luglio, 2019

Oms, sigarette elettroniche indubbiamente pericolose

Pubblicato il 29 Lug 2019 alle 8:57am

Le sigarette elettroniche sono «indubbiamente dannose» e vanno regolamentate: ad affermarlo è l’Organizzazione mondiale della Sanità che ha messo in guardia i fumatori che vi ricorrono per smettere di fumare, credendo erroneamente che non siano non nocive non quanto quelle tradizionali. (altro…)

Peperoncino, uno studio afferma che spappoli il cervello

Pubblicato il 29 Lug 2019 alle 7:01am

Da uno studio condotto da Zumin Shi, associato presso il College of Health Sciences dell’Università del Qatar, che ha analizzato 4.582 adulti cinesi di età pari o superiore a 55 anni tra il 1991 e il 2006, si apprende che un declino cognitivo più rapido avviene in coloro che hanno costantemente mangiato più di 50 grammi al giorno di peperoncino.

Ming Li, uno degli autori dello studio e docente all’Università dell’Australia meridionale, spiega, pertanto che: “Il consumo di peperoncino era risultato benefico per il peso corporeo e la pressione sanguigna nei nostri studi precedenti. Tuttavia, in questo studio, abbiamo riscontrato effetti negativi sulla cognizione tra gli adulti più anziani”. Il pericolo-demenza secondo il noto ricercatore, deriverebbe dalla capsaicina, componente attivo che, secondo quanto emerso anche da studi passati, sembra che acceleri il metabolismo, la perdita di grasso e inibisca i disturbi vascolari.

Secondo i ricercatori, infatti, tutte quelle persone che presentano un peso corporeo nella norma possono essere più sensibili nel mangiare peperoncino rispetto alle persone in sovrappeso, quindi la loro memoria e il loro peso subiscono un impatto maggiore. In tutto il mondo, sottolineano gli autori dello studio, ci sono circa 50 milioni di persone colpite da demenza.

Come comportarsi per morsi di vipere, zecche, zanzare

Pubblicato il 29 Lug 2019 alle 6:40am

Sia in Italia che all’estero in estate possiamo avere vari incontri ravvicinati con ragni, zecche, zanzare, pulci, cimici, imenotteri, passando anche per meduse e tracine, fino ad arrivare alle tanto temute vipere. Le punture di animali ed insetti sono sempre più frequenti e, se non curati correttamente, possono causare seri problemi e rischi per salute umana. Vediamo quali sono.

Dall’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid), arrivano infatti delle precise indicazioni, raccomandazioni: “Eruzioni cutanee, reazioni allergiche, e manifestazioni neurologiche come meningoencefaliti sono tutte gravi complicanze che possono presentarsi a seguito di punture di insetti o morsi di animali – dice Susanna Esposito, presidente Waidid e ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia – In ciascun caso, la prima cosa da fare è quella di mantenere la calma: l’agitazione, infatti, accelera il battito cardiaco contribuendo a una dispersione più veloce del veleno dell’animale in questione. Se non si è correttamente informati, dunque, evitare manovre da ‘manuale di sopravvivenza’ e consultare il medico. Che deve essere immediatamente contattato nel caso in cui vi siano manifestazioni respiratorie o calo pressorio. In questi casi, un intervento tempestivo può salvare la vita”.

Ragni, zecche, vipere e zanzare Il 99% dei loro morsi è innocuo, ma nei casi restanti il morso può comportare ferite necrotiche, tossicità sistemica e morte. Se la lesione non causa sintomi troppo intensi, per limitare i disagi si possono mettere in atto manovre di pronto soccorso (applicazione di ghiaccio, riposo e sollevamento dell’arto). Nel caso in cui si sviluppi un’infezione più grave (allergia o tossicità sistemica), è consigliabile richiedere l’intervento medico immediato. In Italia, le specie il cui morso è di importanza medica per l’uomo sono principalmente tre: Loxosceles rufescens (ragno violino’ per via di una macchia scura presente sul dorso a forma di violino, presente soprattutto in Sardegna, Sicilia e isole minori); Lycosa tarentula, o tarantola, ragno ricoperto di peli neri e marroni (nel centro e sud italia); Latrodectus mactans, ‘vedova nera’ (presente soprattutto nel Nord America).

