covid-19

Animali domestici e coronavirus

Pubblicato il 18 Ott 2020 alle 6:17am

“A oggi non esistono prove del fatto che gli animali domestici possano trasmettere all’essere umano il virus SARS-CoV-2 e svolgere un ruolo attivo nella diffusione di Covid-19”. A ricordarlo è la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO). (altro…)

Covid, crisi economica e pil

Pubblicato il 18 Ott 2020 alle 6:13am

A causa degli effetti negativi del Covid-19 si rischia di ‘bruciare’ 160 miliardi di Pil. A sostenerlo è la Cgia di Mestre, secondo la quale nella più rosea delle ipotesi, il Pil italiano di quest’anno dovrebbe scendere, rispetto al 2019, addirittura al 10% circa. Per dare l’idea della dimensione della contrazione, è come se il Veneto fosse stato in lockdown per tutto l’anno. Con un crollo quasi doppio rispetto a quello registrato 11 anni fa, è evidente, per la Cgia, che una caduta verticale del genere avrà degli effetti negativi sul mercato del lavoro.

“Per questo diciamo no a qualsiasi chiusura generalizzata – rileva Zabeo – che aggraverebbe ancor più la situazione. Anche perché il peggio deve ancora arrivare. Quando verrà meno il blocco dei licenziamenti, infatti, correremo il rischio di vedere aumentare a dismisura il numero dei disoccupati”. Per il segretario della Cgia Renato Mason “oltre ad avere un carico fiscale indiscutibilmente eccessivo, una pressione burocratica che continua a penalizzare chi fa impresa e un calo degli investimenti molto preoccupante, che interessa in particolar modo quelli di natura pubblica, c’è un’altra grossa criticità che rischia di mettere in seria difficoltà tante aziende, soprattutto di piccola dimensione. Ci riferiamo alla nuova normativa introdotta dall’Unione Europea che interessa le banche”.

Per evitare gli effetti negativi dei crediti deteriorati, spiega, Bruxelles ha imposto a queste ultime l’azzeramento in 3 anni dei crediti a rischio non garantiti e in 7-9 anni per quelli con garanzia reali. “E’ evidente che l’applicazione di questa misura, in buona sostanza, indurrà moltissimi istituti di credito – aggiunge Mason – ad adottare un atteggiamento di estrema prudenza nell’erogare i prestiti, per evitare di dover sostenere delle perdite in pochi anni”.

Situazione che è in buona sostanza anche italiana. Le previsioni, peraltro, danno un tracollo dei consumi delle famiglie di circa 96 miliardi di euro.

Festa del Cinema di Roma 2020

Pubblicato il 07 Ott 2020 alle 6:18am

Anche quest’anno, con nuove misure anti-Covid per la sicurezza dei partecipanti, la Festa del Cinema torna quest’autunno nella Capitale con la sua quindicesima edizione. Parallelamente alla Festa del Cinema, si terrà la diciottesima edizione di Alice nella città, dedicata alle nuove generazioni.

Oltre alla splendida location dell’Auditorium Parco della Musica, la Festa del Cinema di Roma 2020 approderà anche al Macro, al MAXXI, a Palazzo Merulana, a Rebibbia e al Policlinico Gemelli.

Sarà possibile seguire una parte del programma anche attraverso la piattaforma Digital RFF15.

Covid, al via la preparazione del vaccino Sanofi in Italia, arrivato in fase 1-2 della sperimentazione

Pubblicato il 05 Ott 2020 alle 6:04am

Si trova ad Anagni in provincia di Frosinone, lo stabilimento dove verranno prodotte buona parte delle dosi del vaccino contro il Covid-19 dirette poi a tutto il continente europeo. La multinazionale Sanofi preparerà a fine sperimentazione il vaccino che sta sviluppando insieme all’altra casa farmaceutica Gsk. (altro…)

Allattamento al seno, la madre positiva non trasmette il Covid

Pubblicato il 30 Set 2020 alle 6:00am

Il Covid-19 non viene trasmesso dalla mamma positiva al bambino, durante l’allattamento. A rivelarlo è uno studio pubblicato di recente su Frontiers in Pediatrics, condotto e coordinato dalla Neonatologia universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, Laboratorio universitario di Virologia Molecolare del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, professor David Lembo e Neonatologie degli ospedali Mauriziano e Maria Vittoria di Torino e quelle degli ospedali di Alessandria, Aosta e del San Martino di Genova.

