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Migranti, il Viminale: “Rimpatrio tunisini sbarcati a Lampedusa, ecco quando e come”

Pubblicato il 17 Set 2018 alle 7:32am

Comincerà oggi, lunedì 17 settembre il rimpatrio dei 184 tunisini sbarcati a Lampedusa. I migranti verranno rimpatriati con i voli charter attualmente utilizzati nell’ambito dell’accordo in vigore con la Tunisia che prevede procedure semplificate, con un massimo di 80 rimpatri a settimana. I primi 40 dovrebbero partire in giornata, mentre un secondo scaglione è previsto nella giornata di giovedì.

Ma dal governo di Tunisi trapela un secco no al piano italiano.

Un precedente accordo con la Tunisia prevede infatti procedure semplificate, e dunque il rimpatrio con i voli charter, deve essere applicato esclusivamente a quei tunisini che sbarcano sulle coste siciliane: i migranti vengono intervistati dal console di Tunisi a Palermo o da suoi rappresentanti e, una volta verificata la loro identità, vengono rimpatriati.

Sui charter possono essere imbarcati non più di 40 migranti, perché ognuno deve essere scortato da due agenti. Per tutti gli altri tunisini intercettati sul territorio italiano valgono invece le procedure ordinarie: i migranti vengono trasferiti nei Cie in attesa dell’identificazione da parte della autorità di Tunisi.

Sui rapporti con la Tunisia, il ministro dell’interno e vicepremier Matteo Salvini ha annunciato un incontro a Roma per “lavorare sul flusso in arrivo perché lì non c’è guerra, non c’è carestia e non si capisce perché barchini o barconi devono partire dalla Tunisia e arrivare in Italia”.

Migranti, il ‘No Way’ australiano è il modello a cui punta il ministro dell’interno Matteo Salvini. Vediamo in cosa consiste

Pubblicato il 24 Ago 2018 alle 6:25am

Matteo Salvini ha annunciato che vorrebbe adottare anche in Italia il “No way” prendendo esempio dall’Australia.

“Il mio obiettivo è il ‘No way’ australiano. Nessun migrante soccorso in mare mette piede in Australia”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è espresso sul caso della nave Diciotti, ferma a Catania con oltre cento profughi a bordo in attesa di sbarco. Il vicepremier ha quindi riportato l’attenzione sul provvedimento applicato dall’Australia nel corso degli ultimi anni in tema di immigrazione.

Ma in cosa consiste il “No Way” australiano?

Il governo di Canberra ha portato avanti la stretta sugli sbarchi nel Paese a partire dal settembre 2013, su iniziativa dell’allora premier conservatore Tony Abbott. L’operazione politico-militare è stata ribattezzata “Sovereign Borders”, con l’obiettivo di respingere o deportare ogni migrante arrivato illegalmente via mare in territorio australiano. Una linea dura, applicata tramite il dispiegamento di unità militari per sorvegliare le coste e intercettare le imbarcazioni.

“Sovereign Borders” è stata lanciata da una campagna informativa chiamata poi “No way”, accompagnata da un video ufficiale fatto dal governo, con protagonista il generale Angus Campbell (comandante dell’operazione) intento a spiegare gli effetti del provvedimento. “Non ci si può stabilire in Australia arrivando illegalmente via mare”, il succo del messaggio.

In seguito a “Sovereign Borders”, le imbarcazioni di migranti intercettate in acque australiane possono essere riportate nei porti di partenza (in particolare in Indonesia e Sri Lanka), le persone a bordo possono invece essere condotte in centri di identificazione a Papua Nuova Guinea e sull’isola di Nauru, per la valutazione delle domande di asilo e l’eventuale concessione del diritto limitato solo per queste due località.

