controlli

Nuovo Dpcm, Conte: bar chiusi alle 21 e feste a casa (con mascherina) max 6 persone. Ipotesi lezioni da remoto alle superiori

Pubblicato il 12 Ott 2020 alle 8:29pm

Con il nuovo Dpcm del governo Conte per contrastare l’emergenza sanitaria da coronavirus, sono raccomandate le mascherine anche in casa non conviventi, feste a domicilio con un massimo 6 persone (ma anche questa è solo una raccomandazione), stop poi agli sport amatoriali di contatto e stop anche alle gite scolastiche.

Per i locali che non fanno servizio al tavolo chiusura anticipata alle 21.

Le mascherine all’aperto e in casa

«Nel Dpcm andremo a inserire la previsione delle mascherine all’aperto che abbiamo già messo in termini generali nel decreto legge. Mentre però è vincolante la norma sulle mascherine all’aperto, inseriremo una forte raccomandazione sulle mascherine all’interno delle abitazioni private in presenze di persone non conviventi. Non riteniamo di introdurre una norma vincolante ma vogliamo dare il messaggio che se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina», ha spiegato Conte nell’incontro con le Regioni e i Comuni.

Feste in casa, massimo sei persone

Stop alle feste private, con una «forte raccomandazione» a limitare anche quelle in casa, se partecipano più di sei persone. Il presidente del Consiglio avrebbe spiegato, a quanto si apprende, che sul punto è prevista una riflessione che è ancora in atto. Alcuni tra i ministri continuano infatti a spingere perché venga introdotto un divieto vero e proprio, anche in casa.

Locali, chiusura alle 21

La proposta del governo è di chiudere i locali senza servizio al tavolo e vietare il consumo di cibo e bevande all’aperto dalle 21, in modo tale da poter così evitare anche gli assembramenti. prevista, pertanto, la chiusura di pub, locali e ristoranti con servizio al tavolo a mezzanotte. Alcuni governatori, però, non sarebbero convinti su questa linea di contrasto al coronavirus.

Matrimoni, limite di 30 persone

Per quanto riguarda invece le cerimonie – matrimoni, comunioni, cresime e funerali – restano in vigore le regole dei protocolli già approvati ma viene messo un limite massimo di 30 persone per gli eventuali ricevimenti successivi.

Gli sport amatoriali di contatto

Confermata anche l’ipotesi di sospendere gli sport di contatto, come ad esempio calcetto o basket, a livello amatoriale, contentiti invece a livello dilettantistico, per le società che abbiano adottato protocolli per limitare i contagi. La ratio, viene spiegato, è non penalizzare chi per la ripresa dell’attività ha fatto investimenti e adottato protocolli, a partire dalle diverse federazioni sportive.

Ipotesi lezioni a distanza

Lezioni a distanza alle superiori, per alleggerire la pressione sui trasporti. È la proposta avanzata dal presidente dell’Emilia Romagna e presidente delle Regioni Stefano Bonaccini, nel corso della riunione con il governo. La proposta di tenere le lezioni in videoconferenza per gli alunni più grandi sarebbe stata condivisa dai presidenti di Regione e non è detto che il governo prenda una decisione anche oggi. Ma «il tema esiste», spiega un ministro. Tra le misure proposte dal governo a Regioni e Comuni c’è quella di impedire le gite scolastiche, attività didattiche fuori sede e gemellaggi.

Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza commentando a “Che tempo che fa” il nuovo editto che emanerà il premier Giuseppe Conte, si è voluto soffermare sulla stretta alle feste, anche a quelle private: “Io ho proposto che vengano vietate tutte le feste, che in questo momento possono essere evitate. Andare a scuola è una cosa fondamentale, andare a lavoro è fondamentale”. “Quando c’è una norma, questa va rispettata e gli italiani hanno dimostrato di non aver bisogno di un carabinieri o di un poliziotto a controllarli personalmente. Ma è chiaro che aumenteremo i controlli, ci saranno le segnalazioni”.

