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Calciatori del Napoli più in salute di tutta Europa

Pubblicato il 12 Ago 2019 alle 6:44am

Secondo un recente studio pubblicato di recente, nato dalla collaborazione tra lo Sbarro Health Research Organization (SHRO) di Filadelfia (USA) e lo Staff Medico della Società Sportiva Calcio Napoli, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Cellular Physiology, che ha visto anche la collaborazione tra lo Sbarro Health Research Organization (SHRO), un team di ricercatori italiani e lo Staff Medico del SSC Napoli, una delle principali squadre di calcio del Campionato Italiano Serie A, i calciatori del Napoli sarebbero i più in salute di tutta Europa.

Ecco spiegato il perché. Lo studio intitolato: “Genomic analysis reveals association of specific SNPs with athletic performance and susceptibility to injuries in professional soccer players,” ha analizzato l’impatto di programmi di allenamento e regimi nutrizionali personalizzati, studiati dai medici ed allenatori dell’SSC Napoli, con lo scopo di migliorare la performance atletica e ridurre l’incidenza di infortuni fisici. I risultati ottenuti sono stati poi confermati dalla Lega Serie A e dall’UEFA, in cui si evince come i giocatori dell’SSC Napoli siano tra i più “in salute” di tutta Europa.

Inoltre, questo studio ha analizzato la presenza di polimorfismi in cinque geni che sono implicati in specifiche attività o correlati agli infortuni e in geni che possono essere modulati dall’esterno, attraverso specifiche indicazioni nutrizionali. I risultati hanno evidenziato come le possibili variazioni genomiche possono essere minimizzate, almeno in parte, mediante programmi nutrizionali e di allenamento specifici disegnati dallo staff medico, spiegando così l’eccellente performance ottenuta dalla squadra.

Il Dr. Alfonso De Nicola, responsabile dello Staff Medico azzurro per quattordici anni fino alla scorsa stagione afferma: “Questo studio è un valore aggiunto alla personalizzazione della preparazione atletica degli sportivi proiettando così la medicina dello sport verso il terzo millennio”. L’ipotesi riportata suggerisce come la combinazione di appropriati allenamenti, adattati ai profili genetici e nutrizionali di ogni atleta, può essere un modo per raggiungere delle performance atletiche d’élite.

Il Prof. Antonio Giordano, direttore della Sbarro Health Research Organization, sottolinea: “La nuova medicina dello sport sta diventando una specialità che prende sempre più in considerazione le differenze genetiche degli atleti”.

Il Dr. Raffaele Canonico – attuale responsabile dello Staff medico SSC Napoli – conclude dicendo: “Questi parametri possono essere adottati per specifiche strategie allo scopo di migliorare, non solo la performance nello sport, ma anche per proteggere la salute degli atleti aiutando così ad allungare la loro carriera”.

Fitness green, bastano 4 ore totali in 15 giorni per stare bene mentalmente e rimettersi in forma

Pubblicato il 26 Lug 2019 alle 8:27am

Secondo gli analisti del Global Wellness Institute che, hanno incluso il fitness green ai primi posti dei nuovi trend globali del benessere, ci vogliono 4 ore totali nell’arco di 15 giorni di camminate, corse lente, pedalate, giochi di gruppo oppure leggeri esercizi di stretching e respirazione dentro le pinete, nei boschi o nei parchi per innalzare in modo evidente i livelli di benessere.

Precisano infatti che “Ci vogliono 120 minuti alla settimana per quindici giorni, per un’impatto positivo a tutte le età: e farlo non costa nulla al contrario di personal trainer e palestre”, spiegano gli autori del focus che riporta una curiosa e salvifica indagine fatta da autorevoli studiosi inglesi su un vasto campione di persone (20.000 uomini e donne di diverse fasce d’età).

Lo studio, pubblicato su Nature, è più che attendibile.

Dopo innumerevoli sondaggi dedicati a cosa e come ritornare in forma, eliminando anche lo stress si scopre che il verde è la vera arma per stare bene e rigenerarsi, ritornare in forma.

Pertanto, vacanze o non vacanze, basta guardarsi intorno per fare un po’ di attività fisica non troppo impegnativa e respirare aria più pulita filtrata dagli alberi. Infine, spiegano i ricercatori, se si è fuori forma, affaticarsi troppo e fare movimento per 200-300 minuti alla settimana invece che 120 non dà i benefici sperati da chi si sacrifica. Anzi, esagerare quando durante l’inverno si è stati grossomodo sedentari innalza i livelli di stress, aumentando appetito e facendo cadere in tentazione verso cibi grassi e zuccherini in modo più diretto. Per questo, è sempre meglio puntare sul relax-green, guardarsi intorno e respirare profondamente. Il resto non serve.

CrossFit, che cos’è e quanto ci fa dimagrire

Pubblicato il 05 Lug 2019 alle 6:03am

Il CrossFit è un sistema di allenamento che aiuta a tonificare il corpo e a migliorare la sensibilità insulinica. Nato negli anni ’70 grazie a Greg Glassman, negli ultimi dieci anni è diventato molto diffuso in tutto il Mondo, anche grazie all’apertura del primo box in California.

