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Hiv, notizie incoraggianti grazie al trattamento antiretrovirale

Pubblicato il 05 Mag 2019 alle 7:43am

Grazie alle nuove terapie, la malattia dell’Hiv che da quasi quaranta anni ha cambiato i costumi e gli stili di vita delle persone di tutto il mondo, a quanto pare non si trasmetterebbe più per via sessuale. A dimostralo un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica “Lancet”, secondo il quale sarebbe ormai possibile bloccare l’epidemia in corso nel mondo trattando tutti i pazienti con un trattamento antiretrovirale.

L’analisi, condotta dall’University College di Londra, si è concentrata sui rapporti tra uomini. I ricercatori britannici hanno seguito circa mille coppie gay in cui uno dei partner era sieropositivo e in trattamento e l’altro sieronegativo per circa sette anni. Nel periodo considerato sono stati riportati i dati dei soggetti esaminati, quasi ottantamila rapporti sessuali non protetti, e non si è verificato nessun contagio, con 15 persone che si sono infettate ma per rapporti esterni alla coppia.

«I nostri risultati – affermano gli autori -, danno la prova conclusiva che il rischio di trasmissione tramite rapporto sessuale quando la carica virale è soppressa è effettivamente zero. Questo potente messaggio può aiutare a far terminare la pandemia prevenendo la trasmissione dell’Hiv e combattendo lo stigma e la discriminazione che molte persone con Hiv devono affrontare».

La sfida che la comunità scientifica ha di fronte però è quella di diffondere le terapie adeguate in tutto il mondo: attualmente nel pianeta ci sono 40 milioni di persone affette da Aids, ma i malati che ricevono un trattamento antiretrovirale sono solo 22 milioni.

Che cos’è il Candida auris? Un fungo resistente agli antibiotici che uccide in 3 mesi

Pubblicato il 10 Apr 2019 alle 11:07am

E’ una forma di Candida che non si riesce a curare e che sta prolificando nel mondo e può uccidere in soli tre mesi. E’ resistente agli antibiotici…si tratta della Candida auris, si conosce da appena 10 anni ma spaventa molto più di tante altre malattie gli esperti. Il fungo per ora sembra essere molto pericoloso per le persone immunodepresse o con un sistema immunitario compromesso.

Il contagio avviene molto facilmente, soprattutto negli ambienti in cui sono presenti persone infette, tanto che il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) l’ha aggiunta alla lista di germi considerati minacce impellenti”.

Il New York Times riporta un caso molto impressionante che rende l’idea della pericolosità di questa Candida. Di un paziente che fu ricoverato all’ospedale Mount Sinai di New York, e messo dai medici in isolamento in una stanza nel reparto di terapia intensiva. Dopo 90 giorni l’uomo morì e nella stanza fu necessario cambiare il soffitto e il pavimento perché la resistenza del fungo era tale che qualunque trattamento era stato vano. Ogni parte della stanza era risultata positiva al test e per scongiurare la possibilità di contagio si era deciso per una procedura straordinaria.

La Candida auris è un fungo che può causare infezioni pericolose nelle persone se raggiunge il sangue in circolo nel corpo. Causa febbre, dolori muscolari e affaticamento, sintomi facilmente confondibili con altre malattie, per questo è difficile diagnosticarla. La pericolosità non è tanto nella sintomatologia, ma nel fatto che è resistente alla maggior parte dei farmaci contro le infezioni di funghi: secondo il CDC, più del 90 per cento delle infezioni da C. auris resistono ad almeno uno di questi farmaci. Pericolosa per neonati, anziani, diabetici e persone con basse difese immunitarie, ha già ucciso in 90 giorni la metà dei pazienti che sono stati contagiati.

Per ora il maggior numero di casi è stato registrato in Giappone, dove si è sviluppata, ma si riportano casi in India, Pakistan e Sudafrica. Negli Stati Uniti ci sono stati 587 pazienti malati, mentre in Europa 620, distribuiti tra Austria, Francia, Germania, Norvegia, Regno Unito e Spagna. Proprio in queste due ultime nazioni pare ci sia stata la anche la maggiore parte di concentrazione di casi di contagio.

