Ictus: più a rischio le donne, come prevenirlo?

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 30 Ott 2014 alle ore 10:01am

Il 29 ottobre, in tutto il mondo, è stata celebrata la Giornata dell’Ictus Cerebrale (World Stroke Day), una patologia che solo in Italia ha già colpito oltre un milione di persone, lasciando nella metà dei casi, serie invalidità.

Ricorrenza, che quest’anno, è stata dedicata principalmente alle donne. Basti pensare, che il 43% delle persone colpite da ictus è donna, e il 61% di quelle morte, è di genere femminile.

Nelle donne l’ictus è causa di decesso pari ad una percentuale più alta del doppio rispetto a quella che colpisce per il tumore al seno. E si calcola che 1 donna su 5 sarà vittima di ictus nel corso della sua vita (rispetto invece all’uomo che si parla di 1 caso su 6), proprio perché, è scientificamente provato che le donne vivono più degli maschi.

A rischio, però, sono prevalentemente gli anziani, perché, molto spesso, vittima di una patologia vascolare silente capace di ridurne le capacità mentali e motorie.

Così ieri, la SIN ha colto l’occasione per ricordare attraverso Domenico Inzitari, Direttore della Stroke Unit dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze e Professore Ordinario presso la Clinica Neurologica dell’Università di Firenze, la necessità di un intervento tempestivo, spiegando che «Oggi un paziente colpito da un ictus anche grave può tornare a condurre una vita normale in pochi giorni, a patto che arrivi rapidamente in ospedale e venga ricoverato presso una Stroke Unit».

E che «Esiste la possibilità di disostruire rapidamente le arterie cerebrali chiuse da un trombo o da un embolo, usando farmaci somministrati per via endovenosa (trombolisi) o mediante microcateteri che asportano il coagulo direttamente dalle arterie colpite. Il risultato migliore si ottiene quando il paziente viene trattato entro 60 minuti; in ogni caso l’arrivo in ospedale non dovrebbe superare le 4 ore e mezza».

A tal fine, per prevenire l’ictus, gli esperti raccomandano ad entrambi i sessi di condurre un’alimentazione equilibrata povera di grassi, una moderata attività fisica, di tenere sotto controllo la pressione, il colesterolo, la glicemia, perdere peso, se occorre, e smettere di fumare.

Consigliano, inoltre, di sottoporsi a visite di controllo periodiche, soprattutto in presenza di campanelli di allarme.