donne

Glifosato in tamponi salvaslip e cotton fioc

Pubblicato il 07 Giu 2019 alle 10:48am

Secondo un recente studio argentino, il diserbante erbicida glifosato probabilmente cancerogeno, è stato rilevato durante l’esecuzione di alcuni test clinici nella maggior parte dei prodotti per l’igiene. Tamponi di ovatta, tamponi di cotone sono stati esaminati al microscopio e quello che è stato scoperto è sconvolgente e agghiacciante soprattutto per le donne che ne fanno un frequente utilizzo.

Uno dei ricercatori responsabili dello studio dichiara che l’85 percento dei campioni esaminati è risultato essere positivo al test. Gli articoli per i test sono stati acquistati presso varie farmacie o supermercati. Secondo i risultati, le donne spesso entrano in contatto con il glifosato cancerogeno attraverso l’uso di tamponi, salvaslip e tamponi di cotone. Molti dei prodotti per l’igiene sono usati anche negli ospedali. Sono dichiarati sterili e utilizzati per proteggere le ferite ancora aperte. Per evitare rischi, si consiglia di utilizzare prodotti sanitari che siano stati prodotti, esclusivamente in maniera biologica. Il glifosato è il pesticida più usato al mondo. I residui si trovano nell’ambiente e nel cibo. Nel marzo 2015 il glifosato è stato classificato come potenzialmente cancerogeno negli esseri umani dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Il glifosato è usato in tutto il mondo – in agricoltura, nella frutta e nella viticoltura, negli uliveti, nelle piante ornamentali, nelle piantagioni di alberi di Natale, nei parchi, sui binari ferroviari e nei giardini. Nel 2014 sono state vendute in tutto il mondo circa 826.000 tonnellate di glifosato, impiegato in agricoltura al 90%. Sull’argomento il mondo scientifico non ha dato finora un giudizio univoco, basti pensare che la Iarc, l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ha invece inserito il glifosato fra i ‘probabilmente cancerogeni’. Recentemente, ad esempio, uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha trovato effetti negativi sulla salute dei ratti che duravano per tre generazioni, ma le conclusioni sono state contestate. Secondo il Gruppo Informale Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura (Seta)l’analisi ha diversi errori di metodo, tra cui un dosaggio troppo alto del glifosato rispetto a quello ritenuto sicuro. “L’autore principale ha ricevuto per questo progetto soldi da una fondazione di stampo religioso abbastanza nota per finanziare molti programmi antiscientifici, inclusi alcuni sul negazionismo climatico e nel campo delle cellule staminali”.

Fumo, in Italia, in un solo anno, fumatrici aumentate del 24%

Pubblicato il 01 Giu 2019 alle 6:34am

In base al report presentato ieri mattina dall’Istituto Superiore di Sanità, in occasione della Giornata Mondiale no Fumo è emerso che in Italia sono 11,6 milioni i fumatori, più di un italiano su cinque. Gli uomini sono 7,1 milioni e le donne 4,5 milioni. (altro…)

Tiroide, se non funziona bene a rischio fertilità e cuore

Pubblicato il 26 Mag 2019 alle 7:31am

Una tiroide che non funziona bene, può portare problemi anche alla fertilità femminile. I disturbi tiroidei colpiscono infatti una donna su dieci, e spesso vengono ignorati, e di conseguenza, in assenza di adeguati controlli, non ricevono un trattamento adeguato.

Il cuore, ad esempio, è un organo che viene colpito sempre più spesso dalle alterazioni tiroidee, un eccesso di ormoni infatti, può determinare un aumento del battito cardiaco e può far aumentare addirittura i rischi di un possibile ictus. Tiroide e cuore parlano si influenzano a vicenda, ed è proprio per questo che bisogna tenere sempre i valori nei limiti consigliati per evitare problemi di ipertensione o di arterie ostruite.

Rivolgersi al proprio medico di famiglia per i dovuti accertamenti ed esami del caso.

Cistite, più rischi in estate per una donna su due

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 11:00am

La metà delle donne italiane ammette di aver sofferto, almeno una volta nella vita, di cistite. Tuttavia il 31% ignora ancora le possibili cause e come prevenirla. (altro…)

Arresto cardiaco, per donne meno chance di salvezza

Pubblicato il 24 Mag 2019 alle 10:50am

Donne e uomini sono trattati in modo diverso in presenza di un arresto cardiaco: le donne vengono rianimate meno spesso con defibrillatore o massaggio toracico e, una volta giunte in ospedale, hanno meno chance di sopravvivere rispetto agli uomini. A rivelarlo, uno studio di Hanno Tan, Università di Amsterdam, condotto su oltre 5700 persone con arresto cardiaco avvenuti fuori da un ospedale. Il quale mostra che le donne sono rianimate meno degli uomini (il 68% delle donne contro il 73% dei maschi). Anche la sopravvivenza dal momento dell’arresto al ricovero è inferiore per le donne (34% vs 37% dei maschi), come pure la sopravvivenza una volta giunte in ospedale (37% vs 55%). In media, quindi, le chance di sopravvivenza di una donna sono quasi la metà di quelle degli uomini (12,5% vs 20%).

