Ospedale

Covid, chiamata alle armi per medici e infermieri

Pubblicato il 19 Ott 2020 alle 5:05am

“Stiamo facendo una “chiamata alle armi”, dobbiamo richiamare medici e infermieri. Qui è peggio che a marzo”. A parlare è Claudio Micheletto, direttore dell’unità di penumologia dell’Azienda ospedaliera di Verona, dove da alcuni giorni ha riaperto il reparto riservato ai pazienti Covid. (altro…)

Al San Gerardo di Monza, nato un ambulatorio innovativo e multidisciplinare per studiare esiti da Coronavirus

Pubblicato il 04 Giu 2020 alle 6:01am

Ha aperto al San Gerardo di Monza, il 3 Giugno, un ambulatorio innovativo, dedicato allo studio e alla gestione post Covid-19 dei pazienti. Coordinato dal prof. Paolo Bonfanti, Direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive in collaborazione con diversi specialisti (infettivologi, pneumologi, cardiologi, geriatri, rianimatori e psicologi), attraverso un approccio multidisciplinare, si occuperà di verificare le condizioni dei pazienti e identificare le eventuali problematiche cliniche sorte dopo l’infezione da tale virus. (altro…)

Milano, presentato l’ospedale dedicato ai pazienti Covid-19 costruito nei padiglioni 1 e 2 FieraCity in soli 10 giorni

Pubblicato il 31 Mar 2020 alle 7:20pm

Questa mattina, alla presenza del governatore di regione Lombardia, Attilio Fontana, di Enrico Pazzali, Presidente di Fondazione Fiera Milano, di Gerardo Solaro del Borgo Delegato di Guido Bertolaso, e del Direttore Generale del Policlinico di Milano Ezio Belleri è stato presentato l’Ospedale dedicato ai pazienti Covid-19 costruito all’interno dei padiglioni 1 e 2 del Portello a Fieramilanocity.

La struttura è stata realizzata, di fatto, in dieci giorni. Sono stati fin qui realizzati i primi quattro moduli (ciascuno composto da due unità di degenza e una unità di servizi sanitari), stanze vere e proprie nel padiglione 2 per un totale di 53 posti letto realizzati da Aria SpA.

Già in costruzione, nel padiglione 1, altri 7 moduli, per ulteriori 104 posti letto.

“Il mio primo pensiero – ha commentato il Presidente di Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali – non può che andare alle centinaia di lavoratori che in 10 giorni hanno reso possibile la realizzazione della struttura donata al Policlinico, un’opera fortemente voluta dalla Regione Lombardia e supportata dalla Fondazione sin dall’inizio, che si è fatta interprete, per affrontare l’emergenza Covid, dei valori che definiscono il territorio lombardo: quelli della solidarietà, della concretezza e dello spirito imprenditoriale. Nello stesso tempo, in questa occasione ritengo doveroso ringraziare quanti, aziende e privati cittadini, hanno contribuito alla sostenibilità del progetto dal punto di vista finanziario.Ringrazio ILSPA e Aria che insieme a Fondazione Fiera hanno lavorato in stretta sinergia per il completamento dell’opera.”

“Ringrazio il dottor Bertolaso – ha aggiunto il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – che ha messo a disposizione la propria capacita’ ed ha anche accettato di correre qualche rischio. Lo ringrazio perché non ha esitato nemmeno un minuto quando abbiamo richiesto il suo contributo. Mi unisco poi ai ringraziamenti verso i benefattori che ci hanno dato la possibilità di realizzare questo ospedale a fieramilanocity, nelle strutture di Fondazione Fiera Milano. Questa è la storia dei milanesi e dei lombardi: operosi, operativi, coraggiosi, che non si fermano davanti alle difficoltà, creativi, proattivi e generosi. Questa e’ la rappresentazione della storia di questa regione”.

“Il Presidente Fontana mi ha coinvolto in questo progetto, – scrive Guido Bertolaso nel suo saluto letto da Gerardo Solaro del Borgo, Presidente CISOM – e ho immediatamente accolto l’invito cercando di supportare con il mio team la programmazione e l’organizzazione del progetto. In questo mi sono coordinato con le strutture regionali e con la Fondazione Fiera trovando a tutti livelli competenza e capacità realizzative straordinarie che hanno consentito in tempi inconsueti e insperati la realizzazione di un complesso di alta intensità assistenziale così importante, come è a tutti noto, per l’attuale situazione epidemiologica del Paese. La scelta del governatore ha assunto un carattere esemplare, non solo per l’Italia, che potrà essere replicata a breve in altre regioni, ma anche in ambiti internazionali. Grazie alla Regione, alla Fondazione Fiera e al mio team abbiamo realizzato un’opera di cui andare fieri”.

