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Coronavirus, perché Tac e Rx non servono

Pubblicato il 26 Mar 2020 alle 7:23am

L’unico modo per diagnosticare un’infezione da Covid-19 è il tampone. Tac e radiografie non riescono a distinguere una polmonite causata dal Sars-Cov-2 e quella causata da altri virus. A precisarlo è la Società italiana di Radiologia Medica e Interventistica, che ricorda come i software che pretendono di trovare l’infezione analizzando i referti non sono in realtà mai stati validati.

“In questi giorni siamo subissati di richieste di persone che vogliono fare la Tac per sapere se hanno il Covid-19, ma dobbiamo fare chiarezza su queste che sono vere e proprie fake news – racconta il presidente Sirm Roberto Grassi -. Quello che questi esami vedono è una polmonite interstiziale, ma non sono in grado di distinguere tra quelle causate dal coronavirus o da altri agenti come la clamidia o il micoplasma, perché non c’è nessuna differenza. I metodi che pretendono di fare la diagnosi con l’intelligenza artificiale non hanno nessuna validazione, e nessuno studio serio è stato condotto su queste tecniche. Per riconoscere una polmonite interstiziale è sufficiente uno studente, mentre, lo ripeto, distinguerne la causa non è possibile, è solo il tampone che può individuare un positivo. Con uno screening fatto con la Tac si rischierebbe di dare false sicurezze a una persona, che magari non ha la polmonite ma è in realtà infetta, come accade nella maggior parte dei casi”.

Tac e radiografie per lo screening potrebbero addirittura aumentare i contagi. “Tac e radiografie vanno usate su pazienti che sono già ospedalizzati, per dare informazioni in più al medico – sottolinea Grassi -. Ora l’unica cosa da fare è stare a casa, e solo se si ha un’insufficienza respiratoria andare in ospedale, altrimenti si rischia solo di contagiare altre persone inutilmente, o se si è negativi magari contrarre lì l’infezione”.

Coronavirus in Italia: bisogna indossare le mascherine? La risposta di un esperto

Pubblicato il 23 Feb 2020 alle 7:45am

Con l’aumento della diffusione del Coronavirus nel mondo e in Italia, dove nelle ultime ore sono resi noti i focolai in Lombardia e Veneto, e stanno emergendo casi anche in altre regioni, viene da chiederci se sia il caso o no di indossare la mascherina chirurgica utilizzata in Cina e in molti altri Paesi come risposta personale alla diffusione del SARS-CoV-2.  (altro…)

Cina, donna positiva al coronavirus dà alla luce una bambina

Pubblicato il 04 Feb 2020 alle 7:14am

Una bimba e’ nata il 30 gennaio in un ospedale in Cina da una donna incinta infettata dal nuovo coronavirus. Mamma e bimba sono in condizioni stabili, e la piccola non è risultata positiva al virus. (altro…)

In 16 anni i virus più pericolosi in grado di colpire l’uomo

Pubblicato il 25 Gen 2020 alle 6:01am

In sedici anni sono cinque i virus che hanno fatto il “salto di specie”, passando dalla specie animale a quella umana. E poi da uomo a uomo. Di questi virus, tre appartengono alla famiglia dei coronavirus, la stessa da cui viene identificato il virus “2019-nCoV”, che ha cominciato a diffondersi in Cina a Wuhan. Secondo gli esperti, infatti, ciò sarebbe da attribuire a “fenomeni legati anche ai cambiamenti dell’ecosistema”.

Risalirebbe al 2003 la mutazione del virus della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome), che era stato trasmesso dai pipistrelli agli zibetti e poi all’uomo. Sei anni dopo, nel 2009, è stata la volta del virus dell’influenza A H1N1 trasmesso dagli uccelli ai suini e da questi all’uomo: un vero e proprio collage con elementi di tre specie che ha generato il quarto virus pandemico dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell’Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.

Nel 2012 era stata la volta della Mers (Middle East Respiratory Syndrome), un altro coronavirus che dai pipistrelli viene trasmesso ai cammelli e poi all’uomo. Nel 2014 si è parlato invece del virus della febbre emorragica di Ebola indicato con la sigla 2019-nCoV, passando dai pipistrelli ad un serbatoio animale ancora non chiaramente identificato e che da lì sarebbe conseguentemente mutato in modo da adattarsi all’organismo umano.

