Niguarda

Operazione record: trapianto durato tre giorni su una donna con fegato di 10 kg, il primo in Italia

Pubblicato il 17 Apr 2019 alle 7:00am

Una vera e propria operazione record è quella che è stata eseguita al Niguarda di Milano. Un trapianto “lungo” tre giorni, prima volta assoluta in Italia. Prima un intervento al fegato che pesava 10 kg, poi, oltre cinquanta ore dopo, i reni.

L’equipe diretta dal dottor Luciano De Carlis ha portato a termine con successo il primo caso in Italia di trapianto combinato di fegato e rene in due tempi.

L’intervento è stato eseguito su una donna di cinquantatré anni affetta “da policistosi epatorenale, una patologia che induce una crescita fuori controllo sia del fegato che dei reni”.

L’operazione – spiegano dal Niguarda – “prevede l’esecuzione in prima battuta del trapianto di fegato. Il rene, proveniente dallo stesso donatore del fegato, viene poi conservato in una macchina ipotermica dedicata in cui la circolazione è assistita artificialmente. In questo caso, si assicura una buona perfusione dei tessuti dell’organo che si mantengono vitali per un periodo molto più lungo rispetto al normale”.

Il rene trapiantato dai chirurghi di Niguarda, infatti, è stato perfuso fuori dal corpo per ben oltre 50 ore, quindi più di due giorni.

I medici che hanno concluso l’intervento da record scegliendo la strada dei “due tempi” per “le dimensioni xxl del fegato malato”. L’organo della 53enne, infatti, superava i 10 chili di peso, a fronte di un peso medio di due chili negli adulti sani.

“Il prelievo di un organo così voluminoso ha obbligato l’équipe di Niguarda ad utilizzare un protocollo innovativo messo a punto negli Usa e mai utilizzato prima in Italia – hanno spiegato i medici dell’ospedale milanese -. Una strategia che si rileva più sicura ed efficace e che ha messo la paziente al riparo da possibili complicazioni”.

Case del Papa a Milano date in regalo ai poveri

Pubblicato il 20 Ott 2018 alle 6:27am

Ai primi inquilini Papa Francesco in visita a Milano, aveva consegnato le chiavi di 55 alloggi in zona Niguarda. Ora a distanza di un anno e mezzo, da quella messa con un milione di fedeli al parco di Monza, pochi giorni fa Papa Francesco ha consegnato altre 18 abitazioni ai poveri secondo l’annuncio fatto dal cardinale Angelo Scola per festeggiare l’arrivo del Pontefice in Diocesi, il 25 marzo del 2017.

Si tratta questa, della seconda fase del progetto di housing sociale promosso da Caritas Ambrosiana, Fondazione San Carlo, Diocesi di Milano e Comune come dono per i poveri, secondo un piano che l’arcivescovo emerito Scola volle lanciare anche in una fase di acuto scontro sociale per le occupazioni e gli sgomberi delle case popolari.

I nuovi appartamenti si trovano nei quartieri Turro e Precotto di Milano, all’interno di palazzi del Comune, che ha affidato alla Fondazione San Carlo a titolo gratuito gli appartamenti da ristrutturare. I fondi per i lavori nelle case sono stati messi a disposizione dalla Curia ai meno abbienti e vengono dall’8 per mille e da altre risorse della chiesa. Le assegnazioni sono state fatte secondo una graduatoria stilata dagli enti assistenziali. Gli alloggi hanno una dimensione che varia da 45 a 74 mq, sono stati ripuliti, ristrutturati e arredati, per poi essere assegnati a nuclei familiari in forte difficoltà, composte da 2 a 8 persone.

Eterologa: al Niguarda la prima banca del seme, ticket di 66 euro

Pubblicato il 01 Gen 2018 alle 7:46am

La prima banca regionale del seme arriva in Lombardia e sarà realizzata all’ospedale Niguarda. Come da disposizione nazionale, la procreazione medicalmente assistita eterologa entra nei cosidetti «livelli essenziali di assistenza» (lea) e dal primo gennaio del 2018 i lombardi potranno usufruirne provvedendo a corrispondere al servizio sanitario 66 euro di ticket (36 euro da tariffa ordinaria più altri 30 di tariffa aggiuntiva regionale) a fronte di un costo che, altrimenti, oscillerebbe tra i 1.500 e i 4mila euro.

Tre le modalità di fecondazione previste dalla delibera approvata dall’esecutivo di Palazzo Lombardia sulla scorta della legge nazionale: eterologa con seme da donatore con inseminazione intrauterina, con seme da donatore in vitro o con ovociti da donatrice. «Prestazioni che – si specifica nella nota diramata ieri dalla Regione – potranno essere effettuate per massimo tre cicli nelle strutture sanitarie pubbliche, in regime ambulatoriale, fino al compimento del 43esimo anno di età».

«Come anticipato, a partire dal primo gennaio del 2018 le prestazioni di procreazione medicalmente assistita eterologa saranno garantite dal sistema sociosanitario lombardo attraverso le strutture accreditate e a contratto – dichiara Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, al termine della riunione Giunta –. Abbiamo disposto, inoltre, che l’Azienda socio sanitaria territoriale Niguarda di Milano presenti entro il 30 aprile 2018 uno studio di fattibilità per la creazione di una banca regionale di crioconservazione dei gameti per rendere concretamente realizzabili le procreazioni medicalmente assistite in Lombardia».

«L’incarico per la creazione della banca di crioconservazione del seme – prosegue l’assessore – ha origine dalla scarsa disponibilità di cellule riproduttive provenienti da donatori depositati in altri centri di conservazione italiani. Il mandato affidato all’Asst Niguarda, che possiede le necessarie caratteristiche e competenze tecniche, pertanto, consiste nel presentare uno studio comprensivo di costi per la realizzazione e il mantenimento della banca regionale adeguata ai requisiti strutturali, impiantistici, tecnologici e organizzativi previsti dalla normativa vigente in materia di qualita’ e sicurezza della conservazione, stoccaggio e distribuzione dei gameti». N

Inoltre, «Abbiamo, invece, confermato l’operatività, alla Fondazione Irccs Ca’ Granda Policlinico di Milano, di un archivio informatico interoperabile tra tutti i centri di procreazione medicalmente assistita ma obbligati a conferire i dati, affinché sia garantita la tracciabilità e sicurezza delle cellule riproduttive dalla donazione, all’eventuale nascita» conclude Gallera.

Concorso: presentate, solo il primo giorno, 12.500 domande per 25 posti di infermiere

Pubblicato il 03 Apr 2015 alle 7:25am

Sono oltre 12.500 le domande arrivate nella prima giornata, all’Ospedale Niguarda di Milano, per il concorso riservato agli infermieri che si è aperto ieri e terminerà oggi, durante il quale si selezioneranno i 25 migliori operatori sanitari da collocare nella struttura. (altro…)

Esonda il Seveso, allagate diverse zone di Milano

Pubblicato il 08 Lug 2014 alle 10:57am

A causa delle abbondanti piogge, il fiume Seveso è esondato nella notte a Milano in zona Niguarda e continua a fuoriuscire. (altro…)