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Vespa Velutina, i rischi per l’uomo: dove si è diffusa e come riconoscerla

Pubblicato il 18 Lug 2018 alle 6:11am

Il calabrone asiatico o vespa velutina (Vespa velutina) è una di quelle che desta maggiori preoccupazioni anche nel nostro Paese. Questi imenotteri asiatici, infatti, sono piuttosto aggressivi nei confronti dell’uomo, e le loro punture nei soggetti sensibili possono scatenare una grave reazione allergica nota anche come shock anafilattico. È accaduto a uno sfortunato giardiniere quarantaquattrenne di Imperia, che è stato punto da tre vespe velutine mentre era al lavoro.

La sottospecie diffusasi in Europa è la Vespa velutina nigrithorax, nota anche come calabrone asiatico dalle zampe gialle o semplicemente calabrone dalle zampe gialle. È un imenottero più piccolo rispetto al calabrone europeo, dato che raggiunge al massimo i 3 centimetri di lunghezza contro i 5 centimetri della specie nostrana.

La colorazione, seppur somigliante, presenta differenze nell’apice delle zampe del calabrone asiatico, come suggerisce il nome della sottospecie, è giallo, mentre quello del calabrone europeo è tendente al rossiccio. Le antenne sono nere (tranne una piccola parte) mentre quelle del nostro calabrone sono anch’esse rossicce.

Neri anche – se visti dall’alto – testa e torace, rispetto al bruno-rossiccio del calabrone europeo. L’addome è scuro nella parte prossima al torace e giallo in quello terminale, un configurazione simile a quella della specie nostrana, che tuttavia ha una porzione gialla molto più ampia accompagnata da dettagli neri.

In Europa le vespe velutine si sono diffuse dalla Francia a partire dal 2004, quando per errore fu introdotta nei pressi di Bordeaux – probabilmente all’interno di un vaso – una regina feconda che diede il via alla colonizzazione. Dalla Francia la vespa velutina ha raggiunto la Spagna, il Portogallo, il Belgio e anche l’Italia (i primi nidi sono stati individuati nel 2013). La regione più colpita per ragioni geografiche è certamente la Liguria, dove l’insetto si è ampiamente riprodotto.

Numerose segnalazioni sono state fatte anche in Piemonte, nella nel Cuneo, mentre avvistamenti isolati sono stati registrati nel nord della Toscana. Il rischio che possa diffondersi anche altrove è concreto, ed è per questo che sono in atto diverse iniziative per eradicare la pericolosa specie aliena.

Il progetto “LIFE STOPVESPA”, cui collaborano università, apicoltori, enti di ricerca e semplici cittadini, punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati alla vespa velutina, per le persone, la biodiversità e l’economia.

Cibi crudi, quali evitare

Pubblicato il 15 Lug 2018 alle 6:30am

I cibi crudi si sa, hanno molte proprietà benefiche. Ad esempio contengono più principi attivi, come vitamine, sali minerali ed enzimi, rispetto ai cibi cotti. Sono più digeribili e aiutano a mantenere il peso forma. (altro…)

Pedicure con i pesci: pericoloso per la salute. Giovane donna perde unghie dei piedi

Pubblicato il 07 Lug 2018 alle 6:29am

Sono tante le persone che scelgono di fare la pedicure con i pesci, senza sapere dei possibili rischi ed effetti collaterali.

Il caso di una ventenne, affrontato da alcuni medici e specialisti sulla rivista scientifica JAMA Dermatology, dovrebbe molto far riflettere.

La giovane, infatti, a distanza di sei mesi da una pedicure, ha perso le unghie dei piedi.

Il caso non è sfuggito a diversi media, come ad esempio il network ABC. La ragazza si era sottoposta a questo trattamento molto comune, che consiste nell’immergere i piedi in una vasca con acqua calda (la temperatura, in genere, varia dai 25 ai 30°C) all’interno della quale si trovano dei piccoli pesci, noti come Garra rufa. Si tratta di pesci che in natura vivono nel Mediterraneo orientale e nel Golfo Persico e che si cibano di plancton. In assenza di quest’ultimo, questi piccoli pesci tendono a nutrirsi della pelle morta sui piedi e questo consente di avere una pedicure in modo del tutto naturale.

Non mancano, però, alcuni effetti collaterali, come confermato dalla dottoressa Shari R. Lipner, assistente di dermatologia all’istituto di medicina Weill Cornell di New York, che sostiene che: «Le unghie sono cadute dopo diversi mesi, quindi all’inizio è stato difficile stabilire una correlazione tra la patologia e quell’evento. In realtà, questo è un effetto collaterale possibile, noto come onicomicosi, che provoca la caduta delle unghie in seguito ad un evento, come può essere una piccola lesione, che arresta la crescita delle stesse unghie».

Questo trattamento viene spesso utilizzato da persone che soffrono di psoriasi, con effetti immediati per una durata di circa 4 mesi.

