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Fame emotiva, come superarla

Pubblicato il 23 Mar 2019 alle 12:57pm

La fame emotiva è un comportamento alimentare che spinge a chi ce l’ha ad utilizzare il cibo in maniera inappropriata, come fonte di sfogo delle proprie frustrazioni, emozioni negative: rabbia, tristezza, malinconia, sgomento, abbandono. Sono le principali cause scatenanti di un bisogno di mangiare per sentirsi meglio.

In questi casi la voglia di mangiare non serve a rispondere a un bisogno fisiologico, ma a soddisfare un aspetto che è di natura psicologica: il fatto è che è molto difficile distinguere un attacco di fame emotiva dalla fame reale.

La fame emotiva si distingue da quella fisiologica in quanto si ha la sensazione che non si plachi con qualsiasi cibo ma ci porti a consumare i cibi cosiddetti spazzatura, come dolci, gelati, patatine, snack, noccioline, cioccolato e tutte le altre schifezze che fanno male alla salute e alla linea.

Spesso, a soffrire di fame emotiva, sono le persone più sensibili, buone e intelligenti. Questo non vuol dire essere deboli, ma semplicemente affrontare i problemi e le delusioni che sono più grandi di loro, attraverso il cibo, vista come una fonte di sfogo.

A volte basta una giornata storta, un litigio con il partner o semplicemente un momento di stanchezza per avere subito il bisogno di mangiare qualcosa di buono, dolce o salato che sia!

Solitamente la fame emotiva serve a superare le emozioni negative e ad ottenere dei momenti di piacere, relax, distensione e calma che pensiamo di non riuscire ad ottenere senza cibo.

Come combatterla?

1. Come prima cosa cercare di capire la causa

Ogni volta che state per buttarvi a capofitto sul cibo, fermatevi un attimo e pensate a cosa provate: rabbia? Tristezza? O è semplicemente fame?

2. Non mentite a voi stessi

Guardatevi dentro e scoprite in tutta onestà quali siano i possibili vantaggi quando vi sfogate con il cibo. Questo esercizio vi aiuterà a mettere a fuoco delle possibili alternative al cibo per sentirvi subito meglio.

3. Perdonate voi stessi

Anche se avete fame e la vostra è una fame emotiva e non riuscite ad vere la meglio, imparate ad accettare le vostre debolezze e a perdonarvi: se non lo farete non potrete agire e risolvere il problema.

4. Fate esercizio fisico

Fare attività fisica vi aiuta a scaricare stress, rabbia, tensioni e tristezza: in questo modo supererete le vostre emozioni negative che portano a sfogarti sul cibo.

5. Scegliete i cibi giusti

Quando la fame prende il sopravvento, tenete a portata di mano cibi sani e ricchi di fibre come frutta e verdura in modo da limitare i danni. Altrimenti poi dovrete fare i conti anche con la linea!

6. Fate il pieno di triptofano

Il triptofano è un amminoacido che si trova nel cacao, nella frutta secca e nei semi oleosi. Agisce sulla produzione della serotonina, l’ormone del piacere che aiuta a migliorare l’umore. Assumete un po’ di cacao nel latte ogni mattina!

Stress da lavoro potrebbe favorire la comparsa del diabete

Pubblicato il 16 Mar 2019 alle 11:55am

Lo stress da lavoro e i lavori mentalmente estenuanti, come ad esempio quello dell’insegnante, potrebbero incrementare il rischio di sviluppare il diabete. A rivelarlo un recente studio francese condotto su oltre 70 mila donne, monitorate tramite un registro osservazionale per un periodo medio di 22 anni (1992-2014). Un lavoro questo che è stato condotto da Guy Fagherazzi del Centre for Research in Epidemiology and Population Health all’Inserm in Francia e pubblicato sull’European Journal of Endocrinology.

I risultati di questo studio evidenziano gli esperti, è il rischio di sviluppare il diabete in donne definite “lavoratrici con impegno mentale molto elevato” (+21%), rispetto a donne “lavoratrici con impegno mentale basso o minimo”. Questo aumentato rischio osservato nello studio, appariva indipendente dai fattori di rischio per diabete e stile di vita condotto dalle donne esaminate. In questo studio al tutto femminile, secondo quanto evidenziato da Salvatore Piro dell’Università di Catania, il ruolo dello stress come condizione, favorirebbe lo sviluppo del diabete assieme al sovrappeso. Tuttavia, prima di trarre conclusioni affrettate e definitive, sottolinea ancora Piro, questi dati devono essere esaminati ancora un po’.

“Il dato pubblicato risulta però molto importante – sottolinea l’esperto Segretario Nazionale della Società Italiana di Diabetologia (Sid) – sia per il periodo prolungato di osservazione (20 anni), sia per la scelta del sesso. In un momento storico come quello che stiamo vivendo la medicina di genere riveste sempre più importanza nel mondo scientifico ed il ruolo del cervello emerge sempre più come nuovo organo mediatore di azioni ‘diabetogene’, questi dati potrebbero aprire nuovi campi di ricerca e potrebbero avere risvolti scientifici e sociali”, conclude.