Nel frattempo l’aumento dei casi di polmonite legata a coronavirus ha portato la Cina a intensificare il monitoraggio, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive respiratorie. La città di Wuhan, dove è stato identificato il primo caso di nuova infezione da coronavirus (2019-nCoV), ha confermato un terzo decesso il 18 gennaio. Secondo una nota diffusa alle prime ore di ieri delle autorità sanitarie locali, negli ultimi due giorni sono stati segnalati nuovi casi, pari a 136. Tra i nuovi pazienti infetti a Wuhan, 66 sono maschi e 70 femmine, con un’età compresa tra i 25 e gli 89 anni, di cui 36 in condizioni gravi o critiche o deceduti.

Questi pazienti prima del 18 gennaio hanno mostrato sintomi come febbre, tosse, fastidio al torace o dispnea. Le autorità sanitarie locali hanno dichiarato che sono stati segnalati tre nuovi casi di polmonite legati al coronavirus, due a Pechino e uno a Shenzhen. Si tratta della prima volta che il virus e’ stato identificato in Cina al di fuori di Wuhan. Tutti e tre i pazienti si erano recati a Wuhan di recente.

“Consultate il medico e vaccinatevi contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio. Valutate l’opportunità di rimandare viaggi non necessari”. Questi i consigli che arrivano per i viaggiatori diretti alla città cinese di Wuhan, da parte del ministero della Salute italiano negli aeroporti.

Sla, un virus in grado di silenziare gene e bloccare degenerazione

Pubblicato il 26 Dic 2019 alle 6:35am

Arrivano nuovi risultati sul fronte della lotta alla Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Su ‘Nature Medicine’, infatti, un team di ricerca internazionale, guidato dalla University of California San Diego School of Medicine descrive un nuovo metodo che prevede l’uso di un vettore virale con la ‘missione’ di silenziare alcuni geni, con conseguente soppressione a lungo termine del cosiddetto ‘disturbo degenerativo dei motoneuroni’, se il trattamento avviene prima dell’insorgenza della malattia. Mentre si è notato il blocco della progressione della Sla, se la terapia viene avviata quando i sintomi sono già comparsi.

Esistono due tipi di Sla: quella sporadica e quella familiare. La prima è la forma più comune, rappresentando dal 90 al 95% di tutti i casi. Può interessare chiunque. La Sla familiare colpisce invece il 5-10% di tutti i pazienti e viene ereditata. Precedenti studi hanno dimostrato che almeno 200 mutazioni di un gene chiamato Sod1 sono collegate alla Sla. Il nuovo approccio prevede l’iniezione di shRNA – una molecola di Rna artificiale in grado di silenziare o spegnere un gene bersaglio – che viene trasportato verso le cellule grazie a un innocuo adenovirus. Nello studio, singole iniezioni del virus che trasporta shRNA sono state effettuate in due siti nel midollo spinale di topi adulti che esprimevano una mutazione del gene Sod1, appena prima dell’insorgenza della malattia o quando gli animali avevano iniziato a mostrare i sintomi.

Basta infatti una singola iniezione a livello della membrana più interna che avvolge il cervello e il midollo spinale per mitigare la neurodegenerazione nei topi pre-sintomatici, che mostrano una normale funzione neurologica senza malattia rilevabile. Nei topi adulti che già presentano sintomi simili alla Sla, l’iniezione ha comunque bloccato l’ulteriore progressione della malattia e la degenerazione dei motoneuroni.

Come proteggersi dall’influenza, la campagna di prevenzione

Pubblicato il 12 Nov 2019 alle 6:09am

Fare il vaccino, non assumere antibiotici e lavarsi bene le mani: sono le tre principali raccomandazioni che arrivano dal Ministero della salute, per proteggersi e proteggere gli altri dall’influenza.

Sul portale istituzionale, anche un video e una sezione aggiornata con le domande più frequenti sull’influenza, che ogni anno colpisce in media quasi un italiano su 10.

Le sindromi simil-influenzali, spiega il Ministero, “colpiscono ogni anno il 9% della popolazione italiana, con un minimo del 4%, osservato nella stagione 2005-06, e un massimo del 15%, registrato nella stagione 2017-18 (Fonte FluNews Italia)”. Inoltre, “in Italia l’influenza è una delle 10 principali cause di morte”.

