tumore

Test genomico, economico per tutti. Ecco quando

Pubblicato il 27 Ott 2019 alle 6:48am

Fra una decina di anni ognuno di noi potrà sottoporsi a un test genomico che ci permetterà di sapere in anticipo, se abbiamo ereditato alterazioni genetiche che possono farci ammalare di cancro. (altro…)

Un farmaco ‘jolly’ può curare 29 e più tipologie di tumore

Pubblicato il 30 Set 2019 alle 7:36am

E’ un nuovo farmaco ed è definito ‘jolly’ per le sue caratteristiche essenziali e fondamentali. E’ in grado di curare ben 29 diverse tipologie di tumore, in adulti e bambini, grazie al suo particolare meccanismo d’azione che è in grado non di agire sull’organo malato su cui ha avuto origine la massa tumorale, ma bensì sull’alterazione genica Ntrk che può essere comune alle cellule cancerose di molte neoplasie; ventinove, per l’appunto, quelle ad oggi sono state testate ma che potrebbero esserne molte di più. (altro…)

Test italiano può scovare nel sangue primi segni di tumore

Pubblicato il 28 Set 2019 alle 6:50am

Un test genetico ideato in Italia può riuscire ad individuare con una semplice analisi del sangue un tumore, prima ancora che questo si manifesti. A spiegarlo è un recente studio condotto da un gruppo internazionale di esperti coordinato dai ricercatori di Bioscience Genomics, spin-off partecipato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, pubblicato su Cell Death & Disease.

Lo studio in questione, basato su un algoritmo brevettato da Bioscience usa il sequenziamento del Dna nell’individuazione delle alterazioni genetiche che precedono lo sviluppo del cancro in persone sane e asintomatiche. In questa ricerca analizzati, per un periodo da uno a 10 anni, campioni di sangue raccolti da 114 individui inizialmente tutti sani. “Si tratta di un primo importante passo nella strada verso una rapida applicazione clinica della genomica in oncologia – afferma Giuseppe Novelli, rettore dell’Università “Tor Vergata” e responsabile dello studio -. Ora sappiamo di avere a disposizione una solida tecnologia che permetterà il passaggio dal laboratorio alla pratica”.

Padova, le diagnosticano un tumore. Le fanno fare una biopsia, la chemio ma la diagnosi è sbagliata

Pubblicato il 09 Set 2019 alle 8:09am

Le hanno diagnosticato un tumore diversi anni fa, ma dopo essersi sottoposta alla chemioterapia ha scoperto di essere vittima di una diagnosi errata, di malasanità. E’ ciò che è accaduto a Padova all’ex cantante degli anni Ottanta Marisa Sacchetto. La musicista, divenuta famosa dopo la sua partecipazione a Canzonissima e al Festival di Sanremo, ha denunciato per malasanità la Ulss Euganea. La donna, 65 anni, accusa i medici di averle diagnosticato nel 2015 un tumore inesistente.

Nel 2017 la paziente si era rivolta a un nuovo medico a cui aveva fatto analizzare l’esito di una biopsia fatta all’ospedale di Piove di Sacco. Dalla biopsia consegnata al dottore è emerso che la donna non era stata malata di alcun tumore.

Ora il pubblico ministero Marco Brusegan ha aperto un fascicolo per lesioni gravissime derivanti da colpa medica, senza alcun indagato. L’azienda ospedaliera esprime la propria vicinanza alla donna e massima collaborazione con l’Autorità giudiziaria.

Tumore al pancreas, 15enne inventa test per diagnosticarlo precocemente

Pubblicato il 28 Ago 2019 alle 6:12am

Il tumore al pancreas si manifesta quando alcune cellule, in particolare quelle di tipo duttile, si moltiplicano senza alcun controllo. Vari sono i fattori che lo determinano. Innanzitutto il tabagismo. Nei fumatori è stato infatti rilevato che la possibilità di ammalarsi risulta essere tre volte superiore rispetto ai soggetti che non fumano. Pur non essendo ancora chiare le motivazioni e i dettagli, altri fattori comprendono il diabete di tipo 2 e alcune malattie rare genetiche, come ad esempio la sindrome di von Hippel-Lindau. Cause secondarie che tuttavia non possono essere escluse a priori sono l’assunzione smodata di caffè e di alcool, l’esposizione professionale a solventi di uso industriale o agricolo derivati dal petrolio e l’obesità. Purtroppo il tumore al pancreas in fase precoce non dà segni di alcun tipo.

I sintomi più evidenti si manifestano quando la neoplasia è ormai già estesa. Tra questi si ricordano una perdita di peso e di appetito, l’ittero, un dolore sordo nella parte superiore dell’addome o alla schiena, debolezza estrema, nausea e vomito frequente.