“Come Policlinico di Milano, siamo fieri e orgoglio­si di essere stati scelti da Regione Lombardia per coordinare questa struttura che non ha eguali né precedenti – dichiara Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milan – Mettere­mo a disposizione di tutti la nostra esperienza di ricerca, di assistenza e di cura, e tutto quello che abbiamo costruito in queste settimane di duro e intenso lavoro di riorganizzazione. Abbiamo raccolto la sfida con grande entusiasmo. Nei casi più gravi dovuti a Covid-19 il ricovero in Terapia Intensiva è l’unico strumento di cui disponiamo per dare al paziente il tempo necessario per consentire al suo sistema immunitario di sconfiggere il virus. Possiamo in pratica ‘mettere a riposo’ i loro polmoni e concretizzare un’opportunità e una speranza per tante persone che altrimenti potrebbero non farcela. E questa cosa non ha prezzo”.

Nasce a Milano, il primo ospedale per sole donne

Pubblicato il 05 Dic 2019 alle 8:37am

Nasce a Milano, il primo ospedale per sole donne: “medicina di genere”. Si tratta del Macedonio Melloni, referente in Italia per la cura e l’assistenza della donna in tutte le sue fasi della vita, in grado – ha spiegato l’assessore alla sanità del Pirellone, Giulio Gallera – “di prendere in carico gli ambiti fisiologici della salute femminile, le patologie più frequenti e le necessità clinico assistenziali delle donne”.

L’obiettivo dell’Asst Fatebenefratelli Sacco è quello di istituire all’interno del presidio ospedaliero di Milano, un modello organizzativo, prima esperienza in territorio nazionale, dedicato interamente alla donna, attraverso l’introduzione di percorsi specifici per le varie fasi della vita: sviluppo, 11-18 anni, età fertile e riproduzione, 19-50 anni, menopausa, 45/50 – 65 anni e senescenza, oltre i 65 anni.

“L’Ospedale della donna – ha detto Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda che ha collaborato col Pirellone – è un sogno che diventa realtà. La medicina di genere trova nel Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni, il primo ospedale italiano rosa, concreta applicazione, un passo avanti rispetto ai ‘bollini rosa’, il riconoscimento di Onda agli ospedali attenti alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie femminili. Ci auguriamo che altri ospedali che hanno ottenuto questo riconoscimento possano seguire l’esempio di questa realtà all’avanguardia ispirata al Brigham and Women Hospital di Boston”.“

Emma Marrone, l’annuncio di oggi su Instagram “E’ stata dura… ma è andata!. Ho finalmente tolto questo braccialetto”

Pubblicato il 28 Set 2019 alle 12:08pm

 

Emma Marrone ha postato questa mattina su Instagram, una foto con queste parole: “Ho finalmente tolto questo braccialetto ma lo conserverò per sempre, è stata dura…ma è andata!”

E sotto l’immagine, del classico braccialetto dell’ospedale staccato dal polso, che spiega la conclusione di un percorso fatto per la salute e seri problemi avuti anche per il passato. Uno stop forzato dalla sua attività artistica, tanto amata, annunciato proprio sui social e un ritorno, presto dai suoi amatissimi fans.

“Ho bisogno del tempo necessario per recuperare le forze ma credetemi non vedo l’ora di tornare da tutti voi, e lo farò al più presto. – prosegue ancora oggi Emma – Mando un bacio a tutte le persone che hanno avuto un pensiero per me e ringrazio per tutto l’amore che ho ricevuto e che mi ha dato la spinta a combattere con più forza e coraggio del solito. Mando un bacio molto più grande a tutte quelle persone che ancora non possono smettere di combattere: Tenete duro, io sono con voi! La serenità sta pian piano prendendo il posto della paura… Piango di gioia finalmente! Vi voglio un mondo di bene”.

