tumore

Tumori: scoperta l’allerta silenziosa

Pubblicato il 14 Giu 2019 alle 6:00am

I tumori hanno una valida alleata, si tratterebbe di una proteina che li aiuterebbe a nutrirsi e che potrebbe diventare un nuovo bersaglio per affamarli, bloccando così la crescita dei vasi sanguigni che li nutrono.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Biochimica et Biophysica Acta – Molecular Basis of Disease, arriva dal gruppo di ricerca italiano dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa guidato dalla biologa molecolare Debora Angeloni, e riguarda i tumori più comuni nell’uomo, ovvero quelli di natura solida.

La proteina in questione, chiamata Mical2, risvegliandosi ogni qualvolta che le cellule malate liberano il segnale che, come una calamita, attirerebbe in modo inesorabile le cellule del tessuto che fodera i vasi sanguigni, chiamato endotelio; azione questa, che dicono i ricercatori con a capo la biologa Angeloni, sarebbe in grado di deformare i vasi sanguigni, allungandoli fino a catturarli per nutrire il tumore.

“Bloccare l’azione della proteina Mical2 significa bloccare lo sviluppo dei vasi sanguigni che portano alle cellule tumorali ossigeno e nutrienti”, rivela Angeloni all’ANSA. “C’è ancora molto da lavorare, ma la strada è quella giusta, abbiamo aperto una nuova prospettiva”.

Cancro, la causa è nell’ambiente

Pubblicato il 22 Mag 2019 alle 6:30am

“Non ci si ammala di cancro per caso o sfortuna”. A confermarlo un nuovo studio scientifico, condotto da ricercatori italiani e pubblicato su Nature Genetics, che mostra come sia possibile rintracciare le cause della malattia nell’ambiente e nelle traslocazioni cromosomiche. (altro…)

Nei broccoli la chiave per mettere ko i tumori

Pubblicato il 18 Mag 2019 alle 12:05pm

Per mettere a tappeto il cancro e risvegliare il PTEN, uno dei principali “guardiani” delle cellule che normalmente protegge il corpo dai tumori ma che, in molti casi, può non funzione a dovere, diventando lui stesso il cavallo di Troia per diverse malattie oncologiche, basterà sfruttare l’azione dell’indolo-3-carbinolo (I3C), un composto naturale che si trova in alcune verdure presenti sulle nostre tavole, come broccoli, cavoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles.

La scoperta è stata pubblicata su Science e viene dagli Usa ma anche se ha la firma tutta italiana. Il primo autore dello studio è infatti Pier Paolo Pandolfi, genetista italiano che dirige il Cancer Center e del Cancer Research Institute del Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) della Harvard Medical School di Boston (Usa).

Per arrivare a tale conclusione il team di ricercatori ha utilizzato diversi campioni di cellule umane e modelli animali – topi – grazie ai quali è riuscito a identificare gli attori in gioco in questo processo molecolare: “Abbiamo trovato il modo di riattivare PTEN, il Titano della soppressione tumorale, andando a bloccare la molecola WWP1, cioè l’interruttore che tiene PTEN spento, con il composto presente nei broccoli”, spiega Pandolfi.

Una strategia molto promettente che permetterebbe di ampliare le opzioni preventive e terapeutiche contro il cancro.

Cani in grado di diagnosticare i tumori appena si presentano, annusando il sangue delle persone

Pubblicato il 10 Apr 2019 alle 7:22am

Grazie al loro olfatto i cani possono diagnosticare i tumori, non appena si presentano. (altro…)

Esofago: bere caffè e tè bollenti aumenta del 90% il rischio di tumore

Pubblicato il 22 Mar 2019 alle 10:46am

Bere caffè o tè troppo caldi potrebbero non solo danneggiare la lingua ma causare anche un tumore alla gola. Coloro che consumano regolarmente una di queste bevande a 60° C o di più, infatti, vedono aumentare il rischio di cancro all’esofago del 90%. È per questo che è meglio aspettare che si raffreddino. (altro…)

Olio di cannabis contro il cancro al polmone: “Risultati sorprendenti, tumore dimezzato”

Pubblicato il 09 Mar 2019 alle 12:31pm

Ha scelto di prendere un olio a base di CBD per combattere il tumore e scoprire dopo un po’ che le sue dimensioni non solo si erano dimezzate ma che la massa tumorale era anche in progressione, facendo bene sperare per una guarigione totale.

E’ questa la storia pubblicata dagli specialisti inglesi di un 81enne colpito da un tumore al polmone, che aveva rifiutato di sottoporsi alle cure mediche tradizionali (come chemio e radioterapia) optando invece per un trattamento più sperimentale a base del cannabinoide non psicoattivo.

