Ospedale

Muore in sala d’attesa in ospedale, nessuno se ne è accorto

Pubblicato il 05 Mag 2019 alle 6:00am

Si attende l’esito dell’autopsia per capire che cosa sia accaduto all’uomo trovato morto nella sala d’attesa dell’ospedale di Moncalieri. Dai primi accertamenti del medico legale a provocare il decesso potrebbe essere stato un collasso respiratorio. Intanto, proseguono le indagini dei carabinieri per appurare l’identità dell’uomo che quando è stato trovato era privo di documenti di riconoscimento. (altro…)

Bimbo di Matera trasportato in volo militare a Bergamo e salvato al “Papa Giovanni XXVIII. La mamma lancia un appello sulla donazione organi

Pubblicato il 04 Feb 2019 alle 3:00am

Ha solo 15 mesi e ha passato quasi tutta la sua vita in ospedale a oltre 900 chilometri da casa sua, ma dopo tante sofferenze finalmente si intravede per lui una speranza in fondo al tunnel. Ayrton Ethan è un bimbo di Matera che è stato salvato dai medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo grazie all’implementazione di un cuore artificiale. Al suo fianco, in questi lunghi mesi, c’è stata sempre la sua mamma. Mentre il suo papà e i suoi quattro fratelli più grandi, pur essendo rimasti a Matera, hanno sempre fatto avanti e indietro per l’Italia pur di stargli accanto. Una famiglia molto unita, ancora di più nelle difficoltà e nella malattia del piccolo Ayrton. Il quale, sembrava spacciato, ma il trapianto del cuore artificiale è riuscito alla perfezione e in questi ultimi mesi la convalescenza sembra aver dato esiti positivi.

A L’Eco di Bergamo, mamma Nunzia ha raccontato la vicenda del figlio: «Alla nascita non presentava alcun problema e dopo due mesi era cresciuto regolarmente. Ad un certo punto, però, aveva smesso di fare pipì e temevamo fosse un’infezione. Dopo alcuni controlli, abbiamo scoperto che il suo cuore era troppo grande, si era sviluppato troppo rispetto al resto dell’organismo. Il cardiologo ci suggerì di andare subito all’ospedale di Bari, dove c’erano medici e macchinari idonei a curarlo: era il 15 dicembre 2017, da allora non sono più tornata a Matera».

L’episodio ha ovviamente sconvolto la vita di tutta la famiglia e mamma Nunzia, che fino a quel momento aveva lavorato come istruttrice di nuoto per disabili e segretaria d’azienda, aveva mollato tutto per stare con lui h24. «A Bari, dopo ulteriori controlli, abbiamo scoperto che aveva una cardiomiopatia dilatativa congenita. L’unica soluzione era il trapianto, potevamo scegliere tra Bergamo e il Bambino Gesù di Roma» – racconta la mamma del piccolo paziente – «Sono venuti a prenderci con un aereo militare, ci hanno scortato fino a destinazione con un’ambulanza e la polizia. Li guardavo con gli occhi sgranati, perché non mi ero resa ancora conto fino in fondo della gravità della situazione, per me era tutto un incubo. Non mi sono nemmeno preparata la valigia, e non sono più passata da casa. Mia figlia stava male, perché pensava che l’avessi abbandonata».

A Bergamo, per fortuna, Ayrton e sua mamma non hanno trovato solo una struttura all’avanguardia, ma anche dei medici e personale sanitario d’eccellenza: «Vivevamo una situazione difficile, ma ci siamo sentiti come fossero a casa. L’ospedale è moderno e accogliente, non smetterò mai di ringraziare chi ha curato mio figlio. Mio marito, nei primi due mesi, è sempre stato al nostro fianco, ma poi è stato costretto a tornare a Matera per gestire la sua attività e consentire di pagare il mio alloggio qui a Bergamo. Gli altri figli vengono a trovarmi durante le vacanze e per questo mi considero molto fortunata, ci sono pazienti in questo reparto che arrivano anche dall’estero e sono completamente soli, lontani da tutto. Abbiamo dovuto affittare un’altra casa, perché le associazioni che ospitano le famiglie dei degenti possono accogliere al massimo due persone. Dobbiamo fare molti sacrifici ma cerchiamo di tenere duro».

