depressione

Mara Venier torna a Domenica In: “Ho sofferto di depressione, questa è la mia rivincita”

Pubblicato il 03 Ago 2018 alle 6:06am

«Tiè! Quattro anni fa ero una vecchia da rottamare e adesso eccomi di nuovo qui, ancora più vecchia, pronta a condurre Domenica In. Che goduria…». Mentre è alle prese con la moka, nella cucina di casa con vista spettacolare su tutta Roma, Mara Venier, 67 anni, è incontenibile: il prossimo 16 settembre tornerà al timore, per la decima volta del popolare contenitore domenicale di Rai1.

Per lei, una vera e propria rivincita, mentre sulla rete concorrente ci sarà ancora una volta, la sua carissima e imbattibile in termine di ascolti, Barbara d’Urso.

«Dopo che 4-5 mesi fa il vecchio dg Mario Orfeo (ora sostituito da Fabrizio Salini, ndr) e il direttore di Rai1 mi avevano chiesto di tornare, e io avevo accettato, non era successo altro. Pensavo che fossero solo parole. Tant’è vero che avevo quasi detto sì a una bell’offerta di Discovery Channel», racconta la Venier.

«Family Master Chef, un programma con famiglie normalissime che si sfidano ai fornelli con le ricette della loro tradizione personale. Le 4 puntate sarebbero andate in onda sul Nove, ma poi durante una riunione di lavoro – due mesi fa – mi hanno chiamato da Viale Mazzini: È pronto il contratto, quando firmi?», aggiunge ancora la presentatrice tv.

«Ci ho pensato una notte. E poi mi sono buttata. Voglio chiudere il cerchio. Sia chiaro: ogni direttore è giusto che faccia le sue scelte, però una come me, che alla Rai ha dato, e ricevuto, tantissimo, doveva essere trattata in maniera più elegante ed educata. Sono spariti, dopo avermi fatto sapere che ero vecchia. Quindi, faccio un anno della mia Domenica In e poi si vedrà».

«Mi sono impegnata per una sola edizione. Poi vorrei tornare a fare cose diverse. Spero che Laura Carafoli, il superboss di Discovery, mi voglia ancora. Con lei e la sua squadra mi sono trovata benissimo. Tutti professionisti coi fiocchi».

E alla domanda, come sono stati questi questi quattro anni lontani da mamma Rai, lei risponde: «Belli e difficilissimi. Quando nel 2015 è morta mia mamma, dopo anni di Alzheimer, ho desiderato andarmene anch’io. Sono stata a lungo depressa, non riuscivo a reagire. L’ho presa malissimo».

Individuati i geni della solitudine

Pubblicato il 16 Lug 2018 alle 6:53am

Sentirsi soli o riuscire ad essere socievoli dipende anche dai geni: esistono infatti 15 varianti genetiche legate a questi tratti del carattere. A spiegarlo sulla rivista scientifica Nature Communications sono i ricercatori dell’università di Cambridge.

Grazie ad un’analisi condotta in Gran Bretagna su circa 500.000 volontari, coinvolti nel programma britannico Biobank, il gruppo guidato da John Perry ha scoperto che c’è anche un possibile fattore biologico alla base di quella solitudine patologica che impedisce ad alcune persone di riuscire a entrare in contatto con chi le circonda, pur desiderandolo.

I ricercatori hanno infatti identificato 15 varianti genetiche associate all’isolamento sociale e altre invece in chi è più socievole e frequenta palestre, pub, club o gruppi religiosi.

“Ciò significa che non tutte le persone malate di depressione hanno questi geni, e che è anche per questo che gli stessi farmaci non funzionano su tutti i pazienti”, spiega all’ANSA Maurizio Pompili, professore di Psichiatria all’università La Sapienza di Roma.

“C’è un peso genetico su cui le terapie standard non funzionano. In altre parole – continua – non si può risolvere tutto con la terapia farmacologica o psicologica se ci sono queste basi genetiche. Se ne possono però gestire le conseguenze, aiutando queste persone ad esempio a migliorare la loro capacità di risolvere i problemi a livello sociale e ridurre le difficoltà tipiche di chi ha queste difficoltà di socializzazione”.

Nello studio si è anche osservato un legame tra i chili di troppo, la solitudine e i sintomi depressivi. Un maggior indice di massa corporea renderebbe più vulnerabili alla depressione e alle malattie cardiovascolari le persone con queste varianti genetiche della solitudine, spiega ancora l’esperto.

Amanda Southworth, 15 anni, combatte a lungo l’anoressia e la depressione, poi inventa app per aiutare gli altri

Pubblicato il 22 Giu 2018 alle 8:22am

Ha provato per ben 7 volte di togliersi la vita, poi ha scelto di aiutare gli altri e di diventare imprenditrice. Questa la storia di Amanda Southworth, ha 15 anni, e ha combattuto a lungo contro anoressia, ansia e depressione, malattie che l’hanno spinta per ben 7 volte al suicidio. (altro…)

I farmaci che possono provocare la depressione

Pubblicato il 18 Giu 2018 alle 6:32am

La pillola anticoncezionale o i comuni antidolorifici, possono provocare la depressione. Basta aprire il foglietto illustrativo e accorgersi dei possibili effetti collaterali. (altro…)

Probiotici, aiutano a dimagrire e a combattere l’ansia

Pubblicato il 04 Giu 2018 alle 8:42am

I probiotici oltre a fare molto bene al nostro intestino ci aiutano anche a dimagrire e a ridurre gli stati di ansia e di stress. A suggerirlo è uno italiano condotto da scienziati dell’Università di Tor Vergata, La Sapienza e del Policlinico Gemelli.

