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Donne che viaggiano da sole, sempre più numerose anche in Italia!

Pubblicato il 26 Feb 2020 alle 6:24am

Solo trenta anni fa era impossibile credere che una donna potesse viaggiare da sola, impossibile pensare che volesse viaggiare da sola. Eppure qualcosa è cambiato, aumenta sempre di più il desiderio di una donna di indossare uno zaino in spalla, mettersi un paio di scarpe comode e partire per l’avventura. E’ il sogno che molte di loro hanno nel cassetto, da sempre. Sole, senza dover rendere conto a nessuno, senza doversi preoccupare di piacere a qualcuno, di essere delle bravi figlie, mamme, fidanzate, lavoratrici. Semplicemente loro stesse e la strada che gli si porrà davanti. Perché alla strada non interessa che tipo di vestito indossano, se vestono alla moda oppure no, se non sono truccate, se non sono in forma, la strada non le giudica se non hanno voglia di sorridere. Non pretende nulla da loro. Lei è lì solo per ascoltare cosa hanno da dirle e per darle la libertà ogni qual volta vanno percorrendola. E non esiste una strada unica ma infinite strade, le strade del mondo, di quei luoghi e quelle città che aspettano solo di essere visti e conosciuti. Così nell’era in cui le donne come non mai affermano i loro diritti e rivendicano le loro libertà, l’era in cui l’emancipazione delle donne non è mai stata così forte, aumenta di anno in anno il numero di coloro che decidono di effettuare un viaggio da sole. (altro…)

L’esercizio fisico intenso può salvare dalle malattie del cuore

Pubblicato il 26 Gen 2020 alle 6:35am

Le donne che fanno attività fisica intensa durante uno stress test cardiaco, dicono i ricercatori, hanno meno possibilità di morire di malattie cardiache, cancro e altre cause di salute. Alta intensità significa corsa e nuoto sostenuti, oppure attività come kickboxing o crossfit.

Secondo uno studio, presentato alla European Society of Cardiology nel 2019, gli esperti hanno esaminato due gruppi di donne: uno che aveva buone capacità di esercizio, l’altro più scarso. Ebbene, la maggior parte delle donne nello studio aveva un’età compresa tra 50 e 75 anni e sono state seguite per circa 5 anni.

I ricercatori hanno osservato che le donne del primo gruppo sono state in grado di allenarsi a un’intensità pari a 10 equivalenti metabolici (MET), o superiore, durante un ecocardiogramma da sforzo. Infatti, dicono i ricercatori, qualsiasi cosa oltre i 6 MET è considerata un esercizio intenso: una corsa di più di un chilometro in 10 minuti è circa 10 MET, la mountain bike in salita è 14 MET.

Da qui hanno capito che le donne con scarsa capacità di esercizio avevano quasi quattro volte più probabilità di morire di malattie cardiovascolari rispetto alle donne con una buona capacità di esercizio fisico.

A Napoli cure a domicilio per malate di tumore al seno

Pubblicato il 24 Gen 2020 alle 7:08am

Si chiamano Rita Maria e Marisa, e hanno rispettivamente 55 e 59 anni, la prima è di Marano, l’altra di San Giuseppe Vesuviano. Saranno le prime due donne in Italia che effettueranno la terapia biologica antitumorale sottocutanea a casa loro, grazie all’Istituto Nazionale Tumori Irccs Pascale di Napoli per curare un tumore al seno. (altro…)

Sanremo 2020: chi sono le 10 donne che saranno accanto ad Amadeus

Pubblicato il 18 Gen 2020 alle 6:21am

«Un ventaglio di donne con tante sfaccettature diverse». Questa l’idea del prossimo conduttore del Festival di Sanremo 2020, Amadeus. (altro…)

