studio

Coronavirus, naso e gola asintomatici

Pubblicato il 11 Ago 2020 alle 6:29am

Un recente studio rivela che gli asintomatici da coronavirus hanno la stessa carica virale (concentrazione di virus in naso e gola) e la mantengono per un lungo periodo di tempo. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Jama Internal Medicine, e condotto in Corea del Sud, conferma evidenze cliniche e sospetti sollevati da molti studiosi, e cioè che una persona positiva ma senza sintomi può essere comunque capace di trasmettere il virus.

Lo studio è stato reso possibile poiché, in Corea del Sud sin dall’inizio di marzo è stata svolta una campagna massiccia di test per scovare tutti i casi di SARS-CoV-2. Gli esperti, del Policlinico Universitario Soonchunhyang a Seul e Soonchunhyang University College of Medicine, hanno studiato un gruppo di positivi ed asintomatici, confrontandoli con dei pazienti, tutti seguiti per diverse settimane in un centro clinico sul territorio, eseguendo un totale di quasi 2000 test.

Da qui è emerso che gli asintomatici positivi presentavano la stessa concentrazione di virus in naso e gola di un positivo con sintomi. Inoltre la carica virale rimaneva alta a lungo nell’asintomatico, per un numero di giorni equiparabile a quello di un paziente.

Lo studio è rilevante sia per l’ampiezza del campione esaminato che per lungo periodo monitorato, e perché i ricercatori hanno anche accuratamente distinto gli asintomatici dai pre-sintomatici.

Coronavirus, coloro che si re-infettano hanno la forma grave del virus

Pubblicato il 17 Lug 2020 alle 6:07am

Una ricerca italiana pubblicata sulla rivista scientifica BMJ Global Health sostiene che l’immunità acquisita non solo potrebbe non essere protettiva, ma potrebbe anche addirittura rivelarsi controproducente favorendo così, re-infezioni con sintomi anche più gravi. (altro…)

Covid19 e trombosi, scoperto il legame da ricercatori del San Gerardo di Monza

Pubblicato il 07 Giu 2020 alle 6:40am

Ricercatori di Milano-Bicocca hanno identificato il meccanismo che che sarebbe all’origine della trombosi vascolari nei pazienti infettati da Coronavrius. (altro…)

Coronavirus, il Remdesivir accorcia i tempi di guarigione

Pubblicato il 26 Mag 2020 alle 6:38am

Secondo un rapporto pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’, il farmaco antivirale sperimentale Remdesivir funziona, davvero. Stando allo studio, infatti, sarebbe in grado di accorciare i tempi di guarigione. (altro…)

Coronavirus, studio GB, 1,9 milioni di morti nel mondo

Pubblicato il 29 Mar 2020 alle 7:38am

I ricercatori dell’Imperial College di Londra, autori di uno studio condotto ad hoc, hanno stimato che sono 279.000, le persone che moriranno nella regione dell’Europa e dell’Asia centrale, inclusa la Russia, nei prossimi 250 giorni.

A livello globale, sono circa 1,9 milioni le persone che probabilmente moriranno quest’anno dopo un’infezione da Covid-19, e questo anche se tutti i Paesi adottassero misure di allontanamento sociale, il bilancio delle vittime a livello globale potrebbe superare i 10 milioni. Se i governi non avessero intrapreso alcuna azione, invece, questo dato avrebbe potuto raggiungere quota 40 milioni, con un massimo di 7 miliardi di persone infettate dal virus, secondo quanto stimato dai ricercatori.

“Stimiamo che il mondo debba affrontare un’emergenza sanitaria violenta e senza precedenti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”, ha affermato Patrick Walker, uno degli autori dello studio.

“I nostri risultati suggeriscono che tutti i paesi si trovano ad affrontare una scelta tra misure intensive e costose per contrastare la trasmissione o rischiare che i sistemi sanitari vengano rapidamente sopraffatti”, ha detto ancora Walker. “Tuttavia, i nostri risultati evidenziano che un’azione rapida, decisa e collettiva adesso salverà milioni di vite il prossimo anno”.

Coronavirus: ricercatori della Corea del Sud scoperto anticorpi che lo neutralizzano

Pubblicato il 06 Mar 2020 alle 7:23pm

Un team di ricercatori Korea Chemical Technology Research Institute, della Corea del Sud è riuscito ad individuare gli anticorpi che sarebbero in grado di neutralizzare il virus Sars-Cov-2.

La Corea del Sud è uno dei paesi più colpiti dall’epidemia di Coronavirus, con oltre 6.000 casi e 42 morti, al momento.

Nel suo studio, pubblicato su bioRxiv, il team d scienziati parla del coronavirus 2019 (COVID-19), concentrandosi su specifici anticorpi in grado di fermare il diffondersi del virus.

“L’anticorpo neutralizzante, che si lega al capside virale in modo da inibire l’ingresso cellulare del virus e il rivestimento del genoma, è la difesa specifica contro gli invasori virali”

Gli scienziati, sono andati lla ricerca di anticorpi in grado di “combattere” e neutralizzare l’attività del virus nella cellula. Ed effettivamente il risultato è stato a tutti gli effetti positivo: gli anticorpi sono stati rilevati sulla base di studi anticorpali sul virus SARS (sindrome respiratoria acuta grave) e MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e, secondo gli esperti, potrebbero essere utilizzati in futuro dagli operatori sanitari per curare il Coronavirus.