Nave Diciotti, sbarcati ieri sera 29 minori, secondo indicazioni del ministro Salvini, il quale dice no agli altri, problema è europeo e minaccia dimissioni

Pubblicato il 23 Ago 2018 alle 10:39am

Sono stati sbarcati nella notte i 29 minori che erano a bordo della nave ‘Diciotti’ della Guardia costiera italiana, ormeggiata nel porto di Catania. Sulla motovedetta, però, restano ancora 148 migranti. (altro…)

Migranti, Juncker: “Conte ha ragione, Ue pronta a coordinare cellula di crisi”

Pubblicato il 20 Lug 2018 alle 11:10am

«L’Italia invoca da tempo, e a ragione, una cooperazione regionale sugli sbarchi», e gli avvenimenti di questo fine settimana «hanno dimostrato un senso condiviso di solidarietà da parte degli Stati membri (Francia, Germania, Malta, Spagna, Portogallo e Irlanda) che si sono offerti di accogliere una parte dei migranti sbarcati a Pozzallo». Tuttavia «queste soluzioni ad hoc non rappresentano un modo di procedere sostenibile». A dirlo è il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker in una lettera indirizzata al premier italiano Giuseppe Conte.

Per questo motivo, ha precisato Junker <

Migranti, cʼè lʼaccordo Ue a 28: Conte “ora lʼItalia non è più sola”

Pubblicato il 29 Giu 2018 alle 10:24am

Al termine di una maratona durata 13 ore e mezza, “i 28 leader europei hanno trovato un accordo sulle conclusioni del Consiglio europeo, inclusa l’immigrazione”. A darne l’annuncio è il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Il premier italiano, Giuseppe Conte soddisfatto, dichiara “da oggi l’Italia non è più sola, è passato un nuovo approccio sui salvataggi in mare: d’ora in poi si prevedono azioni coordinate tra gli Stati membri”.

Aggiungendo anche che “è affermato il principio che chi arriva in Italia arriva in Europa e tutte le navi che arrivano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi. Quindi anche le ong non devono interferire con la guardia costiera libica”. Nel testo, ha proseguito il premier, “si afferma chiaramente la necessità di riformare Dublino, anche tenendo conto delle persone che vengono soccorse in mare”.

E ancora, “si è finalmente affermato il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l’Africa che ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti nordafricani” e viene anche chiesto che vengano “intensificati i rapporti e gli accordi con i paesi di origine e transito dei migranti”. Ha aggiunto ancora il premier, a margine dell’incontro con i leader europei, snocciolando ad uno ad uno i punti dell’accordo Ue sui migranti.

Nel testo è inserita anche la proposta dei centri di accoglienza “per consentire lo sbarco e se il caso il transito dei migranti anche in Paesi terzi, sotto il coordinamento della cooperazione con l’Unhcr. E in Europa si possono creare anche centri di accoglienza nell’ambito degli stati membri ma solo su base volontaria”. Per quanto riguarda la possibilità che anche l’Italia apra questi centri, “è una decisione che ci riserveremo a livello governativo – aggiunge ancora Conte – ma non siamo assolutamente invitati a farlo”.

Dopo l’intesa raggiunta sulle conclusioni, i lavori del vertice Ue a 28 si sono conclusi, e i leader sono tornati a riunirsi alle 11 con le riunioni a 27 per fare il punto della situazione sulla Brexit e a 19 per discutere del rafforzamento e delle riforme dell’Eurozona.

Tra i primi a commentare l’esito dell’accordo, anche il presidente francese Emmannuel Macron. In molti avevano previsto “che non ci sarebbe stato un accordo, che sarebbe stato il trionfo delle soluzioni nazionali. Stasera siamo riusciti a trovare una soluzione europea”. Poi è la volta della Merkel che definisce “un buon segnale” il fatto che sia stato raggiunto un accordo a 28. La cancelliera, che rischia la tenuta del suo governo, è riuscita ad ottenere il riferimento ai movimenti secondari.

Secondo il premier polacco, Mateusz Morawiecki, invece, la chiave che ha aperto la porta ad un’intesa, è stata la volontarietà di partecipare ai meccanismi che sono stati introdotti. Di sicuro i leader sono riusciti a trovare un compromesso su cui pochi avrebbero scommesso alla vigilia della riunione e l’Italia porta a casa un segnale forte dopo una trattativa a tratti anche dura, portata avanti dall’inizio con l’intenzione di chiudere a 28.

