crescita

Istat, Italia un Paese di vecchi, famiglie in calo e sempre più single

Pubblicato il 02 Gen 2020 alle 6:56am

“Le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole”. Così l’Istat nell’Annuario. “Il numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018), soprattutto per l’aumento delle famiglie unipersonali che in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie”, spiega l’Istituto di statistica. (altro…)

Istat, dopo 9 anni gli stipendi aumentano anche spinti dagli statali

Pubblicato il 31 Dic 2019 alle 7:55am

Nel 2018 gli stipendi sono tornanti a salire. Una crescita che mancava ormai da quasi un decennio. A rilevarlo è l’Istat nell’Annuario. “Dopo una fase di decelerazione che perdurava da nove anni, le retribuzioni contrattuali orarie nel totale economia sono tornate a crescere dello +1,5%. Tale variazione è stata determinata per più di due terzi dai miglioramenti economici intervenuti nell’anno. Il contributo maggiore è arrivato dagli aumenti retributivi previsti per la quasi totalità dei dipendenti pubblici (+2,6%) dopo il blocco contrattuale che si protraeva dal 2010”.

“Le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole”. Così l’Istat nell’Annuario. “Il numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018), soprattutto per l’aumento delle famiglie unipersonali che in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie”, spiega l’Istituto.

“Nel 2018 continua il calo delle nascite: i nati vivi, che nel 2017 erano 458.151, nel 2018 passano a 439.747, nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia”. A confermarlo l’Istat nell’Annuario. Sempre nel 2018, sottolinea ancora l’istituto di statistica, “il numero dei decessi diminuisce e raggiunge le 633.133 unità”. La speranza di vita media alla nascita “riprende ad aumentare attestandosi su 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine nel 2018”. Tutto ciò rende “l’Italia uno dei Paesi più vecchi al mondo, con 173,1 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019”.

“L’Italia è ancora lontana da un’ampia diffusione del modello basato sul pasto veloce consumato fuori casa. I dati relativi al 2018 evidenziano che il pranzo costituisce, infatti, ancora nella gran parte dei casi il pasto principale (66,8% della popolazione di 3 anni e più) e molto spesso è consumato a casa (71,9%), permettendo così una scelta degli alimenti e una composizione dei cibi e degli ingredienti più attente rispetto ai pasti consumati fuori casa”.

In crescita reddito famiglie ma Italia è ultima

Pubblicato il 22 Ago 2019 alle 7:19am

Il reddito delle famiglie dei Paesi e dell’area Ocse cresce nel primo trimestre 2019. Un dato questo in aumento anche nel nostro Paese, che avanza a passo più lento rispetto alla media Ocse. La crescita in Italia è stata dello 0,5% contro il +0,6% dell’Ocse e il +0,7% di Eurolandia. Secondo i dati raccolti dalla stessa Ocse, in Germania l’aumento è stato dello 0,6%, in Francia dello 0,8%, negli Stati Uniti e in Canada dello 0,9%. Peggio di noi il Regno Unito (+0,3%), che mostra però un dato migliore nel cumulato degli ultimi 8 trimestri.

L’Ocse spiega che la crescita del reddito reale delle famiglie fornisce un quadro migliore dei cambiamenti nel benessere economico delle famiglie rispetto alla crescita pro capite del Pil reale.

Guardando al medio periodo, ovvero all’andamento del reddito delle famiglie nei trimestri dal 2017 ad oggi, l’Italia ha registrato un aumento del 2% contro il +4,1% della media Ocse, il +4,7% dei Paesi del G7 e il +3,4% dell’Eurozona. In Germania l’aumento è stato del 3,3%, in Francia del 3,9% e nel Regno Unito del 4,1%.