In pratica, Speranza si è appellato pubblicamente agli italiani chiedendogli di fare i delatori, gli spioni. E così da oggi, da domani e fino a non si sa quando, il vostro vicino o, magari, qualcuno a cui state sui cosiddetti…, potrebbe chiamare la polizia o i carabinieri perché secondo lui nella vostra casa c’è più movimento del solito. E, di conseguenza, spetterà alla discrezionalità del carabiniere o del poliziotto che avrà il compito di bussare alla vostra porta decidere se effettivamente in casa c’è una festa o meno e quindi comminarvi una bella multa. Tutti sappiamo che nessuna autorità può entrare in casa senza un mandato, e proprio per questo viene in mente un’altra normativa che in questo caso assume contorni decisamente inquietanti: la flagranza di reato. Se secondo le forze dell’ordine in casa vostra c’è una festa, in quanto colti in flagrante, gli agenti potrebbero fare irruzione in casa vostra anche senza un mandato.

Quale sarà il criterio per stabilire cosa è una festa e cosa no?

Photo Credit orizzontescuola.it

Lockdown Covid-19: Appello di Waidid, sì a esami sierologici e tamponi in caso di positività per evitare ricadute in Fase 2

Pubblicato il 15 Apr 2020 alle 6:28am

Tamponi da processare o con metodica tradizionale o con test rapidi per tutti i sintomatici, per tutti i contatti stretti di casi positivi e per chi richiede cure ospedaliere di qualsiasi tipo (parto, problemi medici acuti di qualsiasi genere, chirurgia d’elezione, terapie farmacologiche). Esami sierologici a chi è negativo al tampone ma è sintomatico (soprattutto se da più di 5 giorni), ai contatti stretti anche asintomatici dei casi positivi verificativi più di 7 giorni prima, agli operatori sanitari e ai lavoratori che devono riprendere le proprie attività. Gli esami diagnostici utilizzati in modo appropriato rappresentano l’unica strategia per interrompere la diffusione del contagio e per prepararsi all’interruzione del lockdown.

Secondo l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) interrompere il lockdown è possibile solo se si prevede una strategia allargata e integrata di monitoraggio di Covid-19 attraverso l’impiego appropriato degli esami diagnostici a disposizione, ovvero dei test diagnostici anche rapidi per SARS-CoV-2 su tampone nasofaringeo e i prelievi del sangue per l’esame degli anticorpi contro SARS-CoV-2. Questi ultimi possono, infatti, aumentare in modo considerevole le nostre conoscenze sull’epidemiologia di COVID-19 e distinguere coloro che sono protetti da coloro ancora suscettibili all’infezione.

“Seppur ancora in fase di validazione – spiega Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma – sappiamo ormai che gli esami sierologici eseguiti su sangue venoso e su sangue capillare hanno un ruolo importante nella strategia di monitoraggio e di contrasto alla diffusione di Covid-19. È vero che è necessario definire ulteriormente i test più sensibili e specifici ma, soprattutto negli ospedali, nelle residenze per anziani e nelle aziende che prevedono di riprendere a breve le proprie attività lavorative, oggi è sbagliato non impiegare gli esami sierologici standard o rapidi considerate le evidenze scientifiche raccolte nelle ultime settimane”.

Waidid raccomanda, quindi, l’impiego allargato degli esami diagnostici a disposizione, compreso l’utilizzo dei test sierologici, da eseguire soprattutto su alcune categorie di persone, in particolare chi è negativo al tampone ma ha sintomi suggestivi per infezione da SARS-CoV-2 (soprattutto se da più di 5 giorni), ai contatti stretti anche asintomatici dei casi positivi verificativi più di 7 giorni prima, agli operatori sanitari e ai lavoratori che devono riprendere le proprie attività.