I risultati del case report, pubblicati sulla rivista scientifica Sage Open: “indicano che il CBD può aver avuto un ruolo nella risposta straordinaria in un paziente con adenocarcinoma istologicamente provato al polmone, a seguito dell’auto-somministrazione dell’olio di CBD per un mese e in assenza di qualsiasi altro cambiamento identificabile nello stile di vita, farmaci assunti o cambiamento della dieta. Sono necessari ulteriori studi sia in vitro che in vivo per valutare meglio i vari meccanismi di azione del CBD sulle cellule maligne e la sua potenziale applicazione nel trattamento non solo del cancro del polmone ma anche di altri tumori maligni”, dicono gli scienziati.

Sono ormai infatti, diversi anni, che la cannabis viene utilizzata in medicina per combattere i sintomi del cancro. Diversi studi dimostrano che i benefici della cannabis sul paziente sono diversi: riduzione di nausea e vomito da chemioterapia, benefici sul dolore, sul controllo dell’insonnia e dell’ansia, piuttosto che perdita di appetito, che spesso può rivelarsi come  uno dei sintomi più principali e invalidanti sui pazienti che seguono queste terapie antitumorali.

In Italia lo IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia, ha iniziato a somministrare cannabis insieme alle terapie tradizionali e a monitorare le condizioni dei pazienti in cura presso il nosocomio milanese. “Siccome sappiamo che i benefici di questo tipo di trattamento sul paziente sono globali, l’obiettivo è quello di prescrivere la cannabis a tutti i pazienti per cui è possibile farlo in una fase il più precoce possibile. I risultati si vedranno tra qualche anno, ma le premesse sono veramente eccezionali”, dice il dottor Vittorio Guardamagna, direttore dell’Unità di Cure Palliative e Terapia del Dolore dello IEO.

Un altro ambito di applicazione vuole indagare poi sui possibili benefici della cannabis nel combattere direttamente l’insorgenza del tumore di diverso tipo. Studi in vitro ed in vivo, effettuati su cellule e cavie animali, sottolineano le possibili potenzialità dei diversi cannabinoidi nella distruzione delle cellule del cancro di diverso tipo, mettendo in atto quelli che sono i diversi meccanismi ed scongiurando il danneggiamento cellulare delle cellule sane.

Massimo Nabissi, ricercatore dell’Università di Camerino che lavora da anni su questa tematica, spiega, riferendosi al caso del paziente inglese, che “Un case report come questo è attualmente l’unico modo per rafforzare gli studi con i cannabinoidi raccontando il singolo caso clinico: è quello che sto facendo anche io con alcuni medici ed è l’unico modo per dare forza all’effetto sinergico dei cannabinoidi, sperando che qualcuno autorizzi uno studio clinico di portata più vasta”.

Nabissi spiega infatti che: “Sull’adenocarcinoma al polmone, ci sono una trentina di lavori con studi su modelli animali con dei risultati interessanti che mostrano come il CBD sia responsabile della migrazione delle cellule tumorali o riduca la massa tumorale, e la stessa come è avvenuta nei tumori al cervello o su quelli al seno”.

Oltre all’apoptosi, e cioè una forma di morte cellulare programmata delle cellule del cancro, di recente è stato dimostrato che il CBD riesce ad inibire il rilascio di certe strutture delle cellule tumorali, resistenti agli agenti chemioterapici che favoriscono appunto l’insorgenza del cancro.

“Con una mole di lavori preclinici così ampia”, continua Nabissi, “non si capisce perché non vengano autorizzati i primi studi clinici. Bisognerebbe prendere le evidenze interessanti, fare un ultimo lavoro preclinico con dei parametri, in modo che, se i risultati sono buoni, si possa passare alla ricerca clinica con delle linee guida decise a priori”.

L’auspicio per il futuro è ora quello che “si raccolgano i dati dei vari pazienti oncologici che sono trattati con cannabis in Italia e si creino dei clinical report che raccolgano un numero maggiore di pazienti affetti dalla stessa patologia e trattati allo stesso modo, per poi riportare i risultati, in modo da avere un protocollo da seguire”.

Usa, legame tra radiazioni cellulari e cancro nei topi

Pubblicato il 09 Nov 2018 alle 6:50am

Nuovo studio conferma che ci sono prove, anche se “relativamente modeste” che le onde radio originate da alcuni tipi di telefoni cellulari di vecchia generazione, aumentano il rischio di tumore al cervello, almeno nei topi maschi.

Il risultato arriva da una ricerca pubblicata sul National Toxicology Program statunitense, promossa dall’amministrazione Clinton, costata 30 milioni di dollari, e condotta su circa 3.000 roditori.

Si tratta questo del più grande esperimento del genere mai compiuto sino ad ora in tutto il mondo.

