terrorismo

Incendio Istituto nazionale di criminologia del Belgio, 5 arresti, non si esclude terrorismo

Pubblicato il 29 Ago 2016 alle 12:06pm

Sono cinque gli arresti per l’incendio avvenuto all’Istituto nazionale di criminologia del Belgio. Nella notte una forte esplosione che non ha provocato morti, ma gravi danni all’edificio.

Poco prima dello scoppio, verso le ore tre della notte, un’auto ha sfondato tre recinzioni per entrare nel sito, che si trova alla periferia nord di Bruxelles. Secondo le prime indiscrezioni della procura di Bruxelles, che ha fermato cinque persone, l’incendio potrebbe essere stato appiccato per distruggere delle prove.

Al momento non si esclude la pista del terrorismo internazionale.

Foto Afp

Copasir, paura per l’Italia: “Terroristi Isis potrebbero arrivare dal mare”

Pubblicato il 15 Ago 2016 alle 8:53am

“Cresce oggettivamente il rischio che dei militanti possano fuggire in Europa anche via mare”.

Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, non ha dubbi: se “a lungo è stato altamente improbabile, se non impossibile che Daesh facesse viaggiare suoi affiliati sui barconi, esponendo ai rischi oggettivamente alti della traversata uomini su cui aveva investito in tempo e soldi”, oggi si è “in pieno caos, e nella fuga dalla Libia quelli che non sono diretti verso sud potrebbero anche decidere di tentare la carta del viaggio in mare verso l’Europa. Sono cani sciolti, gente allo sbando – prosegue Stucchi – poi si tratta di capire quali intenzioni ha chi dovesse davvero arrivare in questo modo: semplicemente far perdere le proprie tracce oppure voler continuare a ‘combattere’ in nome della propria causa?”.

La paura per l’Italia è dunque alta. Roma è la culla del cristianesimo. E le scritte sui muri della città libica strappata all’Is, per il presidente del Copasir “vanno lette nell’ottica della propaganda fatta da Daesh negli ultimi anni e negli ultimi mesi, soprattutto in Libia. Nel mirino c’è l’Occidente in genere con tutti i simboli che il sedicente Califfato intende abbattere, e Roma come culla della cristianità è un bersaglio come qualsiasi altra città degli ‘infedeli’”.

In Francia arriva Saip, l’app che avvisa in 15 minuti su possibili attentati

Pubblicato il 10 Giu 2016 alle 8:46am

E’ già arrivata in Francia l’applicazione «allerta attentati» Saip: una speciale app con la quale chiunque possa essere avvertito attraverso lo smartphone, in tempo reale, di una minaccia incombente, o crisi maggiore legata ad atti di terrorismo nella zona in cui si trova. (altro…)

Bari, arrestati 2 afghani, tre sono ricercati. Progettavano attentati in Italia e Inghilterra

Pubblicato il 10 Mag 2016 alle 10:57am

E’ stato emesso un decreto di fermo nei confronti di due cittadini di nazionalità afghana, accusati di terrorismo internazionale, eseguito a Bari dai carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ros.

Secondo le indagini coordinate dalla Dda di Bari, i due progettavano attentati in Italia e in Inghilterra. Nei loro cellulari filmati di ipercoop e aeroporto e foto di armi e militanti talebani.

Altre tre persone sono invece ricercate, perché accusate di terrorismo internazionale e una di immigrazione clandestina.

Le persone arrestate sono un 23enne Hakim Nasiri, domiciliato al Centro accoglienza per richiedenti asilo con lo status di protezione sussidiaria riconosciuto il 5 maggio, e il 29enne Gulistan Ahmadzai, di Borgo Libertà a Cerignola (Foggia) con protezione umanitaria riconosciuta a settembre 2011.

Secondo le indagini della Dda di Bari, i due afghani farebbero parte di una associazione “finalizzata al terrorismo internazionale, in Italia e all’estero, realizzando anche in Italia (oltre che in Francia, in Belgio) un’associazione criminale, costituente articolazione o comunque una rete di sostegno logistico di una organizzazione eversiva sovranazionale di matrice confessionale, funzionalmente collegata all’organizzazione terroristica internazionale denominata Isis, all’emirato Islamico dell’Afghanistan e di Al Qaeda”.