Dal vertice è anche venuto il via libera al rinnovo delle sanzioni alla Russia, che ora dovranno essere adottate formalmente.

Camera: il discorso del premier Conte in vista del prossimo Consiglio Europeo

Pubblicato il 27 Giu 2018 alle 10:54am

«In questo Consiglio europeo bisogna prendere decisioni concrete. Senza tentennamenti, ambiguità e paure. Con la forza di un governo che in Europa parla una lingua sola. Questo appuntamento sull’immigrazione grazie a noi può diventare uno spartiacque». Queste le parole pronunciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha anticipato alla Camera i contenuti di ciò che esporrà domani e venerdì al vertice dei capi di Stato e di governo europei. «Abbiamo bloccato una bozza inadeguata, che andava contro i nostri interessi. È stato riconosciuto il nostro ruolo».

I punti principali affrontati.

Immigrazione «Il problema – ha spiegato il premier — sono i cosiddetti movimenti primari (gli sbarchi). Dobbiamo uscire dalla logica emergenziale per passare a risposte strutturali. Individuato dieci obiettivi. Il primo è intensificare i rapporti con i paesi d’origine, per prevenire i flussi in uscita. Penso in particolare alla Libia e al Niger. Poi bisogna rafforzare le frontiere esterne dell’Unione europea, intensificare gli accordi per pattugliare le coste. Dobbiamo superare Dublino, non ci sono più dubbi sul fatto che sia inadeguato a gestire i flussi migratori. Va superato il criterio del primo arrivo. Chi sbarca in Italia sbarca in Europa. Lo dirò a voce alta a tutti gli interlocutori. Le coste italiane sono coste europee. Questo criterio va superato». E poi ancora: «L’obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di farsi carico di gestire le domande per conto di tutti. L’Ue deve affrontare con iniziative comuni la tratta di essere umani, non può lasciare i paesi soli. Inoltre, non possiamo portare tutti i migranti solo in Italia e Spagna, ma in tutti gli altri paesi». Ultimo obiettivo: «Ogni Stato stabilisce la quantità di migranti che è in grado di accogliere. Bisogna adottare contromisure nei confronti di tanti che non vogliono accogliere».

Lotta alla povertà Conte rimarcando l’azione del suo governo ha strappando applausi dall’aula. «Nel 2017 oltre 5 milioni di persone in Italia hanno vissuto sotto la soglia di povertà assoluta. Questi dati ci obbligano a risposte concrete, 5 milioni di persone non possono più attendere. Anche il tema del divario territoriale è intriso di ingiustizie e paradossi. Chiederemo all’Ue un utilizzo più organico dei fondi dedicati a questo tema. Chiederemo di usare le risorse anche per il reddito cittadinanza e altre misure di inclusione sociale, tra cui il potenziamento dei centri per l’impiego», ha aggiunto il premier Conte.

Fiscalità «Il debito pubblico italiano è pienamente sostenibile, dobbiamo puntare alla sua riduzione ma in una prospettiva di crescita economica. Intendiamo portare a Bruxelles anche la nostra visione sul sistema tributario. La combinazione di tasse alte e burocrazia danneggia la competitività», ha aggiunto Conte, sottolineando anche «l’impegno contro l’evasione e l’elusione fiscale. Serve un’Europa più equa anche su questo fronte, in particolare per i colossi del web. È il momento di far avanzare la condivisione del rischio, ma senza condizionalità che finiscono per irrigidire processi già avviati, che finiscono per incrementare l’instabilità bancaria e finanziaria. Non vogliamo un Fondo Monetario Europeo che finisca per costringere alcuni Paesi verso percorsi di ristrutturazione predefiniti, con l’esautorazione di un’autonomia che comporti politiche economiche efficaci».

Aquarius, migranti portati a Valencia anche su navi italiane

Pubblicato il 12 Giu 2018 alle 9:04am

Una nave della Marina italiana e una delle guardia costiera accompagneranno a Valencia i migranti che da tre giorni, aspettano a bordo della nave Aquarius di Sos Mediterranée di approdare in un porto sicuro. Questa la decisione all’alba di oggi della sala operativa della guardia costiera di Roma che ha comunicato la soluzione al comandante della nave che dal pomeriggio di ieri aveva manifestato le grosse preoccupazioni sulla sicurezza di un viaggio lungo 1400 chilometri con un’imbarcazione che sta portando cento persone in più rispetto alla sua reale capienza.

