diabete

Un rimedio naturale contro il diabete, ecco cosa mangiare

Pubblicato il 13 Set 2020 alle 7:00am

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Per prevenire il diabete è importante non aumentare troppo i valori di glucosio nel sangue. Esiste un particolare cibo che può aiutare in modo efficace nella prevenzione del diabete e se consumato con una certa costanza può essere un validissimo alleato naturale contro la glicemia alta.

I fagioli, di qualsiasi tipologia si tratta, offrono diversi benefici all’organismo, in quanto, contengono valori irrisori di grassi, e forniscono al contrario un mix molto salutare di proteine, fibre e carboidrati. Inoltre hanno anche alcune vitamine e minerali. Contribuiscono, tra le altre cose, a contrastare i valori eccessivi degli zuccheri nel sangue. E sono molto utili per sentirsi sazi.

Sciacquare i fagioli se in scatola, per liberarsi dalla quantità eccessiva di sodio contenuta da questi ultimi.

Si possono preparare in tantissimi modi.

A zuppa, con la pasta, come passato, all’insalata, insieme ad altri ortaggi. Come contorno.

Oltre ai fagioli, esistono anche altri alimenti molto efficaci nella prevenzione di iperglicemia e diabete se consumati con una certa frequenza: salmone. mandorle, orzo.

Diabete e insulina, addio aghi

Pubblicato il 15 Ago 2020 alle 6:00am

Ricercatori della Nanyang Technological University (NTU) di Singapore e dell’Agenzia per la scienza, la tecnologia e la ricerca (A*STAR) stanno sviluppando (con risultati soddisfacenti) un sistema innovativo per somministrare in modo indolore attraverso la pelle alcuni farmaci che, al momento, richiedono ancora l’uso di aghi. (altro…)

Cerotto per diabetici, cura le loro ferite

Pubblicato il 04 Lug 2020 alle 5:07am

Ricercatori messicani avrebbero trovato un possibile trattamento per le ferite nei pazienti diabetici. Un patch con nanofibre per la rigenerazione del tessuto cutaneo. (altro…)

Coronavirus, una speranza di cura anche dai farmaci anti-diabete?

Pubblicato il 06 Apr 2020 alle 7:11am

E’ stata individuata, un’altra via d’ingresso del coronavirus nel nostro organismo.

Si tratterebbe del recettore Dpp4, una serratura molecolare che il virus usa per invadere le cellule umane, la stessa su cui agiscono poi anche dei molti farmaci anti-diabete. Ciò indicherebbe che gli stessi farmaci potrebbero essere usati contro la Covid-19, almeno nei casi più lievi. L’osservazione, pubblicata su Diabetes Research and Clinical Practice, arriva da Gianluca Iacobellis, dell’Università di Miami.

Dopo il recettore Ace2, che si trova soprattutto sulle cellule del sistema respiratorio umano e che è stato individuato fin dall’inizio come la principale porta d’ingresso del nuovo coronavirus nell’organismo umano, la scoperta che il SarsCoV2 si lega al recettore Dpp4 indica che “esiste anche un meccanismo diverso, che potrebbe aprire una via terapeutica per chi ha la malattia Covid-19 in forma moderata”, ha detto all’ANSA Iacobellis, direttore del Servizio di Diabetologia dell’ospedale universitario di Miami.

Il recettore Dpp4 è noto per essere presente sulla superficie di tutte le cellule, come quelle di bronchi e cuore, e per avere un legame strettissimo con il sistema immunitario e con quello infiammatorio, così come era noto il suo coinvolgimento nella malattia da coronavirus comparsa nel 2002-2003, la Sars.

Gli scienziati devono ora capire fino a che punto i farmaci anti-diabete possono essere efficaci contro la Covid-19. Risposte certe non ci sono ancora perché la ricerca su questo tema è appena iniziata.

Iacobellis, “nell’Università di Miami abbiamo appena iniziato uno studio osservazionale per vedere se i pazienti con Covid-19 trattati con la terapia per il diabete hanno decorso diverso”. Le molecole alla base di questi farmaci si chiamano sitagliptin linagliptin saxagliptin e alogliptin: “tutte hanno un profilo di tollerabilità molto buono – ha osservato – e recentemente è stato anche totalmente smentito il sospetto che aumentassero il rischio di infezioni alte vie respiratorie”.

