Claudio Baglioni il suo O’Scià, il concerto all’Europarlamento, la donazione ai terremotati di Norcia, la vicinanza dei colleghi

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 13 Gen 2019 alle ore 1:31pm

Sono tanti, gli artisti e i colleghi, che si schierano dalla parte di Claudio Baglioni, cantautore italiano di diverse generazioni, conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo che, nel corso dei suoi 50 anni di carriera in musica, ha venduto oltre 60 milioni di dischi in tutto il mondo . Ha all’attivo oltre 300 brani scritti da lui personalmente ed è tra gli artisti più apprezzati e stimati del panorama musicale italiano. L’album “La vita è adesso“, è rimasto per ben 27 settimane ai vertici delle classifiche italiane ed è oggi, l’album più acquistato a livello nazionale con oltre 2.000.000 di copie vendute.

E che dire della sua canzone del ’72, Questo Piccolo Grande Amore, proclamata canzone del secolo nel ’85 da Pippo Baudo, proprio al Festival di Sanremo?

Su di lui c’è veramente tanto da dire e da scrivere, ma per tempo e per spazio ci limiteremo a parlarvi di alcuni fattori importanti che hanno caratterizzato la sua carriera artistica e culturale.

Parleremo poi delle ultime scelte artistiche, del prossimo festival di Sanremo, nel quale siamo certi, come da egli stesso annunciato in conferenza stampa, lo scorso 9 gennaio, la musica tornerà ancora una volta “al centro”, ma questo già lo sapevamo, ma questa volta con ulteriori novità.

Claudio Baglioni dal 2003 al 2012 è stato ideatore di una kermesse canora, culturale e sociale dal titolo O’Scià (che in dialetto lampedusano vuol dire “Fiato mio, mio respiro”), a cui hanno preso parte oltre 300 artisti di discipline , di fama anche internazionale, radunati da Baglioni sulla spiaggia della Guitgia di Lampedusa nel mese di settembre.
Una manifestazione che ha portato anche a numerosi eventi collaterali in tutta l’isola siciliana, rilanciando turismo e commercio locali.
Manifestazione, dicevamo, che voleva sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’immigrazione clandestina, che da anni interessava l’isola di Lampedusa.

Un concerto improvvisato sulla spiaggia davanti a centinaia di fans, fedelissimi, divenuto via via un evento a carattere internazionale per la qualità e la quantità degli ospiti intervenuti, chiamati a “raccolta” proprio da Baglioni, divenuto anche “Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana (di iniziativa del Presidente della Repubblica) il 3 novembre del 2003 e cittadino onorario dell’isola di Lampedusa e della città di Pompei (Na).

Nel 2004, O’ Scià di Claudio Baglioni ha ricevuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, identificandosi come una delle rassegne artistiche con scopi sociali, umanitari più importanti e significativi a livello internazionale .

Baglioni nel corso dell’ultima edizione di O’Scià ha ricevuto anche il saluto e la benedizione del papa emerito, Benedetto XVI e il sostegno di numerose istituzioni come l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e Amnesty International. Il 13 settembre del 2006 Claudio Baglioni si è esibito in concerto nell’aula planaria del Parlamento Europeo (vi proponiamo qui il concerto), per spiegare il senso del suo evento O’Scià. Partendo da una scaletta di brani molto speciale, da “Go” (l’ inno che Baglioni ha scritto per le Olimpiadi) a capolavori della sua produzione come “Io dal mare”, “Strada facendo”, “La vita è adesso”, “Sabato pomeriggio”, “Pace” e “Avrai”, ha voluto spiegare il su pensiero, parlando di memoria, luoghi, sicurezza, diritti, eventi del passato in due ore di musica che hanno segnato anche il suo debutto, il primo in assoluto per un cantante, cantautore italiano, all’EuroParlamento Europeo. In prima fila, tra i banchi dell’ emiciclo c’erano per lui Lilli Gruber, eurodeputata organizzatrice dell’evento, politici e rappresentanti delle istituzioni di Bruxelles. Al termine di ogni esibizione uno scrosciante applauso solo per lui.

Baglioni in conferenza stampa di presentazione del festival di Sanremo 2019 è intervenuto sulla questione migranti sollecitato da una giornalista con una domanda che oseremmo dire piuttosto provocatoria, faziosa o sprovveduta, vista il pandemonio che poi si è venuto a creare, subito dopo le sue dichiarazioni alla stampa. Rispondendo da uomo libero e grande cantautore italiano quale egli è oggi, che spesso attraverso le sue canzoni parla di argomenti di una certa sensibilità e attualità sociale, rifacendosi alla sua esperienza personale con la kermesse canora O’Scià, soffermandosi sul tema dell’immigrazione clandestina, crescita esponenziale negli ultimi 25 anni è arrivato ai giorni nostri e ai fatti di cronaca più recenti, sotto gli occhi di tutti. Basta ascoltare le sue parole andate in onda in diretta streaming sul canale Rai e pagina social, per capire che egli non voleva schierarsi con nessun partito o governo, né di destra né di sinistra. Parole che sono state semplicemente mal interpretate. Noi eravamo presenti e ve lo possiamo assicurare.