Le analisi molecolari sui campioni di latte sono state condotte nei Laboratori ospedalieri di Microbiologia della Città della Salute e dell’ospedale San Luigi Gonzaga, diretti rispettivamente dalla professoressa Rossana Cavallo e dalla dottoressa Giuseppina Viberti, adiuvata in questo studio dal dottor Giuseppe De Renzi.

“Da diversi anni stiamo studiando le proprietà antivirali del latte materno ed abbiamo identificato nuovi componenti attivi che potrebbero proteggere il lattante dalle infezioni virali – spiega il professor Lembo -. Anche per questo motivo, salvo poche eccezioni, l’allattamento al seno è una risorsa importante per la salute del neonato”.

Covid 19 e ritorno a scuola, tra certificati e tamponi, linee guida

Pubblicato il 27 Set 2020 alle 8:49am

La circolare sulla ‘Riapertura delle scuole. Attestati di guarigione da COVID-19 o da patologia diversa da COVID-19 per alunni o personale scolastico con sospetta infezione da SARS-CoV-2′, porta la firma del Direttore generale del ministero della Salute Gianni Rezza, e riassume i criteri previsti per il rientro a scuola di alunni e personale docente e non docente in caso di Covid o di altra patologia. La circolare, ebbene, inviata ad una cinquantina di soggetti interessati fra ministeri enti e Federazioni, prevedendo ben 4 tipologie di intervento:

1) ALUNNO OD OPERATORE SCOLASTICO POSITIVO AL TEST DIAGNOSTICO PER SARS-COV-2. Se il test risulta positivo, si notifica il caso e si avvia la ricerca dei contatti e si indicano le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione secondo i criteri vigenti. Attualmente le indicazioni scientifiche prevedono l’effettuazione di due tamponi (test di biologia molecolare) a distanza di 24 ore l’uno dall’ altro con un contestuale doppio negativo, cui potrà conseguire la conclusione dell’isolamento e l’inserimento in comunità. L’ alunno o operatore scolastico rientrerà a scuola con attestazione di avvenuta guarigione e nulla osta all’ingresso o rientro in comunità.

2)ALUNNO OD OPERATORE SCOLASTICO NEGATIVO AL TEST DIAGNOSTICO PER SARS-COV-2. Se il test diagnostico è negativo, in paziente sospetto per infezione da SARS-CoV-2, secondo sua precisa valutazione medica, il pediatra o il medico curante, valuta il percorso clinico/diagnostico più appropriato (eventuale ripetizione del test) e comunque l’opportunità dell’ingresso a scuola. In caso di diagnosi di patologia diversa da COVID-19, la persona rimarrà a casa fino a guarigione clinica.

3)ALUNNO OD OPERATORE SCOLASTICO CONVIVENTE DI UN CASO ACCERTATO. Si sottolinea che qualora un alunno o un operatore scolastico fosse convivente di un caso, esso, su valutazione del Dipartimento di prevenzione, sarà considerato contatto stretto e posto in quarantena. Eventuali suoi contatti stretti (esempio compagni di classe dell’alunno in quarantena), non necessitano di quarantena, a meno di successive valutazioni del Dipartimento di Prevenzione in seguito a positività di eventuali test diagnostici sul contatto stretto convivente di un caso.

4)ATTESTAZIONE DI NULLA OSTA ALL’ INGRESSO O RIENTRO IN COMUNITÀ DOPO ASSENZA PER MALATTIA In caso di test diagnostico per Sars-cov-2 con esito positivo, dopo aver preso in carico il paziente ed aver predisposto il corretto percorso diagnostico/terapeutico si predispone, dopo la conferma di avvenuta guarigione, con l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’ altro risultati negativi, “Attestazione di nulla osta all’ ingresso o al rientro in comunità”. In caso di patologie diverse da COVID-19, con tampone negativo, il soggetto rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni e si redigerà una attestazione che l’alunno o operatore scolastico può rientrare a scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per COVID-19 come disposto da documenti nazionali e regionali.

Sanità italiana riunita: “Vaccinarsi è sicuro e mai come oggi, anti-influenzale e anti-pneumococco possono salvare vite”

Pubblicato il 27 Set 2020 alle 6:07am

“Il primo banco di prova per la ripresa delle attività vaccinali sarà costituito dalla campagna per il vaccino antinfluenzale 2020-21.

