ottobre, 2019

Aspromonte la terra degli ultimi, al cinema dal 21 Novembre 2019 il film di Mimmo Calopresti

Pubblicato il 21 Ott 2019 alle 6:22am

Arriva al cinema, un film di Mimmo Calopresti “Aspromonte la terra degli ultimi”, con Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Francesco Colella, Marco Leonardi, Sergio Rubini in uscita il prossimo 21 novembre 2019. Distribuzione IIF – Italian International Film.

Un western atipico incentrato sulla fine di un mondo e sul sogno di cambiare il corso degli eventi grazie alla voglia di riscatto di un popolo.

Sinossi Ad Africo, un paesino arroccato nella valle dell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal sindaco. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe, decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera. Giulia, la nuova maestra elementare, viene dal Nord, e vuole insegnare l’italiano “se Africo entrerà nel mondo grazie alla strada, i ragazzi dovranno conoscerlo prima, imparando a leggere e a scrivere”. Ma per il brigante Don Totò, quello che detta la vera legge, Africo non può diventare davvero un paese ‘italiano’.

Colesterolo alto, un aiuto dai semi, ecco quali sono

Pubblicato il 21 Ott 2019 alle 6:16am

Per contrastare il colesterolo alto, l’alimentazione è molto importante. Negli anni, gli studi hanno dimostrato che una dieta sana, povera di grassi e ricca di nutrienti, aiuta a mantenere il nostro apparato cardiovascolare in salute e a scongiurare l’ipercolesterolemia. A tal proposito, è bene sapere che ci sono semi oleosi in grado di tenere a bada il colesterolo alto.

Vediamo quali sono

Semi di lino: fonte preziosa di numerose sostanze nutritive, agiscono contemporaneamente in diversi settori: ricchi di fibre, aiutano il corretto transito intestinale. Contengono moltissimi minerali essenziali al nostro organismo come manganese, fosforo, magnesio e rame. Soprattutto, però, contengono una gran quantità di acidi grassi, tra cui Omega 3 e Omega 6, che sono fondamentali per abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue. Possono essere considerati, insieme all’olio di lino, come una delle principali fonti di assunzione di Omega3 per vegetariani e vegani. A tale scopo i semi di lino andranno consumati crudi, preferibilmente dopo averli triturati; consumati subito o conservati in frigorifero per brevi periodi.

Semi di chia: una vera e propria miniera di ferro, vitamine e omega 3 che, nello specifico, risultano molto efficaci per ridurre il colesterolo. I semi di chia sono anche ricchi di antiossidanti, proteine, vitamine B1, B2, B3 e minerali come fosforo, calcio, potassio, magnesio, ferro, zinco e rame. Forniscono circa il 27% di fibra per ogni 100 grammi. I semi di chia vengono considerati un “integratore dietetico” molto utile per coloro che soffrono di colesterolo alto grazie ai loro fitosteroli e all’acido alfa-linoleico.

Semi di sesamo: contengono un’elevata quantità di acidi grassi insaturi (soprattutto acido oleico e acido linoleico), aminoacidi, tra i quali spiccano il triptofano e la metionina, fibre, nonché numerosi minerali (calcio, ferro, magnesio, fosforo, zinco e rame) e vitamine E e del guppo B, sostanze utili per ripulire le arterie, fluidificare il circolo e ridurre la presenza del colesterolo “cattivo” (LDL). Inoltre, i semi (ma anche l’olio di sesamo) hanno proprietà antinfiammatorie e, proprio per il loro ricco contenuto di Omega 3, sono utilissimi per lubrificare l’intestino e contrastare stipsi e gonfiori addominali.

Come consumarli?

Possono essere aggiunti a insalate oppure ad uno yogurt bianco o nel muesli. Come snack preparando delle barrette energetiche fai da te oppure aggiungendoli su dolci e torte. Per evitare di alterarne le caratteristiche nutrizionali, è preferibile consumare i semi senza sottoporli a cottura.

Bere acqua in fretta fa ingrassare, parola di esperti

Pubblicato il 21 Ott 2019 alle 6:01am

«È sbagliato ingurgitare mezzo litro d’acqua tutto in un fiato – spiega il Professore Dino Vaira, specialista in Gaestroenterologia all’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna – perché anziché idratare il corpo, e trarne poi così il dovuto beneficio, la grossa quantità d’acqua arriva velocemente alla vescica, inducendo l’organismo a sentire impellente il bisogno di urinare: in questo modo si elimina in breve tempo l’acqua ingerita, annullandone le potenzialità salutari».