Consultori: cosa sono e a cosa servono

Pubblicato il 17 Gen 2020 alle 7:42am

Dalla prevenzione dei tumori femminili, soprattutto quello della cervice uterina, alla promozione di corsi di accompagnamento alla nascita; dalle attività mirate alla procreazione consapevole e responsabile, alle consulenze in menopausa o alla coppia. E, ancora, punti di ascolto per gli adolescenti e interventi nelle scuole per promuovere l’educazione affettiva e sessuale, corretti stili di vita, prevenire episodi di bullismo e cyberbullismo. (altro…)

Nasce a Milano, il primo ospedale per sole donne

Pubblicato il 05 Dic 2019 alle 8:37am

Nasce a Milano, il primo ospedale per sole donne: “medicina di genere”. Si tratta del Macedonio Melloni, referente in Italia per la cura e l’assistenza della donna in tutte le sue fasi della vita, in grado – ha spiegato l’assessore alla sanità del Pirellone, Giulio Gallera – “di prendere in carico gli ambiti fisiologici della salute femminile, le patologie più frequenti e le necessità clinico assistenziali delle donne”.

L’obiettivo dell’Asst Fatebenefratelli Sacco è quello di istituire all’interno del presidio ospedaliero di Milano, un modello organizzativo, prima esperienza in territorio nazionale, dedicato interamente alla donna, attraverso l’introduzione di percorsi specifici per le varie fasi della vita: sviluppo, 11-18 anni, età fertile e riproduzione, 19-50 anni, menopausa, 45/50 – 65 anni e senescenza, oltre i 65 anni.

“L’Ospedale della donna – ha detto Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda che ha collaborato col Pirellone – è un sogno che diventa realtà. La medicina di genere trova nel Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni, il primo ospedale italiano rosa, concreta applicazione, un passo avanti rispetto ai ‘bollini rosa’, il riconoscimento di Onda agli ospedali attenti alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie femminili. Ci auguriamo che altri ospedali che hanno ottenuto questo riconoscimento possano seguire l’esempio di questa realtà all’avanguardia ispirata al Brigham and Women Hospital di Boston”.“

Aids, arriva l’allarme dall’Oms: diagnosi tardiva per una donna europea su due

Pubblicato il 04 Dic 2019 alle 6:29am

Per una donna su due, europea, la diagnosi di Aids arriva in modo tardivo. A dirlo i dati diffusi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa. Secondo i quali nel 2018, nei 53 paesi della regione europea ci sono state oltre 140mila nuove diagnosi di infezione da Hiv, di cui più di 26mila nella Ue.

Ad alimentare l’Hiv in Europa è un problema persistente di diagnosi tardiva che caratterizza il 54% dei casi noti tra le donne. Dati in linea con quelli dell’ultimo Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità: anche se per la prima volta si registra una diminuzione di circa il 20% delle nuove diagnosi, lo scorso anno il 57% delle persone ha scoperto di essere sieropositiva molti anni dopo essersi infettata e si stima che circa 15mila persone abbiano contratto il virus dell’Hiv senza saperlo. Questo perché oggi non fa più paura visto che i giovani la ritengono una malattia curabile. A fotografare il livello di conoscenza dei Millennials è una ricerca svolta su 5534 ragazzi – tra gli 11 e 25 anni – da Skuola.net col supporto non condizionato di Msd Italia, in occasione della Giornata mondiale dell’Aids.

La disinformazione è ancora alta tra i giovani e quelli della Generazione Z nati tra la fine degli anni ’90 e i 2000. Una delle false credenze più dure da abbattere è il fatto di non accettare che il virus dell’Hiv possa contagiare tutti, indipendentemente dallo stile vita tenuto: solo il 68% del campione esaminato è consapevole di ciò. Mentre quasi 1 su 3 associa il rischio di contrarre la malattia a determinati comportamenti, tipo, rapporti con molti partner, tossicodipendenza e omosessualità.