La mamma, poi, lanciato un appello: «Non si parla mai abbastanza dell’importanza della donazione degli organi, la gente non ha informazioni sufficienti. Forse se tutti sapessero quanta difficoltà e dolore ci sono negli ospedali, capirebbero meglio l’importanza di informarsi e firmare il consenso. Quando temevo di aver perso mio figlio, ero pronta a donare i suoi organi per salvare la vita di altri bambini».

Violentata in ospedale mentre è in stato vegetativo, da’ alla luce un bambino

Pubblicato il 06 Gen 2019 alle 11:37am

Le autorità dell’Arizona indagano su una vicenda disgustosa, ai danni di una povera donna in stato vegetativo da 14 anni, violentata in ospedale e rimasta incinta, durante tale periodo ha dato ora alla luce un bambino.

Gli infermieri ed i medici della Hacienda Skilled Nursing Facility di Phoenix non capivano cosa stesse accadendo, quando la paziente – in coma dopo un incidente in cui stava per annegare – ha iniziato a lamentarsi per le doglie. “Nessuno sapeva che fosse incinta fino a quando era sul punto di partorire”, ha detto un’infermiera alla tv locale Kpho. Il dipartimento della Salute dello stato e la polizia stanno indagando su quanto avvenuto.

Molte persone avevano accesso alla stanza della donna, che aveva bisogno di assistenza 24 ore su 24, e naturalmente non poteva né reagire alla violenza, né comunicarla al personale medico e infermieristico. La direzione della clinica ha immediatamente disposto che i dipendenti uomini debbano essere accompagnati da colleghe donne quando entrano nella stanza di una paziente.

Ormai, però è troppo tardi, chissà che con qualche test di dna non si arrivi a scoprire il possibile colpevole.

In arrivo l’app per trovare il pronto soccorso più vicino con meno coda di attesa

Pubblicato il 13 Nov 2018 alle 7:35am

Se abbiamo un problema di salute e vogliamo andare al Pronto Soccorso, ma allo stesso tempo non vogliamo passare l’intera giornata in ospedale aspettando code estenuanti è in arrivo, un’app straordinaria, che ci segnala il Pronto Soccorso più vicino ma anche quello col minor numero di pazienti in lista di attesa. (altro…)

Lele Spedicato dei Negramaro è fuori pericolo: “È sveglio e risponde agli stimoli”

Pubblicato il 10 Ott 2018 alle 8:28am

Continuano a migliorare le condizioni di Emanuele Spedicato, il chitarrista dei Negramaro ricoverato lo scorso 17 settembre nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce per una emorragia cerebrale. (altro…)

Perugia, ricostruito l’organo genitale ad un bambino straniero di 4 anni

Pubblicato il 10 Set 2018 alle 6:31am

Uno straordinario intervento chirurgico è stato eseguito con successo a Perugia su un bambino per la ricostruzione dell’organo genitale. E’ la terza volta al mondo che viene eseguita l’operazione. (altro…)

Arisa in ospedale, la cantante sta bene e aggiorna i fan sul suo stato di salute

Pubblicato il 07 Ago 2018 alle 8:28am

Una disavventura che si è risolta nel migliore dei modi per la cantante Arisa, 35 anni, che ha trascorso la domenica in pronto soccorso a seguito di un infortunio. La cantante ha raccontato via social di essersi sottoposta ad alcuni esami medici di controllo dopo aver battuto la testa. Tutto è andato per fortuna per il meglio e le sue dimissioni sono arrivate già in serata.

A darne notizia la diretta interessata, che su Instagram si è immortalata nei corridoi nel nosocomio in sedia a rotelle.