“Si parla molto di interrompere il lockdown – continua Susanna Esposito – ma questo non sarà possibile se non attraverso adeguate indagini di sieroprevalenza per valutare la percentuale di soggetti con IgG contro SARS-CoV-2, così da evitare drammatici errori e ricadute in caso di una seconda ondata epidemica. Ormai sappiamo bene che un veicolo importante di trasmissione della malattia sono i portatori asintomatici, la cui identificazione deve essere effettuata all’interno di un percorso di monitoraggio integrato ma più aggressivo di quello che tuttora viene utilizzato in molte realtà del nostro Paese”.

Tiroide, la settimana di prevenzione mondiale, con controlli gratuiti dal 20 al 26 maggio

Pubblicato il 07 Mag 2019 alle 7:48am

Amare la propria tiroide significa prevenire e diagnosticare precocemente le malattie della tiroide che si possono curare facilmente ripristinando il benessere della persona.

Anche quest’anno torna il consueto appuntamento mondiale con la Settimana dedicata appunto alla Tiroide. Con visite mediche specialistiche gratuite in diverse strutture ospedaliere nazionali e studi medici privati.

Per saperne di più visita il sito web www.settimanadellatiroide.it

L’ipotiroidismo è presente in forma lieve in quasi il 5% della popolazione e arriva ad interessare il 10% nelle donne sopra i 60 anni.

La causa principale è di origine autoimmune (tiroidite cronica di Hashimoto) ed ha una forte predisposizione genetica. L’ ipertiroidismo franco colpisce fino al 2-3% delle donne e raggiunge una prevalenza del 4-6% nelle forme più lievi. Quello di tipo autoimmune (morbo di Basedow) che colpisce soprattutto le donne in età giovane/adulta oppure può essere causato da noduli tiroidei iperfunzionanti (gozzo multinodulare tossico) specialmente nella popolazione più anziana proveniente da aree iodocarenti ed in questo caso colpisce in egual misura maschi e femmine.

E’ necessario identificare e sorvegliare alcuni popolazioni a rischio per patologia tiroidea. In particolar modo con uno studio della funzione tiroidea in: – donne in età fertile che programmano una gravidanza e che abbiano una delle seguenti condizioni amnesiche: parenti di primo grado con ipertiroidismo o ipotiroidismo, storia di tireopatia pregressa, presenza di anticorpi antitiroide o di altre patologie autoimmuni, diabete tipo 1, assunzione di farmaci ad azione antitiroidea, residenza in aree a carenza iodica.

– soggetti anziani nei quali le disfunzioni tiroidee anche lievi possono avere effetti dannosi sul sistema cardiovascolare.

Inoltre, l’ipotiroidismo va ricercato in quelle persone che hanno disturbi metabolici e cardiovascolari, mentre l’ipertiroidismo, che può avere sintomi più attenuati, va ricercato in caso di calo ponderale, insorgenza di fibrillazione atriale e riduzione della massa muscolare.

Come diagnosticare le patologie tiroidee ?

L’esame più frequentemente utilizzato nella diagnosi delle malattie tiroidee è l’ecografia. Lo screening ecografico universale non è tuttavia consigliato poiché, rilevando anche noduli clinicamente non significativi, può destare inutili preoccupazioni e non è giustificato a causa della bassa percentuale di tumori maligni nell’ambito della patologia nodulare (meno del 5% di tutti i noduli tiroidei). Un dosaggio dell’ormone TSH permette invece di sospettare un’alterazione della funzione tiroidea (ipotiroidismo e ipertiroidismo) da confermare con indagini più approfondite e specialistiche. L’ipotiroidismo si corregge facilmente attraverso l’assunzione di ormone tiroideo (levotiroxina) con l’obiettivo sia di normalizzare i valori ormonali che di correggere i suoi sintomi con ripristino del pieno benessere.

L’ipertiroidismo si cura con farmaci che bloccano la produzione ormonale e, nei casi in cui è richiesto il trattamento definitivo, mediante terapia radiometabolica con radioiodio o intervento chirurgico di tiroidectomia. Il gozzo nodulare è quasi sempre di natura benigna ed dall’intervento richiede solo dei regolari controlli specialistici da fare nel tempo.

