Un team di ricerca dell’Università della British Columbia ha pensato a un’altra modalità di assunzione dell’insulina: non una compressa ma una tavoletta da far sciogliere in bocca tra le gengive e la mucosa interna della guancia, un’area irrorata di microcapillari che permette al farmaco di bypassare l’apparato digerente ed entrare direttamente nella circolazione sanguigna, dove può essere assorbito dal fegato senza essere stato nel frattempo degradato.

Dopo due ore dall’assunzione, questo nuovo farmaco in tavoletta, assunto dai topi in via sperimentale, non è stata trovata traccia di insulina, segno che l’ormone era finito dritto nell’organo bersaglio senza passare per la trappola dei succhi gastrici. Oltre a permettere di non buttare via dosi preziose di insulina, questo metodo ha anche un rivelato un altro vantaggio: l’insulina in tavoletta, così come l’insulina rapida iniettabile, viene assorbita in appena mezz’ora e rimane attiva circa quattro ore. Se dovesse passare per lo stomaco avrebbe, per tutta la strada che deve fare, tempi di assorbimento molto più lunghi.

Altri benefici sarebbero da riscontrare anche l’impatto che avrebbe su costi, accessibilità e sostenibilità dell’assunzione (aghi e siringhe inquinano l’ambiente). Senza contare i minori disagi psicologici per chi deve affrontare la terapia. Il prossimo passo sarà ora di testare le tavolette orali sull’uomo: bisognerà vedere se avranno la stessa efficacia.

foto crediti viversaniebelli

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