Zecche: come rimuoverle La zecca si inserisce sottopelle. Per questo la prima cosa da fare è procedere con la sua rimozione attraverso una procedura ben precisa. E’ opportuno togliere la zecca con una pinzetta dalle punte sottili. Il movimento dovrà essere continuo e rotatorio. In alcuni casi, potrebbe rimanere comunque qualche traccia della zecca che andrà rimossa, in tempi brevi, mediante un ago sterile. Una volta eliminata, è opportuno disinfettare l’area interessata e tenerla sotto osservazione per un mese. La puntura di zecca può trasmettere all’uomo malattie pericolose come la malattia di Lyme (diffusa in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige) e la meningoencefalite da zecche (diffusa in Veneto e nell’Europa settentrionale e centro orientale).

Zanzara tigre Nel nostro Paese la Aedes albopictus (zanzara tigre, caratterizzata dal corpo nero a bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome), arriva al mattino presto e al tramonto da marzo fino all’inizio di dicembre, è vettore di malattie che presentano la febbre alta come la Chikungunya o la Dengue, che possono manifestarsi con sintomi simil-influenzali o con manifestazioni neurologiche. La terapia è esclusivamente sintomatica.

Pulci Le punture delle pulci degli animali domestici (gatti e cani) nell’uomo provocano lesioni di tipo eritemato-pomfoide che circondano il punto in cui la pulce ha morso l’ospite. Sembrano prediligere anche gli arti inferiori. Eventualmente, per ottenere sollievo, è possibile fare impacchi di ghiaccio sulle lesioni. Tuttavia, se i pomfi o le vescicole derivanti dalle punture delle pulci sono particolarmente fastidiose, possono essere adoperati cortisonici per uso topico. Se si presentano reazioni allergiche si possono adoperare antistaminici per uso topico o sistemico. Fondamentale è poi la prevenzione con trattamenti antiparassitari negli animali domestici e, in caso di infestazioni da pulci in casa, una adeguata disinfestazione effettuata da aziende specializzate.

Cimici da letto Chi soffre di allergia alla saliva delle cimici, può sviluppare bolle e lesioni difficili da guarire. Per eliminarle si raccomanda di fare una lavatrice di vestiti e indumenti vari a 90°.

Imenotteri Nel caso di punture di api, vespe e calabroni, se presente il pungiglione, è necessario provvedere alla sua rimozione entro 20 secondi controllando che non rimangano residui. E a seguire, impacchi di ghiaccio, per almeno 20 minuti, per lenire il dolore e diminuire l’infiammazione. Lavare poi la zona punta con acqua fredda. E’ utile anche identificare, se possibile, l’insetto responsabile. Nel caso in cui tali precauzioni non siano sufficienti, sarà necessaria la somministrazione di cortisonici per uso topico ed eventualmente antistaminici per via orale. Se il paziente presenta orticaria ed edema. Se la situazione è più grave, con crisi respiratorie o dolori addominali, il farmaco di prima scelta è l’adrenalina.

Vipera Il morso di vipera è fatale solo nello 0,1% dei casi, e quasi sempre la mortalità dipende da complicazioni collaterali come reazioni allergiche, infarti o ictus e non dal veleno. Le vipere del Trentino e quelle dell’Appennino tosco-emiliano hanno un veleno più concentrato delle altre presenti altrove. La persona che viene morsa deve evitare qualsiasi movimento perché questo velocizzerebbe la distribuzione del veleno nell’organismo. Per questo, la posizione ideale è quella supina. La porzione di cute interessata deve essere subito lavata con acqua e sapone, poi disinfettata con soluzioni che sono prive di alcol dal momento che questo aumenta la tossicità del veleno. Deve essere poi applicato un laccio a circa 5-6 cm a monte della ferita per fermare la circolazione linfatica che veicola il veleno. E’ importante non stringere eccessivamente, perché si correrebbe il rischio di bloccare la circolazione sanguigna. Sulla zona del morso va poi applicato del ghiaccio. Somministrare tè o caffè per evitare un brusco calo pressorio. Indispensabile è il trasporto dell’infortunato al Pronto soccorso.