Il +0,6% messo a segno nell’area Ocse nel primo trimestre del 2019 rappresenta un’accelerazione rispetto al rialzo dello 0,3% del quarto trimestre del 2018, superando la crescita del Pil reale pro capite per il secondo trimestre consecutivo. Anche in Italia l’accelerazione è stata netta, determinando anzi una vera inversione di rotta. L’aumento dello 0,5% del primo trimestre si contrappone infatti al calo dello 0,4% dell’ultimo trimestre 2018. Nei primi tre mesi del 2019 il Pil italiano, secondo i dati Istat è cresciuto dello 0,1% contro il -0,1% dell’ultima parte dello scorso anno.

Moda, cresce il made in Italy. 2018 chiude con 95,7 miliardi di euro

Pubblicato il 03 Feb 2019 alle 7:22am

Secondo le stime di Confindustria Moda, il made in Italy incontra una crescente fioritura. Ha chiuso l’anno 2018 con un fatturato di ben 95,7 miliardi di euro.

Il merito è dovuto all’export grazie ai paesi extra europei che sembrano gradire molto la firma italiana.

Infatti, in occasione della presentazione del libro “Lo stato della Moda”, in cui viene delineato il sistema della filiera fashion nel biennio 2016-2017, Confindustria ha diffuso un pre-consuntivo in cui annuncia le stime del mercato moda made in Italy.

I numeri sono decisamente positivi. Infatti il settore moda ha registrato un fatturato di 95,7 miliardi di euro, ossia +0,9% rispetto all’anno precedente. Inoltre l’import è aumentato del 3,1% in confronto al 2017, ossia 35,1 miliardi di euro, e l’export del 2,6% rispondente a 63,4 miliardi di euro.

Boom spesa farmaci per malattie rare, +74% in 3 anni

Pubblicato il 25 Lug 2018 alle 8:27am

Cresce, anzi aumenta a dismisura, la spesa per i farmaci contro le malattie rare in Italia, che negli ultimi tre anni è salita dai 917 milioni di euro del 2013 ai 1599 milioni del 2013, con un aumento d ben il 74,4%. E nello stesso periodo è cresciuto del 54% anche per l’incidenza sulla spesa farmaceutica totale, passata dal 4,7% al 7,2%.

E’ quanto emerge dal quarto Rapporto stilato sulla condizione delle persone con malattia rara in Italia MonitoRare, realizzato da Federazione Uniamo e presentato alla Camera.

Ad oggi nel mondo si stima che si conoscono oltre 6.000 tipi di malattie rare, alcune più comuni rispetto ad altre, come nel caso della talassemia o la emofilia e che dalle 170 pagine del rapporto emerge infatti che erano 94 i farmaci orfani disponibili in Italia a fine 2017.

“Quello delle malattie rare – commenta Giuseppe Secchi, GDL Malattie Rare Assobiotec Federchimica – è un settore in cui l’industria biotech, compresa quella italiana, sta dando un grandissimo contributo, sia dal punto di vista della ricerca che degli investimenti. Il numero delle terapie disponibili è in costante crescita e il nostro Paese gioca un ruolo di primo piano con 21 terapie nate da 14 biotech nazionali”.

Cibo da strada in forte crescita negli ultimi 5 anni

Pubblicato il 04 Lug 2018 alle 8:21am

Il cibo di strada piace tanto agli italiani. Il mercato del food, negli ultimi cinque anni, ha fatto sì che nascesse, un giorno sì e uno, un’impresa di street-food. (altro…)

Le uova fanno bene allo sviluppo cerebrale dei più piccoli, ecco perché

Pubblicato il 24 Dic 2017 alle 10:04am

Le uova possono aiutare a migliorare la crescita dei bambini favorendo lo sviluppo cerebrale. E’ quello che rivela uno studio condotto dalla Brown School pubblicato su Pediatrics, incentrato su una ricerca condotta sui bambini di età compresa tra i sei e i nove anni in Ecuador. (altro…)

Turismo, in forte crescita per l’estate 2016, con oltre 64mila occupati ad agosto

Pubblicato il 06 Set 2016 alle 12:56pm

L’estate 2016 ha visto per il turismo italiano una forte crescita di oltre 64mila occupati ad agosto rispetto allo stesso mese del 2015 (+4,3%), e 9.335 imprese in più (+2,2%).