“Crediamo che il legame tra le radiazioni delle radio frequenze e i tumori nei topi maschi sia reale”, ha affermato John Bucher, uno degli scienziati che ha lavorato al programma, sottolineando però come non si possono paragonare i livelli di esposizione a cui sono stati sottoposti i topi rispetto a quelli a cui è esposta una persona che usa un telefono. Inoltre lo studio non comprende gli smartphone di ultima generazione.

Aretha Franklin è “gravemente malata”, potrebbe morire da un momento all’altro

Pubblicato il 16 Ago 2018 alle 6:03am

Aretha Franklin, tra le più importanti cantanti di tutti i tempi, è “gravemente malata” e potrebbe morire da un momento all’altro.

A darne notizia è alcuni giorni fa l’Associated Press, che ha parlato con una persona vicina alla famiglia di Franklin a Detroit, notizia cheed è stata poi confermata da un giornalista locale e amico di Franklin, che ha scritto su Twitter di aver ricevuto informazioni dalla famiglia. Non si hanno invece informazioni più precise sulle condizioni di Franklin, per volontà della famiglia.

Franklin, che ha oggi 76 anni, era in cura da tempo dopo essere stata operata nel 2010 per un tumore. Nel 2017 aveva annunciato che avrebbe presto smesso di fare concerti per dedicarsi solo alla registrazione di dischi. Quest’anno aveva dovuto cancellare su ordine dei medici due concerti in programma da molto tempo.

Curcuma, nuovo studio rivela i benefici anche contro il cancro

Pubblicato il 23 Lug 2018 alle 6:10am

Un nuovo studio evidenzia la capacità del principio attivo presente nella curcuma di inibire le cellule tumorali. Una speranza che apre la strada a nuove possibilità di cura nell’ambito dei tumori resistenti alla chemioterapia.

Tale risultato è arrivato grazie agli scienziati della University of California di San Diego School of Medicine, in collaborazione con alcuni ricercatori dell’Università di Pechino e Zhejiang, che hanno scoperto in un recente studio, che attraverso la cristallografia a raggi X, la curcumina, principale componente biologico della curcuma, è in grado di interferirsi con i processi biochimici delle cellule tumorali e di impedirne le proliferazione.

La curcumina, sarebbe dunque un valido alleato contro il cancro, in quanto in grado di colpire e ridurre le cellule del cancro ancora meglio dei farmaci da prescrizione e senza alcun effetto collaterale.

La curcumina infatti si sa da tempo che è praticamente sovrapponibile a quella dei farmaci tipici impiegati per contrastare le infiammazioni, causate da cortisone, ma senza effetti collaterali. In particolare, grazie al fatto che non è gastrolesiva ma addirittura ottima per curare il colon irritabile e l’ulcera duodenale.

Ospedale di Perugia, rimosso tumore su piccolo di sei mesi. Intervento riuscito

Pubblicato il 01 Lug 2018 alle 10:56am

Sta bene, il piccolino di soli sei mesi sottoposto a un delicato intervento chirurgico al rene all’Ospedale di Perugia nell’ultimo, semestre ha fatto registrare un crescente incremento di attività di alta complessità, anche alla luce di questo ultimo intervento eseguito con successo su piccolo paziente di pochi mesi di vita.

Il bimbo è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di una neoplasia surrenalica maligna e proprio nella mattinata di sabato 30 giugno, i sanitari, alla luce del referto istologico, hanno convenuto con il direttore della struttura di Oncoematologia Pediatrica dottor Maurizio Caniglia che il bambino non necessita di ulteriori terapie.

“In occasione della visita di controllo – sottolinea il dottor Precipino – questa nostra decisione è stata comunicata ai genitori che si erano affidati a noi dopo che un esame ecografico, eseguito ad un mese di vita, che aveva posto il sospetto di patologia neoplastica poi confermato dagli opportuni esami diagnostici’.

Il piccolo, è il primogenito di una coppia che risiede in Umbria ed è nato al Santa Maria della Misericordia alla fine di novembre dello scorso anno.

“L’intervento chirurgico è stato radicale ed il bambino si è rialimentato in prima giornata post operatoria ed è stato dimesso dopo soli quattro giorni – ci tiene a precisare il dott. Prestipino – .Ora possiamo condividere con i genitori la gioia di considerare il bambino libero da malattia proprio alla luce di quanto emerso dall’esame istologico”. L’equipe che ha eseguito l’intervento era composta dai Dott. Marco Prestipino, Berardino Melissa e Elisa Magrini,che si sono avvalsi del supporto degli anestesisti, Dott.sse Simonetta Tesoro, Eleonora Natali e Laura Marchesini, e degli infermieri di sala operatoria , Daniela Torrini ed Alberto Calascione.