L’imbarcazione andrà a Valencia, in quanto è la destinazione che è stata offerta ieri dal neopremier spagnolo Pedro Sanchez. Per allontanare la nave dalle acque italiane.

Il governo ha disposto che un terzo dei migranti soccorsi raggiungerà Valencia proprio a bordo della nave umanitaria.

E in giornata dovrebbe approdare invece nel porto di Catania la nave Diciotti della Guardia costiera italiana con 937 persone a bordo per le quali lo sbarco su terra italiana è stato consentito dal Viminale che ha così ufficializzato il suo doppio binario: porti aperti alle navi militari, chiusi invece a quelle delle Ong. Ma non sono le uniche imbarcazioni con migranti a bordo presenti al momento nel Mar Mediterraneo: la Guardia di Finanza ha infatti intercettato una barca a vela con una cinquantina di migranti non lontano da Marzamemi, nel sud della Sicilia.

I passaggi chiave del discorso del premier Conte al Senato. ‘Noi mai razzisti’, poi il ricordo a Sakho.

Pubblicato il 05 Giu 2018 alle 3:12pm

Il premier Giuseppe Conte a Palazzo Madama questa mattina ha tenuto un discorso di un’ora e 10, forse il più lungo e dettagliato mai sentito sinora.

Ecco alcuni passaggi salienti del suo discorso In Senato, in cui il premier spiega con grande compostezza, competenza, semplicità le cose che intende fare insieme al 5 Stelle e Lega.

Sui social, ringraziamenti, complimenti e auguri di buon lavoro a tutto l’esecutivo da parte di milioni di italiani.

“Sono grato a chi rinunciando a legittime ambizione personali ha reso possibile la formazione del governo, e mi fanno sentire ancora più profondamente le responsabilità. – Ha detto esordendo il premier Conte – Non ho pregresse esperienze politiche, sono un cittadino che si è dichiarato disponibile ad assumere eventuali responsabilità e successivamente ad accettare la responsabilità di governo”.

“Come già ho anticipato mi propongo a voi, e a attraverso voi, come avvocato che tutelerà l’interesse dell’intero popolo italiano. Qualcuno ha considerato questa novità in termine di cesura con la storia repubblicana, quasi un attentato alle tradizioni non scritte. Tutto vero, dirò di più: non credo si tratti di una semplice novità, la novità è che abbiamo affrontato un cambiamento radicale del quale siamo orgogliosi”.

“Rispetto a prassi che prevedevano valutazioni scambiate nel chiuso di conciliaboli tra leader politici per lo più centrate sulla spartizione di ruoli personali e ben poco sui programmi, ci presentiamo non nascondendo le diversità e rinunce reciproche, nel segno della trasparenza nei confronti degli elettori”, ha sottolineato il premier in Senato.

“Ci prendiamo la responsabilità di affermare che ci sono politiche vantaggiose o svantaggiose per i cittadini: le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste e antisistema. Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo”.

“Un concetto deve essere qui ribadito con assoluta chiarezza: occorre inasprire l’esistente quadro sanzionatorio amministrativo e penale, al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori”.

“Cambia il fatto che la prima preoccupazione del Governo saranno i diritti sociali, che nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente smantellati con i risultati che conosciamo: milioni di poveri, milioni di disoccupati, milioni di sofferenti”.

“Il cambiamento è in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l’equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa. Aumenteremo fondi, mezzi e dotazioni per garantire la sicurezza in ogni città”.

“Cambia, perché combatteremo la corruzione con metodi innovativi come il “daspo” ai corrotti e con l’introduzione dell’agente sotto copertura”.

I cittadini “hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque. C’è di nuovo che il debito pubblico lo vogliamo ridurre, ma vogliamo farlo con la crescita della nostra ricchezza, non con le misure di austerità che, negli ultimi anni, hanno contribuito a farlo lievitare”.