Il programma di rafforzamento e condizionamento fisico, prevede movimenti funzionali ad altissima intensità.

Se si vuole analizzare il nome, “Cross” richiama l’unione tra più discipline, i movimenti funzionali del CrossFit si rifanno alla corsa, al sollevamento pesi, alla boxe, agli esercizi a corpo libero, al salto con la corda, all’utilizzo del kettlebell.

Le lezioni iniziano con una fase di riscaldamento a terra, coinvolgendo tutto l’organismo. Durata 15/60 minuti. Dopo di che dopo il primo step la lezione continua con gli esercizi con un livello d’intensità alta. Le opzioni sono diverse: swing (consiste tenere le gambe divaricate), kettlebell (in mezzo sollevato con entrambi le mani), squat, salto con la corda, flessioni. Alla fine è previsto un processo di defaticamento con degli esercizi di stretching.

Praticando il CrossFit si dimagrisce molto e si modella il corpo. Questo avviene grazie all’ossidazione lipidica. E’ però controindicato per chi soffre di cardiopatie anche lievi, artrosi o donne in stato di gravidanza.

Sedentarietà, perché nociva per la salute. Cosa fare

Pubblicato il 07 Giu 2019 alle 6:05am

L’eccessiva sedentarietà può portare problematiche di vario tipo. Compromettere il nostro benessere psico-fisico e favorire l’insorgere di disturbi metabolici come ad esempio diabete, ipertensione, colesterolo e malattie cardiovascolari.

Un metabolismo più lento, l’aumento di peso e l’obesità sono conseguenze molto frequenti nella sedentarietà. Muoversi poco inoltre causa problemi articolari e ossei, artrite e osteoporosi.

Secondo un recente studio australiano, pubblicato su Diabetes Care, interrompere la prolungata sedentarietà, tipica di chi lavora negli uffici, con attività anche leggere, come una piccola passeggiata per andare a lavoro, o a trovare il vicino di scrivania, aiuterebbe a tenere sotto controllo i valori della glicemia e a migliorare la risposta metabolica dopo pranzo. Secondo tale ricerca basterebbero almeno 3 minuti di attività ogni 30 minuti passati alla scrivania per migliorare notevolmente il nostro benessere.

Chi conduce una vita molto sedentaria dovrebbe inoltre tenere sotto controllo anche l’alimentazione: consumare frutta e verdura fresca, ricordarsi di bere spesso e preferire carboidrati integrali, limitando così il consumo di quelli bianchi e di dolci. Anche la regolarità dei pasti è un aspetto molto importante da non sottovalutare: l’ideale è consumare 5 pasti, 3 principali, che non vanno mai saltati, e due spuntini.

È bene ricordare inoltre che l’attività fisica costante non solo previene il diabete, ma riduce i trigliceridi, fa aumentare il colesterolo buono e riduce l’infiammazione dei tessuti. Risolleva l’umore.

Cattiva circolazione e ritenzione idrica, come fronteggiarle

Pubblicato il 29 Apr 2019 alle 1:48pm

Quattro donne su 10 soffrono di problemi alle gambe. Pesantezza, gonfiore, ma anche gli uomini, se fanno lavori particolari. Sono spesso all’impiedi o seduti. (altro…)

Cicloturismo, in Italia in costante crescita

Pubblicato il 05 Apr 2019 alle 11:38am

Più dell’otto per cento del turismo italiano nel 2018 è avvenuto grazie alla bicicletta. I ciclisti che dedicano la vacanza alle due ruote sono in costante aumento, infatti un cicloturista su tre decide di salire in sella e pedalare lungo tutto il tragitto. (altro…)

Sei mesi di sport ringiovaniscono cervello di 9 anni

Pubblicato il 23 Dic 2018 alle 6:00am

Lo sport fa bene alla salute e porta innumerevoli benefici al fisico e alla mente. Due recenti studi scientifici ne sono una conferma. La prima ricerca pubblicata su Neurology, rivela che svolgere attività fisica aerobica (camminata, corsa, bicicletta) in modo regolare per tre volte alla settimana per sei mesi di seguito può ringiovanire il cervello di nove anni, migliorando così anche le funzioni cognitive in chi ha lievi deficit. Una seconda ricerca, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, basata sulla revisione di dati relativi a 40 mila pazienti, suggerisce poi che lo sport potrebbe essere efficace anche come i farmaci per combattere la pressione alta.

Nella prima indagine, condotta da James Blumenthal, della Duke University Medical Center a Durham, sono stati coinvolti 160 partecipanti di età media sui 65 anni e tutti con lievi deficit cognitivi (problemi di memoria e di organizzazione mentale, capacità decisionale) e sedentari. I volontari hanno diviso il campione in 4 gruppi, il primo doveva svolgere 45 minuti di sport (10 di riscaldamento e 35 su un tapis roulant correndo o camminando) per tre volte a settimana, il secondo la dieta contro l’ipertensione (DASH) che è un’alimentazione ricca di fibre, legumi, frutta secca, frutta e verdura e povera di sale e carne; il terzo doveva seguire entrambe le “prescrizioni” e l’ultimo nessuna. Tutti i partecipanti sono stati valutati prima e dopo l’intervento con test cognitivi ad hoc.