La Circolare ministeriale sulla prevenzione e il controllo dell’influenza quest’anno è stata emanata con anticipo, già nel mese di giugno. Poiché è probabile che influenza e COVID-19 circoleranno assieme questo inverno, occorrerà non soltanto difendere i soggetti più vulnerabili, ma anche procedere assai più precocemente e capillarmente con la vaccinazione di bambini e adolescenti, tradizionalmente grandi diffusori dei virus influenzali. In quest’ottica, quest’anno il Ministero ha ampliato la finestra temporale della campagna ad inizio ottobre, estendendo l’offerta gratuita del vaccino a tutti i soggetti di età compresa tra 60 e 64 anni (oltre agli over65), ed aggiungendo raccomandazioni anche per i bambini dai 6 mesi a 6 anni e per gli operatori sanitari. Nonostante nell’altro emisfero l’influenza ha avuto un’incidenza molto bassa bisogna fare uno sforzo per tenere la guardia alta”, ha spiegato Carlo Signorelli, professor of Hygiene, Director School of Public Health, University San Raffaele, Milano.

“Nella società attuale i costi sanitari incidono in modo importante sulle risorse economiche di una nazione e tali costi spesso sono dovuti alle cure e alla prosecuzione delle cure di cittadini affetti da patologie di cui sono responsabili l’ambiente, gli stili di vita, il patrimonio genetico ed altri fattori su cui non sempre si può intervenire. Nell’ambito delle malattie infettive un capitolo fondamentale è la prevenzione che ne evita la loro comparsa, possibile per alcune di esse con la vaccinazione. La prevenzione vaccinale mai come nel momento attuale di pandemia da covid-19 è diventata un caposaldo di benessere, tant’è che stiamo aspettando con grandi aspettative e nel minor tempo possibile il vaccino contro il coronavirus. Non dobbiamo dimenticarci, e spesso lo si è fatto o discusso, il ruolo della prevenzione vaccinale nelle altre patologie prevenibili con vaccino e a disposizione abbiamo un Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale che nella sua ultima versione (2017-2019) pone il nostro paese all’avanguardia nel mondo. Da più parti e per più tempo si ricorda come i vaccini siano secondi solo alla potabilizzazione delle acque in termini di riduzione della mortalità umana, e considerati il più efficace degli interventi in campo medico mai scoperti dall’uomo, giacché offrono una protezione individuale verso la malattia infettiva con diminuzione di morbilità e mortalità, intervengono nella protezione della collettività con la immunità di gregge che permette la riduzione della circolazione dei microrganismi patogeni e incidono sulle risorse economiche della comunità garantendo risparmi potenziali sui costi sociali della malattia infettiva. La cultura della vaccinazione e l’offerta di essa al cittadino in modo puntuale e ben organizzato fanno della prevenzione vaccinale un investimento certo nella società civile”, ha detto Fulvio Bonetti, MMG ATS Monza Brianza già Componente Tavolo Vaccini Regione Lombardia.

“In corso di pandemia, la prevenzione vaccinale di tipo attivo risulta essere di maggior importanza e le campagne vaccinali regionali devono essere programmate per tempo sia in termini di acquisto di dosi, sia in termini di distribuzione che di accordi con i medici di medicina generale che, grazie alla relazione stretta che hanno con i propri assistiti, possono essere forti promotori della campagna vaccinale ed aumentare le coperture vaccinali stesse sia per il vaccino antiinfluenzale che per quello anti pneumococco. Questo è di fondamentale importanza sempre, ma soprattutto in corso di una pandemia, quando i sintomi dell’influenza possono essere confusi con l’infezione di COVID-19 o, ancor peggio, l’influenza o la polmonite da pneumococco possono complicare ’infezione di COVID-19 stessa”, ha dichiarato Gabriella Levato, medico di medicina generale di Milano.

La cosmesi con il Covid-19 perde nel 2020 l’11,6% del fatturato

Pubblicato il 23 Set 2020 alle 6:00am

Durante le crisi finanziarie del passato comprare un rossetto o un profumo era una forma accessibile di auto gratificazione, oggi invece l’uso della mascherina e la riduzione drastica della socialità hanno portato a una forte diminuzione anche delle vendite dei cosmetici, mentre ha registrato un’accelerazione il comparto dell’igiene personale, sorprendentemente quello dei gel disinfettanti e quello dello skincare, che ha visto le consumatrici più attente ai trattamenti da fare a casa propria. E non a caso a fine 2020 si stima per la cosmesi italiana un calo del fatturato globale pari all’11,6% rispetto all’anno precedente.

A dirlo una recentissima ricerca del settore presentata al beauty summit di Pambianco.