Queste le stime rilasciate dall’Osservatorio Confesercenti, mentre il commercio ha continuato a rimanere alquanto fermo.

Il settore ha registrato infatti la scomparsa di 5.054 negozi, a fronte di un piccolo incremento dell’1,7% degli occupati.

Tendenza positiva per il turismo che potrebbe continuare anche per il mese di settembre, anche perché, secondo, un’indagine condotta da SWG sugli italiani sarebbe prevista ancora un periodo vacanziario, anche in virtù delle alte temperature.

Circa 6,4 milioni di vacanzieri nel mese ed una spesa stima intorno a 4,4 miliardi.

Come allungare le ciglia in modo naturale

Pubblicato il 15 Ago 2016 alle 6:34am

Il trattamento naturale per rafforzare e allungare le ciglia esiste ed è una soluzione alternativa ai costosi prodotti reperibili in commercio.

Una combinazione vincente di ingredienti di ingredienti naturali come olio di cocco, vitamina E e olio di ricino, prodotti alla base di molti cosmetici e medicinali.

E’ possibile adoperarli singolarmente ma per avere risultati ancora più soddisfacenti unirli tra loro.

Tutti gli ingredienti sono molto economici e si possono comprare nelle erboristerie e nei negozi di cosmetica.

Ingredienti

– 3 cucchiai di olio di cocco (45 gr) – 40 ml di vitamina E (il numero di capsule dipenderà dal formato) – 3 cucchiai e ½ d’olio di ricino (49 gr) – 1 barattolo di vetro – 1 applicatore pulito per mascara

Preparazione

1. Mettete gli oli nel barattolo di vetro e mescolateli con un cucchiaio di legno. 2. Rompete alcune capsule di vitamina E e mescolatele con il prodotto. 3. Tappatelo e agitatelo prima di ogni applicazione.

Modalità d’uso

Ogni sera, dopo aver eliminato completamente ogni traccia di trucco dagli occhi, applicate questo trattamento sulle ciglia con l’applicatore per mascara partendo dalla radice fino ad arrivare alle punte.

Non risciacquate le ciglia, ma lasciate che il prodotto agisca durante tutta la notte.

I suoi benefici inizieranno a vedersi dopo aver applicato questo trattamento per un certo periodo di tempo e con una certa acostanza. Se sarete assidui, quanto prima, raggiungere i risultati sperati.

Sbarchi di minori, Comuni lanciano allarme su aumento

Pubblicato il 28 Lug 2016 alle 8:34am

È emergenza nell’emergenza quella dei minori non accompagnati che a centinaia sbarcano sulle coste italiane tra i migranti. Soli, impauriti e traumatizzati, sono in cerca di futuro. L’Anci ha presentato il sesto rapporto che li riguarda, facendo il punto della situazione sulle politiche di accoglienza 2004-2014 e focalizzando l’attenzione sui percorsi di integrazione che riguardano la prima fase e la seconda di accoglienza, e l’impegno da parte dei comuni.

Il numero dei minori non accompagnati negli ultimi anni «è aumentato esponenzialmente», passando dai 4.588 del 2010 ai 9.197 del 2011, dai 9.678 del 2013 fino ai 13.523 del 2014.

Si tratta in prevalenza di maschi nel 96% dei casi, 8 su 10 di età compresa tra i 16 e i 17 anni, oltre la metà proveniente da quattro Paesi: Egitto (21,5%), Bangladesh (13,2%), Gambia (10%) e Albania (9,1%). E nel 24% dei casi di richiedenti asilo.

In seguito all’approvazione del Piano nazionale dedicato, a partire dalla fine del 2014, il ministero dell’Interno ha attivato strutture di primissima accoglienza altamente specializzate destinate ad accoglierli appena sbarcati. Attualmente sono 13, per 641 posti complessivi.

Ampliata anche la rete dei progetti destinati ai minori nell’ambito dello Sprar, per un totale di 1.010 posti, arrivando a quota 1.838.

Al loro percorso di recupero pensano poi i comuni. Il maggior numero alla capitale.