autostrade

200 gallerie autostradali a rischio in tutta Italia

Pubblicato il 11 Gen 2020 alle 5:58am

Si parla di duecento, gallerie a rischio lungo tutta la rete autostradale italiana: 105 sulla rete autostradale in concessione a Aspi e 90 a altre società.

A rivelarlo a novembre passato, il Consiglio superiore dei lavori pubblici con una lettera inviata a vigili del fuoco e a tutti i provveditorati alle opere pubbliche. Un documento – di cui scrivono alcuni quotidiani – che è stato acquisito dalla Guardia di Finanza di Genova e secondo il quale i tunnel lunghi oltre 500 metri presentano pericoli di incidenti e crolli, non sono impermeabilizzati, sono privi di sistemi di sicurezza, di corsie di emergenza e vie di fuga, luci guida in caso di evacuazione.

In pratica, tutte gallerie non a norma con la direttiva europea 54 del 2004. Tra le 200 gallerie figura anche la Bertè, sulla A26, dove il 30 dicembre scorso sono crollate circa due tonnellate di cemento dalla volta. Per questo episodio, la procura di Genova ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per crollo colposo.

Gli investigatori stanno cercando di capire se la società fosse a conoscenza delle reali condizioni del tunnel e se avesse iniziato a mettere in pratica gli accorgimenti per la messa in sicurezza dell’infrastruttura. La Bertè era stata controllata dai tecnici di Spea, la società controllata di Atlantia che si occupava delle ispezioni e manutenzioni, e era stata classificata col 40, un voto basso che aveva innescato la procedura di programmazione di lavori rubricati però in là col tempo.

Decreto Genova, cosa prevede. Ecco chi sarà il commissario straordinario

Pubblicato il 30 Set 2018 alle 12:33pm

Un commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi in carica per un anno rinnovabile, l’esclusione di Autostrade dalle ricostruzione delle opere, garanzia statale fino a 360 milioni in 12 anni. E ancora, reintroduzione, in deroga al Jobs Act, della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, autorizzata “sino ad un massimo di 12 mesi complessivi” per il 2019 e 2020. Sono queste solo alcune delle principali misure contenute nel decreto urgenze pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore da ieri, 29 settembre 2018.

Ecco i punti salienti del decreto per Genova:

– Il commissario straordinario Sarà nominato entro 10 giorni dall’entrata in vigore del decreto (domani 29 settembre), dunque entro il 9 ottobre. La durata dell’incarico del Commissario straordinario è di dodici mesi e può essere prorogata o rinnovata per non oltre un triennio dalla prima nomina. Secondo fonti parlamentari, il ruolo sarà affidato a Claudio Andrea Gemme.

– Per la città altri 20 milioni nel 2018-2019 Il Governo stanzia altri 20 milioni di risorse che verranno trasferite alla contabilità speciale intestata al Commissario delegato. La contabilità speciale intestata al Commissario delegato per l’emergenza, che in base all’ordinanza del 20 agosto disponeva di 33,5 milioni, “è integrata di 9 milioni di euro per l’anno 2018 e 11 milioni di euro per l’anno 2019. Le risorse sono coperte con l’uso del Fondo per le emergenze nazionali.

– Garanzia statale fino a 360 milioni in 12 anni Per assicurare “il celere avvio delle attività” del Commissario straordinario per la ricostruzione del ponte di Genova, in caso di mancati o ritardato versamento da parte del concessionario Autostrade, sarà anticipata la spesa di 30 milioni annui dal 2018 al 2029, pari a 360 milioni, attingendo al Fondo per le infrastrutture. Agli oneri si provvede “mediante corrispondente riduzione” del Fondo per le infrastrutture. Il ministro dell’economia è autorizzato ad apportare le necessarie variazioni al bilancio dello stato”.

– Autostrade non parteciperà alla ricostruzione La ricostruzione del ponte di Genova sarà affidata dal commissario straordinario ad “uno o più operatori”, escludendo Autostrade per l’Italia. Gli operatori non dovranno avere “alcuna partecipazione diretta o indiretta in società concessionarie di strade a pedaggio, o siano da quest’ultime controllate o ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali. L’aggiudicatario costituisce, ai fini della realizzazione delle predette attività, una struttura giuridica con patrimonio e contabilità separati.

– Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture Sarà istituita dal primo gennaio 2019 l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa). L’Agenzia avrà sede a Roma presso il Mit con possibilità di articolazioni territoriali e avrà il compito di “garantire la sicurezza del sistema ferroviario nazionale e delle infrastrutture stradali e autostradali”. Viene quindi soppressa l’Agenzia per la sicurezza delle ferrovie. La nuova struttura avrà tra gli altri compiti quello di “esercitare l’attività ispettiva finalizzata alla verifica della corretta organizzazione dei processi di manutenzione da parte dei gestori, nonché l’attività ispettiva e di verifica a campione sulle infrastrutture, obbligando i gestori a mettere in atto le necessarie misure di controllo del rischio in quanto responsabili dell’utilizzo sicuro delle infrastrutture”. L’inosservanza delle prescrizioni adottate dall’Agenzia è punita con sanzioni amministrative pecuniarie che per le imprese arriva al 10% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla contestazione della violazione. Le dotazioni organiche sono fissate nel limite massimo di 434 unità in aggiunta alla dotazione organica dell’Ansf sono assegnate altre 122 unita’; inoltre, l’Agenzia e’ autorizzata all’assunzione a tempo indeterminato di 141 unità e 15 dirigenti nel corso del 2019 e di 70 unità e 10 dirigenti nel corso del 2020.

– Cigs per imprese in crisi per il 2019 e il 2020 “Trattamento straordinario di integrazione salariale per le imprese in crisi”. “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e per gli anni 2019 e 2020 – si legge – può essere autorizzato sino ad un massimo di dodici mesi complessivi, previo accordo stipulato in sede governativa presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, anche in presenza del ministero dello Sviluppo economico e della regione interessata, il trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale qualora l’azienda abbia cessato o cessi l’attività produttiva e sussistano concrete prospettive di cessione dell’attività con conseguente riassorbimento occupazionale”, “oppure laddove sia possibile realizzare interventi di reindustrializzazione del sito produttivo, nonché in alternativa attraverso specifici percorsi di politica attiva del lavoro posti in essere dalla Regione interessata”. In sede di accordo governativo è verificata la sostenibilita’ finanziaria del trattamento straordinario di integrazione salariale e nell’accordo è indicato il relativo onere finanziario”.

– Misure per le aree terremotate di Ischia Un commissario straordinario in carica fino ad un massimo di 12 mesi (con possibilità di rinnovo) per gli interventi nel comuni di Casamicciola, Forio, Lacco Ameno dell’isola di Ischia interessati dal terremoto nell’agosto 2017. Prevista anche la sospensione del pagamento del canone Rai, la sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, la sospensione dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento, nonché interventi per la ripresa economica.

Genova, diffusi i primi nomi di chi conosceva i rischi del ponte Morandi

Pubblicato il 04 Set 2018 alle 12:39pm

E’ stato diffuso un primo elenco di nomi di chi sapeva la possibile condizione di pericolosità del ponte Morandi, crollato a Genova lo scorso 14 agosto, provocando la morte di 43 persone, e facendo decine di feriti anche gravi.

Elenco consegnato dalla Guardia di finanza alla procura. Un elenco con i nomi delle persone che sapevano e che potrebbero avere responsabilità circa la manutenzione del viadotto genovese crollato un mese fa.

Persone che hanno seguito il progetto di ristrutturazione a partire dal 2015, a cui potrebbero essere aggiunti altri nomi, fino ad arrivare a 25 se i magistrati decidessero di andare indietro ancora nel tempo.

A darne notizia diversi organi di stampa nazionale.

Nell’elenco della Gdf figurerebbero dirigenti di Autostrade, Spea e Ministero.