“La notizia dell’ultima ora – ha spiegato – è che ho battuto la testa e sono al pronto soccorso”. “Ma qui sono fortissimi”, ha poi aggiunto in riferimento al personale sanitario. Accanto a lei il padre, che l’ha supportata nei momenti più tesi, smorzando la preoccupazione con sorrisi e battute. Nessun dettaglio aggiunto sulla natura dell’incidente, che – a giudicare dai toni – deve essere stato qualcosa di lieve. Poco dopo è arrivato il momento della Tac e quindi, una volta ottenuto l’esito sperato, il tempo di tirare un sospiro di sollievo e rassicurare i follower: “E’ tutto a posto, sto bene”, ha concluso l’artista tornando poi in macchina con il papà.

Bambina di 10 anni ricoverata in ospedale per denutrizione, portata via dai genitori

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 10:08am

Una bimba di 10 anni è stata ricoverata per denutrizione all’ospedale Regina Margherita di Torino ed è stata portata via dai genitori senza l’autorizzazione dell’equipe medica. (altro…)

Empoli, il cane Ulisse è il primo amico a 4 zampe ad entrare in corsia

Pubblicato il 11 Feb 2018 alle 7:21am

Ulisse, è il primo amico a quattro zampe che quest’anno entra nell’ospedale di Empoli. Il barboncino di taglia piccola ha incontrato la sua padroncina, ricoverata da qualche giorno al Santo Stefano di Prato, dopo un periodo di lontananza forzata. Durante l’appuntamento, avvenuto in sala di attesa, si sono scambiati tante coccole e dimostrazioni di affetto. (altro…)

Otoslerosi bilaterale: Simonetta riacquista l’udito grazie all’intervento fatto all’ospedale di Perugia

Pubblicato il 03 Feb 2018 alle 7:56am

E’stata sottoposta con successo ad un delicato intervento chirurgico che le ha restituito l’udito. “Una gioia indescrivibile, a Perugia ho ritrovato il piacere di vivere”: così Simonetta, una donna che vive e lavora a Roma, commenta la sorpresa che ha vissuto dopo l’ultima visita di controllo all’ospedale di Perugia.

La donna era affetta da otosclerosi bilaterale di cui soffriva da anni.

L’intervento cui è stata sottoposta dall’équipe del professor Giampietro Ricci ha comportato un ricovero ospedaliero di due giorni e consiste nell’applicazione di una protesi a pistone della lunghezza di 4,5 millimetri e dotata di staffa, uno dei tre ossicini dell’orecchio.

La sua vita ora è cambiata.

L’otosclerosi è una patologia che colpisce la staffa, uno dei tre piccoli ossicini situati nell’orecchio medio. A causa della crescita di osso esuberante, la staffa si irrigidisce e non riesce a trasmettere correttamente il segnale sonoro alla coclea. Solitamente colpisce entrambe le orecchie (otosclerosi bilaterale).

CAUSE. La causa dell’otosclerosi è genetica e ha quindi carattere ereditario. Colpisce più le donne che gli uomini, anche se non se ne conosce il motivo.

SINTOMI. Il sintomo per eccellenza è la perdita d’udito. L’ipoacusia è progressiva e, nei casi più avanzati, può evolvere in sordità grave. In generale, la gravità dell’otosclerosi dipende dallo stadio della malattia: si va dallo stadio 1 con sordità moderata e funzione coclearie integra allo stadio 4 con sordità grave e funzione cocleare compromessa. Alla perdita d’udito spesso si associa l’acufene (percezione di rumori nell’orecchio che può essere anche il primo sintomo).

Non c’è una terapia medica risolutiva. L’unica possibilità è intervenire chirurgicamente, a patto che la malattia non abbia raggiunto uno stadio molto avanzato. L’intervento d’elezione è la stapedotomia che, a differenza della strapedectomia, non prevede la rimozione della staffa. La stapedotomia, infatti, consiste nel praticare un foro nella platina della staffa, attraverso il quale viene inserita una protesi di teflon, simile a un piccolo pistone. Questo viene agganciato all’incudine e serve a trasmettere all’orecchio interno il segnale acustico della catena ossiculare. Nei casi in cui l’intervento non possa essere effettuato si può ricorrere alla protesi acustica tradizionale che deve essere tarata in maniera molto accurata.