A donare una nuova speranza agli ammalati è Jack Andraka, un brillante quindicenne di Crownsville, nel Maryland (USA) che ha ideato un test per la diagnosi precoce, i risultati ottenuti dai suoi esperimenti in laboratorio, hanno dato un tasso di accuratezza vicino al 100%. L’idea è sorta in seguito alla prematura scomparsa di un suo amico. Facendo alcune ricerche Andraka si è reso conto che i metodi di rilevazione di questa neoplasia sono vetusti e costosi. Il primo passo del ragazzo, dunque, è stato quello di isolare una molecola come biomarcatore del tumore che si può individuare durante gli esordi della malattia. In un secondo momento ha trovato degli anticorpi sensibili a questa proteina e poi li ha legati tra di loro con una rete di nanotubi. A questo punto Andraka ha inviato la sua tesi a 200 ricercatori e tra questi, il direttore di un laboratorio della John Hopkins School of Medicine, gli ha dato l’ok. Il giovane è riuscito a creare, un dispositivo piccolissimo. Una sonda con astina di livello con carta da filtro che, se usata con uno strumento per misurare la resistenza elettrica, è in grado di rilevare precocemente il cancro.

Addio a Nadia Toffa, morta a 40 anni dopo una dura battaglia contro il cancro

Pubblicato il 13 Ago 2019 alle 11:14am

Nadia Toffa, volto noto della televisione, conduttrice de Le Iene, è morta oggi all’età di 40 anni dopo una lunga malattia, battaglia contro il cancro. Lo annuncia la redazione de Le Iene con un commovente post su Facebook: “Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi”.

In seguito ad un malore avvenuto a dicembre 2017, Nadia era stata operata di urgenza. Poi aveva fatto la chemioterapia e la radioterapia. Sembrava tutto finito, ma a marzo durante un controllo, è arrivata la brutta notizia. Il cancro era tornato e l’hanno dovuta operare di nuovo. Lo raccontava proprio lei, da Silvia Toffanin, nel salotto di Verissimo ad ottobre scorso.

Da allora la “Iena” ha cominciato imperterrita la sua battaglia contro il tumore, a suon di cicli di radioterapia e chemioterapia. La perdita dei capelli, gli haters, che criticavano la sua “eccessiva” esposizione social, e poi le ricadute, la stanchezza, il dimagrimento sotto gli occhi di tutti… Nulla sembrava poterla fermare o toglierle il sorriso, quello che mostrava ogni volta giorno, nei suoi post pieni di speranza, con i quali teneva costantemente aggiornati i suoi follower, diventando così, per molti malati come lei, un simbolo di forza e di speranza.

Fino agli ultimi suoi post su Instagram che risalgono ai primi di luglio, giorno del suo 40esimo compleanno, prima del peggioramento della malattia. Ad accompagnarlo, come sempre, uno scatto in cui sorride, accanto al suo cagnolino Totò. “Io e Totò unite contro l’afa ! E dalle vostre parti come va? Vi bacio tutti tutti tutti”.

Tumore colon retto, in aumento tra i giovani

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 6:49am

Una aumentata incidenza del tumore del colon retto è presente nei giovani. A lanciare l’allarme è la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige), sulla base dei risultati ottenuti da uno studio statunitense effettuato su circa 500 mila uomini e donne che dimostra, come accanto ad una riduzione dell’incidenza del cancro del colon-retto nei soggetti di età pari o superiore ai 55 anni (merito dei programmi di screening), si registri anche un aumento di questo tumore al di sotto dei 50 anni con un picco di aumento soprattutto nella fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni.

“Risultati analoghi – riferisce la Sige – sono emersi da uno studio condotto in 20 paesi europei tra 188 mila giovani adulti, che dimostra un aumento dell’incidenza del cancro del colon retto nella fascia tra i 20 e i 39 anni. Conferme arrivano anche dal nostro paese: uno studio condotto di recente a Milano dimostra un aumento dell’incidenza di questa forma tumorale nei soggetti al di sotto dei 50 anni nel periodo compreso tra il 1999 e il 2015”.

In Italia l’implementazione degli esami di screening per il cancro del colon-retto ha dimostrato di essere in grado di ridurre l’incidenza e la mortalità nelle popolazioni screenate, quelle di età compresa tra i 50 e i 69 anni. “Ma non è il caso di cantare vittoria – afferma Luigi Ricciardiello, professore associato di Gastroenterologia dell’Università di Bologna, Chairman del Research Committee, United European Gastroenterology – e il tumore del colon retto resta, uno, dei grandi big killer. Infatti, secondo i dati raccolti da Aiom-Airtum nel 2018 nel nostro Paese sono circa 28.800 i nuovi casi di colon retto negli uomini e 22.500 nelle donne”.