I noduli maligni della tiroide possono essere curati grazie alla tiroidectomia associata in casi selezionati alla terapia radiometabolica con radioiodio.

Pizza: Ministero della salute apre indagine su cartoni tossici

Pubblicato il 23 Mar 2019 alle 8:01am

Il contenitore, usato in Italia, per la pizza da asporto, conterrebbe bisfenolo A potenzialmente dannoso per la salute umana. E’ quanto emerge da unʼinchiesta condotta da “Il Salvagente”.

La sostanza è da tempo sotto esame dell’Efsa, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ed è vietata da anni in molti contenitori alimentari, come i biberon. Ma all’estero il bisfenolo A (BPA) viene ancora utilizzato nel cartone low cost per il trasporto di cibo che – a volte – finisce anche in Italia e dunque sulle tavole degli italiani. Questa pratica renderebbe potenzialmente pericoloso il piatto più amato di sempre, la “pizza”, soprattutto se napoletana.

A rilanciare l’allarme è questa importante inchiesta anticipata da Il Fatto Quotidiano. Il ministero della Salute ha pertanto voluto vederci chiaro, dando così il via ad un’indagine in merito. Si attendono ora riscontri e analisi del caso.

Intanto, lo studio de Il Salvagente, per la prima volta, mostra la “migrazione” di bisfenolo A dalla scatola all’alimento. Il bisfenolo è una sostanza chimica che interferisce con il sistema endocrino e con l’apparato riproduttivo.

A spiegarlo è il direttore del mensile Riccardo Quintili a Il Fatto Quotidiano con queste parole “Un passaggio che viene scatenato dall’alta temperatura nella scatola (fino a 60°/65°) in cui si mescolano gli acidi del pomodoro e i grassi della mozzarella e dal tempo prolungato in cui la pizza resta all’interno del contenitore”.

Il Salvagente ha analizzato i cartoni prodotti da tre aziende, due straniere e una italiana, facendo emergere che nelle scatole prodotte all’estero, vi era la presenza della sostanza tossica, e che le scatole d’asporto low cost, realizzate con carta riciclata, dall’estero arrivano prima nelle pizzerie nostrane e poi nelle case degli italiani. E ciò accadrà finché l’Europa non uniformerà la normativa che abbiamo noi in Italia. Vale a dire, l’obbligo di produrre solo con cellulosa vergine gli imballaggi di cartone destinati ad alimenti umidi (D.M. 21 marzo 1973).

Per questo motivo, si può controllare ogni volta, che acquistiamo una pizza da asporto se sulla scatola c’è la dicitura cellulosa al 100% e ci sono i simboli di forchette e bicchieri.

Meghan Markle finisce nel mirino del fisco americano per la sua cittadinanza

Pubblicato il 12 Dic 2018 alle 8:28am

Meghan Markle, che si prepara ad affrontare seri problemi con il fisco americano. (altro…)

Sicurezza: stretta sgomberi, da mercoledì taser in 12 città e controlli nelle scuole

Pubblicato il 03 Set 2018 alle 6:05am

A partire da mercoledì prossimo, da Milano a Catania e in altre dieci comuni italiani, alcuni agenti delle forze di polizia e non solo, gireranno per strada anche con una pistola elettrica esposta nella fondina. (altro…)

Novembre, la prevenzione cardiovascolare arriva anche in farmacia

Pubblicato il 09 Nov 2017 alle 6:25am

Per tutto il mese di novembre, la prevenzione al cuore arriva anche in farmacia. Apoteca Natura, la rete di farmacie che guida la persona nella prevenzione e nella cura, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, con l’Associazione Medici Diabetologi e il patrocinio della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, dà il via libera alla sesta edizione della campagna volta a prevenire le malattie cronico-degenerative di origine cardiovascolare. (altro…)

Come e quando misurare la pressione arteriosa

Pubblicato il 01 Mag 2017 alle 11:19am

Ci sono delle regole ben precise per misurare la pressione sanguigna. La prima è quella di farlo prima di cena, sdraiati sul divano, in totale tranquillità. La seconda è utilizzando il braccio sinistro, perché “gli apparecchi elettronici che sono a disposizione oggi sono destinati all’applicazione di questo braccio”.

