covid-19

Lorella Cuccarini positiva al Covid-19

Pubblicato il 09 Gen 2021 alle 6:17am

Lorella Cuccarini è risultata positiva al Covid-19. La coach di “Amici” sta bene, in quanto è risultata essere anche asintomatica. Durante le registrazioni della puntata di sabato 9 gennaio del talent di Maria De Filippi si infatti collegata da casa propria per annunciare di dover attendere il tampone negativo prima di poter tornare in diretta.

La Cuccarini affianca la maestra di ballo Alessandra Celentano e la maestra Veronica Peparini nel giudicare le performance di danza dei ragazzi ed è stata fortemente voluta da Maria De Filippi nel programma.

“La chiamata di Maria è arrivata come una carezza…”.

Riapertura scuole necessari screening nazionali sulla comunità scolastica e vaccino prioritario per docenti. L’appello dei medici

Pubblicato il 09 Gen 2021 alle 6:00am

Uno screening nazionale della popolazione scolastica, una campagna vaccinale prioritaria per docenti ed educatori, un piano di lockdown intermittenti fino all’estate. Sono queste alcune delle condizioni per un ritorno in aula in sicurezza per le scuole superiori, secondo la community “IoVaccino”, il Comitato “La Scuola” e alcuni eminenti pediatri, tra i quali Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma e consulente dell’OMS. (altro…)

In Italia vaccinate oltre 45mila persone per il Covid-19

Pubblicato il 03 Gen 2021 alle 6:35am

Sono d oggi 45.667 le persone vaccinate in Italia contro il coronavirus secondo gli ultimi dati aggiornati e pubblicati sul portale del Commissario straordinario per l’emergenza Covid nel nostro Paese. Fra questi, si contano, 26.068 donne mentre gli uomini vaccinati dal 31 dicembre sarebbero 19.599. Al primo posto troviamo come regioni per numero di somministrazioni effettuate, il Lazio (9.301), a seguire poi c’è il Veneto (6.041) e il Piemonte (6.024). (altro…)

Lombardia, vaccino antiCovid-19: sarà vaccinato l’80% di medici, infermieri e oss

Pubblicato il 28 Dic 2020 alle 6:00am

Contro il Covid-19 in arrivo 1.620 dosi destinate ai professionisti della salute. (altro…)

Doxa, 7 italiani su 10 hanno fatto second hand. E per la moda arriva Vinted in Italia

Pubblicato il 28 Dic 2020 alle 6:00am

Sono tanti, coloro che a causa della crisi e del covid vendono oggetti che non servivano più e ne cercano altri più adatti alle loro esigenze, in entrambi i casi con un risparmio e un guadagno per 7 italiani su 10.

E’ quanto emerge da un’indagine chiamata La Second Hand ai tempi di Covid-19 a novembre 2020 da BVA Doxa per Subito, piattaforma per vendere e comprare con oltre 13 milioni di utenti unici mensili, che ha evidenziato come il 67% degli italiani abbia acquistato o venduto almeno un oggetto usato da marzo in poi, un dato questo che è in forte aumento rispetto al 49% del 2019. E a dicembre 2020 è stata lanciata in Italia ‘Vinted’, la più grande piattaforma online C2C europea dedicata alla moda second hand, un’app gratuita che da l’opportunità a tutti di vendere e comprare vestiti e accessori dando così loro una seconda chance di vita.

In arrivo test che distingue, tra influenza e Sars-Cov-2 in un solo tampone

Pubblicato il 16 Dic 2020 alle 6:00am

E’ in arrivo un test molecolare in grado di rilevare e differenziare tra i virus SARS-CoV-2, influenza A, influenza B e virus respiratorio sinciziale (RSV) con un unico tampone. A comunicarlo è la compagnia Abbott, che lo ha messo a punto, secondo cui il test ha appena ottenuto il marchio Ce.

Il test in questione, chiamato Alinity m Resp-4-Plex, si legge in una nota, può essere effettuato con un unico tampone nasofaringeo raccolto da un operatore sanitario in persone che presentano segni e sintomi di infezione alle vie respiratorie.

Potrà essere eseguito sul sistema Alinity m, il più avanzato analizzatore di laboratorio per la biologia molecolare di Abbott per elevati volumi di test. Alinity m utilizza la tecnologia Polymerase Chain Reaction (PCR). Per contribuire a combattere la pandemia, Abbott ha accelerato la distribuzione del sistema Alinity m negli ospedali, nei centri universitari e nei laboratori, tutte strutture cruciali per l’assistenza del paziente.

Da oggi l’Italia è in giallo e arancione, nessuna regione rossa

Pubblicato il 13 Dic 2020 alle 2:24pm

Sulla base degli ultimi dati epidemiologici sull’epidemia Covid in Italia, forniti della Cabina di Regia venerdì 11 dicembre, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza con cui ha disposto, come anticipato nei giorni scorsi, il “cambio di colore” per alcune Regioni.

Il Dpcm 3 novembre aveva individuato tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per le quali sono previste specifiche misure restrittive come forma di contrasto alla diffusione del Coronavirus nel nostro Paese. Il Dpcm 3 dicembre ha confermato questa impostazione, fissando le misure in vigore fino al prossimo 20 dicembre.

Addio zona rossa, ecco quali sono le nuove Regioni gialle e arancioni a partire da ieri oggi, domenica 13 dicembre:

da area arancione ad area gialla: Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte

da area rossa ad area arancione: Abruzzo.