Isis, intelligence Usa: “Cellule terroristiche dormienti anche in Italia”

Pubblicato il 26 Apr 2016 alle 11:58am

Il capo dell’intelligence americana James Clapper lancia un allarme, rivelando che anche in Italia, come in Germania e nel Regno Unito sono presenti cellule dormienti. “Si tratta di gruppi analoghi a quelli che hanno organizzato gli attentati di Bruxelles del 22 marzo, in cui più di trenta persone sono state uccise”, ha spiegato Clapper.

Sottolineando anche la necessità per i Paesi dell’Unione europea di impegnarsi di più nella condivisione di informazioni d’intelligence per contribuire a contrastare attacchi terroristici.

Perché se le nazioni Ue vogliono incoraggiare la libera circolazione di merci e persone attraverso i loro confini e garantire la privacy dei propri cittadini “in alcuni casi è in conflitto con la responsabilità di proteggere la sicurezza”.

Strasburgo dice sì al Pnr, registro passeggeri aerei

Pubblicato il 15 Apr 2016 alle 10:03am

La direttiva Ue sull’uso dei dati del codice di prenotazione nell’aviazione civile, nota come direttiva Pnr (“Passenger name record”), che la plenaria del Parlamento europeo ha approvato ieri a Strasburgo obbligherà le compagnie aeree a comunicare alle autorità competenti i dati dei passeggeri per tutti i voli provenienti da paesi terzi verso l’Unione europea e viceversa.

Lo scopo è quello di contribuire alla prevenzione di reati gravi, e in particolare di attentati terroristi. Aiutare le indagini per accertare i responsabili di tali reati qualora siano stati commessi.

Le infomazioni saranno disponibili per le polizie in chiaro solo per 6 mesi, poi – fino a 5 anni – saranno consultabili ma mascherate.

Lo scambio dei dati tra Paesi membri non avverrà in modo automatico, ma solo nel quadro di indagini o accertamenti per terrorismo e gravi reati.

La norma riguarderà solo per i voli diretti in Europa, mentre non sarà obbligatoria per i voli interni tra Paesi dell’Unione Europea.

Roma, blitz dei Ros anti – Isis

Pubblicato il 12 Mar 2016 alle 11:20am

Un’operazione anti-Isis è stata condotta a Roma dai carabinieri del Ros. Due le ordinanze di custodia cautelare per associazione con finalità di terrorismo: una è stata notificata in carcere al macedone di 41 anni Vulnet Maqelara, alias Carlito Brigande, già detenuto, mentre l’altra è a stata emessa a carico di un tunisino di 29 anni, Firas Barhoumi, un foreign fighter che si troverebbe in Iraq.

Un terzo straniero,il ventiseienne macedone Abdula Kurtishi, sarebbe invece evaso da un carcere del suo Paese ed in contatto con Brigante, sarebbe stato arrestato la scorsa notte nella capitale per evasione e possesso di documenti falsi.

Al Qaeda minaccia l’Italia in un video: “Ha occupato Tripoli e per questo se ne pentirà”

Pubblicato il 15 Gen 2016 alle 7:20am

«L’Italia romana ha occupato Tripoli». Il numero due dell’organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, in un video della durata di 23 minuti e 24 secondi il cui contenuto è stato rivelato dall’agenzia mauritana ‘al-Akhbar’, minaccia l’Italia.

Gli «invasori» italiani si pentiranno e saranno «umiliati e sottomessi». Per Anabi, inserito a settembre dello scorso anno dagli Usa nella lista nera dei terroristi più ricercati, quello in corso in Libia è un vero e proprio «complotto», a partire dall’accordo firmato a dicembre a Skhirat dai rappresentanti dei parlamenti di Tripoli e Tobruk, fino alla cosiddetta «occupazione» da parte dell’Italia.

