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Stanchezza mattutina al risveglio? La colpa potrebbe essere della disidratazione

Pubblicato il 24 Nov 2018 alle 11:42am

Se ci si sveglia stanchi al mattino, la colpa potrebbe essere della disidratazione. A rivelarlo è uno studio condotto dai ricercatori della Penn State University e pubblicato su ‘Sleep’. La disidratazione, ricorda ‘In a Bottle’ (www.inabottle.it) in un focus su idratazione e sonno, influisce negativamente su molti sistemi e funzioni del corpo umano: umore, performance fisica e funzioni cognitive.

Condotto su oltre 20mila adulti americani e cinesi – analizzati per le loro abitudini legate al sonno e attraverso analisi di urina – lo studio ha rivelato che gli adulti che dormono appena 6 ore a notte, rispetto alle 8 ore consigliate, potrebbero avere un rischio superiore di disidratarsi. Quindi la stanchezza dopo una notte di poco sonno potrebbe essere dovuta anche alla disidratazione e non solo al ‘debito’ di sonno in sé che col tempo si arretra. La causa è stata collegata al modo in cui il sistema ormonale del corpo umano regola l’idratazione.

L’ormone vasopressina viene rilasciato per aiutare a regolare lo stato di idratazione dell’organismo durante l’arco della giornata e dunque anche di notte.

Dormire sino a tardi nel week end fa’ vivere più a lungo

Pubblicato il 30 Mag 2018 alle 6:58am

Chi dorme sino a tardi nel week end vive più a lungo, parola di esperti. Secondo una recente ricerca scientifica il sonno prolungato nel fine settimana aiuterebbe a ridurre il rischio di morte.

Questo perché le ore di sonno del week end riuscirebbero a compensare meglio quelle che ci vengono sottratte nel corso della settimana e che provocano danni alla nostra salute.

Lo studio, realizzato dal Karolinska Institute di Stoccolma in collaborazione con l’Università di Milano Bicocca è stato condotto da un team internazionale di scienziati ed è riuscito a trovare un legame fra durata del riposo notturno e tasso di mortalità.

Lo studio che ha coinvolto 43 mila volontari che sono stati monitorati dal 1997 per 13 anni ha messo in relazione anche il numero di decessi avvenuti nel corso degli anni.

Il risultato? Secondo gli esperti dormire poco fa male, soprattutto a coloro che hanno meno di 65 anni. Chi riposa infatti meno di 5 ore dal lunedì al venerdì, rischia gravi danni alla salute con probabilità di morire del 65% in più rispetto a chi dorme circa 6 o 7 ore.

La differenza però è possibile colmarla nel week end. Il rischio di morte precoce infatti si è scoperto che diminuirebbe nel fine settimana si dorme in più, in modo da recuperare quanto perso.

Tiroide, i quattro segreti per tutelarla

Pubblicato il 22 Mag 2018 alle 7:21am

In Italia, sei milioni di persone, soprattutto donne, soffrono di patologie a carico della tiroide. Molte altre hanno problemi analoghi ma non lo sanno. Infatti, spesse volte, i sintomi iniziali vengono confusi con altre patologie. (altro…)

Di insonnia si può morire, ecco perché

Pubblicato il 20 Apr 2018 alle 7:45am

“Non dormire a sufficienza o avere una cattiva qualità del sonno può procurare danni fino alla morte”, ad affermarlo è il Neurologo Piergiorgio Strata nel corso di una conferenza dal titolo “Dormire forse sognare”, tenuta ieri (19 aprile) all’Accademia dei Lincei a Roma. (altro…)

Somniloquio, parlare nel sonno. Più soggetti bambini e uomini, ecco perché

Pubblicato il 04 Mar 2018 alle 4:32am

Il somniloquio è la propensione a parlare nel sonno: a farlo sono soprattutto i bambini specie quelli sotto stress o in preda a stati febbrili. (altro…)

Anche solo 5 giorni con poco sonno possono fare danni al cervello

Pubblicato il 26 Feb 2018 alle 7:35am

Bastano solo 5 giorni di poco sonno per lasciare “segni indelebili” danni strutturali nel cervello dei topi, a carico delle fibre nervose. E’ quanto è emerso da uno studio condotto da Chiara Cirelli della University of Wisconsin-Madison e Michele Bellesi dell’Università Politecnica delle Marche (Ancona). (altro…)

Scoperta cura con ormone del sonno efficace contro l’ovaio policistico

Pubblicato il 11 Feb 2018 alle 6:09am

Un ormone italiano ha scoperto, grazie a uno studio pubblicato sulla rivista scientifica, Reproductive Sciences, una nuova terapia a base di melatonina per curare la sindrome dell’ovaio policistico. (altro…)

Come risolvere i problemi di insonnia

Pubblicato il 04 Feb 2018 alle 8:52pm

Secondo uno studio recente, pubblicato sul Journal of Experimental Psychology, chi soffre di insonnia è vittima di una forma di ansia più o meno marcata. Per questo motivo alcuni scienziati hanno pensato di aiutare i soggetti che facevano fatica ad addormentarsi proponendo loro una sorta di gioco. Un foglio, una penna e 5 minuti di tempo per scrivere le loro preoccupazioni.