Per evitare ulteriori polemiche, perché già se ne è parlato abbastanza, vogliamo riportare qui sotto il messaggio che Baglioni vuole dare al suo prossimo festival, la bellezza della musica scelta, e le diverse novità di quest’anno.

“La canzone sarà ancora una volta la stella polare del festival”. Dice Claudio Baglioni. “Ho riportato il festival in quella centralità costruendo attorno alla gara sistema spettacolare gradevole e narrativo rispetto alla musica prodotta. Conferma di piccole conquiste come la non eliminazione. Comunque Sanremo non è mai televisivo ma è un evento trasmesso, che diventa bandiera della tv, e che pertanto deve avere caratteri di eccezionalità e sorpresa perché si rivolge ad un pubblico largo e voglioso di ascoltare cose nuove”.

La 69a edizione del festival, come dice lo stesso artista italiano, rappresenta la simmetria: “Io cerco sempre significati per attuare alcune scelte e quest’anno voglio portare armonia al Festival, armonia come risultato, approdo e percorso per sposare elementi opposti. Il 69, poi, richiama anche lo Yin e Yang, che significa avvicinamento degli opposti e delle bellezza nella diversità. Vorrei spendere qualche parola sulla musica pop che racchiude gran parte delle musiche correnti: è una delle poche musiche in movimento, in quanto le altre (classica, jazz, folk) sono elitarie e tendono a conservarsi. Quest’anno la scelta è caduta su 24 proposte che cercano di raccontare il Paese musicale per quello che è, fotografare e prevedere quello che accadrà. Se un vagone tende a farsi trascinare, noi cerchiamo di fare locomotiva e vogliamo che Sanremo sia proponente di musica, il modo di annunciare quello che si ascolta in questi giorni e nei prossimi”. Anche questo è il motivo per cui Baglioni si definisce quest’anno “Dirottatore artistico” e non “Dittatore artistico” come fece lo scorso anno.

Baglioni è un artista a tutto tondo, dicevamo sempre in prima fila per cause sociali, come nel caso di “Avrai“, concerto – evento andato in onda in diretta Rai 1, in occasione del compleanno del Santo Padre Francesco, a dicembre del 2017 dall’aula Nervi in Vaticano, donando parte del ricavato, 700mila euro, ai terremotati di Norcia: “Le mie radici affondano qui”, aveva detto il cantautore italiano spiegando anche il motivo del suo legame con la città di Norcia e quei territori martoriati dal terremoto.

Ma non solo… Baglioni ha anche portato, consegnandolo personalmente, ai bambini di Norcia un contributo di 7mila euro, raccolto dai loro coetanei di Bangui, nella Repubblica del CentrAfrica.

E ancora nel 2015 è stato promotore insieme a Giuseppe Tornatore della costruzione della prima sala cinematografica in una struttura ospedaliera pubblica, uno spazio destinato alla “cinematerapia” e alla terapia del sollievo per i degenti del Policlinico Gemelli di Roma e i loro famigliari.

Nel 2009 ha inaugurato davanti alla comunità di Andria un oratorio nel quartiere Croci-Camaggio intitolato a Sant’Annibale Maria di Francia. Grazie infatti alle somme devolute in occasione dei suoi concerti benefici, appositamente organizzati nel corso di quegli anni, gli andresi e il parroco di Santa Maria Addolorata alle Croci, Riccardo Agresti, hanno potuto realizzare il loro sogno, avere per la loro un nuovo oratorio , unico luogo di aggregazione in un quartiere i cui oltre 4mila abitanti, c’era solo una scuola materna ed elementare.

Dopo le polemiche di questi giorni, nate proprio per le dichiarazioni di Baglioni sui migranti in conferenza stampa a Sanremo, i colleghi e artisti vari hanno diffuso diversi messaggi di affetto e solidarietà sui social, ve ne proponiamo alcuni.

Erma Meta “Un uomo di buon senso, sui migranti ha detto solo cose giuste e condivisibili”.

Fiorella Mannoia “Cosa avrebbe detto di male? Sono solo considerazioni di buon senso”.

Diodato “Se non parla al cuore, all’anima, senza preoccuparsi di cosa penserà il potere, non è arte. Claudio Baglioni è un Artista e porterà la sua sensibilità, la sua visione, ovunque vada, ovunque avrà la possibilità di esprimersi, con o senza canzoni. Solo stima per lui”.

Daniele Silvestri “Da sempre faccio anch’io parte di questa ‘sovversiva’ schiera di cantanti che credono di potere perfino esprimere delle opinioni. E sono anche abituato a sentirmi criticare per questo. Condivido anche il contenuto delle parole di Claudio ma il punto è che soprattutto condivido e difendo l’opportunità di pronunciarle”.

Luca Barbarossa “Ma davvero nel 2019 in Italia siamo ridotti a dover specificare che ognuno può dire ciò che pensa, a prescindere dal mestiere che fa?”.

Emma Marrone “Il fatto che noi facciamo questo mestiere non vuol dire che non abbiamo i nostri personali pensieri. E dobbiamo poterli esprimere liberamente”.