Renato Ancorotti, Presidente di Cosmetica Italia, sostiene che il mercato interno ha retto meglio delle esportazioni (-9,3% vs -15%) e l’e-commerce è stato l’unico canale in crescita (+40%).

Covid-19, non si trasmette attraverso superfici. Lo dice una nuova ricerca scientifica

Pubblicato il 21 Set 2020 alle 6:00am

Plastica, vetro, legno, metallo o stoffa è molto raro che il Covid si possa trasmettere attraverso il contatto di superfici infette, mentre la distanza sociale è un’arma fondamentale perché il droplet si conferma il modo più comune per diffondere il Covid-19.

A dirlo, dopo l’analisi delle prove emerse da molti articoli in materia, è uno studio pubblicato sugli Annals of Internal medicine, da cui emerge anche come l’infettività dei contagiati raggiunga il massimo il giorno prima la comparsa dei sintomi e sia già scesa drasticamente dopo 7 giorni.

I ricercatori del Montefiore Medical Center, dell’Ospedale dell’Università della Pennsylvania, del Massachusetts General Hospital, della Harvard Medical School e del Brigham and Women’s Hospital hanno studiato articoli scientifici pubblicati nei mesi a cavallo tra gennaio e settembre 2020, nonché rapporti istituzionali o governativi, per determinare capacità di replicazione, possibili host e fattori ambientali che contribuiscono alla trasmissione del Covid-19, arrivando ora a questa possibile interpretazione e conclusione.

54° Convegno di cardiologia, grande attenzione per le conseguenze del Covid-19

Pubblicato il 10 Set 2020 alle 6:37am

Più di mille cardiologi italiani si confronteranno a Milano sulle conseguenze del Covid 19 nel sistema cardiovascolare. Il 54° Convegno di cardiologia, promosso dal 14 al 17 settembre dalla fondazione De Gasperis, quest’anno si terrà via web. Grande attenzione sarà posta per le conseguenze del coronavirus, che attacca anche il sistema dei vasi e il cuore. Ma non solo. «Parleremo anche di sindromi coronariche croniche. Non dimentichiamo che durante l’emergenza Covid 19 – spiega Fabrizio Oliva, presidente del comitato scientifico – un cardiopatico su due evitava i controlli per paura del contagio e ciò rappresenta un gravissimo rischio, che abbiamo denunciato. Prendiamo ad esempio il paziente concardiopatia ischemica cronica sottoposto a procedure interventistiche percutanee (angioplastica): vi è indicazione a terapia antitrombotica; abbiamo a disposizione vari farmaci e varie possibili associazioni che devono essere modulate nel singolo paziente in base alle sue caratteristiche cliniche, in particolare in base al rischio trombotico e a quello emorragico. Anche le modalità di rivascolarizzazione (percutanea o chirurgica) devono essere valutate nel singolo paziente considerando non solo l’anatomia vascolare ma anche le comorbidità e il rischio perioperatorio; nei casi complessi è fondamentale una discussione in heart team. A Milano discuteremo recenti lavori scientifici che hanno messo in luce un possibile ruolo prognostico favorevole di alcuni nuovi trattamenti farmacologici per diabete e dislipidemia».

Il Covid 19 sta attirando tutta l’attenzione dei cardiologi, e il processo infettivo e infiammatorio che viene scatenato dall’aggressione del virus a quegli organi in cui è presente il recettore ACE2 – ed è nota la capacità della proteina virale Spyke di penetrare nella cellula, dialogando con questo enzima – coinvolge anche il sistema vasale e il cuore, con diverse manifestazioni che possono evolvere in modo drammatico verso lo scompenso cardiaco, oltre che lo shock cardiogeno e l’arresto cardiaco. «Anche in questo ambito ci troviamo di fronte a nuovi trattamenti farmacologici in grado di cambiare radicalmente la prognosi di questi pazienti – spiega Claudio Russo, cardiochirurgo dell’Ospedale Niguarda e vicepresidente del comitato scientifico del convegno -. Il Sacubitril-valsartan è un modulatore neuroormonale in grado di migliorare significativamente la sopravvivenza e la capacità funzionale di questi soggetti. Gli SGLT2 sono degli antidiabetici orali in grado non solo di ridurre gli eventi cardiovascolari nel soggetto diabetico ma anche di migliorare la prognosi nel paziente con insufficienza cardiaca non diabetico. Ci si interroga – e ne discuteremo al convegno – se e come le nuove acquisizioni modificheranno le flow chart e i protocolli operativi» osserva il primario della cardiochirurgia dell’ospedale milanese.