Durante l’esperimento i ricercatori hanno chiesto a 56 giovani adulti sani – di età compresa fra i 18 e i 35 anni – di scrivere su un foglio tutto ciò che in quel momento li preoccupava. Ad alcuni di loro, veniva anche chiesto di scrivere cose attinenti la famiglia e ciò che li spaventava da sempre.

Altre persone dovevano anche scrivere i compiti che avrebbero dovuto e potuto svolgere in un prossimo futuro. Mentre altri dovevano fare l’opposto: riportare su un foglio ciò che avevano fatto durante tutta la giornata.

Ebbene, gli esperti hanno fatto partecipare queste persone ad un laboratorio di sonno controllato.

Dai risultati ottenuti hanno scoperto che le persone che avevano scritto nero su bianco tutto ciò che avrebbero dovuto fare a breve erano riusciti ad addormentarsi molto prima degli altri. I ricercatori hanno capito allora che i lavori incompleti sono quelli che possono disturbare il nostro sonno e darci preoccupazione.

In questo caso, invece, i partecipanti hanno affidato a un foglio di carta l’arduo compito di ricordare. In tal modo la loro mente era più libera, svuotata e potevano riuscire a prendere sonno.

Per questo motivo, i ricercatori, consigliano, per migliorare il nostro sonno, se siamo preoccupati per qualcuno o qualcosa, di svuotare il cervello trasferendo il nostro fardello di impegni, paure e problemi su un semplice foglio di carta.

Provare per credere!

Gli anziani dormono male, soprattutto se in case di riposo

Pubblicato il 31 Dic 2017 alle 9:00am

Gli anziani dormono poco, ma la situazione può peggiorare se vivono in case di riposo.

L’insonnia è una condizione che, anche nell’età senile, si può ripercuotere sulle condizioni generali del soggetto che ne è colpito, in quanto il riposo è fondamentale per il benessere psico-fisico del nostro organismo. Sopra i 65 anni sono sufficienti 5 ore a notte per il benessere del nostro organismo. Tuttavia, come detto, parte della popolazione anziana tende a soffrire di problemi di insonnia, soprattutto in determinate situazioni giornaliere.

Per valutare in modo soggettivo il sonno è stata fatta una osservazione su anziani con deficit cognitivi. Da qui si è scoperto che valutando 2 strumenti: lo Strumento di valutazione soggettiva del sonno (SEST) e l’Indice di qualità del sonno di Pittsburgh (IQSP), nessuno dei 2 è stato considerato valido nella popolazione presa in esame. (altro…)

Ema, riconosciuta efficacia Valeriana come farmaco

Pubblicato il 19 Nov 2017 alle 6:32am

L’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, ha ufficializzato il potere benefico delle tisane. In un recente studio recente condotto dal comitato europeo responsabile, cominciato nel 2004, è stato verificata e accertata l’efficacia di diverse piante fitoterapiche, secondo le loro proprietà e usi ai fini curativi.

Ai primi posti c’è come sedativo la valeriana, unico insignito della dicitura di fitoterapico a uso medico. La camomilla, invece, è consigliata contro il raffreddore, il mal di gola, le irritazioni e i problemi gastrointestinali.

Sono quasi duecento le erbe studiate dal Committee on Herbal Medicinal Products europeo che può rilasciare due tipi di certificazione. La prima riguardante i fitoterapici di uso “ben noto”, presenti in Europa da almeno dieci anni e con una serie di studi pregressi che ne dimostrino la loro efficacia; la seconda riguarderebbe i fitoterapici “tradizionali”, ritenuti sicuri dopo i dovuti controlli: un periodo lungo 30 anni senza effetti collaterali, di cui almeno 15 nell’Unione europea.

Ma la lista è molto lunga, perché ancora altri sono quelli da accertare.

In merito alla valeriana, l’Ema ha elencato anche la dose massima consentita per evitare effetti indesiderati. Venti grammi, il limite consentito di radice di valeriana: oltre si va in overdose.

In commercio si trovano compresse sulle cui confezione è indicata la dose massima da assumere ogni giorno.