Coronavirus

Covid: sviluppati nanoanticorpi in grado di bloccare il virus

Pubblicato il 14 Gen 2021 alle 6:00am

Arrivano buone speranze nella lotta al coronavirus. Si tratterebbe, infatti, di nuovi nanoanticorpi, sviluppati lavorando su lama e alpaca, che impediscono l’ingresso del virus nelle cellule e sembrano funzionare anche se questo subisce delle mutazioni. A metterli a punto, i ricercatori svedesi dell’Istituto Karolinska, insieme a quelli dell’università di Bonn e dello Scripps Research Institute della California, come spiegano sulla rivista scientifica Science. A breve un’azienda spin-off dell’università di Bonn testerà i nanoanticorpi in una sperimentazione clinica sull’uomo.

Ottocento persone soffrono di intestino corto, malattia rara ma ancora non riconosciuta in Italia

Pubblicato il 22 Dic 2020 alle 6:00am

Circa 800, di cui 150 bambini, sono le persone che, in Italia, soffrono di insufficienza intestinale cronica benigna, una malattia rara non ancora riconosciuta, e che rischiano, come tanti altri pazienti cronici, di vedersi ancora più dimenticati nel corso della pandemia che attraversiamo per Coronavirus. A fare il punto della situazione su un’assistenza ancora a macchia di leopardo e sulle difficoltà quotidiane incontrate da queste famiglie, l’11/mo convegno annuale dell’associazione Un Filo per la Vita Onlus.

L’insufficienza intestinale cronica benigna (IICB) è causata dalla persistente riduzione della funzione intestinale sotto il minimo necessario per l’assorbimento dei macronutrienti, la cui sopravvivenza è garantita dalla terapia salvavita della nutrizione artificiale (parenterale). E’ una malattia rara e cronica, già inserita nella lista europea delle malattie rare ma per quanto riguarda l’Italia non è stata ancora inserita nella lista nazionale delle malattie rare né in quello della malattie croniche: questo la rende sconosciuta a molti operatori del Servizio sanitario Nazionale.

Il convegno Ecm, dal titolo “La presa in carico e la transizione dall’età pediatrica all’età adulta del paziente affetto da IICB” è organizzato in collaborazione con l’azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, con il patrocinio della Regione Campania, delle Società Scientifiche.

“In questo periodo così critico e oltremodo delicato dovuto all’emergenza sanitaria in corso, il nostro convegno vuole essere un faro per tutti i nostri pazienti, associati e famiglie che si sentono isolati sul piano dell’assistenza in quanto ora fortemente concentrata sul Covid-19”, spiega Sergio Felicioni, presidente di Un Filo per la Vita Onlus.

In arrivo test che distingue, tra influenza e Sars-Cov-2 in un solo tampone

Pubblicato il 16 Dic 2020 alle 6:00am

E’ in arrivo un test molecolare in grado di rilevare e differenziare tra i virus SARS-CoV-2, influenza A, influenza B e virus respiratorio sinciziale (RSV) con un unico tampone. A comunicarlo è la compagnia Abbott, che lo ha messo a punto, secondo cui il test ha appena ottenuto il marchio Ce.

Il test in questione, chiamato Alinity m Resp-4-Plex, si legge in una nota, può essere effettuato con un unico tampone nasofaringeo raccolto da un operatore sanitario in persone che presentano segni e sintomi di infezione alle vie respiratorie.

Potrà essere eseguito sul sistema Alinity m, il più avanzato analizzatore di laboratorio per la biologia molecolare di Abbott per elevati volumi di test. Alinity m utilizza la tecnologia Polymerase Chain Reaction (PCR). Per contribuire a combattere la pandemia, Abbott ha accelerato la distribuzione del sistema Alinity m negli ospedali, nei centri universitari e nei laboratori, tutte strutture cruciali per l’assistenza del paziente.

Da oggi l’Italia è in giallo e arancione, nessuna regione rossa

Pubblicato il 13 Dic 2020 alle 2:24pm

Sulla base degli ultimi dati epidemiologici sull’epidemia Covid in Italia, forniti della Cabina di Regia venerdì 11 dicembre, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza con cui ha disposto, come anticipato nei giorni scorsi, il “cambio di colore” per alcune Regioni.