Stando al terrorista, «un generale italiano», di cui non fornisce altri dettagli, «è a capo di un governo fantoccio di cui fa parte gente della nostra razza che ha venduto la sua religione», alla stregua di quanto accadde in Iraq con «la nomina di Paul Bremer dopo la campagna criminale di George Bush», per non parlare di come «il suo compagno di crimini Donald Rumsfeld ha insozzato Baghdad».

Nel video, Anabi spiega che «con le rivoluzioni arabe l’Occidente crociato ha assistito al ritorno dei musulmani alla loro religione, ha preso atto del loro desiderio ostinato di applicare la sharia, e non ha trovato altro rimedio che tornare a occupare quei territori, mettendo le sue avide mani sulle ricchezze e sul petrolio e continuare a controllarli».

Ma «la minoranza euro-americana controlla il mondo in generale e la nostra ummah (comunità, ndr) musulmana in particolare», mentre «chi non si rassegna e resiste è definito un terrorista ed è ricercato vivo o morto», laddove «il concetto di terrorismo mira a diffamare il jihad». Ai libici, il terrorista chiede pertanto di «trovare l’unanimità, unificare i discorsi, ordinare le fila e chiarire le divergenze» contro il «complotto» in corso.

Giacarta, sei esplosioni: almeno 7 morti. L’Isis rivendica. Arrestati 4 sospettati terroristi

Pubblicato il 14 Gen 2016 alle 2:40pm

Sarebbero stati rivendicati dall’Isis gli attentati che questa mattina hanno insanguinato Giakarta. L’agenzia di stampa Aamaaq legata allo Stato Islamico ha reso noto che combattenti dell’Isis hanno eseguito gli attacchi di oggi. A darne notizia, la Bbc online.

L’attacco terroristico messo in atto dall’Isis “in stile Parigi” nel centro di Giacarta ha visto sette esplosioni, kamikaze, e ore ed ore di sparatorie tra assalitori e polizia.

Il terrore è tornato a colpire la capitale dell’Indonesia, dopo gli attentati del 2009 avvenuti negli hotel Marriott e Ritz.

Ad agire un commando formato da 14 uomini armati di granate, secondo quanto riferito da Metro Tv. Ancora provvisorio anche il bilancio delle vittime: per ora di almeno sei – sette morti.

I quattro sospettati attentatori sarebbero stati arrestati, mentre altri sarebbero riusciti a fuggire. Dietro gli attentati, riferisce la polizia indonesiana, c’è Bahrun Naim, un indonesiano che starebbe combattendo con l’Isis in Siria.

Foto Ansa

Attentati di Parigi di novembre organizzati in tre covi in Belgio

Pubblicato il 13 Gen 2016 alle 10:41am

La strage di Parigi del 13 novembre scorso sarebbe stata preparata in tre distinte abitazioni, in Belgio. A renderlo noto è la procura di Bruxelles, secondo cui il primo covo si trova nella capitale, nel quartiere di Schaerbeek, il secondo ad Auvelais, provincia di Namur, e il terzo a Charleroi.

In quest’ultimo si sarebbe nascosta la mente dell’attacco, Abdelhamid Abaaoud, rimasto ucciso nel blitz di Saint Denis, avvenuto lo scorso 18 novembre.

Secondo il procuratore federale, l’appartamento di Schaerbeek è stato affittato sotto falsa identità, a nome di Fernando Castillo, l’1 Settembre 2015.

Nel covo sono stati ritrovati materiale esplosivo, una bilancia di precisione, tracce dell’esplosivo artigianale TATP, cinture, uno schema disegnato a mano che rappresenta una persona con una cintura esplosiva.

La falsa identità utilizzata per l’appartamento di Charleroi è quella di Ibrahim Maaroufi. L’abitazione è stata affittata il 3 settembre del 2015 e durante la perquisizione del 9 dicembre sono state trovate le impronte di Bilal e Abaaoud ma nessuna arma o esplosivo.

Infine, la casa di Auvelais è stata affittata per un anno il 5 ottobre 2015 scorso a nome di Soufiane Kayal. Anche questa sotto falso nome.