sanità

Sanità italiana, nona al mondo per qualità e servizi

Pubblicato il 22 Nov 2019 alle 6:33am

Il nostro Servizio sanitario nazionale è nono al mondo per qualità e servizi, dopo Islanda, Norvegia, Olanda, Lussemburgo, Australia, Finlandia, Svizzera e Svezia. È la ‘certificazione’ che arriva dalla prima analisi fatta a livello nazionale ‘Global Burden of Disease (GBD) Study’, pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Public Health e coordinata dall’IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo di Trieste. E per questo “Ne emerge un quadro globalmente positivo – afferma all’ANSA Lorenzo Monasta, primo autore del lavoro – pur con alcune criticità”.

Tra le criticità rilevate… ci sarebbero, invecchiamento rapido della popolazione, spiega ancora Lorenzo Monasta, “è spiegato infatti, col fatto che in Italia abbiamo uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo (1,3%) e contemporaneamente una tra le più alte speranze di vita (che ci colloca all’8/0 posto nel mondo per aspettativa di vita alla nascita, 85,3 anni per le donne, 80,8 per gli uomini nel 2017)”.

Questo scenario, continua l’esperto, sta cambiando il panorama epidemiologico delle malattie, aumentando il carico delle patologie croniche tipiche dell’invecchiamento, dai problemi di vista e udito all’Alzheimer e altre demenze. Basti pensare che gli anni di vita con disabilità legati ad Alzheimer e altre demenze sono aumentati del 78% dal 1990 al 2017 e i decessi per Alzheimer più che raddoppiati (+118%). “L’altro aspetto significativo – aggiunge Monasta – è che dal 1990 ad oggi è aumentata gradualmente la spesa privata del cittadino per la salute, di pari passo a una riduzione del finanziamento pubblico alla salute, riduzione che, quindi, non è frutto di una aumentata efficienza del servizio sanitario”. In particolare, rileva l’esperto, dal 2010 al 2015 il finanziamento statale in rapporto al PIL è sceso dal 7% al 6,7%, mentre nello stesso arco di tempo la spesa privata per la salute è passata aumentato dall’1,8% al 2%. Inoltre, dal 1995 la spesa complessiva per la salute in rapporto al PIL è aumentata dell’1,15%, aumento assorbito, però, non dal finanziamento pubblico, ma da quello privato.

Obesità, riconosciuta come malattia

Pubblicato il 19 Nov 2019 alle 7:42am

La Camera ha approvato, all’unanimità, alcuni giorni fa, la mozione presentata da Roberto Pella (Fi) e che ha avuto la piena adesione dei gruppi parlamentari e il sostegno delle comunità scientifiche.

«Sono molto soddisfatto dell’unanimità espressa da tutti i gruppi politici attraverso il voto di oggi: votare unanimemente un testo unitario, sottoscritto da tutti i gruppi politici, non accade quasi mai», ha commentato Roberto Pella.

«È un momento importantissimo per tutte le persone con obesità e per i loro famigliari – scrive Pella in una nota – che vedono finalmente riconosciuta la loro condizione come una malattia e che possono contare sull’impegno del Governo a sostenere un Piano nazionale dedicato, con azioni di: promozione dell’attività fisica, della sana alimentazione e di corretti stili di vita; informazione e formazione dei cittadini con la collaborazione degli enti locali e delle autorità sanitarie; lotta alla discriminazione e al bullismo. Questa mozione è l’espressione della ferma convinzione di poter innescare una nuova stagione legislativa e dotata di strumenti operativi per l’obesità, grazie alla stretta collaborazione che continueremo a sviluppare con le società scientifiche e le associazioni dei pazienti e di cittadinanza che ringrazio per aver collaborato e con i Comuni italiani».

Da oggi, infatti, continua Pella «una forte alleanza della politica con società scientifiche, associazioni dei pazienti, ricerca, sanità, scuola e Comuni potrà mantenere alta l’attenzione sulle attività di prevenzione, sulla diagnosi precoce e sulle cure più appropriate da mettere in campo, per una maggiore conoscenza e consapevolezza del problema. In questi giorni di pianificazione e confronto sui numeri della manovra è importante concentrare le richieste sulla prevenzione: non è una missione semplice da attuare concretamente né indolore dal punto di vista economico, ma solo così si potrà veramente affrontare i rischi d’insorgenza dell’obesità».

Le azioni dovranno essere inquadrate all’interno di un Piano nazionale, un quadro condiviso dal Ministero con le Regioni, che, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali, individuerà un disegno strategico comune per promuovere interventi basati sull’unitarietà di approccio centrato sulla persona con obesità.

«Per le proporzioni che ha assunto nel nostro Paese e per le implicazioni che genera dal punto di vista della spesa per i sistemi sanitari nazionali, regionali e locali, l’obesità è oggi una voce di bilancio sempre più insostenibile, se non saremo in grado di dotarci di politiche di prevenzione e di cura adeguate», ricorda Pella. L’impatto economico si stima sia pari al 4% della spesa sanitaria nazionale, per un totale di circa 4,5 miliardi di euro.