“E’ ora di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario – ha sottolineato il premier – affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati e hanno diritto a una pensione dignitosa”.

“Il documento di economia e finanza, credo che sia a voi noto, è stato già deliberato prevede una contrazione della spesa sanitaria. Sarà compito di questo Governo invertire questa tendenza per garantire la necessaria equità nell’accesso alle cure”. Ha affermato con forza Giuseppe Conte nelle sue dichiarazioni programmatiche per il voto di fiducia al governo. “Le differenze socioeconomiche non possono, non devono risultare discriminanti ai fini della tutela della salute per i cittadini del nostro Paese”, ha poi aggiunto il professor e avvocato Conte.

“Vogliamo dare voce alle tante donne, spesso più istruite e tenaci degli uomini, e che sul posto di lavoro sono ancora inaccettabilmente discriminate e meno pagate, e che si sentono sole quando decidono di mettere al mondo un bambino”.

“La diffusione di nuove tecnologie e dell’economia della condivisione crea nuove opportunità imprenditoriali e rende disponibili servizi innovativi per i cittadini, ma apre anche a rischi di marginalizzazione e a nuove forme di sfruttamento: dobbiamo farci carico di tali trasformazioni, non per combattere uno sviluppo per molti versi irreversibile, ma per assicurare in ogni caso il rispetto dei diritti essenziali dei lavoratori e per garantire che il lavoro sia sempre strumento di realizzazione personale e umana”.

“Le cosiddette pensioni d’oro sono un esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati”.

“L’eliminazione del divario di crescita tra l’Italia e l’Unione Europea è un nostro obiettivo, che dovrà essere perseguito in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati”.

“Questo Governo intende agire con risolutezza. La lotta ai privilegi della politica e agli sprechi non è una questione meramente simbolica. Se i comuni cittadini affrontano quotidianamente mille difficoltà e umiliazioni perché non hanno un lavoro, hanno una pensione al di sotto della soglia della dignità, lavorano guadagnando un salario irrisorio, non è tollerabile che la classe politica non ne tragga le dovute conseguenze in ordine al proprio trattamento economico. Diversamente, si rompe il patto di fiducia dei cittadini nei confronti delle proprie istituzioni. Occorre operare un taglio alle pensioni e ai vitalizi dei parlamentari, dei consiglieri regionali e dei dipendenti degli organi costituzionali, introducendo anche per essi il sistema previdenziale dei normali pensionati”.

E ancora “Il debito pubblico italiano è oggi pienamente sostenibile; va comunque perseguita la sua riduzione, ma in una prospettiva di crescita economica. La politica fiscale e di spesa pubblica dovrà essere orientata al perseguimento degli obiettivi richiamati di crescita stabile e sostenibile”.

“Come è noto, i processi di integrazione dei mercati che si sono realizzati negli ultimi anni hanno operato una completa ridefinizione dei rapporti tra politica, diritto, economia. Nel nuovo spazio globale, l’economia o, meglio ancora, la finanza ha conquistato una posizione di preminenza: è divenuta, come ha osservato Hillman, la vera religione universale del nostro tempo”.

“Chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino al fine di ottenere l’effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo”, ha detto ancora il premier, sottolineando che “un primo banco di prova del nuovo modo in cui vogliamo dialogare con i partner europei è certamente la disciplina dell’immigrazione. È a tutti evidente come la gestione dei flussi migratori finora attuata ha rappresentato un fallimento: l’Europa ha consentito chiusure egoistiche di molti stati membri che hanno finito per scaricare sugli stati frontalieri, ed in primo luogo sul nostro Paese, gli oneri e le difficoltà che invece avrebbero dovuto essere condivisi”. “Fin dal primo, positivo colloquio che ho avuto con la cancelliera Angela Merkel ho rimarcato l’importanza di questo tema e le successive dichiarazioni rilasciate dalla medesima durante lo scorso fine settimana dimostrano come si stia affermando la piena consapevolezza che l’Italia non può essere lasciata sola di fronte a tali sfide”. “Non siamo e non saremo mai razzisti” ha affermato il premier Conte con forza: “Vogliamo che le procedure mirate all’accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti”. “Difendiamo e difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente sul nostro territorio, lavorano e si inseriscono nelle nostre comunità rispettandone le leggi e dando un contributo decisivo allo sviluppo”.

