palestre

La lettera inviata dalle palestre a Draghi

Pubblicato il 23 Feb 2021 alle 6:00am

L’Anif Eurowellness (Associazione Nazionale Impianti Sport e Fitness), ha inviato in questi giorni a Draghi una lettera per spiegare quale siano le esigenze dopo un periodo tanto lungo e difficile di chiusura.

Dopo aver commentato con favore l’intervento del premier Draghi alla Camera sullo sport (“Lei ha colto tutti gli elementi importanti di questo mondo, che vanno dall’educazione sportiva dei giovani alla salvaguardia della salute per gli adulti attraverso l’esercizio fisico e, non da ultimo, alla formazione dei tanti campioni delle Olimpiadi e dei Mondiali”), l’Anif ha evidenziato che il mondo della pratica sportiva conta di “1 milione di lavoratori, 100 mila centri sportivi, 20 milioni di frequentatori” e la crisi pandemica ha provocato un “mancato flusso economico di 9.5 miliardi di euro”. E ancora: “Questo danno economico-finanziario ha condannato alla chiusura definitiva molti centri sportivi e gli altri, per potersi riprendere, hanno bisogno di sussidi”, sottolineando poi “che i centri sportivi sono luoghi di prevenzione e non di trasmissione del virus, in quanto adottano protocolli severissimi per impedirne il contagio”.

E pertanto ha chiesto di “Riaprire presto, ricevere dei ristori necessari e sufficienti alla ripresa, portare a termine la riforma dello sport”. E quindi, prosegue ancora nella lettera “Ci auguriamo che al più presto Lei, Presidente, possa indicarci un referente nel campo dello sport, con il quale vorremmo, da subito, poter collaborare per completare il percorso che abbiamo fin qui fatto, cercando di concretizzare i tre punti fondamentali sopra citati. I tempi per salvare il settore sono ormai quasi esauriti, ci sono importanti scadenze il 28 febbraio per cui occorre intervenire con urgenza per non rischiare di perdere gran parte di quei 100mila centri che sono elementi portanti della pratica sportiva italiana”.

Photo Credit AffariItaliani.it

Coronavirus, potrebbe slittare la riapertura delle palestre e dei centri estetici il 15 gennaio

Pubblicato il 29 Dic 2020 alle 6:00am

Nei prossimi giorni verranno discussi alcuni punti cruciali per alcune attività economiche e, se da una parte il Cts chiede una revisione delle linee guida per quanto riguarda le attività legate allo sci. Dall’altra l’esecutivo frena su quelle attività che sono indicate come possibili catalizzatori del contagio da coronavirus per le loro caratteristiche. Il 7 gennaio infatti, tutte le regioni dovrebbero tornare in zona gialla, a meno di nuove indicazioni, il Dpcm in atto vale fino al 15 gennaio, e il dibattito sulle riaperture si è già acceso.

Palestre, ristoranti, hotel e sci: tutte le richieste delle Regioni Il Cts ha chiesto un tavolo al ministro dello Sport per “accelerare i tempi e consentire alle persone e soprattutto ai giovani di riprendere l’attività fisica al più presto possibile”. Tuttavia potrebbe non essere così semplice alla luce dell’evoluzione dell’epidemia da covid-19.

Riaperture palestre da domani 25 maggio. Cosa si potrà o non si potrà fare. Linee guida, ecco come avverrà

Pubblicato il 24 Mag 2020 alle 6:45am

Da domani 25 maggio si potrà tornare a fare esercizio fisico con attrezzature e macchinari anche in palestra… Ma attenzione. L’accesso a questi luoghi pubblici sarà dettato da alcune norme essenziali da seguire. Per ordine, sicurezza, personale e altrui, evitare assembramenti e rischio di contagio da coronavirus.

Il Ministero dello Sport ha pubblicato le nuove linee guida, in collaborazione con Sport e Salute, Federazione medico Sportiva e Coni-Cip-Politecnico di Torino. Vediamo insieme quali sono, cosa sarà consentito fare e cosa no. Come i gestori dovranno organizzarsi, con lo slogan “Ognuno protegge tutti” per tornare ad allenarsi in tutta sicurezza.

I proprietari di centri sportivi dovranno infatti valutare la riorganizzazione del lavoro. Sarà ridotto non solo il numero degli operatori sportivi contemporaneamente presenti, ma anche quello dei clienti che dovranno accedere alla palestra.

I gestori saranno costretti a indicare le corrette modalità di aerazione dei locali, esponendo le dovute procedure sul sito e predisponendo un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti che potrebbero essere infetti. Quindi mascherine e guanti avranno un apposito luogo di scarto.

Per chi non avrà con sé, il gel igienizzante, sarà possibile trovarlo nelle sale di allenamento, dove verranno anche sanificati con più frequenza gli attrezzi e i luoghi in cui è possibile lavarsi le mani.

Sarà inoltre predisposta una segnaletica all’entrata e all’uscita di ogni palestra.

Si arriverà già vestiti e se non si potrà proprio fare a meno della doccia, ci saranno delle disposizioni anche per l’igiene negli spogliatoi.

E’ consigliabile portare con sé, infatti, tutto il necessario, onde evitare di utilizzare oggetti comuni. Basterà mettere in borsa asciugamani e asciugacapelli.

Mascherina e guanti d’obbligo.

Non sarà consentito mantenere una distanza interpersonale inferiore a 1 metro se non si sta svolgendo attività e a 2 metri in caso di allenamento.

Bisognerà di evitare di lasciare nei luoghi comuni i vestiti appena indossati. Bisognerà portare con sé sempre una borsa. In questo modo sarà possibile anche conservali senza contaminare gli altri.

Disinfettare poi, con attenzione, i propri effetti personali, come ad esempio borracce e fazzoletti. E soprattutto, ricordarsi sempre di rispettare chi si sta allenando poco distante dalla propria postazione.

Disinfettare con attenzione anche gli attrezzi utilizzati.

Infezioni nelle palestre: come possiamo difenderci?

Pubblicato il 16 Ott 2012 alle 8:46am

Con l’arrivo dell’autunno riprende con una certa assiduità la frequentazione delle palestre e delle piscine, così, non mancano, neppure i problemi alla pelle. (altro…)