delitto sarah scazzi

Taranto, omicidio Sarah Scazzi: depositate dopo un anno le motivazioni per l’ergastolo alla zia e alla cugina

Pubblicato il 29 Ago 2016 alle 12:52pm

Sono trascorsi sei anni e tre giorni dall’omicidio della piccola Sarah Scazzi. La Corte d’assise d’Appello di Taranto ha depositato finalmente le motivazioni della sentenza con cui il 24 luglio dello scorso anno aveva confermato la condanna all’ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, rispettivamente zia e cugina della ragazza uccisa, con l’accusa di sequestro di persona e omicidio volontario.

Le motivazioni della sentenza raccolte in 1277 pagine (16 paragrafi), sono depositate a distanza dell’anniversario della morte della ragazza, 15 anni, il cui corpo era stato gettato in un pozzo di campagna, lasciato lì per 42 giorni.

La cugina della ragazza Sabrina Misseri, 28 anni, principale indiziata, è in carcere dal 15 ottobre del 2010 (mentre la madre, Cosima Serrano, da maggio 2011).

I sei anni previsti, tempo massimo per la carcerazione preventiva stanno ora per scadere e Sabrina prossimamente potrebbe uscire dal carcere, ma bisognerà capire se vanno scomputati alcuni periodi di interruzione dei processi di primo e secondo grado.

I difensori di Sabrina, il professor Franco Coppi e l’avvocato Nicola Marseglia, dopo la sentenza di secondo grado hanno chiesto più volte ai magistrati la scarcerazione della giovane, proponendo gli arresti domiciliari in una comunità diocesana del centro Italia specializzata nell’accoglimento di persone disagiate. Ma per i magistrati, sono conventi che sia pericolosa e quindi l’unica misura cautelare per Sabrina Misseri è il carcere.

A luglio 2015 la corte d’assise d’appello ha quasi interamente confermato la sentenza di primo grado del 20 aprile 2013: ergastolo per Cosima e Sabrina, 8 anni di reclusione per Michele Misseri, zio di Sarah, condannato per soppressione di cadavere per aver materialmente gettato il cadavere della nipote in un pozzo di campagna, come da sua stessa ammissione, e prove tecniche fatte in loco con gli inquirenti. Stessa accusa e condanna a 5 anni e 11 mesi per Carmine Misseri, fratello di Michele.

L’uomo ha cercato più volte di assimersi anche la responsabilità dell’omicidio, cambiando più volte versione. E per questo, il 28 settembre 2016 proseguirà l’udienza preliminare dell’inchiesta-bis e Misseri rischierà un altro processo per auto-calunnia.

Infine la procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone per falsa testimonianza, tra tutti Ivano Russo, l’amico di Sarah e della cugina Sabrina, con la quale ha anche avuto una relazione. Secondo i magistrati la contesa di Ivano fra le due cugine è uno degli elementi chiave del delitto. Il giovane secondo i pm avrebbe mentito per coprire la cugina di Sarah, Sabrina, cercando di sminuire l’intreccio dei rapporti sentimentali e sessuali con l’estetista, la gelosia ossessiva della ragazza nei suoi confronti, il crescente interesse sentimentale della cuginetta Sarah.

I difensori degli imputati hanno ora a disposizione 45 giorni per studiare a fondo le 1277 pagine di motivazioni e presentare ricorso in Cassazione dove si celebrerà il terzo e ultimo round giudiziario. Intanto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, sollecitato a fine luglio dal professor Coppi, legale di Sabrina, ha inviato i propri ispettori a Taranto per accertare eventuali responsabilità nel ritardo del deposito delle motivazioni, avvenuto un anno e un mese dopo dalla sentenza.

Omicidio Sarah Scazzi: ergastolo per Sabrina Misseri e la madre Cosima

Pubblicato il 06 Mar 2013 alle 11:50am

La procura di Taranto, dopo una lunga requisitoria del pm Buccoliero, ha chiesto l’ergastolo per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, accusate dell’omicidio della piccola Sarah Scazzi. Inoltre, sono stati chiesti 9 anni per il padre di Sabrina, Michele Misseri, e 8 anni per il nipote Cosimo Cosma.

Ricordiamo che la piccola Sarah, fu uccisa il 26 agosto del 2010 all’età di 15 anni. Cosima Serrano e la figlia Sabrina rispondono ora per concorso in omicidio volontario, sequestro di persona, mentre Michele Misseri per occultamento di cadavere. Quest’ultimo si è più volte accusato del delitto fornendo durante gli interrogatori nel corso delle indagini versioni differenti dei fatti. Allo stato attuale è libero, mentre la moglie e la figlia sono in carcere a Taranto.

Il pm Buccoliero ha concluso la sua requisitoria che si era svolta il 25 e 26 febbraio, con l’intervento del procuratore aggiunto Pietro Argentino.

Buccoliero ha così spiegato le motivazioni delle condanne “La procura della Repubblica è costretta a chiedere queste condanne (all’ergastolo, nrd) per le modalità dell`azione, la capacità a delinquere, i modi, i luoghi. Sarah è morta dove è stata cresciuta. E` entrata in quella casa per andare a mare, è uscita in lacrime, è stata ripresa in lacrime, riportata in casa in lacrime ed uccisa in lacrime. Lacrime che non hanno sortito alcun effetto“.

E continuando il pm ha aggiunto “L`omicidio è durato dai tre ai cinque minuti. Lei ha capito in quei minuti che stava morendo per mano di chi diceva di volerle bene. Nessuna delle due donne ha avuto un momento di resipiscenza, fermarsi e dire che stiamo facendo“.

E ha concluso “E subito dopo è scattata l`organizzazione, con ruoli specifici, l`istinto di conservazione. Ripeto, signori della Corte, ciò che ho detto ieri, è mancata la pietà umana quel giorno“. Nel sentire queste parole Sabrina Misseri è scoppiata in lacrime mentre Michele Misseri e Cosima Serrano sono rimasti impassibili.

Delitto Sarah Scazzi: la macchia sulla porta non era sangue, si passa ora all’esame del Dna

Pubblicato il 10 Mar 2011 alle 11:30am

Alla luce, dei primi risultati degli accertamenti sulla macchia rossa scoperta sullo stipite della porta di collegamento tra casa Misseri ed il garage, non si tratterebbe di sangue. (altro…)