Ma attenzione. Altro studio condotto dall’Health Protection Agency ha fatto emergere che i soggetti che praticano questo particolare pedicure, specie se diabetici o affetti da psoriasi, quindi con un sistema immunitario debole, sono particolarmente vulnerabili al rischio di infezioni come l’ HIV e l’ epatite C.

Questo perchè l’acqua dove viene effettuato il trattamento contiene piccoli microrganismi che potrebbero facilitare il passaggio da un soggetto all’altro di batteri trasmessi dai pesci Garra Rufa.

In parole povere, se un soggetto affetto da HIV o epatite C pratica la terapia e dovesse sanguinare in acqua, c’è il rischio che tali malattie potrebbero essere trasferite ad altro soggetto.

Infezioni ospedaliere in Italia, si parla di ben 7mila morti lʼanno

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 2:35pm

In Italia le infezioni ospedaliere provocano settemila morti ogni anno, il doppio di quelli che si registrano in incidenti stradali. E’ l’allarme lanciato dagli esperti, che hanno individuato tra le cause principali la decontaminazione non corretta e l’utilizzo eccessivo di antibiotici.

Il record di infezioni dopo un intervento chirurgico è stato rilevato in Vale d’Aosta, con 500 casi ogni 100mila dimessi, mentre la Regione più virtuosa sembra essere l’Abruzzo, con 70 casi.

Questi i dati emersi secondo il rapporto presentato al forum nazionale promosso dal Centro Studi Mediterranea Europa a Napoli, dal quale si rileva che negli ospedali si registrano circa 50mila casi di infezioni ogni anno, rappresentate dal 22% dall’Escherichia Coli, per il 12,5% dallo Staphylococcus Aureus e per il 9% dal Klebsiella Pneumoniae.

I reparti dove è più facile contagiarsi sono quello di Terapia Intensiva (20,60% dei casi), Medicina (15,33%) e Chirurgia (14,20%).

Attenzione ai tatoo se si ha un sistema immunitario indebolito, può essere molto rischioso

Pubblicato il 23 Giu 2018 alle 8:29am

Se si ha un sistema immunitario indebolito, è molto pericoloso farsi fare dei tatoo. Molte, infatti, le possibili complicazioni. Parola di esperti, come accaduto ad una trentenne scozzese dopo un doppio trapianto di polmone da cui e’ stata sottoposta nel 2009. (altro…)

Detersivi, EDC, pericolosi per la salute. Si trovano in saponi e detersivi, ma l’UE vuole vietarli

Pubblicato il 22 Giu 2018 alle 6:12am

A partire da questo mese, sarà vietata la commercializzazione di prodotti contenenti alcuni tipi di disinfettanti, insetticidi, disinfestanti, fungicidi, detergenti liquidi, detersivi per piatti, per lavastoviglie, per il bucato a mano, ammorbidenti, smacchiatori, spray detergenti, cosmetici, prodotti per la pelle e l’igiene intima e persino bottiglie di acqua. Grazie a una valutazione condotta dall’Echa (Agenzia Europea per le sostanze chimiche) le aziende saranno obbligate a mettere in commercio solo prodotti sicuri grazie ad un regolamento europeo 2017/2100. (altro…)

Punta da una zecca, bimba resta paralizzata e senza poter parlare

Pubblicato il 15 Giu 2018 alle 7:47am

Jessica Griffin, del Mississipi (Usa), ha postato su Facebook diverse foto della sua bambina, punta da una zecca alla testa. La piccola era andata a dormir, e quando si è svegliata la mamma si è accorta che non riusciva più a stare in piedi e a parlare. La donna l’ha portata allora subito in ospedale dove i medici, dopo diverse analisi, hanno scoperto che era affetta da “paralisi delle zecche”. Patologia che sarebbe causata da una tossina che si trova nella saliva della zecca e i cui sintomi si possono risolvere spesso entro 24 ore.

«Per l’amor di Dio! Controlla i tuoi figli! Le zecche sono più comuni nei bambini che negli adulti», scrive la donna su Facebook dopo il grande spavento, «Siamo dovuti andare in ospedale. Kailyn ora è tenuta in osservazione e speriamo che tutto si risolva! Pregate per questa bambina». Poco dopo la mamma ha pubblicato i successivi aggiornamenti sullo stato di salute della piccola, annunciando che la bambina ora sta meglio, ma la preoccupazione è stata veramente tanta!

La puntura di zecca di per sé non è un problema, in quanto può passare inosservata perché in genere non provoca né dolore né prurito. Spesso, però, non ci si accorge di essere stati morsi, per via di alcune sostanze anestetiche iniettate dall’animale e nella maggior parte dei casi, il morso può provocare serie conseguenze.

Perché, proprio tramite il morso la zecca può trasmettere all’ospite eventuali microrganismi (batteri o virus) responsabili di varie malattie. Tra le malattie più frequenti che vengono trasmesse dal morso di zecca abbiamo: il morbo di Lyme e l’encefalite da zecche. Altre, invece, come la rickettsiosi o la febbre ricorrente da zecche, sono molto meno diffuse.