E-cig, rischi per la salute, sottovalutati

Pubblicato il 12 Mar 2019 alle 12:06pm

Le sigarette elettroniche fanno male alla salute. Stando ai risultati emersi da un studio condotto da un team di scienziati del Medical Center dell’Università di Rochester, che hanno visto i risultati della propria ricerca pubblicati sulla rivista scientifica Tobacco Control, l’utilizzo di e-cig può essere associato al cosiddetto “respiro sibilante”. I fumatori “elettronici”, a detta degli esperti, avrebbero il doppio delle probabilità di sperimentare sibili rispetto a coloro che non usano regolarmente prodotti a base di tabacco.

Il “respiro sibilante”, sintomo evidente, caratterizzato da rumori respiratori continui, ad alta tonalità e che si sovrappongono al normale suono del respiro, viene prodotto dall’oscillazione delle pareti di una piccola via aerea ristretta o compressa quando viene attraversata dal flusso di aria. Questo fa si che i sibili siano più frequenti durante la fase di espirazione, ossia quando l’aumento della pressione intratoracica restringe le vie aeree. Tale condizione non va sottovalutata, perché è molto precorritrice di altre gravi condizioni di salute, e tra queste l’enfisema, la malattia da reflusso gastro-esofageo, insufficienza cardiaca, cancro ai polmoni e apnea notturna.

I risultati appena ottenuti confermano infatti che precedenti studi clinici evidenziano che l’uso abituale delle sigarette elettroniche (e dunque degli aromi) danneggino le cellule polmonari generando così’ radicali liberi nocivi e infiammazioni anche gravi al tessuto polmonare. “Il messaggio che vogliamo diffondere – scrive la dottoressa Deborah Ossip, responsabile dello studio – è che le sigarette elettroniche non sono sicure quando si parla di salute polmonare. I cambiamenti che stiamo vedendo con lo svapo, sia negli esperimenti di laboratorio che negli studi sui soggetti che svapano, sono coerenti con i primi segni di danno polmonare, è ciò ci preoccupa moltissimo”.

I dati raccolti dal National Center for Health Statistics mostrano una crescita dei fumatori. Quasi il 13 per cento degli adulti, negli Stati Uniti, ha provato almeno una volta lo svapo e il 4 per cento è diventato uno svapatore abituale. I dispositivi vengono commercializzati come alternativa più sicura alle classiche sigarette, ma questo non vuol dire che il loro uso sia totalmente privo di rischi.

Influenza, decessi salgono a 95 casi e 516 i casi gravi. Colpite soprattutto donne in gravidanza

Pubblicato il 27 Feb 2019 alle 6:15am

Salgono a 516, da ottobre 2018, i casi gravi di influenza, e esserne colpite sono anche 7 donne in gravidanza, mentre salgono a 95 le persone decedute. E’ quanto rivela il bollettino FluNews-Italia, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che aggiorna il report stagionale con i dati relativi alla settima settimana del 2019.

Tutti i casi di influenza confermata in persone con infezioni respiratorie acute e insufficienza respiratoria acuta sono stati ricoverati in una Unità di Terapia Intensiva e 376 sono stati intubati. Il 62% dei casi gravi è di sesso maschile e il 91% si è verificato in soggetti over 50 anni. Nell’82% dei casi era presente almeno una condizione di rischio preesistente, come diabete, tumori, malattie cardiovascolari o respiratorie croniche. In otto casi su dieci, non avevano fatto il vaccino.

Numero complessivo di casi di influenza da ottobre 2018 a febbraio 2019 è di 5.968.000 persone, contagi settimanali continuano a diminuire ma si mantengono ad un livello di incidenza di media intensità. Se si considera solo la scorsa settimana sono stati ben 663.000.

Studio europeo “Imagen”, bastano pochi spinelli per alterare il cervello dei ragazzi

Pubblicato il 16 Gen 2019 alle 7:13am

Bastano pochi spinelli per alterare la struttura del cervello nei ragazzi. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience dai ricercatori dell’Università del Vermont, negli Usa. Un anomalo incremento del volume della corteccia cerebrale, in corrispondenza di aree legate alle emozioni e alla memoria, è stato osservato per la prima volta in quattordicenni che avevano consumato cannabis occasionale.

Il risultato ottenuto dai ricercatori ora apre a nuovi interrogativi sulla legalizzazione della sostanza a scopo ricreativo. “A quanto pare basterebbe consumare solo uno o due spinelli per modificare i volumi della materia grigia in questi giovani adolescenti”, ha sottolineato lo psichiatra Hugh Garavan.

I ricercatori hanno infatti analizzato i dati relativi allo sviluppo cerebrale e salute mentale di adolescenti di Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Germania nell’ambito del progetto europeo “Imagen”. Lo studio in questione ha incluso 46 quattordicenni che avevano fatto uso di cannabis appena una o due volte in totale.