Tracine Presenti nei fondali sabbiosi da 2 a 50 metri di profondità hanno aculei che penetrano nella pelle e rilasciano una tossina che provoca un dolore immediato molto intenso, e il punto di inoculazione del veleno che si arrossa e si gonfia. Talvolta possono comparire formicolii, perdita di sensibilità nella parte interessata dalla puntura, nausea, vomito e febbre. Per alleviare il dolore bisogna sciacquare la parte colpita con acqua dolce. Procedere, eventualmente, con la rimozione degli aculei conficcati nella pelle. Poi, è utile mettere il piede sotto la sabbia molto calda (o anche acqua calda). Evitare di applicare ghiaccio o ammoniaca. Il veleno della tracina non è considerato ‘pericoloso’ per l’uomo, anche se il dolore intenso può causare diversi sintomi come nausea, vomito e qualche linea di febbre, soprattutto nei più piccoli.

Spot ministero per promuovere allattamento al seno anche in pubblico

Pubblicato il 29 Lug 2019 alle 6:00am

Il Ministero della Salute ha lanciato un nuovo spot, nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione rivolta alle neomamme, alle gestanti e al personale specializzato, in modo da promuovere questa pratica importante e incoraggiare le donne ad allattare al seno anche in pubblico. (altro…)

Pancia e grasso addominale: a che orari è meglio mangiare

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 8:46am

Una nuova ricerca conferma che, per perdere grasso nella zona addominale, è più importante cambiare gli orari dei pasti concentrandosi solo sulle prime ore della giornata. In questo modo si riesce a perdere peso senza diminuire le calorie perché lo studio, condotto dalla ricercatrice italiana Eleonora Poggiogalle del Pennington Biomedical Research Center in USA con l’équipe di Eric Ravussin e Courtney Peterson e attualmente a La Sapienza Università di Roma, è “il primo studio clinico “randomizzato” sull’influenza degli orari dei pasti sul metabolismo e sulla riduzione della massa grassa in eccesso” spiegano gli autori, che spiegano “mangiare in sincronia con i ritmi circadiani mangiando nelle prime ore del giorno sembra ridurre il peso corporeo e migliorare la salute metabolica”.

Questo, perché, il nostro organismo attiva dei meccanismi che aumentano il senso di sazietà. Nello specifico, per dimagrire e perdere peso anche sulla pancia è importante consumare i pasti della giornata nell’arco di 6 ore, tra le 8 e le 14.

Lo studio in questione, pubblicato sulla rivista scientifica Obesity, descrive uno studio che mostra come i tempi dei pasti influenzino anche il nostro metabolismo.

Che cos’è la sindrome di Brugada?

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 6:58am

La sindrome di Brugada è una malattia del cuore che provoca un’alterazione del normale ritmo cardiaco e predispone al rischio di aritmie ventricolari di tipo maligno. Può causare anche la morte improvvisa. Deve il suo nome ai fratelli medici spagnoli Pedro e Josep Brugada che scrissero della malattia nel 1992 anche se la patologia era già stata descritta cinque anni prima da alcuni ricercatori italiani sul Giornale italiano di cardiologia. I pazienti affetti da questa sindrome presentano un quadro clinico molto variabile a livello elettrocardiografico, con un tracciato del cuore che, a distanza di poche ore, può passare dal normale al patologico.

La malattia è più diffusa tra gli uomini rispetto alle donne e ha un’incidenza di 5 persone ogni 10.000.

Come si presenta?

Si presenta con sintomi variabili, quali palpitazioni sino ad arrivare addirittura all’arresto cardiaco. Nel caso di pazienti con sindrome di Brugada in famiglia, o di manifestazione dei sintomi. E’ essenziale la visita di un cardiologo il quale, per rilevare la presenza della malattia eseguirà elettrocardiogramma.

