Ospedale

Emma Marrone, l’annuncio di oggi su Instagram “E’ stata dura… ma è andata!. Ho finalmente tolto questo braccialetto”

Pubblicato il 28 Set 2019 alle 12:08pm

 

Emma Marrone ha postato questa mattina su Instagram, una foto con queste parole: “Ho finalmente tolto questo braccialetto ma lo conserverò per sempre, è stata dura…ma è andata!”

E sotto l’immagine, del classico braccialetto dell’ospedale staccato dal polso, che spiega la conclusione di un percorso fatto per la salute e seri problemi avuti anche per il passato. Uno stop forzato dalla sua attività artistica, tanto amata, annunciato proprio sui social e un ritorno, presto dai suoi amatissimi fans.

“Ho bisogno del tempo necessario per recuperare le forze ma credetemi non vedo l’ora di tornare da tutti voi, e lo farò al più presto. – prosegue ancora oggi Emma – Mando un bacio a tutte le persone che hanno avuto un pensiero per me e ringrazio per tutto l’amore che ho ricevuto e che mi ha dato la spinta a combattere con più forza e coraggio del solito. Mando un bacio molto più grande a tutte quelle persone che ancora non possono smettere di combattere: Tenete duro, io sono con voi! La serenità sta pian piano prendendo il posto della paura… Piango di gioia finalmente! Vi voglio un mondo di bene”.

Milano, il nuovo Policlinico con il primo giardino terapeutico al mondo. Progetto con fondi privati, realizzato dall’architetto Boeri

Pubblicato il 09 Giu 2019 alle 8:48am

Un progetto molto affascinante e all’avanguardia quello del nuovo Policlinico, realizzato dallo studio di Stefano Boeri.

«Sarà il primo giardino pensile terapeutico del mondo. Una finestra di verde a 18 metri dal suolo affacciata nel cielo di Milano». 6900 metri quadrati a disposizione dei pazienti e in certe occasioni aperti a tutta la cittadinanza.

Intanto si attende la posa della prima pietra e la conclusione dei lavori è prevista per il 2022. L’architetto è vincitore di un doppio riconoscimento per il Bosco Verticale, spiega con queste parole il suo interessantissimo progetto «Finalmente si smetterà di parlare del grattacielo di Isola perché la più grande attrattiva verde di Milano sarà il Policlinico, dove tra spazi per bambini, piante officinali ed eventi culturali si cercherà di rendere più serena la degenza dei pazienti».

900 posti letto e 22mila metri quadrati dunque e il primo giardino pensile terapeutico al mondo.

Per il presidente della Fondazione Ca’ Granda il nuovo polo, composto di due blocchi gemelli di sette piani collegati da una piastra centrale con giardino pensile e una galleria commerciale pedonale, non solo un innovativo progetto sanitario ma una grande opera architettonica, urbanistica e ambientale capace di trasformare radicalmente il cuore della città. «La Ca’ Granda è un’istituzione per i milanesi sin dal 1456», ricorda Marco Giachetti, «che grazie alla filantropia dei cittadini può autofinanziare la nuova struttura ospedaliera». Dei 266 milioni necessari al nuovo centro che accorpa i reparti superando l’idea novecentesca dei padiglioni, 200 sono stati ricavati grazie a un Fondo di Housing Sociale proprio. Tra la cessione di quote a Cassa Depositi e Prestiti e la valorizzazione e vendita degli immobili di proprietà del Policlinico, l’ospedale diventa così il primo esempio in Italia di nosocomio pubblico che si riqualifica utilizzando quasi esclusivamente finanze autonome. I restanti 66 milioni sono arrivati dal Ministero della Salute (36) e dalla Regione Lombardia (30).