Scoperto fattore chiave che sviluppa il diabete

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 7:49am

Isolato con successo, un fattore chiave che porta allo sviluppo del diabete e che potrebbe diventare bersaglio di nuove terapie e, quindi una speranza in più per riuscire a trovare una cura per questa malattia cronica. Si tratta dei microscopici ‘canali’ molecolari presenti sulle membrane delle cellule che producono insulina. Si e’ visto infatti che se questi canali (che fanno entrare molecole di calcio nella cellula) sono ‘iperattivi’; il risultato e’ uno scompenso della secrezione dell’ormone che regola la glicemia. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS e condotto presso l’Istituto Karolinska di Stoccolma.

Gli esperti hanno visto che se questi canali di trasporto della membrana cellulare, chiamati CaV3.1, sono presenti in numero elevato, entra troppo calcio nelle cellule e, conseguentemente, queste vedono ridursi la propria capacita’ di rilasciare insulina. Secondo gli scienziati, quindi, bloccare questi canali, potrebbe rappresentare una nuova via nel trattamento del diabete.

I ricercatori, hanno lavorato su modelli animali di diabete sia di tipo 1, sia di tipo 2 e su cellule beta (quelle che producono insulina) e documentato il coinvolgimento di un eccessivo funzionamento di questi canali di membrana. “Il nostro lavoro – spiega Shao-Nian Yang, uno degli autori – punta il dito sull’eccessiva presenza di questi canali come un meccanismo patogenetico cruciale nello sviluppo del diabete, quindi i canali CaV3.1 non dovrebbero essere trascurati nella ricerca sulla malattia”.

“Inoltre, il blocco selettivo dei canali CaV3.1 potrebbe avere un potenziale come nuova strategia mirata di trattamento ” – sostiene Per-Olof Berggren, direttore del Rolf Luft Research Center, del Karolinska Institutet, e coordinatore del lavoro. “Sperimentazioni cliniche con molecole che blocchino i canali CaV3.1 in pazienti con diabete – conclude – potrebbero divenire una delle priorita’ future della nostra ricerca”.

“Occorre ricordare – spiega in un commento all’ANSA Francesco Purrello dell’Universita’ di Catania e Presidente della Societa’ Italiana di Diabetologia – che il diabete di tipo 2 si manifesta clinicamente solo quando la secrezione dell’ormone insulina non riesce piu’ a compensare l’insulino-resistenza indotta da cattiva alimentazione e sedentarieta’. Quindi – sottolinea – per prevenire il diabete dobbiamo non solo correggere lo stile di vita, ma preservare al meglio le nostre cellule beta e la loro secrezione di insulina. In questo senso lo studio presentato su PNAS e’ molto interessante e originale”, conclude.

Mangiare molto la sera mette a rischio di malattie cardiovascolari e non solo

Pubblicato il 27 Dic 2019 alle 7:55am

Mangiare molto di sera fa aumentare il rischio di malattie cardiovascolari come ad esempio, infarto, ma anche diabete, soprattutto se si è donna. E’ quanto è emerso da un recente studio presentato nel corso della sessione scientifica dell’American Heart Association a Philadelphia.

I ricercatori hanno seguito un campione di 112 donne con un’età media di 33 anni e coloro che assumevano molte calorie dopo le 18 avevano generalmente una salute cardiaca peggiorata. In particolare, più era la quantità di calorie assunta la sera più saliva la pressione sanguigna, aumentava l’indice di massa corporea e il livello di zuccheri nel sangue.

Peggiorava la salute e si allargava il girovita. A sottolinearlo l’autore principale dello studio, Nour Makarem, “questi risultati preliminari indicano che un’alimentazione consapevole dei tempi e della percentuale di calorie nei pasti serali può rappresentare un comportamento semplice e modificabile che può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache”.

Già in passato un altro studio, condotto nel 2017 alla Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania, aveva evidenziato che mangiare tardi fa male alla salute, influenzando in modo negativo il metabolismo lipidico, facendo salire i livelli di insulina e colesterolo e aumentando così anche il rischio di imbattersi nel diabete e patologie cardiovascolari.

Diabete, trovate cellule bersaglio e possibili cure

Pubblicato il 27 Dic 2019 alle 6:46am

I microscopici ‘canali’ molecolari, presenti sulle membrane delle cellule che producono insulina sono al centro dello sviluppo del diabete e di una possibile terapia. Si è visto infatti che se questi canali (che fanno entrare molecole di calcio nella cellula) sono ‘iperattivi’; il risultato causa pertanto uno scompenso della secrezione dell’ormone che regola la glicemia.

A rivelarlo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS e condotto presso l’Istituto Karolinska di Stoccolma.