E il senso di sete permane. Bere acqua velocemente, e tutto d’un fiato, può portare ad assumere molta più acqua del necessario. E questo non fa certamente bene alla nostra salute, in quanto fa anche ingrassare.

Si può, inoltre avere l’intossicazione da acqua che può causare mal di testa, confusione e disorientamento.

Fine vita, i medici: “Non daremo mai la morte”

Pubblicato il 20 Ott 2019 alle 7:48am

“Il medico non abbandonerà mai a se stesso il paziente, assicurerà sempre le cure si palliative per contenere il dolore sino alla sedazione profonda e sarà presente fin dopo il decesso, che certificherà, ma non compirà l’atto fisico di somministrare la morte”.

E’ questo ciò che dichiara, il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici), Filippo Anelli, riassumendo la linea emersa a Parma all’interno della Consulta di Bioetica della Federazione.

La posizione verrà ora portata all’attenzione del Consiglio nazionale dei 106 presidente degli ordini locali prevista a Novembre in vista dell’avvio di un iter della legge che dovrà essere approvata in Parlamento cosi’ come indicato dalla Consulta dopo il caso di Dj Fabo e dell’accusa, poi caduta, nei confronti di Marco Cappato.

Robbie Williams, il 22 novembre il suo primo disco di Natale “The Christmas Present”

Pubblicato il 20 Ott 2019 alle 6:49am

Uscirà il prossimo 22 novembre “THE CHRISTMAS PRESENT” (Columbia Records / Sony Music UK), il primo album di Natale di ROBBIE WILLIAMS!

“The Christmas Present” sarà disponibile in digitale, in CD (standard e deluxe) e in vinile: un doppio album composto da “Christmas Past” e “Christmas Future”, con all’interno sia brani inediti che grandi classici della tradizione natalizia, eseguiti con alcune speciali guest star.

L’album è già disponibile in pre-order.

Il Disco 1 contiene i brani: “Christmas Past” include i classici “Winter Wonderland” (con i cori eseguiti dal coro LMA), “Santa Baby” in duetto con la cantante tedesca Helene Fischer, “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”, una cover di “The Christmas Song” (resa celebre da The Nat King Cole Trio), “Merry Xmas Everybody” di Slade featuring Jamie Cullum, e “It’s A Wonderful Life”, in cui Robbie duetta con suo padre Peter Conway.

Mentre il Disco 2: “Christmas Future” include gli inediti “Time For Change”, “Home”, “Fairytales” featuring Rod Stewart e “Bad Sharon” con il campione di box Tyson Fury, e le cover di ”Christmas (Baby Please Come Home)” in duetto con il cantautore canadese Bryan Adams e “I Believe In Father Christmas”.

La versione CD deluxe include quattro bonus track, compreso il duetto con Rod Stewart sulle note di “It Takes Two”

Robbie Williams ha dichiarato: “Sono davvero felice di annunciare il mio primo album di Natale. Ne ho fatti tanti nella mia carriera e realizzare questo disco è un altro sogno che si avvera. È stato davvero divertente registrarlo e non vedo l’ora di farvelo ascoltare.”

“The Christmas Present” è il 13esimo album in studio di Robbie Williams e aggiunge un nuovo importante traguardo nella già strabiliante carriera di uno degli artisti più amati del mondo. Scritto e registrato in diverse location tra cui Londra, Stoke-on-Trent, Los Angeles e Vancouver, questo album vede il cantautore lavorare ancora una volta con il suo collaboratore di vecchia data Guy Chambers, che ha prodotto la maggior parte del progetto insieme a Richard Flack.

Nicturia, in cosa consiste e come si manifesta

Pubblicato il 20 Ott 2019 alle 6:40am

La nicturia è un disturbo caratterizzato dalla necessità di urinare più volte nel corso della notte. Questo ripetuto stimolo determina risvegli frequenti durante le ore notturne, con impatto negativo anche sulla qualità della vita, di chi ne soffre. Per un sonno non ristoratore.

Cause La nicturia si verifica più frequentemente negli anziani. Le cause che provocano tale sintomo sono diverse, tra queste ricordiamo:

– disturbi genito-urinari;

– disfunzioni della vescica;

– problemi metabolici e alterazioni del bilancio idrico;

– patologie neurologiche che influenzano il controllo della vescica;

– effetto collaterale di alcuni farmaci;

– assunzione di bevande alcoliche e contenenti caffeina.

