esperimento

Costruito embrione umano su un chip, servirà per studiare farmaci

Pubblicato il 03 Lug 2019 alle 7:48am

Presso il POlitecnico di Losanna è stato costruito con successo, il primo embrione umano su un chip: un insieme di cellule staminali, capaci di auto-organizzarsi grazie alla tecnica che mima l’ambiente naturale in cui è immerso l’embrione. Il merito è del gruppo di ricerca di Matthias Lutolf, il cui esperimento è stato descritto sulla rivista scientifica Nature Methods e condotto anche dall’italiano Andrea Manfrin.

La ricerca in questione, è un primo passo in avanti verso la possibilità di guidare lo sviluppo delle cellule staminali per ottenere tessuti e organi per sperimentare farmaci e, in futuro, per i trapianti.

Il risultato rappresenta al momento la soluzione più tecnologica per riuscire a ottenere una riserva di cellule staminali senza incorrere in problemi etici.

Come risolvere i problemi di insonnia

Pubblicato il 04 Feb 2018 alle 8:52pm

Secondo uno studio recente, pubblicato sul Journal of Experimental Psychology, chi soffre di insonnia è vittima di una forma di ansia più o meno marcata. Per questo motivo alcuni scienziati hanno pensato di aiutare i soggetti che facevano fatica ad addormentarsi proponendo loro una sorta di gioco. Un foglio, una penna e 5 minuti di tempo per scrivere le loro preoccupazioni.

Durante l’esperimento i ricercatori hanno chiesto a 56 giovani adulti sani – di età compresa fra i 18 e i 35 anni – di scrivere su un foglio tutto ciò che in quel momento li preoccupava. Ad alcuni di loro, veniva anche chiesto di scrivere cose attinenti la famiglia e ciò che li spaventava da sempre.

Altre persone dovevano anche scrivere i compiti che avrebbero dovuto e potuto svolgere in un prossimo futuro. Mentre altri dovevano fare l’opposto: riportare su un foglio ciò che avevano fatto durante tutta la giornata.

Ebbene, gli esperti hanno fatto partecipare queste persone ad un laboratorio di sonno controllato.

Dai risultati ottenuti hanno scoperto che le persone che avevano scritto nero su bianco tutto ciò che avrebbero dovuto fare a breve erano riusciti ad addormentarsi molto prima degli altri. I ricercatori hanno capito allora che i lavori incompleti sono quelli che possono disturbare il nostro sonno e darci preoccupazione.

In questo caso, invece, i partecipanti hanno affidato a un foglio di carta l’arduo compito di ricordare. In tal modo la loro mente era più libera, svuotata e potevano riuscire a prendere sonno.

Per questo motivo, i ricercatori, consigliano, per migliorare il nostro sonno, se siamo preoccupati per qualcuno o qualcosa, di svuotare il cervello trasferendo il nostro fardello di impegni, paure e problemi su un semplice foglio di carta.

Provare per credere!

Un test con 20 mln di zanzare sterili per sconfiggere il virus Zika

Pubblicato il 20 Lug 2017 alle 8:24am

A Fresno, in California, è stato rilasciato nell’ambiente il primo milione di zanzare rese sterili dagli scienziati grazie ad un batterio, nel tentativo di diminuire sensibilmente la popolazione locale di vettori di patologie come Zika e Dengue. Il progetto, chiamato ‘Debug Fresno’, che prevede di arrivare a venti milioni di insetti maschi immessi artificialmente, è di Verily, il ‘braccio scientifico’ di Google. (altro…)

Offerti 4mila euro a chi si farà infettare dalla pertosse

Pubblicato il 17 Giu 2017 alle 6:50am

L’università di Southampton ha annunciato che offrirà 4mila euro a chi vorrà farsi infettare volontariamente con il batterio della pertosse, allo scopo di ottenere informazioni utili per progettare un vaccino più efficace. Le «cavie», riporta la Bbc, dovranno vivere in isolamento per 17 giorni.

La ricerca si concentrerà su 35 giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni sani a cui dovrà essere «spalmato» il batterio nel naso per verificare la reazione.

All’esperimento potranno partecipare i «portatori sani», (persone che pur non manifestando i sintomi sono comunque in grado di infettare altre persone) , e i soggetti naturalmente immuni all’infezione.

Gli esperti durante il periodo di osservazione, dovranno capire i meccanismi di queste due reazioni «anomale», al fine di poter progettare nuovi vaccini più efficaci e studiare le modalità di trasmissione del batterio.

I ricercatori faranno anche sostare queste persone in «stanze della tosse» dove verrà chiesto loro di parlare, tossire e addirittura cantare per capire come il batterio si può diffondere attraverso le goccioline di saliva. Quando entreranno in contatto con il personale medico o visitatori dovranno indossare una mascherina sulla bocca per assicurarsi di non infettare altre persone.

«L’esperimento è sicuro ed eticamente corretto – assicura il coordinatore dello studio Robert Read -, e i volontari potranno abbandonarlo in qualsiasi momento».