Lo studio in questione è stato condotto sia in pazienti sani che in pazienti affetti da patologie degenerative e ha voluto verificare l’effetto di un integratore formato da 120 miliardi di probiotici composti da 8 ceppi batterici.

I risultati?

«La terapia con probiotici scelti ad hoc ha portato effetti a chi è colpito da sovrappeso o sindrome metabolica: in assenza di dieta c’è stata una leggera modulazione della composizione corporea, con un calo di peso e una riduzione di tessuto adiposo. Il dato più interessante è stato nei soggetti ansiosi, con una riduzione dello stato d’ansia», ha spiegato Laura Di Renzo, docente della sezione nutrizione clinica e nutrigenomica dell’Università di Tor Vergata.

Tali benefici si sarebbero avuti perché la causa risiederebbe nel cosiddetto asse intestino-cervello. «La comunicazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e il microbiota intestinale, indicato come asse intestino-cervello, ha avuto un interesse significativo negli ultimi anni. L’aumento delle prove ha associato il microbiota intestinale a malattie sia gastrointestinali che extra-gastrointestinali. La disbiosi e l’infiammazione dell’intestino sono state collegate con diverse malattie mentali tra cui l’ansia e la depressione, che sono prevalenti nella società di oggi. I probiotici hanno la capacità di ripristinare il normale equilibrio microbico e pertanto svolgono un ruolo potenziale nel trattamento e nella prevenzione dell’ansia e della depressione», spiegano ancora gli scienziati del Dipartimento di Psichiatria, del Centro di Scienze della Salute della Texas Tech University.

Depressione: undici milioni di italiani, ogni giorno, assumono medicine per curarla

Pubblicato il 22 Mag 2018 alle 9:00am

In Italia, undici milioni di persone, ogni giorno, assumono farmaci per curare la depressione. Quattro volte più della media europea.

A raccontarlo sono i dati forniti dall’Agenzia per il farmaco e le indagini condotte dall’ Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima infatti 300 milioni di persone che ne sono affette, il 4,4% della popolazione globale. Da noi, però, la situazione in percentuale sfiora addirittura il 20%.

Se si prende in esame il periodo 2010-2015, scrive il The British Journal of Psychiatry il consumo di antidepressivi in Europa è aumentato del 20%. Ma sdraiarsi sul lettino di uno psicologo fa ancora paura a coloro che soffrono di questo disturbo psichico.

Un malato di depressione su due giudica inutile il trattamento, convinto di potersela cavare anche da solo. Ma in realtà casi a parte, forse per le forme più lievi possono uscirne da soli.

Depressione: apre a Milano lo Studio ‘DisUmore’, Sabato 3 Febbraio ore 10.00, incontro aperto a tutti

Pubblicato il 26 Gen 2018 alle 8:11am

Sabato 3 si terrà alla presenza della stampa e del pubblico l’incontro “Depressione: sintomi, cause e trattamenti” patrocinato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia dalle 10 alle 12.30 presso La Casa della Psicologia in Piazza Castello 2 – Milano. Interverranno le dottoresse Giorgia Notari, Rita Boscarelli e Alice Bizzozero, fondatrici dello studio DISUMORE. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 31 gennaio 2018 accreditandosi all’indirizzo info@disumore.it o telefonando al 348-1386502. (altro…)

Chi dorme meno di 8 ore è più esposto ad ansia e depressione

Pubblicato il 09 Gen 2018 alle 5:00am

Secondo alcuni ricercatori americani gli insonni, e coloro che dormono la notte meno di 8 ore, sarebbero meno in grado di superare i pensieri negativi al contrario di chi dorme a sufficienza. Queste le conclusioni dello studio condotto dalla Binghamton University (Stati Uniti) pubblicato sul Journal of Behaviour Therapy and Experimental Psychiatry che ha coinvolto 52 adulti con «pensieri negativi ripetuti», ovvero persone con pensieri ossessivi che causano tristezza, ansia e angoscia. Dopo aver analizzato i modelli di sonno e aver sottoposto i soggetti alla visione di immagini destinate a scatenare o meno risposte emotive, misurando i movimenti oculari, gli studiosi hanno scoperto che dormire poco spinge a trascorrere più tempo a guardare le immagini negative dal punto di vista emotivo. Ma non solo. Gli stessi soggetti non riescono neppure a staccarsi facilmente da quei pensieri negativi in un circolo vizioso che li porterebbe a dormire meno.

Anoressia e obesità, un nesso con la ‘molecola del buonumore’

Pubblicato il 18 Nov 2017 alle 8:55am

Secondo un recente studio condotto dal ricercatore italiano Graziano Pinna dell’Università dell’Illinois, insieme a ricercatori del Massachusetts General Hospital, della Boston University School of Medicine e dell’Harvard Medical School, esisterebbe un legame tra i disturbi alimentari e una particolare molecola dell’umore. (altro…)

Depressione, un test di Google aiuta a scoprirne i segnali

Pubblicato il 28 Ago 2017 alle 9:58am

Generalmente le persone che presentano sintomi di depressione mostrano e provano frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza personale. Tendono a chiudersi in se stesse, a non avere stimoli dal mondo esterno, vivendo una condizione di costante malumore e pessimismo generale, anche per il futuro avvenire. (altro…)