Il Dpcm 3 novembre aveva individuato tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per le quali sono previste specifiche misure restrittive come forma di contrasto alla diffusione del Coronavirus nel nostro Paese. Il Dpcm 3 dicembre ha confermato questa impostazione, fissando le misure in vigore fino al prossimo 20 dicembre.

Addio zona rossa, ecco quali sono le nuove Regioni gialle e arancioni a partire da ieri oggi, domenica 13 dicembre:

da area arancione ad area gialla: Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte

da area rossa ad area arancione: Abruzzo.

La nuova mappa a colori dell’Italia In base all’ultima ordinanza del ministro della Salute dell’11 dicembre, oggi l’Italia è così divisa:

area gialla: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto area arancione: Abruzzo, Campania, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d’Aosta area rossa: nessuna Regione.

Feste private, previste multe fino a 5000 euro a persona

Pubblicato il 08 Dic 2020 alle 7:57am

Se pensate di partecipare ad una festa privata o di organizzarne una per Natale o Capadanno, state molto attenti, perché potreste incorrere una salatissima sanzione.

Anche se il nuovo Dpcm non dispone sanzioni in merito, nella pratica invece delle cose, così non è.

I verbali di polizia e carabinieri, raccontano infatti di multe sino a 400 euro a testa, per un totale che negli ultimi giorni è arrivato a superare i 5.000 euro.

Stress per pandemia e fame nervosa in aumento

Pubblicato il 07 Dic 2020 alle 6:00am

Grazie ad un sondaggio online, che ha coinvolto circa ottomila persone residenti in 50 diversi Stati del mondo, da un team americano del Pennington Biomedical Research Center, si è scoperto che la pandemia sta facendo diffondere la fame nervosa, innescata da stress, ansia e sintomi depressivi. L’aumento di peso rilevato in un partecipante su tre

La paura di ammalarsi, di perdere il lavoro, le preoccupazioni per i propri cari, genitori e figli in primis, l’isolamento, la distanza dagli affetti più cari, tra i principali fattori di stress e depressione in milioni di persone nel mondo.

Il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, fa riferimento a una vera e propria “erosione” del benessere psicologico e psichico, mentre secondo il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi tra le peggiori “eredità” del coronavirus SARS-CoV-2 ci potrebbe essere un’ondata di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Per provare a contenere questo stato di pensieri ed emozioni negative, molti, fanno sfogo nel cibo “spazzatura” carico di zuccheri e grassi, che produce anche un inevitabile aumento di peso. Se a questo si aggiunge poi, anche una significativa crescita della sedentarietà e dell’inattività fisica, anch’esse figlie del lockdown e in parte anche dello smart working, è evidente che possano emergere potenziali rischi anche per la salute fisica, oltre che mentale.

Malattie neurologiche: progressi della ricerca su Alzheimer al centro del Congresso Nazionale SIN, e Covid

Pubblicato il 27 Nov 2020 alle 6:00am

La relazione pericolosa tra Covid e malattie neurologiche con particolare riferimento all’ictus cerebrale, l’impatto della pandemia sul sonno, le ultime scoperte sui fattori di rischio dell’Alzheimer in tema di diagnosi precoce e sulle terapie, la digitalizzazione della neurologia e le innovazioni nell’ambito della ricerca sui disturbi della coscienza sono tra i temi portanti della 51° edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia, dal 28 al 30 novembre in versione totalmente virtuale, con il coinvolgimento di circa 2.500 specialisti di tutta Italia.

Con l’arrivo del Coronavirus in Italia le patologie neurologiche hanno avuto un fatale incremento: sono oltre 1.200.000 le persone affette da demenza, di cui 720.000 quelle colpite da Alzheimer, alle quali il lockdown ha provocato un aggravamento dei sintomi comportamentali e un peggioramento del decadimento cognitivo; circa 800.000 sono i pazienti con conseguenze invalidanti dell’Ictus, patologia che ogni anno fa registrare 150.000 nuovi casi e che ha mostrato una maggiore incidenza e severità nei pazienti con Coronavirus; i disturbi del sonno, che riguardano mediamente 12 milioni di italiani, durante la pandemia ne ha colpiti circa 24 milioni. Infine la cefalea, che interessa un individuo su 2, è stato identificato come sintomo del Covid.

