sanità

In arrivo tassa su sperimentazioni animali, gli scienziati insorgono

Pubblicato il 10 Ago 2019 alle 6:28am

E’ in arrivo una ‘tassa’ sulle sperimentazioni animali: è stato infatti pubblicato in Gazzetta lo scorso 25 luglio il decreto del ministero della Salute n.173 riguardante la ‘determinazione delle tariffe spettanti al ministero della Salute, ai fini del rilascio delle autorizzazioni relative alla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici’.

La nuova tassazione contestata da varie società scientifiche, che parlano di “ulteriore aggravio economico e amministrativo allo svolgimento delle ricerche indipendenti” nel settore pubblico.

Una moratoria nell’applicazione del decreto del ministero della Salute che prevede il pagamento di tariffe per l’autorizzazione di progetti di ricerca con sperimentazioni animali.

Salute della pelle e melanoma, il CNR-IFC eccellenza italiana

Pubblicato il 08 Ago 2019 alle 8:11am

L’associazione italiana A_IATRIS, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), riunisce 22 strutture pubbliche di eccellenza tra cui Enti di Ricerca, Università e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Il solo percorso della Regione Toscana presente in questo contesto di assoluta eccellenza e l’unica realtà della pelle certificata a livello nazionale è la struttura del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)-Istituto di fisiologia clinica/Melanoma & skin Cancer UNIT (MSCU) di Area vasta nord ovest, rete interaziendale costituita da Azienda USL Toscana nord ovest e Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, è resa possibile da una convenzione (che si sta riempiendo di contenuti) tra Asl e Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (IFC) e sempre con il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità. (altro…)

Milano, il nuovo Policlinico con il primo giardino terapeutico al mondo. Progetto con fondi privati, realizzato dall’architetto Boeri

Pubblicato il 09 Giu 2019 alle 8:48am

Un progetto molto affascinante e all’avanguardia quello del nuovo Policlinico, realizzato dallo studio di Stefano Boeri.

«Sarà il primo giardino pensile terapeutico del mondo. Una finestra di verde a 18 metri dal suolo affacciata nel cielo di Milano». 6900 metri quadrati a disposizione dei pazienti e in certe occasioni aperti a tutta la cittadinanza.

Intanto si attende la posa della prima pietra e la conclusione dei lavori è prevista per il 2022. L’architetto è vincitore di un doppio riconoscimento per il Bosco Verticale, spiega con queste parole il suo interessantissimo progetto «Finalmente si smetterà di parlare del grattacielo di Isola perché la più grande attrattiva verde di Milano sarà il Policlinico, dove tra spazi per bambini, piante officinali ed eventi culturali si cercherà di rendere più serena la degenza dei pazienti».

900 posti letto e 22mila metri quadrati dunque e il primo giardino pensile terapeutico al mondo.

Per il presidente della Fondazione Ca’ Granda il nuovo polo, composto di due blocchi gemelli di sette piani collegati da una piastra centrale con giardino pensile e una galleria commerciale pedonale, non solo un innovativo progetto sanitario ma una grande opera architettonica, urbanistica e ambientale capace di trasformare radicalmente il cuore della città. «La Ca’ Granda è un’istituzione per i milanesi sin dal 1456», ricorda Marco Giachetti, «che grazie alla filantropia dei cittadini può autofinanziare la nuova struttura ospedaliera». Dei 266 milioni necessari al nuovo centro che accorpa i reparti superando l’idea novecentesca dei padiglioni, 200 sono stati ricavati grazie a un Fondo di Housing Sociale proprio. Tra la cessione di quote a Cassa Depositi e Prestiti e la valorizzazione e vendita degli immobili di proprietà del Policlinico, l’ospedale diventa così il primo esempio in Italia di nosocomio pubblico che si riqualifica utilizzando quasi esclusivamente finanze autonome. I restanti 66 milioni sono arrivati dal Ministero della Salute (36) e dalla Regione Lombardia (30).

Como, su 107 province, speranza di vita di 83,4 anni, ma mancano i medici di base

Pubblicato il 23 Mag 2019 alle 8:56am

Su 107 province, dove sono state incrociate ben 12 variabili, la città di Como ha una posizione di tutto rispetto con un indice di salute del 578,06 e una speranza di vita di 83,4 anni. Supera infatti Sondrio e Lecco, indietro rispettivamente di uno e due gradini, e incassa la vittoria, se così si può definire, di Bolzano con un indice del 651, 64 e 83,7 anni di aspettativa di vita, Pescara e Nuoro: oro, argento e bronzo fra le città dove si vive meglio. La maglia nera va invece a Rieti.

Non tutti i risultati però, sono positivi. Infatti, Como si posiziona quasi a metà classifica, (al 51° posto, per la precisione), in merito alla mortalità per tumore: tra il 2012 e il 2016 sono morte soltanto nella sola provincia di Como, per il male del secolo, 14,7 persone ogni mille abitanti. Un dato ancora troppo alto… anche se va leggermente meglio per le morti relative all’infarto. In classifica, al città lombarda è al 49° posto. Ma la macchia nera della sanità le viene attribuita per criticità dei medici di base, dei pediatri e la ricettività ospedaliera: un 96, un 81 e un 64 in classifica.