A sei mesi dall’intervento, chi aveva praticato sport e chi aveva sia praticato sport che seguito la dieta, avevano dimostrato un miglioramento considerevole nelle loro «funzioni esecutive» (capacità di riflettere, decidere, organizzare, portare a termine un compito), comparabile a nove anni di invecchiamento in meno. In particolare se il campione partiva da un cervello con un’età stimata di 93 anni, 28 anni in più della loro vera età anagrafica a causa dei deficit cognitivi, dopo sei mesi i partecipanti che hanno sia fatto sport sia seguito la dieta DASH hanno mostrato di avere funzioni esecutive pari a quelle di un 84enne. Nessun miglioramento è stato riscontrato negli altri due gruppi, segno che la dieta da sola non è sufficiente a sortire cambiamenti significativi; ma per confermare questo dato, concludono gli esperti, lo studio va ripetuto su un più ampio campione di individui.

Sport, addio contapassi, arriva il coach: da gennaio app gratuita per attività fisica su misura

Pubblicato il 15 Dic 2018 alle 10:38am

Addio contapassi, dal prossimo 21 gennaio è in arrivo un coach virtuale per la salute del cuore. Grazie infatti ad un’app gratuita sarà possibile ricevere un programma di attività fisica personalizzato in base alle proprie caratteristiche cliniche e preferenze di movimento, ma, soprattutto, efficace nella prevenzione di eventi cardiovascolari e del miglioramento della salute e della qualità di vita. (altro…)

Bebe Vio e Art4Sport: Corso di Guida sicura per bambini e ragazzi portatori di protesi di arto. Sabato 24 Novembre, Viterbo

Pubblicato il 21 Nov 2018 alle 2:58pm

La Art4sport ONLUS (http://www.art4sport.org), associazione fondata nel 2009 dai genitori di Bebe Vio, impegnata nel recupero psicofisico di bambini e ragazzi portatori di protesi di arto attraverso lo sport come terapia, organizza la prima edizione del Corso di guida sicura per una decina dei ragazzi dell’art4sport Team che avrà luogo il 24 novembre 2018 presso il Circuito internazionale di Viterbo. (altro…)

Boom di mal di schiena già a 11 anni a causa dei tablet. Lo sport può ridurre il rischio

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 9:00am

Il mal di schiena colpisce sempre più i bambini, con dolori anche invalidanti fin dall’inizio della pubertà. La colpa è da attribuire anche alle ore passate con la schiena china su tablet e pc, fare sport in modo regolare può ridurre il rischio di sviluppare lombalgie. “Sempre più spesso i bambini iniziano a soffrire di mal di schiena in età adolescenziale, intorno agli 11 anni, e la colpa è delle abitudini scorrette, mancanza di attività motoria e passatempi sedentari, che modificano l’atteggiamento posturale – spiega David Pomarici, fisioterapista, osteopata, responsabile del Servizio di posturologia dell’età evolutiva presso il GRUPPO INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano -. Ma attenzione, postura sbagliata non significa maggior rischio di patologie della colonna vertebrale, come la scoliosi e la cifosi. Lì c’è un aspetto genetico e familiare”.

Se si vuole prevenire il mal di schiena, bisogna dunque dire no a tablet, smartphone e videogames in nome dello sport. “In Italia molti bambini praticano sport solo un’ora a settimana, la maggior parte ha la televisione in camera, molti altri, invece, passano più di due ore al giorno davanti alla tv e ai videogiochi. Questo è uno dei principali fattore di rischio non solo per l’aumento del peso ponderale ma anche per il mal di schiena.

Secondo l’esperto “L’ideale sarebbe quello di praticare almeno un’ora di attività fisica al giorno, sport, gioco all’aria aperta, corsa o passeggiata”.

“Si deve iniziare già dai 6 anni, preferibilmente sport individuali, come arti marziali e nuoto, perché il bambino inizia ad avere consapevolezza del proprio corpo, poi dagli 8 ai 12 anni può passare a uno sport di squadra – afferma l’osteopata -. Lo sport infatti aiuta nel percorso di crescita fisica e psichica e, insieme a sane abitudini alimentari, contrasta sedentarietà e cattive abitudini posturali. Poi per il mal di schiena ci sono alcuni sport più indicati di altri. L’equitazione, ad esempio, migliora la postura e l’equilibrio, a differenza del nuoto, della danza classica o del tennis”.

Ma allora cosa fare nel caso in cui, invece, i primi dolori e fastidi alla schiena siano già insorti? “L’osteopata fa una prima valutazione clinica generale – spiega Pomarici – Valuta l’armonia o la disarmonia della colonna vertebrale, l’appoggio podalico, la masticazione, il sovrappeso ponderale, ma anche l’aspetto psicologico, perché la postura risente delle emozioni, del nostro carattere. Laddove si riscontrano dei problemi, dei paramorfismi o dimorfismi, scoliosi già strutturate o ipercifosi, si invia il paziente da uno specialista ortopedico”.