimane dopo la morte di Fortuna come colpevole dell’omicidio. (altro…)

Caivano: autopsia rivela che la piccola Fortuna Loffredo è stata vittima di abusi sessuali

Pubblicato il 15 Ott 2014 alle 12:38pm

La piccola Fortuna Loffredo, di sei anni, morta il 24 giugno a Caivano, in provincia di Napoli, nei mesi precedenti alla morte, era stata vittima di abusi sessuali. (altro…)