nuovo farmaco

Immunoterapia: messo a punto nuovo farmaco da Iss e Sant’Andrea di Roma

Pubblicato il 14 Giu 2019 alle 10:43am

Dalla combinazione tra le cellule immunitarie del paziente, isolate e attivate in laboratorio, e rituximab (anticorpo diretto contro le cellule tumorali, detto anti-CD20), è possibile costituire una promettente terapia personalizzata per i pazienti con linfoma follicolare avanzato resistente a terapie convenzionali, un tumore caratterizzato dalla proliferazione incontrollata dei linfociti B. (altro…)

Anemia mediterranea, nuova speranza da un farmaco che salva i globuli rossi

Pubblicato il 31 Mar 2019 alle 6:24am

E’ in arrivo un farmaco per 7000 italiani che soffrono di anemia mediterranea (o beta talassemia). L’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli di Caserta ha condotto uno studio per lo sviluppo di nuova una terapia in grado di ridurre la gravità di questa patologia ereditaria. (altro…)

Depressione post partum, il primo farmaco specifico

Pubblicato il 22 Mar 2019 alle 11:43am

E’ in arrivo un nuovo farmaco per trattare la depressione post-partum. Ad annunciarlo è la Food and Drug Administration, l’agenzia che si occupa di verificare la sicurezza dei farmaci negli Stati Uniti. Il medicinale è il primo del suo genere a essere stato specificamente sviluppato per ridurre gli effetti del disturbo dell’umore che in media interessa tra il 10 e il 20 per cento delle donne nelle settimane successive al parto. Il farmaco, che viene commercializzato con il nome Zulresso, agisce entro 48 ore ed molto più veloce dei trattamenti finora utilizzati per questa condizione psichica.

Il principio attivo del farmaco è il brexanolone, un composto simile all’allopregnanolone, uno steroide prodotto naturalmente dal nostro organismo e che ha la capacità di modificare gli stati di attivazione dei neuroni, riducendo gli stati d’ansia e altri fattori che portano agli episodi di depressione.

Lo Zulresso è stato sviluppato dall’azienda farmaceutica Sage Therapeutics, che ha anche svolto gli studi e i test clinici i cui risultati sono stati poi sottoposti alla FDA per l’approvazione. Il test clinico principale ha interessato 247 donne, suddivise a caso in due gruppi: il primo ha ricevuto il vero farmaco, il secondo una sostanza che non produceva alcun effetto (placebo). Le partecipanti erano diventate tutte madri nei sei mesi precedenti l’inizio del test e avevano forme di vario tipo di depressione post-partum. Dalla selezione erano state escluse le madri con precedenti episodi di depressione e con tentati suicidi.

Dopo la somministrazione del farmaco, i miglioramenti sono stati evidenti. Il numero di donne esaminato ha mostrato sensibili miglioramenti, maggiore tra le pazienti che avevano assunto il vero farmaco, con progressi misurabili nel tempo.

In un altro test, le partecipanti con un alto grado di depressione, fino a 28 su 30, nella scala più comunemente utilizzata per valutare gli stati depressivi, hanno dimostrato sensibili miglioramenti dopo l’assunzione dello Zulresso. Hanno raggiunto un punteggio 9-10 su 30, mentre nel gruppo di controllo con placebo ci si è fermati a 14. Di solito, una persona con punteggio inferiore a 7 viene considerata priva di sintomi depressivi.

Nella documentazione presentata alla FDA, i ricercatori hanno spiegato che a un mese di distanza dall’assunzione del brexanolone le pazienti hanno mostrato di avere sintomi depressivi sotto controllo, più di chi aveva assunto il placebo. Nel caso di pazienti con una depressione moderata, però, il placebo si è rivelato sostanzialmente efficace quanto il farmaco a 30 giorni dall’assunzione.

Lo Zulresso può essere somministrato solamente in ospedale tramite infusione e sotto stretto controllo medico. Il farmaco può causare un lieve stordimento nelle ore subito dopo l’assunzione. Una pillola, che renderebbe molto più pratica l’assunzione, è ancora in fase di approvazione.

Sviluppato farmaco in grado di bloccare la formazione di metastasi

Pubblicato il 21 Gen 2019 alle 6:00am

I ricercatori dell’Università di Basilea e dell’ospedale universitario della stessa città svizzera hanno sviluppato un farmaco in grado di bloccare la moltiplicazione del tumore, prevenendo così la formazione di metastasi, secondo quanto riportato dalla rivista scientifica Cell. (altro…)

Psoriasi, dal 31 ottobre disponibile un nuovo farmaco per forme moderate o gravi

Pubblicato il 03 Nov 2018 alle 6:39am

E’ disponibile dal 31 ottobre, un nuovo farmaco in grado di spegnere l’infiammazione e di aiutare a contrastare i sintomi della psoriasi. (altro…)

Dall’Angelini Farmaceutica un unico farmaco a base di paracetamolo e ibuprofene

Pubblicato il 03 Ott 2018 alle 7:08am

Da Libero si apprende che l’Angelini Farmaceutica ha messo in commercio un nuovo farmaco che contiene principi attivi di paracetamolo e ibuprofene in misura ridotta rispetto a quelli che contengono l’uno o l’altro e che potrebbe essere usato anche da diabetici, anziani o malati cronici affetti da patologie cardiovascolari. È un farmaco da banco con un prezzo di circa 7 euro, ma che è sempre meglio assumere dopo consulto medico. proprio.