Fra le possibili cause della nicturia un’elevata assunzione di liquidi, la presenza di patologie come diabete, scompenso cardiaco, apnea ostruttiva del sonno, cistite, un eccesso di vitamina D, gonfiore alle gambe. Se il problema dovesse interessare la vescica potrebbero presentarsi disturbi come infezioni, infiammazioni e ostruzioni. Inoltre, il problema potrebbe essere anche associato alla presenza di tumori, fibromi o iperplasie benigne.

Come si manifesta? La nicturia rientra tra i segni precoci dell’ipertensione arteriosa a cui si possono associare mal di testa, ronzio auricolare, capogiri e dispnea. Inoltre, si può manifestare in caso di gravidanza, menopausa, ansia, stress, stitichezza e difficoltà legate al sonno.

Rimedi Naturalmente la scelta del rimedio più adatto per chi soffre di nicturia dipende dalla causa scatenante. In alcuni casi potrebbe essere sufficiente ridurre l’assunzione di alcune bevande o diuretici. Se la causa è collegata all’assunzione di determinati farmaci o altro, sarà opportuno parlarne con il proprio medico di famiglia. Un consiglio che può rivelarsi utile è quello di dormire con le gambe sollevate per ridurre l’accumulo di liquidi, esistono poi dei farmaci specifici per ridurre il problema, ma prima, è sempre bene consultare uno specialista.

Herpes genitale, in arrivo un vaccino

Pubblicato il 20 Ott 2019 alle 6:24am

Come l’herpes delle labbra, l’herpes genitale è un virus che non viene mai eliminato dall’organismo, ma rimane latente e può dare recidive perlopiù scatenate da stress e mestruazioni. La trasmissione avviene per contatto con le secrezioni genitali infette durante il rapporto sessuale. L’herpes è contagioso soprattutto durante l’episodio primario e le recidive, e può trovarsi anche nelle secrezioni genitali nei periodi di apparente guarigione.

Purtroppo questa infezione è in netto aumento. E causa delle più frequenti cause di erosioni genitali. Gli esperti del settore consigliano in chiave preventiva, l’impiego del profilattico per evitare il rischio di trasmissione.

Secondo un recente studio, pubblicato su Science Immunology, condotto negli animali e coordinato da Sita Awasthi, dell’Università della Pennsylvania, che ha preso in esame 64 topi, cui è stato somministrato il candidato vaccino, e poi ripetuto su porcellini d’India, visto che in questi animali l’infezione da herpes genitale assume caratteristiche più vicine a quella che si osserva nell’essere umano.

I risultati sono stati sicuramente interessanti, visto che dopo l’esposizione all’herpes virus di tipo 2, per 4 settimane dopo l’iniezione solo un topo ha contratto l’infezione (peraltro in forma del tutto silente, cioè senza alcun sintomo clinico della patologia), mentre gli altri avevano già raggiunto un valido livello di difese immunitaria. Lo stesso si è osservato anche nei porcellini d’India: in questi animali scelti proprio per la similitudine nello sviluppo dell’infezione con l’essere umano, sono stati però riscontrati due casi di infezione, peraltro del tutto inapparenti sul fronte dei sintomi.

Il vaccino agirebbe pertanto con un meccanismo combinato, attivo sia sul virus sia sulle difese dell’organismo, visto che porta alla produzione di anticorpi rivolti sia all’accesso del virus nelle cellule, fondamentale per la sua replicazione, sia per mantenere elevata la risposta difensiva, che viene in qualche modo “annullata” naturalmente dal virus.

Attenzione in gravidanza Secondo le statistiche, l’infezione da virus herpes 2 interessa circa una persona su dieci in età fertile e rappresenta una delle infezioni genitali più diffuse. Oltre a creare problemi a chi ne soffre, limitando i rapporti, nel caso della donna può avere particolari ripercussioni nel periodo della gravidanza perché il virus può essere trasmesso al neonato.

Un’infezione primaria genitale della madre può complicarsi con ritardo di crescita e prematurità. Se l’infezione primaria avviene al momento del parto, prima che gli anticorpi materni siano prodotti, può infatti essere trasmessa al bambino, rendendo necessario il parto cesareo.

barriera per il rischio di trasmissione virale

La dieta giapponese potrebbe sostituire quella mediterranea, ecco perché

Pubblicato il 19 Ott 2019 alle 7:15am

La dieta giapponese può essere un’alternativa alla dieta mediterranea in termini di benefici sulla nostra salute. Tra i principali effetti benefici, vengono segnalati una più alta aspettativa di vita (79 anni per la mediterranea e 85 per la giapponese) e la riduzione di malattie cardiovascolari, diabete e cancro. E’ questo quanto emerge dall’incontro “Dieta giapponese e prevenzione oncologica” organizzato a Roma pochi giorni fa.