Secondo i ricercatori ciò si deve in parte al fatto che l’arresto cardiaco è riconosciuto più tardi nella donna, spesso troppo tardi per la rianimazione.

Bellezza e autostima, le donne italiane non si piacciono

Pubblicato il 24 Apr 2019 alle 7:14am

Il 75% delle donne e ragazze italiane non ha stima in se stesse. E questo fa sì che l’Italia sia penultima nella classifica dei Paesi coinvolti in uno studio che fa luce su uno degli aspetti più accentuati dal punto di vista caratteriale del nostro tempo. Peggio dell’Italia solo il Giappone. (altro…)

Malattie rare: in Abruzzo 815 nuovi casi in 1 anno, il 47% sono donne

Pubblicato il 24 Mar 2019 alle 6:57am

Nel 2017-2018, la Regione Abruzzo ha segnalato 815 nuovi casi di malattie rare, di cui il 47,6 per cento sono donne e 80 casi sono residenti in altre regioni.

I dati emergono dal primo rapporto del Registro delle malattie rare istituto dall’Agenzia sanitaria regionale, guidata da Alfonso Mascitelli; il cui studio è a cura di Lamberto Manzoli, Maria Elena Flacco, Vito Di Candia, Tiziana Di Corcia, Anita Saponari, Giorgio Salvatore, Anna Maria Donia e Giorgia Fragassi.

Ad un esame della casistica, si può stimare che siano stati inclusi nel Registro circa il 90% di tutti i nuovi casi verificatesi tra i residenti in Abruzzo nel biennio 2017-18, considerando tale valore come una soglia considerata accettabile per la produzione di stime affidabili per fini epidemiologici e di programmazione, che è stato raggiunto in soli 9 mesi di attività del Registro, operativo dal mese di aprile 2018, che vi sono state inevitabili difficoltà organizzative nella comunicazione dell’avvio con alcune unità operative, infine che il numero di segnalazioni è apparso in decisa crescita negli ultimi mesi, per cui si può affermare, che il Registro regionale, nella sua configurazione attuale, abbia interamente raggiunto gli obiettivi e stia operando con esiti pienamente positivi.

La classe di patologie maggiormente segnalate su scala regionale è quella delle “Malattie del sistema nervoso e degli organi di senso” (codici RF), con una percentuale del 29% rispetto al totale delle diagnosi di condizioni rare giunte al Registro regionale (26% a livello nazionale).

Le successive tre classi più frequenti, nel Registro nazionale, erano le “Malformazioni congenite”, le “Malattie delle ghiandole endocrine, nutrizione, metabolismo e disturbi immunitari”, e le “Malattie del sangue e degli organi ematopoietici”. Ciò fa certamente emergere, nello stesso ordine, che anche nel Registro regionale, con l’inevitabile eccezione delle malattie respiratorio (codici RH), che sono risultate molto frequenti in Abruzzo, ma che non ancora presenti nelle ultime rilevazioni pubblicate dall’Iss che la distribuzione per sesso appare in accordo con quanto osservato in altre regioni : le malattie del sistema nervoso, del sangue e degli organi emopoietici sono risultate più comuni tra i maschi (rapporto 1,22), mentre le patologie del sistema osteo-muscolare, del connettivo e dell’apparato genito-urinario sono risultate più frequenti tra le femmine (rapporto 2,73).

“Inoltre, dai dati forniti dall’Iss, nel periodo 2001-12 sono stati segnalati, ogni anno, altri 70 casi a carico di cittadini abruzzesi che sono stati diagnosticati da parte di presidi extra-regionali della rete nazionale delle malattie rare – si legge ancora nel Report – Aggiungendo questi casi, il cui numero esatto sarà reso noto da Iss solo a settembre 2019, ma è rimasto relativamente stabile negli anni, il numero totale di nuovi casi annui può essere stimato in 475, più realisticamente compreso in un range tra 450 e 500. Questo valore corrisponde ad un tasso di incidenza grezzo di 0,37 per 1.000 abitanti. Sebbene sia ancora inferiore al 0.50 stimato dall’Oms, e a quanto riscontrato nelle Regioni con i Registri più efficienti, esso è circa il triplo di quanto emerso tramite la precedente versione del Registro regionale”.

Infine, che relativamente all’età di diagnosi, i dati del Registro abruzzese, rispetto ad altre stime pubblicate in precedenza , mostrano uno scostamento in Abruzzo, la cui età media è 46 anni; del 20.1% di diagnosi in età pediatrica (0-14 anni); – in Emilia Romagna, un’età media di 42 anni con il 28.1% di diagnosi in età pediatrica; – e nel registro Nazionale, un’età media di 40 anni; con il 20.5% di diagnosi in età pediatrica.

