Giocattoli di gomma per il bagnetto, attenzione a batteri e funghi

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 30 Mar 2018 alle ore 9:16am

I giocattoli di gomma che vengono utilizzati dai bambini durante il bagnetto, contengono, molto spesso batteri e funghi. I bagni caldi e umidi offrono infatti le condizioni ideali per la loro proliferazione, ad esempio sulle tende da doccia e ciò vale anche per i giochi di plastica immersi nell’acqua. A evidenziarlo è uno studio condotto dal Swiss Federal Institute of Aquatic Science and Technology e della Swiss Federal Polytechnic School, in collaborazione con l’Università dell’Illinois, pubblicato su Biofilms and Microbiomes.

Gli studiosi in questione hanno effettuato esperimenti con giocattoli usati e nuovi. Per ben 11 settimane ne hanno esposto alcuni ad acqua pulita o sporca del bagno, contenente sapone e fluidi corporei, per poi tagliarli e analizzarli.

Ebbene “I risultati sono risultati essere poco invitanti – come evidenzia in una nota il governo svizzero – sulle superfici interne sono state infatti osservate tra 5 e 75 milioni di cellule per centimetro quadrato. Le specie fungine sono state rilevate in quasi il 60% dei giocattoli usati e in tutti quelli di controllo nell’acqua sporca. Batteri potenzialmente patogeni sono stati identificati nell’80% dei giochi, tra cui Legionella e Pseudomonas aeruginosa, un batterio spesso implicato nelle infezioni in ospedale”.

Gli studiosi evidenziano che i materiali plastici – spesso polimeri di bassa qualità – rilasciano notevoli quantità di composti organici di carbonio e durante il bagno, l’azoto e il fosforo, così come altri batteri, sono forniti dal corpo umano. Ciò consente a batteri e funghi di moltiplicarsi all’interno di giochi che i bambini spesso amano usare per spruzzare acqua in viso. “Questo potrebbe rafforzare il sistema immunitario, ma anche causare infezioni agli occhi, alle orecchie o persino gastrointestinali”.

A rilevarlo il microbiologo Frederik Hammes. La soluzione è allora bandirli? Per i ricercatori la risposta è no: sono molto importanti norme più severe sui materiali polimerici utilizzati nella produzione.