“Non siamo affatto insensibili. Una riflessione merita la vicenda tragica e inquietante occorsa qualche giorno or sono – Ha detto ancora il premier, riferendosi all’uccisione di Sacko Soumayla, uno tra i mille braccianti, con regolare permesso di soggiorno, che tutti i giorni in questo paese si recano al lavoro in condizioni che si collocano al di sotto della soglia della dignità. A lui e ai suoi familiari va il nostro commosso pensiero. Ma questo non basta. La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo”.

Standing ovation unanime di maggioranza ed opposizione per la condanna per l’uccisione del sindacalista maliano avvenuta in Calabria. Tutti i senatori, nessuno escluso, si sono alzati in piedi per applaudire.

Standing ovation, con tanto di coro, per il presidente del Consiglio dai banchi della maggioranza, nel momento in cui ha parlato di lotta alle mafie e di aggressione alla sua economia. I senatori di Lega e M5s sono immediatamente scattati in piedi e hanno cominciato a scandire lo slogan “fuori la Mafia dallo Stato”. Conte ha avvertito: “Contrasteremo con ogni mezzo le mafie, aggredendo le loro finanze, le loro economie e colpendo le reti di relazioni che consentono alle organizzazioni criminali di rendersi pervasive nell’ambito del tessuto socio-economico”.

Migranti dunque, ma anche reddito di cittadinanza, lavoro, lotta alle mafie, legittima difesa, pena certa, giustizia, violenza sulle donne, questi i principali punti affrontati dal premier all’ordine del giorno, durante il suo discorso di programmazione in Senato.

Il presidente Conte ha poi chiesto alle opposizioni presenti in aula di fare un’opposizione costruttiva, aperta al dialogo e al confronto, ma la cosa non è andata giù ad alcuni esponenti del Partito Democratico, che hanno reagito in modo piuttosto animato dagli scranni esprimendo una netta disapprovazione alle parole del premier.

E Martina dalla sua pagina Twitter dice “Dal Presidente del Consiglio una replica della propaganda che abbiamo ascoltato per 90 giorni da Lega e M5S. Solo un discorso generico, pieno di luoghi comuni”.

Matteo Renzi: “Conte è uno che alla gente può piacere, ha uno stile suo, diverso da Salvini e Di Maio”. Ma sul passaggio dedicato all’opposizione commenta: Opposizione costruttiva? Conte non era parlamentare, non c’era la scorsa legislatura, dovrebbe vedere cosa facevano m5s e Lega…”.

Mentre Forza Italia tramite Brunetta, dichiara: “Sono molto preoccupato. Ho sentito un discorso pieno di retorica e di luoghi comuni. Ma ho sentito anche molte cose preoccupanti: giustizialismo, fondamentalismo, autoritarismo, pauperismo, più pene per tutti, più carceri. Non ho sentito alcuno spirito liberale”. E ancora: “Questa maggioranza di governo non è espressione del voto del popolo sovrano. Questa è una maggioranza anomala, mostruosa”.

Salerno, sbarco di nave con a bordo 400 migranti e 26 donne morte

Pubblicato il 05 Nov 2017 alle 10:13am

Un’ennesima tragedia si consumata in mare ed è legata al fenomeno dei flussi migratori. Nel porto di Salerno è approdata questa mattina una nave con a bordo circa 400 migranti e i cadaveri di 26 donne. (altro…)

Sbarchi: l’Onu accusa l’Italia e l’Europa di “Violare gli standard internazionali condannando i migranti a violazioni dei diritti umani in Libia”

Pubblicato il 19 Ago 2017 alle 7:09am

Gli sbarchi dei migranti provenienti dalla Libia si sono dimezzati tra luglio e agosto. Si parla infatti di 11.459 sbarchi contro 23.552. (altro…)