Sia paracetamolo sia ibuprofene sono infatti usati indistintamente per dolori o febbre. Entrambi presentano controindicazioni che non sempre vengono seguite dalle persone che li assumono. Questi principi attivi sono infatti contenuti nei più comuni e diffusi farmaci da banco. Entrambi funzionano su determinati sintomi – emicrania, cefalea, stati febbrili, dolori mestruali e così via – ma in modo differente.

Il paracetamolo, ad esempio, non dà neppure allergie, tanto che viene utilizzato in gravidanza, in allattamento e in età pediatrica, sotto il consiglio medico.

L’ibuprofene invece è contenuto nei farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), non è cortisonico e viene impiegato anche per artriti e artrosi.

Il nuovo farmaco insomma sembra presentare un’efficacia terapeutica maggiore del 30% rispetto al paracetamolo o l’ibuprofene assunti singolarmente, che duri più a lungo e agisca più in fretta.

Approvato nuovo farmaco contro la malaria

Pubblicato il 24 Lug 2018 alle 10:15am

Un farmaco per trattare una forma ricorrente di malaria è stato approvato negli Stati Uniti: è la prima volta che accade in 60 anni per un farmaco di questo tipo contro una delle malattie più diffuse e mortali al mondo.

Il principio attivo in esso contenuto è la tafenoquina, che consente di eliminare il parassita che causa la malattia e che può rimanere inattivo nel fegato per lungo periodo di tempo, prima di causare recidive. I casi di malaria più ricorrenti sinora registrati ogni anno sono circa 8,5 milioni.

Medici e ricercatori confidano di ridurne il numero grazie all’impiego del farmaco.

Il parassita Plasmodium vivax è il responsabile di una forma ricorrente di malaria, molto diffusa soprattutto nell’Africa subsahariana. Il contagio avviene attraverso le punture delle zanzare Anopheles, che trasportano il parassita da persone già malate a quelle sane. I farmaci usati finora per trattarla permettevano di eliminare il parassita dal sangue, ma una sua riserva rimaneva comunque nel fegato e poteva portare a un nuovo attacco entro i tre anni successivi alla prima infezione.

Alzheimer, in arrivo un nuovo farmaco sperimentale che rallenta la malattia

Pubblicato il 16 Lug 2018 alle 10:33am

Una nuova speranza si profila all’orizzonte per tutti i malati di Alzheimer.

Un nuovo farmaco sperimentale, il BAN2401 che la casa farmaceutica Biogen sta testando nel corso di un progetto di ricerca condotto insieme alla giapponese Eism, che ha dato risultati molto positivi in quanto, sarebbe in grado di rallentare l’avanzamento della malattia.

L’annuncio è stato dato dalla società stessa, tant’è che le quotazioni in borsa della casa farmaceutica sono salite del 20% nella sola seduta di venerdì 6 luglio a 357 dollari, livello sostanzialmente mantenuto nei giorni successivi.

Nuovo farmaco contro l’emicrania con zero tossicità ed efficacia molto più elevata

Pubblicato il 20 Giu 2018 alle 5:00am

Arriva un nuovo farmaco contro l’emicrania. Dall’efficacia molto elevata, con zero tossicità e una lunga durata di ogni somministrazione. Questi i principali vantaggi del nuovo trattamento farmacologico per la prevenzione dell’emicrania episodica e cronica, patologia che in Italia riguarda 5 milioni di persone. (altro…)

Epatite C, ora si cura in 8 settimane grazie ad un nuovo farmaco

Pubblicato il 14 Mar 2018 alle 9:34am

Debellare l’infezione da Epatite C ora è possibile in sole 8 settimane. E’ quanto promette un nuovo farmaco. Maviret già disponibile nei centri pubblici nelle diverse unità operative degli ospedali, di infettivologia, epatologia e medicina interna richiede una collaborazione mirata tra medici generici e specialisti per far emergere il sommerso dei pazienti inconsapevoli di aver contratto la malattia, o i diffidenti che sino a oggi non volevano affrontare la precedente cura.

«La precedente terapia, in parte iniettiva, durava molto più a lungo, dai 6 ai 12 mesi, e aveva un risultato di successo che si aggirava attorno al 45% – spiega Giovanni Di Perri, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Torino – oggi, con i recenti risultati, si pretende di superare il 95% viste le caratteristiche di potenza, affidabilità, tollerabilità e facilità di assunzione della terapia disponibile. Oggi la stessa spesa per ogni singolo trattamento è scesa al di sotto del precedente trattamento, assai più fallace, di 3-4 anni fa».