Dall’osservazione fatta gli specialisti si sono rilevati aumenti anomali di alcune aree della materia grigia che erano risultati essere sensibili ai cannabinoidi: le alterazioni più significative sono state riscontrate nell’amigdala (legata alla paura e altri processi emotivi) e nell’ippocampo (legato alla memoria e alle abilita’ spaziali).

La ricerca continua ora, in quanto, resta ancora da capire quali siano la portata e il significato di queste alterazioni strutturali.

I caffè che non fanno male in una sola giornata

Pubblicato il 15 Dic 2018 alle 7:54am

Il Ministero della Salute basandosi sui dati raccolti dall’EFSA – Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare specifica innanzitutto un dato molto importante: ovvero che la caffeina non è contenuta soltanto nel caffè. Bensì, è presente anche nel cacao,, in alcune bacche come ad esempio il guaranà e viene aggiunta a moltissime bevande energetiche, come i soft drink, ma anche molti dolci e prodotti di pasticceria. Persino in alcuni farmaci ed integratori alimentari. Insomma, facendo un po’ di conti, quanti caffè possiamo bere nel corso di una giornata?

Occorre innanzitutto, dicono gli esperti, considerare anche se la caffeina è stata consumata anche attraverso altri alimenti. Una volta assunta, essa rimane nell’organismo per circa 4 ore (stima di media, il tempo esatto dipende da fattori fisici soggettivi).

E secondo lo studio condotto dall’EFSA, un adulto, in buona salute, può assumere fino a 200 mg di caffeina per dose. Tuttavia, già con una dose di 100 mg si possono avvertire influssi negativa sulla vita quotidiana e soprattutto sul dormire. Fino a 400 mg al giorno comunque sono facilmente sopportabili, se si è adulti e si gode di buona salute. Discorso cambia di molto, invece, se parliamo di anziani, persone con problemi di salute, donne in gravidanza e adolescenti.

A quanti caffè corrispondono dunque queste misure?

Ebbene, difficilmente un caffè espresso supera gli 80 mg di caffeina. Mentre un caffè americano, lungo e in tazza grande, può arrivare sino a 90 mg.

Cinque caffè al giorno sono anche troppi. Meglio rimanere al di sotto di tale cifra per essere sicuri di non esagerare e non avere ripercussioni negative sulla propria salute. Quindi è già al terzo o quarto espresso è bene fermarsi. Specialmente, se nel corso della giornata si assumono anche tè, cioccolato, cocacola, o bibite energetiche.

La quantità giusta di patatine da mangiare? Solo sei a porzione

Pubblicato il 07 Dic 2018 alle 1:42pm

La quantità ideale di patatine fritte da mangiare come contorno per non essere certi che non facciano male è di sei appena. Il resto andrebbe infatti sostituito con una bella insalata.

Questo il consiglio dato dal New York Times, da parte del nutrizionista dell’università di Harvard, e ha suscitato non poca indignazione in rete in un paese in cui invece i consumi sono ben oltre ogni aspettativa.

“Le patatine fritte sono una ‘bomba di amido – dice l’esperto Eric Rimm -, che si trasforma in zucchero velocemente nel sangue. Penso sarebbe meglio che il piatto principale arrivasse con un’insalata e sei patatine”.

Una porzione media di patatine servita negli Usa, insiste ancora Rimm, ha le stesse calorie di due o tre lattine di una bibita gassata. L’esternazione non è piaciuta però agli americani, che di patatine ne mangiano tantissime sin da bambini. Infatti su Twitter hanno espresso la loro rabbia, dicendo che sei patatine siano la quantità che si mangia in un solo boccone o che il professore vuole ‘togliere le gioie della vita’, solo per citarne alcune.

Inoltre, sulla pericolosità delle patatine sulla propria la salute ci sono anche molte prove e molti studi. L’ultimo pubblicato dall’ American Journal of Clinical Nutritionrecentemente che ha dimostrato come chi ne mangia due o tre volte a settimana ha un rischio maggiore di morire.

Naso che cola: quando non è raffreddore. I possibili rischi

Pubblicato il 29 Nov 2018 alle 6:05am

È una storia a dir poco surreale quella capitata a Greg Phillpotts, un uomo residente a Johnston County nel North Carolina. (altro…)

Studio sul vaccino MPVR: rivelati eventi avversi per 4 bimbi su 100

Pubblicato il 26 Nov 2018 alle 7:12am

Durante le audizioni che si sono tenute in Senato per discutere il nuovo decreto legge Vaccini (Ddl 770) si è scoperto per la prima volta di uno studio di farmacovigilanza attiva su un solo vaccino, l’anti MPVR (morbillo, parotite, varicella, rosolia). (altro…)

Apnee notturne: cosa sono, cause ed esami

Pubblicato il 16 Nov 2018 alle 6:09am

Le apnee notturne sono interruzioni della respirazione, anche di diversi secondi, dovute all’ostruzione delle vie respiratorie superiori. Smettere ripetutamente di respirare nel corso della notte ha degli effetti secondari sul corretto funzionamento dell’organismo; nel breve periodo determina sonnolenza, cefalea e riduzione dell’attenzione, ma a lungo andare causa anche seri danni alla salute complessiva. (altro…)