Muore in sala d’attesa in ospedale, nessuno se ne è accorto

Pubblicato il 05 Mag 2019 alle 6:00am

Si attende l’esito dell’autopsia per capire che cosa sia accaduto all’uomo trovato morto nella sala d’attesa dell’ospedale di Moncalieri. Dai primi accertamenti del medico legale a provocare il decesso potrebbe essere stato un collasso respiratorio. Intanto, proseguono le indagini dei carabinieri per appurare l’identità dell’uomo che quando è stato trovato era privo di documenti di riconoscimento. (altro…)

Bimbo di Matera trasportato in volo militare a Bergamo e salvato al “Papa Giovanni XXVIII. La mamma lancia un appello sulla donazione organi

Pubblicato il 04 Feb 2019 alle 3:00am

Ha solo 15 mesi e ha passato quasi tutta la sua vita in ospedale a oltre 900 chilometri da casa sua, ma dopo tante sofferenze finalmente si intravede per lui una speranza in fondo al tunnel. Ayrton Ethan è un bimbo di Matera che è stato salvato dai medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo grazie all’implementazione di un cuore artificiale. Al suo fianco, in questi lunghi mesi, c’è stata sempre la sua mamma. Mentre il suo papà e i suoi quattro fratelli più grandi, pur essendo rimasti a Matera, hanno sempre fatto avanti e indietro per l’Italia pur di stargli accanto. Una famiglia molto unita, ancora di più nelle difficoltà e nella malattia del piccolo Ayrton. Il quale, sembrava spacciato, ma il trapianto del cuore artificiale è riuscito alla perfezione e in questi ultimi mesi la convalescenza sembra aver dato esiti positivi.

A L’Eco di Bergamo, mamma Nunzia ha raccontato la vicenda del figlio: «Alla nascita non presentava alcun problema e dopo due mesi era cresciuto regolarmente. Ad un certo punto, però, aveva smesso di fare pipì e temevamo fosse un’infezione. Dopo alcuni controlli, abbiamo scoperto che il suo cuore era troppo grande, si era sviluppato troppo rispetto al resto dell’organismo. Il cardiologo ci suggerì di andare subito all’ospedale di Bari, dove c’erano medici e macchinari idonei a curarlo: era il 15 dicembre 2017, da allora non sono più tornata a Matera».

L’episodio ha ovviamente sconvolto la vita di tutta la famiglia e mamma Nunzia, che fino a quel momento aveva lavorato come istruttrice di nuoto per disabili e segretaria d’azienda, aveva mollato tutto per stare con lui h24. «A Bari, dopo ulteriori controlli, abbiamo scoperto che aveva una cardiomiopatia dilatativa congenita. L’unica soluzione era il trapianto, potevamo scegliere tra Bergamo e il Bambino Gesù di Roma» – racconta la mamma del piccolo paziente – «Sono venuti a prenderci con un aereo militare, ci hanno scortato fino a destinazione con un’ambulanza e la polizia. Li guardavo con gli occhi sgranati, perché non mi ero resa ancora conto fino in fondo della gravità della situazione, per me era tutto un incubo. Non mi sono nemmeno preparata la valigia, e non sono più passata da casa. Mia figlia stava male, perché pensava che l’avessi abbandonata».

A Bergamo, per fortuna, Ayrton e sua mamma non hanno trovato solo una struttura all’avanguardia, ma anche dei medici e personale sanitario d’eccellenza: «Vivevamo una situazione difficile, ma ci siamo sentiti come fossero a casa. L’ospedale è moderno e accogliente, non smetterò mai di ringraziare chi ha curato mio figlio. Mio marito, nei primi due mesi, è sempre stato al nostro fianco, ma poi è stato costretto a tornare a Matera per gestire la sua attività e consentire di pagare il mio alloggio qui a Bergamo. Gli altri figli vengono a trovarmi durante le vacanze e per questo mi considero molto fortunata, ci sono pazienti in questo reparto che arrivano anche dall’estero e sono completamente soli, lontani da tutto. Abbiamo dovuto affittare un’altra casa, perché le associazioni che ospitano le famiglie dei degenti possono accogliere al massimo due persone. Dobbiamo fare molti sacrifici ma cerchiamo di tenere duro».

La mamma, poi, lanciato un appello: «Non si parla mai abbastanza dell’importanza della donazione degli organi, la gente non ha informazioni sufficienti. Forse se tutti sapessero quanta difficoltà e dolore ci sono negli ospedali, capirebbero meglio l’importanza di informarsi e firmare il consenso. Quando temevo di aver perso mio figlio, ero pronta a donare i suoi organi per salvare la vita di altri bambini».