Sempre più vicini ai batteri su misura

Pubblicato il 02 Apr 2019 alle 7:42am

Siamo sempre più vicini ai batteri su misura. (altro…)

Mezzi pubblici e scarsa igiene: giovani spaventati da infezioni e verruche

Pubblicato il 27 Feb 2019 alle 2:41pm

I mezzi pubblici sono considerati mezzi di trasporto veicolari di batteri e virus. Questo è quanto pensano molti ricercatori e anche giovani italiani, che hanno paura di prendersi infezioni, verruche e micosi. (altro…)

Genova, virus intestinale uccide i cani, proprietari in allarme

Pubblicato il 25 Gen 2019 alle 6:27am

Grande allerta a Genova per i proprietari di cani soprattutto se cuccioli. (altro…)

Bambini paralizzati in pochi giorni: si cerca di identificare virus misterioso

Pubblicato il 15 Ott 2018 alle 6:15am

Sono già 5 i casi registrati in pochissimi giorni. Un misterioso virus provoca la paralisi degli arti nei più piccolini. Fino a oggi ha colpito già bambini al di sotto dei 6 anni e i medici stanno cercando di capire cosa lo abbia provocato.

L’emergenza è scattata e si teme possano susseguirsi altri episodi. I sintomi sono quelli della poliomelite, difficoltà respiratoria e debolezza. Ma all’improvviso, in ospedale, le piccole vittime hanno iniziato a subire anche una paralisi delle braccia e delle gambe.

Truffa on line in corso, la Polizia Postale avverte: “Attenti alle email con il ricatto per i siti porno, cambiate la password”

Pubblicato il 20 Set 2018 alle 10:15am

La Polizia Postale lancia una vera e propria allerta, secondo la quale è in corso una massiccia attività di invio indiscriminato di messaggi di posta elettronica (spamming) a scopo di estorsione, attraverso email in cui gli utenti vengono informati dell’hackeraggio del proprio account di posta elettronica a opera di un gruppo internazionale di criminali.

Tale email comunica che l’account è stato hackerato attraverso l´inoculamento di un virus mentre venivano visitati siti per adulti; da qui parte la minaccia di divulgare a tutti il tipo di sito visitato e la richiesta di denaro in cripto-valuta.

«Attenzione – avverte la Polizia Postale – Nulla di tutto ciò è reale: rappresenta un’invenzione dell’autore del reato, elaborata per spaventarci e indurci a pagare la somma illecita: è tecnicamente impossibile, infatti, che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta elettronica, abbia potuto, per ciò solo, installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando i nostri dati».

La Polizia Postale raccomanda inoltre di mantenere la calma poiché il criminale non dispone in realtà di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti; di non pagare assolutamente alcun riscatto poiché l’esperienza maturata in casi precedenti (come #sextortion e #ransomware) dimostra che, anche quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina un accanimento estorsivo, volto ad ottenere altro denaro.

La Polizia consiglia dunque di proteggere adeguatamente la nostra email (e in generale i nostri account virtuali): cambiare la password, se non si è già provveduto a farlo, impostando password complesse; non utilizzare mai la stessa password per più profili; abilitare, ove possibile, meccanismi di autenticazione «forte» ai nostri spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare. E, ancora, di tenere presente che l’inoculazione (quella vera) di virus informatici capaci di assumere il controllo dei nostri dispositivi può avvenire soltanto se i criminali informatici hanno avuto disponibilità materiale dei dispositivi stessi, oppure qualora siano riusciti a consumare, ai nostri danni, episodi di phishing informatico. È buona norma quindi non lasciare mai i nostri dispositivi incustoditi (e non protetti) e guardarsi dal cliccare su link o allegati di posta elettronica sospetti.

Uomo contagiato dal vaiolo delle scimmie, prima volta in Europa. Non esiste ancora un vaccino

Pubblicato il 12 Set 2018 alle 6:35am

E’ allarme in Gran Bretagna per il primo caso di vaiolo delle scimmie, molto simile al vaiolo umano, in un paziente proveniente dalla Nigeria. Si tratta, come riferiscono media britannici, del primo caso in Europa. La malattia rara di origine virale sarebbe stata riscontrata sabato scorso in un ufficiale della Marina nigeriana di stanza presso una base navale in Cornovaglia. Gli esperti di Public Health England ritengono che l’uomo abbia contratto il virus in Nigeria, dove la malattia è endemica, prima di intraprendere il suo viaggio per la Gran Bretagna il 2 settembre scorso. L’uomo è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive del Royal Free Hospital di Londra, dove sono state messe in atto severe procedure di isolamento.