La nuova mappa a colori dell’Italia In base all’ultima ordinanza del ministro della Salute dell’11 dicembre, oggi l’Italia è così divisa:

area gialla: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto area arancione: Abruzzo, Campania, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d’Aosta area rossa: nessuna Regione.

Covid e carenza di vitamina D

Pubblicato il 09 Dic 2020 alle 6:07am

Una carenza di vitamina D collegata ai casi più gravi di Covid-19. A rivelarlo una ricerca scientifica che ha esaminato casi di pazienti ricoverati in terapia intensiva, tra marzo e aprile 2020.

Tale ricerca, questa volta è stato pubblicata sulla rivista scientifica Clinical Nutrition. E si tratterebbe di uno studio molto rigoroso che ha coinvolto specialisti di diversi ambiti per poter verificare se questo dubbio potesse davvero diventare una certezza. La ricerca è tutta italiana e porta la firma di diversi medici del Policlinico San Matteo di Pavia.

Nel periodo che tuttora rimane il più pesante dal punto di vista dell’emergenza in Italia, ovvero quello compreso tra marzo e aprile, i ricercatori hanno analizzato i valori di 129 pazienti ricoverati nella struttura. Purtroppo, 34 di loro sono poi deceduti.

I risultati parlano infatti di persone che riversavano nelle condizioni più severe, e che mostravano avere anche livelli molto bassi di vitamina D. Circa due giorni dopo essere entrati in ospedale, il 54,3% mostrava addirittura una carenza elevata.

Questo valore non faceva aumentare in modo diretto il rischio di morte, ma solo quello di venire intubati. C’era quindi un’evidente associazione tra mancanza del nutriente e l’insorgenza di una polmonite grave. Aumentavano infatti anche i marcatori biochimici che “misurano” l’intensità della malattia, come i linfociti specifici e la proteina C-reattiva.

Il professore di Geriatria e Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino: “la vitamina D ha un effetto immunomodulatorio nella replicazione delle infezioni virali delle vie respiratorie. Sappiamo che la vitamina D ha correlazioni positive anche come prevenzione di infezioni virali. Probabilmente le ha pure per il Covid-19”. Non solo, ma non è tossica e ha effetti collaterali.

Stress per pandemia e fame nervosa in aumento

Pubblicato il 07 Dic 2020 alle 6:00am

Grazie ad un sondaggio online, che ha coinvolto circa ottomila persone residenti in 50 diversi Stati del mondo, da un team americano del Pennington Biomedical Research Center, si è scoperto che la pandemia sta facendo diffondere la fame nervosa, innescata da stress, ansia e sintomi depressivi. L’aumento di peso rilevato in un partecipante su tre

La paura di ammalarsi, di perdere il lavoro, le preoccupazioni per i propri cari, genitori e figli in primis, l’isolamento, la distanza dagli affetti più cari, tra i principali fattori di stress e depressione in milioni di persone nel mondo.

Il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, fa riferimento a una vera e propria “erosione” del benessere psicologico e psichico, mentre secondo il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi tra le peggiori “eredità” del coronavirus SARS-CoV-2 ci potrebbe essere un’ondata di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Per provare a contenere questo stato di pensieri ed emozioni negative, molti, fanno sfogo nel cibo “spazzatura” carico di zuccheri e grassi, che produce anche un inevitabile aumento di peso. Se a questo si aggiunge poi, anche una significativa crescita della sedentarietà e dell’inattività fisica, anch’esse figlie del lockdown e in parte anche dello smart working, è evidente che possano emergere potenziali rischi anche per la salute fisica, oltre che mentale.

Mascherine, nuove linee guida Oms

Pubblicato il 05 Dic 2020 alle 6:00am

«Dovrebbero essere utilizzate come parte di un pacchetto completo di misure anti-Covid. Curando sempre l’igiene delle mani prima di indossarle e dopo averle tolte». L’uso appropriato, la conservazione, la pulizia e lo smaltimento corretti sono essenziali per garantire che le mascherine siano efficaci. A ricordarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha aggiornato le sue linee guida sull’uso delle mascherine anti-Covid con nuove prove scientifiche e consigli pratici. Fra le novità, l’indicazione per gli operatori di indossare sempre quelle chirurgiche nelle strutture sanitarie «in assenza di procedure che generino aerosol», prediligendo in altri casi le N95 o le Ffp2, mentre nelle aree dove c’è trasmissione di comunità tutti – pazienti inclusi – dovrebbero usare le mascherine nelle strutture sanitarie.

L’Oms invita il pubblico a indossare le mascherine di comunità nei negozi, nei luoghi chiusi e negli spazi all’aperto dove non c’è alcun distanziamento. Chi è ad alto rischio di gravi complicanze con il Covid, dovrebbe optare invece per le mascherine chirurgiche. Quando si è al chiuso con altre persone, «le persone dovrebbero indossare una mascherina a meno che la ventilazione non sia stata giudicata adeguata», dicono gli esperti. A casa, si dovrebbero indossare mascherine «quando si ricevono i visitatori se non si riesce a mantenere la distanza o se la ventilazione non è buona». Nel documento c’è anche la raccomandazione di non indossare mascherine durante un’attività fisica intensa e di non usare quelle con le con valvole perché si bypassa la funzione di filtro dell’aria esalata.