Le persone che secondo la Gdf sapevano della pericolosità del viadotto Morandi in Autostrade sono: Fabio Cerchiai (presidente), Giovanni Castellucci (Ad), Paolo Berti (direttore centrale operazioni), Michelle Donferri Mitelli (direttore maintenance e investimenti), Stefano Marigliani (direttore primo tronco). «Al Mit consapevoli dei ritardi» ci sono tre di Spea engineering, controllata da Autostrade che avrebbe dovuto eseguire la ristrutturazione ai tiranti: Antonio Galatà (amministratore delegato), Massimo Bazzarelli (coordinatore attività progettazione ufficio sicurezza), Massimiliano Giacobbi (responsabile progetto «retrofitting» dei tiranti).

Cinque i funzionari pubblici, tre della Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali (Roma): Vincenzo Cinelli (capo), Bruno Santoro (responsabile controlli qualità servizio autostradale), Giovanni Proietti (capo divisione analisi e investimenti).

E ancora, il Provveditore alle opere pubbliche di Liguria e Piemonte Roberto Ferrazza e il capo ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa.

Dallo scambio di comunicazioni tra le due articolazioni del Mit, hanno appurato gli inquirenti, si comprende anche come pure al Ministero ci fosse certezza che sul Morandi si stava perdendo troppo tempo.

Intanto i periti dei pm hanno consegnato una prima relazione sulle probabili cause del crollo attribuendole a un “cedimento strutturale” all’antenna del pilone 9, il punto in cui i tiranti si congiungono all’estremità del sostegno. E studiando i carteggi tra le varie diramazioni del ministero delle Infrastrutture, gli investigatori hanno individuato come almeno in un’occasione i dirigenti del Mit avessero palesato la certezza che sul restyling del Morandi i tempi si stessero dilatando oltremisura.

Arriva il nuovo Telepass per pagare multe e benzina

Pubblicato il 22 Lug 2017 alle 8:18am

E’ in arrivo per 8 milioni di italiani che utilizzano il Telepass una vera e propria rivoluzione digitale. (altro…)

Telepass, raddoppia del canone da gennaio. Federconsumatori annuncia battaglia

Pubblicato il 23 Nov 2015 alle 6:04am

L’Ente Autostrade decide di riorganizzare i servizi e i pacchetti opzionali Telepass.

A partire dal 2016, infatti, mentre il contratto Telepass standard non subirà alcuna variazione, perché verranno unificati i contratti Premium e Premium Extra, coloro che sceglieranno il pacchetto Premium, pagheranno l’abbonamento di 1,5 euro al mese in precedenza corrisposto dai clienti Extra contro gli attuali 0,78 euro al mese, ma in aggiunta, verrà anche esteso il soccorso stradale sulla viabilità ordinaria, in aggiunta al servizio già attivo di assistenza sulla rete autostradale a pedaggio: “questa innovazione determina per i clienti Telepass che sceglieranno di mantenere un contratto Premium un aumento del canone mensile e, al tempo stesso, consente una riduzione del canone rispetto al costo precedente del Premium Extra”.

A renderlo noto il gruppo Autostrade che precisa che il canone raddoppierà a partire dal mese di gennaio’, sottolineando anche che “il nuovo servizio ha avuto molto successo”, visto che “quello limitato alle sole autostrade aveva suscitato critiche, in quanto obbligava chi voleva assicurarsi anche fuori autostrada ad avere due contratti”.

E così, per i ‘vecchi’ clienti, come premio fedeltà”, il canone Premium di 0,78 euro al mese resterà invariato per tutto il 2016 con la possibilità di usufruire dei servizi connessi al pacchetto Extra. Alla fine dell’anno sarà infatti anche data la possibilità di recedere dal pacchetto opzionale e passare all’abbonamento standard oppure di confermare l’adesione alla formula Extra.

Intanto però la Federconsumatori è già sul piede di guerra ed è pronta a rivolgersi all’Antitrust, sostenendo che il Telepass è “in posizione di netto e prevalente monopolio”. Altra invece è l’idea del Codacons, che invece considera “di sicuro utile” il servizio di soccorso esteso fuori della rete autostradale.

Nuovo Codice della Strada: tangenziali e autostrade prossimamente apriranno ai 125cc

Pubblicato il 23 Lug 2014 alle 11:51am

In Italia come in Europa i motocicli di cilindrata 125 potranno d’ora in poi, circolare in tangenziale e in autostrada. (altro…)