Epatite, scagionati integratori alimentari a base di curcuma

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 6:14am

Gli integratori alimentari a base di curcuma sono stati ‘scagionati’ dai ricercatori. Le analisi effettuate sui campioni dei prodotti correlati ai casi di epatite da curcuma – registrati recentemente in Italia – hanno “escluso la presenza di contaminanti o di sostanze volontariamente aggiunte quali possibili cause del danno epatico”.

Ad annunciarlo è direttamente il ministero della Salute, al termine delle indagini condotte su 22 casi di epatite colestatica segnalati, dopo l’assunzione di integratori alimentari contenenti estratti e preparati di Curcuma longa, e, in un caso, dopo il consumo di Curcuma stessa sotto forma di polvere.

Le analisi effettuate sui campioni dei prodotti correlati ai casi di epatite hanno dunque escluso la presenza di contaminanti o di sostanze volontariamente aggiunte quali possibili cause del danno epatico.

Alla luce di tali elementi acquisiti, “si è deciso di adottare una specifica avvertenza per l’etichettatura degli integratori in questione, volta a sconsigliarne l’uso a soggetti con alterazioni della funzione epato-biliare o con calcolosi delle vie biliari e, in caso di concomitante assunzione di farmaci, ad invitare comunque a sentire il parere del medico”, prosegue il ministero.

Artrite psoriasica, un nuovo farmaco più efficace delle cure tradizionali

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 6:04am

Un 20-30% delle persone che hanno la psoriasi sviluppa con il passare degli anni anche l’artrite psoriasica, vale a dire una malattia infiammatoria cronica a carico delle articolazioni che compare prevalentemente tra i 35 e i 50 anni. (altro…)

Carabiniere ucciso a Roma, uno dei due americani fermati confessa. Ecco il decreto di fermo, ma ci sono ancora alcune cose da chiarire

Pubblicato il 27 Lug 2019 alle 10:13am

Per la morte del vicebrigadiere Mario Rega Cerciello sono stati fermati Christian Gabriel Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee, due giovani americani di 19 e 20 anni. (altro…)

Coppette mestruali: sicure, igieniche ed ecologiche, parola di esperti

Pubblicato il 27 Lug 2019 alle 8:16am

Le coppette mestruali, sicure come gli assorbenti ma non usa e getta. Lo dice anche una meta-analisi che ha esaminato 43 studi precedenti condotti su 3319 donne. Una ricerca pubblicata su Lancet Public Health, che ha tenuto conto di possibili effetti collaterali o danni conseguenti all’uso delle coppette, perché si crede che magari aderendo alle pareti vaginali raccolgono il flusso invece di assorbirlo, e ancora, problemi nella flora vaginale, effetti negli organi riproduttivi, digestivi o urinari. Senza trascurare la sicurezza in caso di uso scorretto e le condizioni igieniche insoddisfacenti.

Il risultato invece, di questa indagine promuove a pieni voti queste coppette di silicone che costano in media 15-20 euro, ma il cui utilizzo dura parecchio tempo, in quanto lavabili e non usa e getta

Il loro uso ha preso piede negli ultimi anni grazie anche ai risvolti ecologici. Infatti, visto anche il minor impatto sull’ambiente rispetto ad assorbenti e tamponi tradizionali. Per questo motivo lo studio in questione suggerisce l’esigenza di nuove valutazioni su costi e benefici. Innegabili, in realtà, se si pensa che ad ogni lavaggio la coppetta si può essere riutilizzata, sterilizzata dopo ogni ciclo, fino a una durata di ben 10 anni.

Ma lo studio in questione è andato anche più in la, sottolineando anche che nei Paesi in via di sviluppo come l’Africa ad esempio, in condizioni igieniche precarie, le coppette possono essere la soluzione ideale per evitare infezioni gravi, come sottolinea la ginecologa della Clínica Universitária spagnola di Navarra, Regina Cárdenas, che intervistata da Il Paìs le definisce, “un’invenzione eccezionale”.

Questi prodotti intimi sono disponibili in base a misure e capienza (dalla S alla XL), con una lunghezza che può variare in base alla marca, ma bisogna avere una conoscenza appropriata delle necessità personali (quantità del flusso mestruale, dimensioni e possibilità di svuotare la coppetta) per farne un uso corretto.