Le patologie più frequenti sono state le malattie interstiziali polmonari primitive (102 casi; 71 dei quali tra i maschi). 33 casi con diagnosi di sarcoidosi; una patologia con frequente interessamento polmonare. Le patologie dell’apparato respiratorio rappresentano da sole, quasi il 17% di tutte le malattie rare registrate.

Donazione organi da vivente, le italiane le più generose dʼEuropa

Pubblicato il 10 Mar 2019 alle 6:11am

Le donne italiane sono le prime nella classifica europea come donatrici di organi da vivente. In tutto il continente europeo la media delle donazioni è del 58% mentre in Italia del 70%, il doppio ovvero, rispetto agli uomini. Un dato questo molto importante che emerge da uno studio condotto dal Centro nazionale trapianti sulle differenze di genere nelle donazioni. A livello europeo, la Spagna è al 65%, Gran Bretagna e Turchia al 55%, la Francia al 48%.

Il divario è ancora più accentuato poi se si considerano i trapianti di reni, dove la percentuale di donne donatrici sale addirittura al 70%. Un caso su tre, viene da madri che donano l’organo ai propri figli, per un totale di circa mille donazioni contro le 442 dei padri. Anche le sorelle non sono da meno, e sono più generose dei fratelli maschi, mentre le differenze scompaiono quando si tratta di donazioni da figli verso genitori: 92 le donatrici, 101 i donatori.

E per quanto riguarda, invece, le donazioni di organi da parte di deceduti, la tendenza è invece invertita: il 55% degli organi donati proviene da uomini. Su questo trend, dicono i dati, sono principalmente uomini la cui morte è avvenuta a causa di un trauma cranico. In maggioranza poi, si tratterebbe anche di uomini nel caso di pazienti bisognosi di trapianto in lista d’attesa. La differenza di genere varia anche in base all’organo richiesto e alla diversa distribuzione nella popolazione di alcune patologie. Ad esempio, le insufficienze renali, cardiache ed epatiche sono più diffuse tra uomini che tra donne.

Infarto, ricerca rivela: le donne chiamano l’ambulanza per i mariti (ma non per loro stesse)

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 6:23am

Le donne chiamano un’ambulanza per mariti, padri o fratelli con sintomi di infarto ma non per loro stesse. Queste emerge da due studi del registro polacco delle sindromi coronariche acute presentati a un congresso della Società europea in corso a Malaga. E l’invito da parte di tutti i cardiologi è che pensino un po’ anche a se stesse!

«Molto spesso le donne gestiscono la casa, mandano i bambini a scuola, cucinano e riteniamo che tutte queste responsabilità nei confronti della famiglia possano essere il motivo per cui le donne ritardano a chiamare aiuto se sono loro stesse le vittime dei sintomi dell’infarto» spiega il professor Mariusz G. Sior, che si è occupato dell’analisi dei dati.

Nell’indagine sono stati esaminati 7.582 pazienti con infarto grave (STEMI, quando l’ostruzione coronarica conduce all’arresto totale del flusso sanguigno). Le linee guida internazionali raccomandano di aprire l’arteria con uno stent entro 90 minuti dalla diagnosi con elettrocardiogramma eseguito in ambulanza. Complessivamente il 45% dei pazienti è stato trattato entro i tempi raccomandati, ma questi pazienti erano più uomini. I risultati dell’elettrocardiogramma sono stati trasmessi dall’ambulanza a un centro specializzato sull’infarto nel 40% dei casi. Per quanto riguarda le donne, la percentuale di trasferimento dell’elettrocardiogramma è aumentata con l’aumentare dell’età (dal 34% per le donne sotto i 54 anni al 45% per quelle sopra i 75 anni). Negli uomini la percentuale si attestava invece sempre intorno al 40%, indipendentemente dall’età.

«La ricerca è senz’altro interessante – commenta Giulio Melisurgo, cardiologo all’Ospedale San Raffaele di Milano – e segnala che soprattutto nelle donne giovani è maggiore il ritardo nel chiamare i soccorsi. È anche vero che l’incidenza di eventi cardiovascolari è minore nelle donne giovani rispetto agli uomini coetanei. Dopo la menopausa invece viene meno la protezione degli ormoni femminili e le percentuali di rischio cardiovascolare si avvicinano tra i due sessi. Certo è che, essendo meno frequenti gli infarti nelle donne in età fertile, può essere anche più difficile riconoscere i sintomi, che talvolta si differenziano da quelli tipici maschili».

I fianchi rotondi delle donne sono ‘modellati’ dal Dna, parola di esperti

Pubblicato il 26 Gen 2019 alle 7:17am

Secondo i ricercatori un centinaio di geni sono i responsabili della direzione del deposito di grasso corporeo sui fianchi delle donne, rendendoli più rotondi, e le gambe, mentre negli uomini tali geni sono responsabili della pancetta. A rivelarlo una ricerca pubblicata su Nature Communications, condotta dall’università di Uppsala su 360.000 volontari. (altro…)