“In considerazione di questi numeri, aggravati proprio dalla pandemia in corso – ha affermato il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente SIN e Direttore Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, AOU Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli – la sfida della neurologia italiana per il futuro si presenta davvero impegnativa e sarà necessario uno sforzo comune per mantenerne i livelli scientifici e migliorarne quelli assistenziali. Il Congresso della SIN rappresenta proprio un importante momento di confronto costruttivo, sinergico e di contaminazione che vede coinvolte tutte le forze in campo”.

Al congresso hanno preso parte anche il Prof. Carlo Ferrarese, Direttore del Centro di Neuroscienze di Milano, Università di Milano –Bicocca e Direttore della Clinica Neurologica, Ospedale San Gerardo di Monza, il Prof. Alessandro Padovani, Direttore Clinica Neurologica Università di Brescia, Prof. Giuseppe Plazzi, Centro per lo Studio e la Cura dei Disturbi del Sonno dell’Università di Bologna e il Prof. Giacomo Koch, Professore ordinario di Fisiologia Università di Ferrara e Direttore Laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia di Roma.

Covid: Vannozzi, un anno fa +30% di polmoniti anomale

Pubblicato il 26 Nov 2020 alle 6:08am

”Se solo fosse stato possibile incrociare i dati a disposizione delle Regioni, probabilmente già nei mesi di settembre/ottobre 2019 avremmo potuto rilevare un incremento del 30% di polmoniti “anomale”. Questo significava far partire con cinque mesi di anticipo il contrasto al Covid e trovarci oggi in una situazione probabilmente diversa e migliore”: lo ha detto David Vannozzi, direttore generale di Cineca, nel suo intervento al webinar “Terapia e presa in carico domiciliare del paziente affetto da Covid-19” organizzato da Motore Sanità, con riferimento al ruolo e ai compiti che il consorzio Cineca è in grado di svolgere con il supercomputer europeo.

“Con il progetto Exscalate4Covid abbiamo la concreta opportunità dimettere a fattore comune la conoscenza sviluppata nel mondo nell’opera di contrasto alla pandemia. Questa modalità cerchiamo di portarla su altri aspetti. Quanto dicevo sui dati a disposizione delle singole Regioni ma da nessuno mai incrociati è un esempio di quello che Cineca può fare, non solo contro il Covid-19. Ci sono dati di natura sanitaria o riguardanti i comportamenti dei cittadini, le loro abitudini sanitarie in fatto di medicina preventiva che sono stati resi inaccessibili, fino all’esplosione della pandemia. Oggi che quei dati, in forma chiaramente anonimizzata, sono disponibili possiamo ricavare informazioni utilissime su prevenzione e previsioni e cura della malattia. La sfida, come si può ben capire, è di natura tecnologico-giuridica. Al ministero della Salutec vengono trattate circa 25 milioni di cartelle cliniche, ogni cittadino genera circa 10 trattamenti terapeutici nel corso dell’anno, il che significa disporre di 250 milioni di dati, moltiplicati per cinque anni fanno 1 miliardo 250 milioni.

Come trattarli per ricavarne un quadro esauriente in termini di spesa e di trattamento ottimale delle patologie, di prevenzione e di profilassi?

A queste domande Cineca è in grado di dare le risposte grazie al supercomputer. Per dire: nel giro di un mese siamo riusciti, grazie al supercalcolo, a individuare 59 molecole potenzialmente in grado di contrastare il virus.

Covid, spray nasale per ridurre il rischio di contagio

Pubblicato il 23 Nov 2020 alle 6:15am

Per chi si trova in ambienti chiusi e vuole limitare i rischi di contagio da coronavirus, almeno per via nasale, potrebbe arrivare ed essere un validissimo aiuto uno spray nasale. Basterebbe infatti, un semplice puff, del tutto simile a quello che si impiega ad esempio per rilasciare i farmaci antiallergici in caso di rinite.