Milano, il nuovo Policlinico con il primo giardino terapeutico al mondo. Progetto con fondi privati, realizzato dall’architetto Boeri

Pubblicato il 09 Giu 2019 alle 8:48am

Un progetto molto affascinante e all’avanguardia quello del nuovo Policlinico, realizzato dallo studio di Stefano Boeri.

«Sarà il primo giardino pensile terapeutico del mondo. Una finestra di verde a 18 metri dal suolo affacciata nel cielo di Milano». 6900 metri quadrati a disposizione dei pazienti e in certe occasioni aperti a tutta la cittadinanza.

Intanto si attende la posa della prima pietra e la conclusione dei lavori è prevista per il 2022. L’architetto è vincitore di un doppio riconoscimento per il Bosco Verticale, spiega con queste parole il suo interessantissimo progetto «Finalmente si smetterà di parlare del grattacielo di Isola perché la più grande attrattiva verde di Milano sarà il Policlinico, dove tra spazi per bambini, piante officinali ed eventi culturali si cercherà di rendere più serena la degenza dei pazienti».

900 posti letto e 22mila metri quadrati dunque e il primo giardino pensile terapeutico al mondo.

Per il presidente della Fondazione Ca’ Granda il nuovo polo, composto di due blocchi gemelli di sette piani collegati da una piastra centrale con giardino pensile e una galleria commerciale pedonale, non solo un innovativo progetto sanitario ma una grande opera architettonica, urbanistica e ambientale capace di trasformare radicalmente il cuore della città. «La Ca’ Granda è un’istituzione per i milanesi sin dal 1456», ricorda Marco Giachetti, «che grazie alla filantropia dei cittadini può autofinanziare la nuova struttura ospedaliera». Dei 266 milioni necessari al nuovo centro che accorpa i reparti superando l’idea novecentesca dei padiglioni, 200 sono stati ricavati grazie a un Fondo di Housing Sociale proprio. Tra la cessione di quote a Cassa Depositi e Prestiti e la valorizzazione e vendita degli immobili di proprietà del Policlinico, l’ospedale diventa così il primo esempio in Italia di nosocomio pubblico che si riqualifica utilizzando quasi esclusivamente finanze autonome. I restanti 66 milioni sono arrivati dal Ministero della Salute (36) e dalla Regione Lombardia (30).

Muore in sala d’attesa in ospedale, nessuno se ne è accorto

Pubblicato il 05 Mag 2019 alle 6:00am

Si attende l’esito dell’autopsia per capire che cosa sia accaduto all’uomo trovato morto nella sala d’attesa dell’ospedale di Moncalieri. Dai primi accertamenti del medico legale a provocare il decesso potrebbe essere stato un collasso respiratorio. Intanto, proseguono le indagini dei carabinieri per appurare l’identità dell’uomo che quando è stato trovato era privo di documenti di riconoscimento. (altro…)

Bimbo di Matera trasportato in volo militare a Bergamo e salvato al “Papa Giovanni XXVIII. La mamma lancia un appello sulla donazione organi

Pubblicato il 04 Feb 2019 alle 3:00am

Ha solo 15 mesi e ha passato quasi tutta la sua vita in ospedale a oltre 900 chilometri da casa sua, ma dopo tante sofferenze finalmente si intravede per lui una speranza in fondo al tunnel. Ayrton Ethan è un bimbo di Matera che è stato salvato dai medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo grazie all’implementazione di un cuore artificiale. Al suo fianco, in questi lunghi mesi, c’è stata sempre la sua mamma. Mentre il suo papà e i suoi quattro fratelli più grandi, pur essendo rimasti a Matera, hanno sempre fatto avanti e indietro per l’Italia pur di stargli accanto. Una famiglia molto unita, ancora di più nelle difficoltà e nella malattia del piccolo Ayrton. Il quale, sembrava spacciato, ma il trapianto del cuore artificiale è riuscito alla perfezione e in questi ultimi mesi la convalescenza sembra aver dato esiti positivi.

A L’Eco di Bergamo, mamma Nunzia ha raccontato la vicenda del figlio: «Alla nascita non presentava alcun problema e dopo due mesi era cresciuto regolarmente. Ad un certo punto, però, aveva smesso di fare pipì e temevamo fosse un’infezione. Dopo alcuni controlli, abbiamo scoperto che il suo cuore era troppo grande, si era sviluppato troppo rispetto al resto dell’organismo. Il cardiologo ci suggerì di andare subito all’ospedale di Bari, dove c’erano medici e macchinari idonei a curarlo: era il 15 dicembre 2017, da allora non sono più tornata a Matera».