Violentata in ospedale mentre è in stato vegetativo, da’ alla luce un bambino

Pubblicato il 06 Gen 2019 alle 11:37am

Le autorità dell’Arizona indagano su una vicenda disgustosa, ai danni di una povera donna in stato vegetativo da 14 anni, violentata in ospedale e rimasta incinta, durante tale periodo ha dato ora alla luce un bambino.

Gli infermieri ed i medici della Hacienda Skilled Nursing Facility di Phoenix non capivano cosa stesse accadendo, quando la paziente – in coma dopo un incidente in cui stava per annegare – ha iniziato a lamentarsi per le doglie. “Nessuno sapeva che fosse incinta fino a quando era sul punto di partorire”, ha detto un’infermiera alla tv locale Kpho. Il dipartimento della Salute dello stato e la polizia stanno indagando su quanto avvenuto.

Molte persone avevano accesso alla stanza della donna, che aveva bisogno di assistenza 24 ore su 24, e naturalmente non poteva né reagire alla violenza, né comunicarla al personale medico e infermieristico. La direzione della clinica ha immediatamente disposto che i dipendenti uomini debbano essere accompagnati da colleghe donne quando entrano nella stanza di una paziente.

Ormai, però è troppo tardi, chissà che con qualche test di dna non si arrivi a scoprire il possibile colpevole.

In arrivo l’app per trovare il pronto soccorso più vicino con meno coda di attesa

Pubblicato il 13 Nov 2018 alle 7:35am

Se abbiamo un problema di salute e vogliamo andare al Pronto Soccorso, ma allo stesso tempo non vogliamo passare l’intera giornata in ospedale aspettando code estenuanti è in arrivo, un’app straordinaria, che ci segnala il Pronto Soccorso più vicino ma anche quello col minor numero di pazienti in lista di attesa. (altro…)

Lele Spedicato dei Negramaro è fuori pericolo: “È sveglio e risponde agli stimoli”

Pubblicato il 10 Ott 2018 alle 8:28am

Continuano a migliorare le condizioni di Emanuele Spedicato, il chitarrista dei Negramaro ricoverato lo scorso 17 settembre nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce per una emorragia cerebrale. (altro…)

Perugia, ricostruito l’organo genitale ad un bambino straniero di 4 anni

Pubblicato il 10 Set 2018 alle 6:31am

Uno straordinario intervento chirurgico è stato eseguito con successo a Perugia su un bambino per la ricostruzione dell’organo genitale. E’ la terza volta al mondo che viene eseguita l’operazione. (altro…)

Arisa in ospedale, la cantante sta bene e aggiorna i fan sul suo stato di salute

Pubblicato il 07 Ago 2018 alle 8:28am

Una disavventura che si è risolta nel migliore dei modi per la cantante Arisa, 35 anni, che ha trascorso la domenica in pronto soccorso a seguito di un infortunio. La cantante ha raccontato via social di essersi sottoposta ad alcuni esami medici di controllo dopo aver battuto la testa. Tutto è andato per fortuna per il meglio e le sue dimissioni sono arrivate già in serata.

A darne notizia la diretta interessata, che su Instagram si è immortalata nei corridoi nel nosocomio in sedia a rotelle.

“La notizia dell’ultima ora – ha spiegato – è che ho battuto la testa e sono al pronto soccorso”. “Ma qui sono fortissimi”, ha poi aggiunto in riferimento al personale sanitario. Accanto a lei il padre, che l’ha supportata nei momenti più tesi, smorzando la preoccupazione con sorrisi e battute. Nessun dettaglio aggiunto sulla natura dell’incidente, che – a giudicare dai toni – deve essere stato qualcosa di lieve. Poco dopo è arrivato il momento della Tac e quindi, una volta ottenuto l’esito sperato, il tempo di tirare un sospiro di sollievo e rassicurare i follower: “E’ tutto a posto, sto bene”, ha concluso l’artista tornando poi in macchina con il papà.

Bambina di 10 anni ricoverata in ospedale per denutrizione, portata via dai genitori

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 10:08am

Una bimba di 10 anni è stata ricoverata per denutrizione all’ospedale Regina Margherita di Torino ed è stata portata via dai genitori senza l’autorizzazione dell’equipe medica. (altro…)