A dare delle dritte è il professor Roberto Meazza, responsabile del modulo del Day Service dell’ipertensione arteriosa al Policlinico di Milano.

“La prima indicazione è sistemarsi in un punto tranquillo della casa, senza l’influenza di altri familiari o il disturbo di animali. Meglio ancora se ci si sdraia sul divano, rilassati, con cuore e gambe alla stessa altezza. In ogni caso, non bisogna stare in piedi”.

La seconda indicazione, aggiunge ancora l’esperto, “E’ quella di eseguire un paio di rilevazioni a distanza di qualche minuto, in genere la prima tende ad essere superiore alle successive. Per questo, se si effettuano 3 rilevazioni si consiglia di fare la media tra la seconda e la terza”.

“Gli apparecchi elettronici di oggi sono destinati all’applicazione al braccio sinistro, e l’orario migliore per misurare la pressione arteriosa è compreso tra le 18 e le 20, prima di cena. Tale rilevazione corrisponde in linea di massima alla media dei valori di un’intera giornata”.

“Le linee guida stilate dalla Società europea dell’ipertensione indicano che i valori normali sono compresi tra 85 e 135”, spiega ancora l’esperto.

Ma che bisogna fare se un’automisurazione produce un valore ‘anomalo’?

“Non si deve pensare subito all’ipertensione dopo il risultato di una singola misurazione”. L’allarme deve scattare “quando ci troviamo difronte, costantemente, a valori al di sopra del limite, ci deve essere una continuità”.

“L’automisurazione si esegue, infine, quando c’è già stata una diagnosi da parte del medico e il paziente, quindi, svolge un’attività di controllo in una fase successiva”.

In commercio esistono misuratori elettronici per la misurazione della pressione sanguigna. Molte semplici e pratici da utilizzare.

Giovedì 9 marzo Giornata Mondiale del Rene, visite gratuite in tutta Italia

Pubblicato il 08 Mar 2017 alle 7:20am

Il 9 marzo si celebra la giornata mondiale del rene e come è da ormai sette anni, in diverse città di Italia si celebra il consueto appuntamento con lo screening gratuito effettuato da personale medico specializzato e paramedico, che prevede la visita medica con la misurazione della pressione arteriosa, del peso corporeo e della circonferenza vita, il prelievo ematico per il calcolo della funzionalità renale con l’ Mdrd formula, l’ esame delle urine con la lettura del sedimento al microscopio ed, infine, l’ecografia renale e vescicale. (altro…)

Ispezioni a tappeto dei Nas in ospedali: casi di sovraffollamento al Pronto Soccorso

Pubblicato il 17 Gen 2017 alle 8:40am

Un mese di ispezioni negli ospedali italiani, per “verificare le condizioni di efficienza dei servizi di assistenza all’utente”: dal 15 dicembre 2016 a oggi.

Gli uomini del Nas, di concerto con il ministro della Salute hanno messo in atto un’intensa attività di controllo sull’intero territorio nazionale presso le strutture sanitarie che hanno portato alla contestazione di 19 sanzioni amministrative e al deferimento di 11 persone all’autorità giudiziaria.

Le attività prodotte dalle forze dell’ordine hanno evidenziato molti casi di sovraffollamento, con prevalenza di persone anziane, nei pronto soccorso, soprattutto nei nosocomi dei maggiori centri abitati, anche a causa del concomitante picco epidemico influenzale accentuato dalle condizioni atmosferiche particolarmente avverse.

In alcune circostanze si è registrato anche un numero di accessi pari al doppio della media giornaliera. “Situazioni particolari, oggetto di ulteriori approfondimenti, registrate nel corso delle attività di monitoraggio. Si tratta di episodi limitati – spiegano in una nota – che, tuttavia, non condizionano la generalizzata situazione di funzionalità offerta dalla gran parte delle strutture visitate, operanti sul territorio”.