Nicole Kidman, rivela: “Diventare mamma è stato un miracolo, io e Tom Cruise abbiamo perso due figli”

Pubblicato il 07 Giu 2018 alle 7:34am

Nicole Kidman fa una confessione, molto dolorosa, che arriva a distanza di quasi trent’anni , riferendosi ai tempi del matrimonio con Tom Cruise. Nel 1990, quando la star aveva solo 23 anni, ha perso il suo primo figlio, con una gravidanza extrauterina, mentre nel 2001 ha avuto un aborto spontaneo. Nicole racconta per la prima volta il dramma al magazine britannico “Tatler”: “Diventare mamma è stato un percorso lungo e doloroso, un miracolo”.

“Conosco il desiderio immenso e doloroso – ha raccontato Nicole – La perdita che si prova dopo un aborto è qualcosa di cui non si parla abbastanza, ma è un grandissimo dolore”. Con Cruise la Kidman ha adottato due figli: nel 1992 Isabella e Connor nel 1995. Mentre dal secondo marito, Keith Urban, ha avuto Sunday Rose nel 2008 e Faith Margaret nel 2010 (da una madre surrogata, ndr).

Ora l’attrice ha ritrovato il sorriso e la serenità e l’amore. “Con Keith siamo una famiglia molto unita e in casa parliamo di tutto. Prendiamo molto seriamente la responsabilità di essere genitori, ma vogliamo anche avere una conversazione aperta con i nostri bambini”.

Apnee notturne, rischi per chi guida e per gli altri

Pubblicato il 31 Mag 2018 alle 8:01am

Sono circa dodici milioni gli italiani che soffrono di apnee notturne ma l’80% non lo sa o non se ne rende conto del rischio che corre alla guida per sé e la comunità.

Sì perché, questo disturbo provoca almeno 12.300 incidenti stradali e 250 morti l’anno.

E’ una patologia, che se sottovalutata può provocare sonno frammentato e stanchezza nel corso delle giornate. Esserne consapevoli è di vitale importanza perché può salvare la vita a se stessi e agli altri.

Nasce proprio per questo, infatti, la campagna di sensibilizzazione “Dormi meglio, guida sveglio” che ha come fine quello di far emergere la consapevolezza dei rischi della Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS). Promossa dall’Automobile Club d’Italia (ACI) e della Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro (Fisar), è stata presentata in questi giorni a Roma.

Le apnee notturne causano brevissime e frequenti interruzioni della respirazione durante il sonno. Sono, come evidenzia Claudio Sanguinetti, presidente Fisar, “uno dei maggiori fattori di rischio per malattie cardio e cerebrovascolari, quadruplicano la probabilità di ictus e raddoppiano quella di ipertensione, diabete, aritmie”. Molto spesso chi ne è soggetto non se ne rende conto o sottovaluta il problema. L’iniziativa mira a migliorare la diagnosi e la cura dei moltissimi casi, ancora sommersi.

Obiettivo del progetto è far sì che il rilascio-rinnovo della patente, che riguarda ogni anno 5 milioni di italiani, diventi un’occasione per un “check-up del sonno”, come prevede anche un decreto ministeriale in vigore dal 2016. Il progetto si articolerà su tutto il territorio nazionale tramite le oltre 1.500 delegazioni ACI, dove i cittadini saranno invitati a compilare un questionario per valutare il rischio di OSAS e, in caso positivo, prenotare un esame diagnostico. Ciò consentirà di accelerare i tempi per ottenere la patente, garantendo idoneità alla guida ma anche efficaci terapie.

Come scegliere una crema solare

Pubblicato il 28 Mag 2018 alle 7:11am

Secondo gli specialisti SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) è l’unica che può evitare i danni solari per quanto possibile. Ecco cosa emerge dal 93esimo Congresso tenuto alla Fiera di Verona.

Secondo lo specialista in dermatologia Calzavara Pinton “L’unica vera prevenzione contro i tumori è limitare l’esposizione al sole, perché, pensare che la crema offra una garanzia totale dai raggi ultravioletti è una falsa sicurezza: andrebbe utilizzata solo per proteggere la pelle quando si praticano delle attività all’aria aperta. Diversamente, è meglio restare all’ombra”.

Ma per minimizzare i rischi dell’esposizione al sole? Osserva ancora l’esperta, occorre “Usare creme protettive di alta qualità e nella giusta quantità. Il che significa scegliere prodotti rigorosamente senza profumo, fabbricati da azienda primarie e contenenti filtri di ultima generazione ad elevata stabilità (mexoryl, tinosorb, uvinul). Possibilmente in confezioni grandi perché, per essere davvero efficaci, le creme solari devono essere spalmate uniformemente su tutto il corpo in misura abbondante rinnovando di continuo l’applicazione durante la giornata”.

Secondo gli esperti, infatti, la quantità giusta da applicare deve essere pari a 40 grammi di prodotto per ogni ora di esposizione al sole e una volta usciti dall’acqua è opportuno riapplicarla all’istante.