Come si manifesta? Secondo quanto riferisce l’Independent, il vaiolo delle scimmie non si trasmette facilmente. La maggior parte dei pazienti si riprende in poche settimane, ma in alcuni casi può manifestarsi in modo molto grave. I sintomi iniziali compaiono circa 12 giorni dopo l’esposizione di contagio con malessere generale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, linfonodi ingrossati e spossatezza. In un secondo tempo si manifesta un rush cutaneo, con bolle che compaiono prima sul viso e poi sul resto del corpo. Le autorità sanitarie stanno rintracciando le persone che erano sul volo con lui, circa 50 e i suoi familiari.

Il tasso di mortalità è di gran lunga inferiore al ‘classico’ vaiolo: i casi variano dall’1 al 10%, la maggior parte delle persone riescono a guarire, ma in alcuni casi il vaiolo delle scimmie può anche uccidere. Ad oggi non esiste ancora un vaccino per debellarla.

Estate, trojan più diffusi per rubare dati bancari

Pubblicato il 22 Lug 2018 alle 10:54am

Dorkbot è un trojan, ovvero un virus in grado di rubare informazioni bancarie. Che ha colpito il 7% delle aziende di tutto il mondo. A rivelarlo è una società di sicurezza Check Point che sottolinea l’esplosione di virus di questo tipo, negli ultimi mesi, ma anche nel nostro paese.

“Abbiamo registrato un’ondata di attacchi che utilizzano i trojan bancari anche nella scorsa estate. Probabilmente, in questo periodo, i criminali informatici prendono di mira i turisti, meno attenti in vacanza alle misure di sicurezza, che potenzialmente accedono all’home banking attraverso dispositivi condivisi e connessioni meno sicure”, a commentarlo è Maya Horowitz, manager della società. Oltre a Dorkbot ci sarebbero anche i trojan Emotet (rubano le credenziali dei conti bancari delle vittime e utilizzano la macchina infetta per diffondersi) e Ramnit che ruba credenziali bancarie e password dei server Ftp, che trasferiscono file ai computer.

Dorkbot e Ramnit sono rispettivamente al settimo e al decimo posto, in Italia, della classifica dei virus più diffusi compilata a giugno da Check Point. Al primo posto c’è infatti il già noto Coinhive, un virus che genera criptovalute all’insaputa degli utenti e che ha avuto un impatto su oltre il 17% delle imprese locali.

Virus West Nile, diffuso in Veneto

Pubblicato il 04 Lug 2018 alle 7:49am

Dopo la scoperta del primo caso di infezione da virus West Nile in Veneto, la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto ha diramato informazioni utili rispetto al ripresentarsi del virus, trasmesso attraverso la zanzara Culex.

«Conosciamo bene questa realtà – ha dichiarato in una nota l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – e anche quest’anno, dal primo giugno abbiamo attivato un capillare sistema di sorveglianza, abbinato ad azioni di contrasto il più incisive possibile. Il contagio umano nella forma neuro-invasiva – aggiunge l’Assessore – non è fortunatamente frequente ma, quando si presenta, il sistema sanitario, già allertato, è in grado di riconoscere prontamente la malattia ed erogare cure efficaci, quando un paziente si presenta con determinati sintomi di interessamento neurologico».

Nel 20% dei casi presentano sintomi di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee. Tra i consigli efficaci troviamo quello di svuotare giornalmente i contenitori di uso comune con presenza di acqua, coprire ermeticamente (anche attraverso reti a maglie strette) i contenitori d’acqua inamovibili (bidoni, cisterne). Per evitare la puntura di zanzara negli ambienti in cui non sia disponibile la climatizzazione che è fortemente consigliata con l’applicazione a porte e finestre di zanzariere a maglie strette, oltre all’utilizzo di dispositivi elettro emanatori insetticidi liquidi o a piastrine.

All’aperto, per la protezione individuale dalle punture di zanzare è consigliabile indossare indumenti di colore chiaro, il più possibile coprenti (maniche lunghe e pantaloni lunghi). Un sufficiente livello di protezione inoltre è assicurato grazie all’utilizzo di repellenti.