Agenzia del farmaco, limiti alla prescrizione della vitamina D

Pubblicato il 03 Nov 2019 alle 6:20am

La Nota 96 “ha modificato le modalità di prescrivibilità a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) dei farmaci classificati in fascia A a base di colecalciferolo, colecalciferolo/sali di calcio e calcifediolo per la prevenzione e il trattamento della carenza di Vitamina D nella popolazione adulta (>18 anni). Restano confermate invece le condizioni di rimborsabilità a carico del Ssn di tali farmaci per i pazienti pediatrici, in attesa di un analogo processo di rivalutazione”. Ad affermarlo è l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul proprio sito web, dopo le polemiche dei giorni scorsi in merito al cambio delle condizioni di prescrivibilità dei farmaci contro la carenza di vitamina D. (altro…)

Padova, le diagnosticano un tumore. Le fanno fare una biopsia, la chemio ma la diagnosi è sbagliata

Pubblicato il 09 Set 2019 alle 8:09am

Le hanno diagnosticato un tumore diversi anni fa, ma dopo essersi sottoposta alla chemioterapia ha scoperto di essere vittima di una diagnosi errata, di malasanità. E’ ciò che è accaduto a Padova all’ex cantante degli anni Ottanta Marisa Sacchetto. La musicista, divenuta famosa dopo la sua partecipazione a Canzonissima e al Festival di Sanremo, ha denunciato per malasanità la Ulss Euganea. La donna, 65 anni, accusa i medici di averle diagnosticato nel 2015 un tumore inesistente.

Nel 2017 la paziente si era rivolta a un nuovo medico a cui aveva fatto analizzare l’esito di una biopsia fatta all’ospedale di Piove di Sacco. Dalla biopsia consegnata al dottore è emerso che la donna non era stata malata di alcun tumore.

Ora il pubblico ministero Marco Brusegan ha aperto un fascicolo per lesioni gravissime derivanti da colpa medica, senza alcun indagato. L’azienda ospedaliera esprime la propria vicinanza alla donna e massima collaborazione con l’Autorità giudiziaria.

Donazione organi, sempre più vicino il silenzio-assenso per la donazione degli organi

Pubblicato il 24 Ago 2019 alle 3:24pm

IL silenzio-assenso per la donazione degli organi potrebbe essere te applicato anche nel nostro Paese, “entro un anno. Mi sembra un tempo plausibile per realizzare gli altri due passaggi necessari, a cui va aggiunta una campagna d’informazione, per rendere concreta la norma che fa crescere ancora di più la leadership del nostro Paese in Europa nel campo dei trapianti”. Lo dice Massimo Cardillo, direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), dopo la firma del regolamento sul Sistema informativo trapianti (Sit), che regola proprio il principio del silenzio-assenso e che era atteso da 20 anni.

I passaggi che consentiranno di rendere operativo il sistema sono in primo luogo “il completamento – riferisce Cardillo – dell’Anagrafe nazionale degli assistiti, che raccoglie, a cura delle Asl, tutti i dati degli utenti del Servizio sanitario nazionale. In realtà si tratta di un lavoro ormai quasi finito. Serviranno, credo, poche settimane”.

Dopo avere ‘censito’ gli assistiti si potrà procedere con il secondo passaggio, ovvero “Trovare il sistema più adeguato per notificare la novità a tutti gli utenti con più di 18 anni che potranno manifestare la loro eventuale contrarietà alla donazione nelle sedi adeguate”. Le tecnologie, ricorda Cardillo, “oggi offrono la possibilità di una notifica capillare in maniera più semplice che in passato. Anche questo passaggio potrà quindi essere molto rapido”.

Ci vorranno almeno 6 mesi, invece, per una campagna informativa che Cardillo considera “fondamentale, su come funzionano i trapianti e l’intero sistema”. Secondo il direttore del Cnt “è infatti necessario che il silenzio-assenso venga introdotto in un clima di consenso sociale, altrimenti si rischia di ottenere l’effetto contrario e di far crescere le opposizioni. I cittadini non devono vivere questo passaggio come un’imposizione, ma sapere che si tratta di una libera scelta, basata sulla conoscenza e la consapevolezza”, conclude Cardillo.

In arrivo tassa su sperimentazioni animali, gli scienziati insorgono

Pubblicato il 10 Ago 2019 alle 6:28am

E’ in arrivo una ‘tassa’ sulle sperimentazioni animali: è stato infatti pubblicato in Gazzetta lo scorso 25 luglio il decreto del ministero della Salute n.173 riguardante la ‘determinazione delle tariffe spettanti al ministero della Salute, ai fini del rilascio delle autorizzazioni relative alla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici’.

La nuova tassazione contestata da varie società scientifiche, che parlano di “ulteriore aggravio economico e amministrativo allo svolgimento delle ricerche indipendenti” nel settore pubblico.