L’episodio ha ovviamente sconvolto la vita di tutta la famiglia e mamma Nunzia, che fino a quel momento aveva lavorato come istruttrice di nuoto per disabili e segretaria d’azienda, aveva mollato tutto per stare con lui h24. «A Bari, dopo ulteriori controlli, abbiamo scoperto che aveva una cardiomiopatia dilatativa congenita. L’unica soluzione era il trapianto, potevamo scegliere tra Bergamo e il Bambino Gesù di Roma» – racconta la mamma del piccolo paziente – «Sono venuti a prenderci con un aereo militare, ci hanno scortato fino a destinazione con un’ambulanza e la polizia. Li guardavo con gli occhi sgranati, perché non mi ero resa ancora conto fino in fondo della gravità della situazione, per me era tutto un incubo. Non mi sono nemmeno preparata la valigia, e non sono più passata da casa. Mia figlia stava male, perché pensava che l’avessi abbandonata».

A Bergamo, per fortuna, Ayrton e sua mamma non hanno trovato solo una struttura all’avanguardia, ma anche dei medici e personale sanitario d’eccellenza: «Vivevamo una situazione difficile, ma ci siamo sentiti come fossero a casa. L’ospedale è moderno e accogliente, non smetterò mai di ringraziare chi ha curato mio figlio. Mio marito, nei primi due mesi, è sempre stato al nostro fianco, ma poi è stato costretto a tornare a Matera per gestire la sua attività e consentire di pagare il mio alloggio qui a Bergamo. Gli altri figli vengono a trovarmi durante le vacanze e per questo mi considero molto fortunata, ci sono pazienti in questo reparto che arrivano anche dall’estero e sono completamente soli, lontani da tutto. Abbiamo dovuto affittare un’altra casa, perché le associazioni che ospitano le famiglie dei degenti possono accogliere al massimo due persone. Dobbiamo fare molti sacrifici ma cerchiamo di tenere duro».

La mamma, poi, lanciato un appello: «Non si parla mai abbastanza dell’importanza della donazione degli organi, la gente non ha informazioni sufficienti. Forse se tutti sapessero quanta difficoltà e dolore ci sono negli ospedali, capirebbero meglio l’importanza di informarsi e firmare il consenso. Quando temevo di aver perso mio figlio, ero pronta a donare i suoi organi per salvare la vita di altri bambini».

Violentata in ospedale mentre è in stato vegetativo, da’ alla luce un bambino

Pubblicato il 06 Gen 2019 alle 11:37am

Le autorità dell’Arizona indagano su una vicenda disgustosa, ai danni di una povera donna in stato vegetativo da 14 anni, violentata in ospedale e rimasta incinta, durante tale periodo ha dato ora alla luce un bambino.

Gli infermieri ed i medici della Hacienda Skilled Nursing Facility di Phoenix non capivano cosa stesse accadendo, quando la paziente – in coma dopo un incidente in cui stava per annegare – ha iniziato a lamentarsi per le doglie. “Nessuno sapeva che fosse incinta fino a quando era sul punto di partorire”, ha detto un’infermiera alla tv locale Kpho. Il dipartimento della Salute dello stato e la polizia stanno indagando su quanto avvenuto.

Molte persone avevano accesso alla stanza della donna, che aveva bisogno di assistenza 24 ore su 24, e naturalmente non poteva né reagire alla violenza, né comunicarla al personale medico e infermieristico. La direzione della clinica ha immediatamente disposto che i dipendenti uomini debbano essere accompagnati da colleghe donne quando entrano nella stanza di una paziente.

Ormai, però è troppo tardi, chissà che con qualche test di dna non si arrivi a scoprire il possibile colpevole.

In arrivo l’app per trovare il pronto soccorso più vicino con meno coda di attesa

Pubblicato il 13 Nov 2018 alle 7:35am

Se abbiamo un problema di salute e vogliamo andare al Pronto Soccorso, ma allo stesso tempo non vogliamo passare l’intera giornata in ospedale aspettando code estenuanti è in arrivo, un’app straordinaria, che ci segnala il Pronto Soccorso più vicino ma anche quello col minor numero di pazienti in lista di attesa. (altro…)