Gli esperti hanno visto che se questi canali di trasporto della membrana cellulare, chiamati CaV3.1, sono presenti in numero elevato, entra troppo calcio nelle cellule e, conseguentemente, queste vedono ridursi la propria capacità di rilasciare insulina. Secondo gli scienziati, infatti, bloccare questi canali, potrebbe rappresentare una nuova via nel trattamento del diabete.

Gli esperti hanno lavorato su modelli animali di diabete sia di tipo 1, sia di tipo 2 e su cellule beta (quelle che producono insulina) e documentato il coinvolgimento di un eccessivo funzionamento di questi canali di membrana.

I 5 veleni bianchi da evitare ogni giorno

Pubblicato il 10 Dic 2019 alle 7:27am

Sono 5 i veleni bianchi da evitare ogni giorno, nell’alimentazione quotidiana. Vediamo quali sono. In quanto, hanno basse quantità di proteine e vitamine e consumati in eccesso possono provocare diabete e ipertensione.

1) Farina raffinata: amido puro, subisce molte lavorazioni che comportano la formazione di una sostanza chiamata alossano che diventa pericolosa perché causa di diabete.

2) Sale: cloruro di sodio allo stato quasi puro, può portare a malattie cardiovascolari e se viene consumato in eccesso può far aumentare la pressione sanguigna. Il consiglio più logico, è non usare proprio il sale, in quanto tutto quello che mangiamo racchiude il sale.

3) Zucchero: invenzione della chimica, va del tutto evitato.

4) Riso bianco: fa aumentare il glucosio nel sangue con importanti complicanze. Se consumato troppo spesso metta a rischio di sviluppare il diabete.

5) Latte di mucca sterilizzato: la sterilizzazione di questo latte fa in modo da eliminare tutti i batteri che sono ottimi per la salute e nello stesso tempo vengono distrutti gli enzimi che fanno assorbire i nutrienti. Da alcuni studi si è evidenziato che il latte di vaccino sterilizzato è tra le cause principali a causare allergie nei bambini.

Diabete di tipo 2: arriva un nuovo farmaco, più efficace e di ultima generazione

Pubblicato il 05 Dic 2019 alle 6:37am

Una buona notizia per quanti soffrono di diabete di tipo 2. Solo in Italia, sono oltre 4 milioni, a riferirlo l’Istat nel 2017 pari al 5,7% della popolazione nazionale, cui si deve aggiungere circa 1 milione di persone che hanno la malattia, ma non ne sono consapevoli. (altro…)

Omega 3 per chi fa sport, riducono infortuni e migliorano performance

Pubblicato il 01 Dic 2019 alle 7:31am

Se volete migliorare la vostra performance, facendo attività fisica, i tempi di recupero e ridurre anche il rischio infortuni, ecco cosa dovete fare! Assumere omega 3, degli acidi grassi polinsaturi, considerati essenziali perché il nostro organismo che da solo non li sintetizza e vanno quindi aggiunti attraverso l’alimentazione.

“Grazie al loro effetto antinfiammatorio a livello di tessuti e articolazioni sono particolarmente utili per chi fa sport”, sottolinea la dottoressa Jessica Falcone, biologa nutrizionista presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro e RAF First Clinic di Milano.

Gli omega 3, inoltre, riducono i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che viene prodotto non solo durante i periodi di particolare tensione emotiva e psichica, ma anche dopo uno sforzo fisico. “A livello cognitivo gli omega 3 migliorano la concentrazione, la memoria e la qualità del sonno e riducono l’ansia. Dopo l’attività fisica svolgono una funzione riequilibrante, abbassando i tempi di recupero”, spiega ancora dottoressa Falcone.

Ma dove si trovano gli omega 3? “Una buona fonte di questi grassi polinsaturi è sicuramente il pesce azzurro come sardine, aringhe, alici, sgombri e salmone, ma anche la frutta secca (mandorle, noci, nocciole…) e i semi oleaginosi (di sesamo, di girasole, di zucca, di lino…), alcune alghe e l’avocado”. Quindi anche chi segue una dieta vegetariana o vegana può assumere omega 3 dalla frutta secca o dai semi. E se la dieta è bilanciata e non si eccede con lo sport, l’apporto dato da una alimentazione equilibrata è sostanzialmente sufficiente.

In altri casi, si può ricorrere ad integratori alimentari che li contengono.

Inoltre, anche se non si è sportivi, questi grassi polinsaturi sono efficaci per abbassare la pressione sanguigna, i trigliceridi e il colesterolo nel sangue e quindi il rischio cardiovascolare, e di diabete.