Monza, III Convegno UNAVI “Per Non Voltare la Faccia”

Pubblicato il 27 Nov 2019 alle 12:38pm

“Il convegno “PER NON VOLTARE LA FACCIA”, dopo la data del 28 Ottobre scorso, che si è tenuta a Milano, dove ha approfondito aspetti psicologici legati ad eventi traumatici e violenti- spiega Paola Radaelli, Presidente dell’associazione UNAVI – Unione Nazionale Vittime – nel capoluogo ligure, il 6 Novembre scorso, ha avuto come tema principale la “sicurezza”, argomento caldo soprattutto per le normative vigenti disparità di trattamento tra vittima e reo”. (altro…)

Mangiare troppo di sera peggiora salute del cuore

Pubblicato il 16 Nov 2019 alle 7:23am

Le donne, se mangiano troppo la sera, possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. E’ il risultato a cui è arrivato uno studio presentato nel corso della sessione scientifica dell’American Heart Association a Philadelphia. La ricerca è stata condotta su 112 donne di età compresa tra i 33 anni. La maggior parte di quelle che assumevano una buona percentuale di calorie quotidiane dopo le 18, avevano una salute del cuore peggiore. Ad ogni aumento dell’1% dell’apporto calorico, l’effetto aumentava.

In particolare, questo genere di condotta è risultata essere collegata ad una maggiore probabilità di avere una pressione sanguigna più elevata, ad un indice di massa corporea più alto e, a lungo termine, a minori controlli dello zucchero nel sangue. “Finora, gli approcci allo stile di vita per prevenire le malattie cardiache si sono concentrati su ciò che mangiamo e quanto mangiamo – ha dichiarato l’autore principale dello studio, Nour Makarem – Questi risultati preliminari indicano che un’alimentazione consapevole dei tempi e della percentuale di calorie nei pasti serali può rappresentare un comportamento semplice e modificabile che può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache”.

Risveglio follicoli dormienti in donne in menopausa precoce

Pubblicato il 30 Ott 2019 alle 7:18am

Nell’ambito del Congresso Nazionale di ginecologia italiana SIGO 2019, IVI presenta un contributo prezioso, che è in grado di restituire una speranza in più a giovani donne in menopausa precoce.

Il 40% di queste donne, infatti, presenta all’interno delle loro ovaie follicoli ancora dormienti e che non si sviluppano perché è venuto a mancare il sistema fisiologico che li fa crescere.

“Da diversi anni – ha commentato il Prof. Antonio Pellicer, Presidente di IVI – portiamo avanti la ricerca in questo ambito e utilizziamo nella pratica clinica due diverse tecniche che hanno mostrato già i primi positivi risultati: la frammentazione del tessuto ovarico e l’infusione di cellule staminali nell’arteria ovarica. Entrambe permettono all’ovaio, responsabile dell’ovulazione, di invertire parzialmente il processo di invecchiamento e di attivare i follicoli dormienti, che altrimenti non si svilupperebbero neanche con l’aiuto di farmaci”.

Attraverso la prima tecnica viene prelevato un campione di corticale ovarica per via laparoscopica, viene frammentato e poi ri-impiantato. Il tutto succede in day hospital con un mimimo impatto sulle pazienti. Si tratta di una procedura efficace nelle donne al di sotto dei 37 anni e che sono entrate in menopausa da meno di 2 anni. Il risultato dell’intervento viene valutato con un semplice esame del sangue per stabilire la variazione dei livelli di AMH (ormone antimulleriano), un marker della riserva ovarica. IVI ha già ottenuto 7 gravidanze in 40 donne che si sono sottoposte a questo trattamento.

La seconda tecnica consiste nell’infusione di cellule staminali del midollo osseo nella arteria ovarica. Le staminali, in questo modo, arrivano all’ovaio e, agendo su di esso, permettono la crescita dei follicoli dormienti. Anche questa tecnica offre risultati promettenti, poiché IVI ha già registrato 6 gravidanze spontanee.