Una moratoria nell’applicazione del decreto del ministero della Salute che prevede il pagamento di tariffe per l’autorizzazione di progetti di ricerca con sperimentazioni animali.

Salute della pelle e melanoma, il CNR-IFC eccellenza italiana

Pubblicato il 08 Ago 2019 alle 8:11am

L’associazione italiana A_IATRIS, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), riunisce 22 strutture pubbliche di eccellenza tra cui Enti di Ricerca, Università e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Il solo percorso della Regione Toscana presente in questo contesto di assoluta eccellenza e l’unica realtà della pelle certificata a livello nazionale è la struttura del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)-Istituto di fisiologia clinica/Melanoma & skin Cancer UNIT (MSCU) di Area vasta nord ovest, rete interaziendale costituita da Azienda USL Toscana nord ovest e Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, è resa possibile da una convenzione (che si sta riempiendo di contenuti) tra Asl e Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (IFC) e sempre con il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità. (altro…)

Milano, il nuovo Policlinico con il primo giardino terapeutico al mondo. Progetto con fondi privati, realizzato dall’architetto Boeri

Pubblicato il 09 Giu 2019 alle 8:48am

Un progetto molto affascinante e all’avanguardia quello del nuovo Policlinico, realizzato dallo studio di Stefano Boeri.

«Sarà il primo giardino pensile terapeutico del mondo. Una finestra di verde a 18 metri dal suolo affacciata nel cielo di Milano». 6900 metri quadrati a disposizione dei pazienti e in certe occasioni aperti a tutta la cittadinanza.

Intanto si attende la posa della prima pietra e la conclusione dei lavori è prevista per il 2022. L’architetto è vincitore di un doppio riconoscimento per il Bosco Verticale, spiega con queste parole il suo interessantissimo progetto «Finalmente si smetterà di parlare del grattacielo di Isola perché la più grande attrattiva verde di Milano sarà il Policlinico, dove tra spazi per bambini, piante officinali ed eventi culturali si cercherà di rendere più serena la degenza dei pazienti».

900 posti letto e 22mila metri quadrati dunque e il primo giardino pensile terapeutico al mondo.

Per il presidente della Fondazione Ca’ Granda il nuovo polo, composto di due blocchi gemelli di sette piani collegati da una piastra centrale con giardino pensile e una galleria commerciale pedonale, non solo un innovativo progetto sanitario ma una grande opera architettonica, urbanistica e ambientale capace di trasformare radicalmente il cuore della città. «La Ca’ Granda è un’istituzione per i milanesi sin dal 1456», ricorda Marco Giachetti, «che grazie alla filantropia dei cittadini può autofinanziare la nuova struttura ospedaliera». Dei 266 milioni necessari al nuovo centro che accorpa i reparti superando l’idea novecentesca dei padiglioni, 200 sono stati ricavati grazie a un Fondo di Housing Sociale proprio. Tra la cessione di quote a Cassa Depositi e Prestiti e la valorizzazione e vendita degli immobili di proprietà del Policlinico, l’ospedale diventa così il primo esempio in Italia di nosocomio pubblico che si riqualifica utilizzando quasi esclusivamente finanze autonome. I restanti 66 milioni sono arrivati dal Ministero della Salute (36) e dalla Regione Lombardia (30).

Como, su 107 province, speranza di vita di 83,4 anni, ma mancano i medici di base

Pubblicato il 23 Mag 2019 alle 8:56am

Su 107 province, dove sono state incrociate ben 12 variabili, la città di Como ha una posizione di tutto rispetto con un indice di salute del 578,06 e una speranza di vita di 83,4 anni. Supera infatti Sondrio e Lecco, indietro rispettivamente di uno e due gradini, e incassa la vittoria, se così si può definire, di Bolzano con un indice del 651, 64 e 83,7 anni di aspettativa di vita, Pescara e Nuoro: oro, argento e bronzo fra le città dove si vive meglio. La maglia nera va invece a Rieti.

Non tutti i risultati però, sono positivi. Infatti, Como si posiziona quasi a metà classifica, (al 51° posto, per la precisione), in merito alla mortalità per tumore: tra il 2012 e il 2016 sono morte soltanto nella sola provincia di Como, per il male del secolo, 14,7 persone ogni mille abitanti. Un dato ancora troppo alto… anche se va leggermente meglio per le morti relative all’infarto. In classifica, al città lombarda è al 49° posto. Ma la macchia nera della sanità le viene attribuita per criticità dei medici di base, dei pediatri e la ricettività ospedaliera: un 96, un 81 e un 64 in classifica.

Addio punti di sutura, arriva la biocolla

Pubblicato il 17 Mag 2019 alle 6:55am

I ricercatori della Zhejiang University School of Medicine di Hangzhou, in Cina, hanno testato con successo una bio-colla capace di riparare le ferite senza punti di sutura. Il nuovo strumento promette, da qui a pochi anni, di rivoluzionare le attuali procedure chirurgiche. (altro…)