Addio punti di sutura, arriva la biocolla

Pubblicato il 17 Mag 2019 alle 6:55am

I ricercatori della Zhejiang University School of Medicine di Hangzhou, in Cina, hanno testato con successo una bio-colla capace di riparare le ferite senza punti di sutura. Il nuovo strumento promette, da qui a pochi anni, di rivoluzionare le attuali procedure chirurgiche. (altro…)

Sanità: più di 1 medico su 3 ha paura di essere aggredito

Pubblicato il 05 Mag 2019 alle 1:34pm

Da un’indagine condotta dalla Federazione degli Ordini, medici, emerge che 1 medico su 3 ha paura di essere aggredito mentre è sul luogo di lavoro. Più del 56 per cento dichiara infatti di aver subito violenza e ritiene che l’aggressione possa essere prevista. Il 78 di coloro che sono stati intervistati non sanno poi se esistano o meno procedure aziendali per prevenire o gestire atti di violenza. A sottolinearlo è il medico Vito Cortese, protagonista della formazione professionale e medico al Policlinico Città di Udine.

Il 50 per cento degli intervistati, dichiara Cortese, ha subito aggressioni verbali e il 4 per cento è stato vittima di violenza fisica. Un fenomeno che sta diventando sempre più frequente ed emergenziale al punto che il Governo stesso, ad agosto passato, ha presentato bene ad un disegno di legge per arginarlo.

Oltre il 38 per cento degli operatori sanitari si dice poco o per nulla al sicuro in ambito ospedaliero e sanitario. E il 46″ dichiara di sentirsi abbastanza o molto preoccupato di subire aggressioni. Il dato allarmante, che secondo Cortese, è entrato in una sfera, condizione di rassegnazione da parte dei medici: in quanto, il 48 per cento di coloro che sono stati aggrediti ritiene che sia una prassi abituale e il 12 per cento che sia appunto inevitabile, quasi fosse un rischio professionale a cui dover per forza di cose, rassegnarsi. “Alla base di questo fenomeno, oltre alla crisi istituzionale che alcuni ruoli stanno attraversando, possiamo riconoscere una mutata relazione medico-paziente, caratterizzata sempre più dalla mancanza di tempo, scarsità di risorse, intensità delle emozioni vissute, informazioni divulgate via rete e non sempre corrette, strutture organizzative e di cura percepite frequentemente come insufficienti o poco umanizzanti”, dichiara il dottor Cortese, specialista in Anestesia e Rianimazione.“

Fascicolo sanitario elettrico per 11 milioni di italiani, solo in Calabria no

Pubblicato il 11 Apr 2019 alle 12:00pm

Le Regioni hanno attivato il fascicolo sanitario elettronico (Fse) tranne la Calabria. Sono oltre 11 milioni gli italiani che ne hanno aperto uno proprio. Mentre ad oggi 239 milioni di referti risultano digitalizzati.

A tracciare un bilancio sono Agid-Agenzia per l’Italia digitale e Consiglio nazionale delle ricerche, che in collaborazione con il Forum della Pubblica amministrazione hanno organizzato a Sorrento il convegno “La trasformazione digitale per integrare sanità e sociale”. Obiettivo è quello di favorire un’evoluzione del “fascicolo” come punto di accesso unico delle informazioni cliniche del cittadino, secondo il paradigma “once only”, in base al quale le pubbliche amministrazioni dovrebbero evitare di chiedere agli utenti informazioni già in precedenza fornite. Il Fse potrà diventare lo strumento cardine per abilitare nuovi percorsi di cura e prevenzione personalizzati soprattutto per i malati cronici e gli anziani, anche in collegamento con i sistemi di telemedicina. «Il fascicolo sanitario rappresenta un elemento abilitante dell’integrazione tra sanità e sociale. Le Regioni in questi ultimi anni hanno accelerato il percorso di implementazione che dovrà proseguire, come sempre con il coinvolgimento del Mef, del ministero della Sanità, Cnr, di tutti gli altri attori istituzionali e dei cittadini. Come Agid lavoreremo per continuare a facilitare le Regioni in questo percorso e per definire nuove linee guida e regole tecniche che migliorino e valorizzino la gestione dei dati sanitari», commenta Adriana Agrimi, Responsabile Area trasformazione digitale di Agid.

Ministero della salute stabilì nel 2015 che bastavano in Italia 1200 posti letto. Consiglio di Stato ribalta tutto e dice che il minimo è di 6000 altrimenti è diritto alla salute negato

Pubblicato il 02 Mar 2019 alle 12:16pm

Il Consiglio di Stato ha annullato il fabbisogno programmato nel 2015 dal Ministero della Salute in 1.200 posti letto per tutta Italia. (altro…)

Muore in ospedale, la famiglia denuncia 6 ore di attesa. Indagini in corso

Pubblicato il 11 Feb 2019 alle 7:42am

Ci sono indagini in corso da parte della Polizia di Napoli in relazione alla morte di E.E., di 72 anni, avvenuta l’altro ieri alle ore 21 nel Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta e per la quale i familiari hanno presentato una denuncia riferendo che l’uomo si trovava nel nosocomio dalle ore 14.30 (in codice giallo) per dolori addominali. (altro…)

Bruna Sartori dona all’ospedale le apparecchiature che hanno migliorato la vita al marito dializzato

Pubblicato il 23 Nov 2018 alle 7:13am

Bruna Sartori è la donna che ha annunciato al Prof. Enrico Fiaccadori, direttore della Nefrologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, la sua intenzione di donare ben sette apparecchiature per dialisi che andranno a sostituire quelle più obsolete e rinforzeranno la dotazione del reparto che potrà così offrire ai pazienti ricoverati nelle strutture del Maggiore le tecnologie più avanzate per la cura dell’insufficienza renale. (altro…)