Tra le possibili cause della comparsa di questa forma tumorale in età sempre più giovane sono stati invocati uno stile di vita errato, l’aumento di prevalenza dell’obesità giovanile e un elevato consumo di carni rosse. Un’indagine realizzata in Italia nel 2016 da “OKkio alla salute” (“Sistema di Sorveglianza nazionale sullo stato ponderale e i comportamenti a rischio nei bambini” dell’Istituto Superiore di Sanità) tra i bambini di 8-9 anni, ha registrato una prevalenza di sovrappeso e obesità più elevata al Centro-Sud.

La media italiana rivela che il 21,3 per cento dei bambini è in sovrappeso, il 7,2 per cento obeso e l’1,2 per cento affetto da obesità grave. “Alla luce di questi dati epidemiologici relativi all’obesità in età infantile e ‘precoce’ adolescenziale e nasce da un possibile legame causale tra obesità e carcinoma del colon retto al di sotto dei 50 anni di età è fondamentale puntare dunque su programmi di prevenzione dell’obesità mirati ai giovani e ai giovanissimi”, dice la Sige.

Secondo il presidente della Sige Domenico Alvaro “a scendere in campo per queste iniziative devono essere non solo le società scientifiche ma anche le scuole, dove sono diventanti improcrastinabili programmi educazionali volti ad insegnare ai nostri bambini ed adolescenti i corretti stili di vita oltre che le nozioni basilari di come si possono prevenire malattie ad alto impatto sociale”.

Tumore del colon retto, solo il 40% degli italiani fa il test di prevenzione

Pubblicato il 27 Giu 2019 alle 7:39am

Solo il 40% degli italiani esegue lo screening per prevenire il tumore al colon retto. Secondo tumore, più frequente in assoluto, nella popolazione italiana, dopo il cancro al seno. Ma ciò nonostante si fa ancora molto poco per prevenirlo e diagnosticarlo. Anche se la mortalità per questa neoplasia si aggira intorno al 20%.

Da qui allora, la necessità di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione. A sottolinearlo sono gli oncologi in occasione che si è tenuto alcuni giorni fa in Senato al quale ha preso parte anche il presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, Pierpaolo Sileri.

In Italia, ogni anno, più di 10mila pazienti scoprono di essere colpiti da tumore del colon-retto già in fase avanzata.

La chemioterapia, in questo stadio, spiegano ancora gli specialisti, rappresenta la prima opzione. Il 64% dei pazienti colpiti da tumore del colon-retto ha paura di ammalarsi mentre il 37% è consapevole che questa arma sia sufficiente anche nella malattia avanzata. Ma vi è un grande interesse per l’innovazione nella lotta contro il cancro: il 76% infatti è convinto che le terapie orali possano facilitare l’adesione ai trattamenti. Opinione condivisa anche dal 72% degli oncologi, che affermano in maggioranza (63%) che questa modalità di assunzione possa migliorare la qualità di vita dei malati.

I principali risultati di due sondaggi condotti su circa 200 pazienti con cancro del colon-retto e più di 250 oncologi, sono stati presentati all’incontro. I due sondaggi in questione sono parte di un progetto promosso da Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e realizzato con il contributo non condizionante di Servier, che include un opuscolo informativo destinato ai pazienti e distribuito in tutte le Oncologie ospedaliere e una sezione dedicata nel sito di Fondazione Aiom.

Tumori: scoperta l’allerta silenziosa

Pubblicato il 14 Giu 2019 alle 6:00am

I tumori hanno una valida alleata, si tratterebbe di una proteina che li aiuterebbe a nutrirsi e che potrebbe diventare un nuovo bersaglio per affamarli, bloccando così la crescita dei vasi sanguigni che li nutrono.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Biochimica et Biophysica Acta – Molecular Basis of Disease, arriva dal gruppo di ricerca italiano dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa guidato dalla biologa molecolare Debora Angeloni, e riguarda i tumori più comuni nell’uomo, ovvero quelli di natura solida.

La proteina in questione, chiamata Mical2, risvegliandosi ogni qualvolta che le cellule malate liberano il segnale che, come una calamita, attirerebbe in modo inesorabile le cellule del tessuto che fodera i vasi sanguigni, chiamato endotelio; azione questa, che dicono i ricercatori con a capo la biologa Angeloni, sarebbe in grado di deformare i vasi sanguigni, allungandoli fino a catturarli per nutrire il tumore.

“Bloccare l’azione della proteina Mical2 significa bloccare lo sviluppo dei vasi sanguigni che portano alle cellule tumorali ossigeno e nutrienti”, rivela Angeloni all’ANSA. “C’è ancora molto da lavorare, ma la strada è quella giusta, abbiamo aperto una nuova prospettiva”.

Cancro, la causa è nell’ambiente

Pubblicato il 22 Mag 2019 alle 6:30am

“Non ci si ammala di cancro per caso o sfortuna”. A confermarlo un nuovo studio scientifico, condotto da ricercatori italiani e pubblicato su Nature Genetics, che mostra come sia possibile rintracciare le cause della malattia nell’ambiente e nelle traslocazioni cromosomiche. (altro…)