La misura più efficace per prevenirla, sia per il singolo sia per la collettività, è la vaccinazione, che è raccomandata e gratuita per le fasce della popolazione più a rischio, ma anche per tutti i cittadini che possono decidere di fare acquistando il vaccino antifluenzale in farmacia. Ci sono poi alcune norme da rispettare per proteggersi e proteggere: utilizzare un fazzoletto per limitare la diffusione dei batteri quando si starnutisce o tossisce, arieggiare spesso gli ambienti dove si soggiorna, non mettere le mani sporche a contatto con naso, occhi e bocca, e lavare di frequente e in modo accurato le mani, restare a casa se si è ammalati per evitare di trasmettere agli altri il virus, ma anche evitare di essere contagiati da altri batteri che possono creare una sovrainfezione. Infine, se si viene colpiti, ricorda il Ministero, è bene evitare di assumere antibiotici che hanno effetto solo sui batteri mentre l’influenza è causata da virus.

Morbillo, colpisce due volte, annullando la memoria immunitaria

Pubblicato il 06 Nov 2019 alle 6:04am

Il virus del morbillo resetta il nostro sistema immunitario: cancella infatti, dicono i ricercatori, la memoria spazzando via fino al 73% degli anticorpi che ci difendono da altre malattie come influenza, herpes e polmoniti. Questa ‘amnesia immunitaria’, che può durare anche mesi, è stata documentata per la prima volta in un gruppo di 77 bambini olandesi non vaccinati, al centro di due studi internazionali pubblicati sulle riviste Science e Science Immunology.

Come sottolineano gli stessi ricercatori, i risultati dimostrano che “il morbillo è più pericoloso di quanto immaginiamo” e che “il vaccino ha benefici addirittura superiori all’atteso”, dal momento che può proteggere anche da infezioni secondarie alla malattia. Proprio la vaccinazione ha abbattuto dell’80% i casi di morbillo nel mondo tra il 2000 e il 2017 salvando 2,1 milioni di vite, ma a causa delle più recenti campagne no-vax la tendenza si è invertita, tanto che il numero dei casi dal 2018 a oggi è aumentato del 300%.

Ostriche, una su tre contaminata

Pubblicato il 06 Ago 2019 alle 6:37am

L’Efsa, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare è giunta a delle conclusioni anche molto preoccupanti dopo aver attuato un controllo su un campione di oltre 2.000 ostriche. In un caso su tre, subito dopo la raccolta, è emerso che le ostriche possono essere contaminate da norovirus, un virus responsabile di intossicazioni alimentari, anche gravi.

I campioni analizzati – come riporta ilfattoalimentare.it – sono stati raccolti in tutto il continente europeo, sia nelle aree di produzione che nei punti di vendita. Questi sono poi stati sottoposti a test genetici, per stimare la presenza del genoma virale. Il virus è stato dunque trovato nel 34,5% delle ostriche prelevate presso i siti di produzione, e nel 10,8% dei frutti di mare in commercio. In entrambi i casi, i picchi di contaminazione sono stati riscontrati tra novembre e aprile. Il livello medio è stato di 337 copie di materiale genetico per grammo (cpg) nelle zone di produzione, e di molto inferiore in quelle di commercializzazione. Inoltre, la metà circa delle ostriche, aveva una media di 200 cpg, mentre le percentuali di quelle con valori superiori a 500, indice considerato ad alto rischio di infezioni e di epidemie, sono state rispettivamente di 8,71% e 1,17%.

I risultati di questa indagine suggeriscono ora che per le ostriche debba essere necessario introdurre un nuovo parametro di valutazione e controllo.

Candida auris, fungo resistente al caldo causato dal riscaldamento globale

Pubblicato il 31 Lug 2019 alle 7:25am

Con buona probabilità i cambiamenti climatici hanno facilitato la diffusione di un fungo altamente patogeno e resistente ai farmaci, la Candida auris, su cui oggi, ultimo in ordine di tempo, è stato il Canada a lanciare l’allarme. A studiare il comportamento di questo fungo, sono stati gli esperti con a capo Arturo Casadevall della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora (Usa), che hanno pubblicato una ricerca sulla prestigiosa rivista ‘mBio’. (altro…)

West Nile: primo caso nel padovano, i consigli per come evitare il contagio

Pubblicato il 21 Lug 2019 alle 7:21am

Il primo infetto da West Nile della stagione estiva 2019 è un anziano ottantenne di Maserà, già affetto da varie patologie. (altro…)