Al suo interno due semplici polimeri, già ampiamente sperimentati ed utilizzati nella preparazione degli alimenti oltre che di farmaci. Con una protezione dall’infezione fino a 48 ore.

A lanciare l’ipotesi, che se dimostrata potrebbe anche portare presto alla realizzazione di semplici presidi da applicare come spray nelle narici, è una ricerca scientifica condotta dell’Healthcare Technologies dell’Università di Birmingham coordinata da Richard Moakes, in un lavoro non ancora pubblicato ma già disponibile sulla piattaforma BioXRiv.

I due elementi ad azione profilattica nei confronti dell’infezione, che ovviamente non si trasmette solamente attraverso la mucosa nasale ma anche per altre vie, come ad esempio la congiuntiva oculare, si chiamano carragenina e gellano. Il primo viene impiegato anche nella preparazione degli alimenti, con il ruolo di addensante, e avrebbe lo scopo di agire come potenziale freno per il virus.

Il secondo ha la capacità di “attaccarsi” proprio come un gel alla mucosa nasale. E visto che viene somministrato attraverso goccioline sottili, queste si attaccano tenacemente alla mucosa del naso, senza spostarsi, consentendo quindi di mantenere sul posto l’altro componente dello spray.

Aceto contro primi sintomi Covid

Pubblicato il 22 Nov 2020 alle 6:26am

L’aceto è un aiuto naturale contro il coronavirus: lo ha rivelato lo il Dr. Pianta, primario di otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Cremona, che sconsiglia comunque il fai da te per avere miglioramenti respiratori attraverso inalazioni casalinghe”.

Oltre al distanziamento sociale, all’uso quotidiano della mascherina, il lavarsi frequentemente le mani, disinfettarle all’occorrenza, esistono anche dei rimendi naturali, evidenziati da diverse ricerche scientifiche.

Rimedi naturali, dicevamo, a base di sostanze naturali che contribuiscono a proteggere le vie respiratorie dall’attacco di agenti patogeni. Tra questi, troviamo il timo bianco, che aiuta a fluidificare le secrezioni bronchiali, l’eucalipto che aiuta a migliorare il funzionamento delle muscose dell’apparato respiratorio garantendo un’azione emolliente e lenitiva. Ci sono poi menta e pino che hanno un effetto balsamico e antivirale. Ed infine gioca un ruolo chiave, essenziale anche l’utilizzo di aceto per i suffumigi. Il dottor Luca Pianta, sostiene infatti che “Con questo mix di sostanze naturali non si cura il coronavirus ma ci si difende di più”.

COVID, IL POTERE DELL’ACETO: LO STUDIO Il dottor Pianta ha tenuto a precisare che i virus respiratori, come ad esempio proprio il Coronavirus, “sono termosensibili e si inattivano a certe temperature. Dai 44 ai 56 gradi di esposizione c’è inattivazione, e attraverso i suffumigi è possibile migliorare la sintomatologia dei pazienti”. In tal senso, ha spiegato, “Ci sono vari studi che confermano innanzitutto l’azione dell’aceto nei vapori in questo senso”. L’aceto è stato così adoperato in un gruppo di pazienti che confrontati con altri hanno evidenziato come “tramite le inalazioni c’era un miglioramento dei sintomi respiratori e della febbre e la più veloce negativizzazione del tampone“. L’aceto non ha agito da solo ma ad esso sono state aggiunte sostanze emollienti e lenitive, come ad esempio, “la soluzione Kovirina, in farmacia, più fruibile dal punto di vista olfattivo”. Molti studi avrebbero già confermato l’efficacia antivirale di tali sostanze. In attesa degli anticorpi monoclonali e del vaccino, dunque, un ulteriore aiuto naturale contro i primi sintomi del Covid arriva proprio all’aceto, soprattutto quando si ha il sospetto di essere venuti a contatto con una persona positiva.

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