I ricercatori hanno rilevato somiglianze tra i virus SARS e COVID-19 attraverso l’analisi del genoma di quest’ultimo.

La scoperta di anticorpi che neutralizzano l’nCoV è un buon segnale, dicono i ricercatori, perché apre la strada alla formulazione di vaccini e farmaci per prevenire e curare il virus che sta terrorizzando il mondo intero.

Si tratta di due anticorpi neutralizzanti la SARS e un anticorpo neutralizzante la MERS che possono combinarsi con la proteina Spike del COVID-19. La Spike è una proteina utilizzata dal Coronavirus per infiltrarsi nelle cellule.

Come hanno spiegato, se ai pazienti vengono iniettati antigeni attraverso vaccini che usano anticorpi che neutralizzano la SARS e la MERS, il corpo umano, grazie alla risposta immunitaria, può formare anticorpi e neutralizzare i patogeni.

Kim Bum Tae, a capo dello studio sulla sintesi CEVI, così chiamata, ha dichiarato: “Metteremo in campo tutte le nostre capacità di ricerca sul modo di affrontare il Covid-19“.

Inoltre, il team ha ottenuto l’RNA del nCoV coltivando virus da persone infette in Corea e realizzando che il Covid-19 in Corea sarebbe più facile da rilevare rispetto ad altri paesi.

Via libera alla legge su uso cadaveri per studio

Pubblicato il 30 Gen 2020 alle 6:39am

E’ stato dato il via libera definitivo della commissione Affari sociali della Camera, in sede legislativa, alla legge in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica.

Il testo proposto in Senato per iniziativa del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5S), è stato definitivamente approvato a Montecitorio all’unanimità nella giornata di ieri 29 gennaio 2020.

Esercizio fisico, uno studio conferma che l’attività fisica può essere cominciata anche in tarda età

Pubblicato il 03 Set 2019 alle 6:27am

Un ulteriore studio conferma che non è mai troppo tardi per iniziare a fare esercizio fisico. (altro…)

Visitare mostre e musei potenzia la memoria

Pubblicato il 19 Ago 2019 alle 6:06am

Frequentare musei, gallerie d’arte e mostre oltre a essere una piacevole attività culturale serve anche a mantenere attivo il cervello, fino a ridurre il rischio di sviluppare una certa forma di demenza. È quanto emerge da uno studio realizzato a Londra su quasi 4mila persone di età media di 64 anni e pubblicato sul British Journal of Psychiatry.

Secondo i ricercatori, infatti, con a capo la psichiatra Daisy Fancourt del Department of Behavioural Science and Health dell’University College of London: «Il nostro studio ha dimostrato per la prima volta che tra le persone che frequentano musei alcune volte l’anno, si riscontra un tasso inferiore nell’incidenza della demenza su un periodo di controllo di 10 anni».

Sclerosi multipla: dispositivo multimodale in grado di rilasciare farmaci che abbassano infiammazione

Pubblicato il 05 Lug 2019 alle 6:44am

Sviluppare un dispositivo medico multimodale in grado di rilasciare, in maniera sequenziale e controllata, farmaci diversi per abbassare l’infiammazione e promuovere la neuro- rigenerazione in pazienti con Sclerosi Multipla Primariamente Progressiva, è questo lo scopo dei ricercatori, e del progetto chiamato PMSMatTrain incentrato sulla sclerosi multipla, malattia che colpisce 1,3 milioni di persone al mondo.

Lo studio in questione, finanziato dalla Commissione Europea che ne ha valutati 500, è stato presentato nel Programma Horizon 2020 nella ‘Marie Skodowska-Curie Initial Training Network’ da un partenariato composto da Irlanda, Germania, Belgio, Francia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Danimarca. Coordinatrice delle attività di ricerca, Damiana Pieragostino, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche dell’università ‘d’Annunzio’ di Chieti.

Il dispositivo sarà impiantato dietro la nuca dei pazienti, per migliorare la biodisponibilità a livello di sistema nervoso centrale e limitare gli effetti tossici negli altri organi. La ‘D’Annunzio” parteciperà come partner italiano. Il network è costituito da 6 università e 2 aziende medicali che, unendo competenze diverse e complementari, hanno ottenuto un finanziamento di oltre 4 milioni di euro spendibili in 48 mesi di attività di ricerca nell’ambito della Sclerosi Multipla.

“Il ruolo del nostro laboratorio”, spiega Pieragostino, “sarà quello di caratterizzare l’espressione proteica e metabolica nei tessuti e nei fluidi biologici dei modelli in vitro e in vivo esposti a tale dispositivo, al fine di valutarne gli effetti benefici. Grazie alla possibilità di stipulare 15 contratti, la rete di lavoro avrà il compito di formare la nuova classe di ricercatori europei impegnati nell’ambito della Sclerosi Multipla. Il progetto, coordinato dall’università irlandese di Galway, sarà in grado di realizzare i suoi obbiettivi grazie a una serie di scambi tra i ricercatori assunti. L’Università di Chieti assumerà e formerà un ricercatore di nazionalità straniera e ne ospiterà 5 da Francia, Germania, Irlanda e Belgio, per integrare le diverse competenzemnecessarie affinché una malattia complessa come la Sclerosi Multipla”, conclude, “con la sua forma più repentina e aggressiva, trovi un’alternativa terapeutica più efficace e con minori effetti collaterali”.