Entrambe le diete fanno sapere gli esperti, hanno un tasso di riduzione di rischio di determinate patologie: per l’ictus, del 25% per la dieta mediterranea e del 22% per quella giapponese; per i tumori del 35% per la mediterranea e del 27% per la giapponese, per il Morbo di Parkinson del 46% per la mediterranea e del 50% per quella del Sol Levante.

“È ormai assodato che esista un rapporto bidirezionale tra i nostri geni e i nutrienti che assumiamo con la dieta”, sottolinea Marco Silano, responsabile dell’Unità operativa Alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto Superiore di Sanità, “il patrimonio genetico determina la risposta di ciascun individuo ai nutrienti. Parallelamente, gli stessi nutrienti modificano l’espressione dei geni, silenziando alcuni e attivandone altri”.

La dieta giapponese, secondo i ricercatori del Children’s Hospital Medical Center di Cincinnati sulla rivista scientifica Biology and Reproduction, riduce il rischio di tumore alla prostata. I benefici di questo regime alimentare sulla prevenzione del cancro della prostata sono dati dalla produzione di una molecola chiamata Equol che viene prodotta dall’intestino quando digerisce la soia, in grado di bloccare l’azione di un ormone maschile, chiamato Dht, che è collegato all’ipertrofia prostatica e al tumore.

Secondo alcuni studiosi del dipartimento di Epidemiologia della Columbia University, inoltre, la “dieta del Sol Levante”, povera di grassi, anche dopo l’accertamento del tumore, può influire sul decorso del tumore prostatico. “Dal punto di vista clinico, l’alimentazione giapponese risulta efficace nella prevenzione secondo una duplice prospettiva”, a spiegarlo è Andrea Tubaro, direttore dell’Unità operativa complessa di Urologia, dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, durante l’incontro ‘Dieta giapponese e prevenzione oncologica’, organizzato a Roma. “Anzitutto, la dieta giapponese è ricca di cibi come tofu, edamame, germogli di soia, caratterizzati da estrogeni deboli – ha aggiunto l’esperto – cioè sostanze di derivazione naturale con una debole attività estrogenica. L’assunzione fin dall’infanzia di cibi con estrogeni deboli genera un’azione protettiva sul tumore della prostata. In secondo luogo, è molto povera di grassi saturi, che sono dannosi per l’organismo poiché innalzano i livelli del colesterolo, la cui alterazione può generare complicanze di tipo cardiovascolare”. Secondo i dati presentati nel corso dell’incontro, il tumore alla prostata ha un’incidenza maggiore nei Paesi occidentali (ad esempio, è del 40% negli Stati Uniti), mentre in Giappone, i numeri si attestano su un’incidenza del 10%.

Malattia di Lyme, nuovo test per diagnosi veloce

Pubblicato il 19 Ott 2019 alle 6:48am

È stato sviluppato dai ricercatori del Columbia University School of Engineering and Applied Science guidato da Sam Sia un nuovo test che potrebbe diagnosticare la malattia di Lyme in 15 minuti. (altro…)

Pisa, riapre, con un nuovo volto, il Museo dell’Opera del Duomo

Pubblicato il 19 Ott 2019 alle 6:34am

Dopo cinque anni di lavori e un investimento di oltre 6 milioni di euro riapre al pubblico il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa, completamente ristrutturato e riallestito. L’Opera della Primaziale Pisana ha ritenuto necessario dare un nuovo volto a questo museo, inaugurato 33 anni fa, con un percorso affidato a studiosi e restauratori guidati dal professor Marco Collareta e un suggestivo allestimento di cui si sono occupati gli studi di architettura di Adolfo Natalini e di Magni&Guicciardini, coordinati dall’ingegner Giuseppe Bentivoglio.

“Il nuovo allestimento – spiega il presidente dell’Opera della Primaziale Pisana, Pierfrancesco Pacini – non tiene più solo conto di un pubblico di studiosi e di appassionati, ma si presta ad una più facile e appassionante lettura, in linea con i più moderni standard di fruizione museale”.

Il Museo raccoglie e conserva al suo interno capolavori e memorie provenienti da monumenti della Piazza del Duomo a partire dal XII secolo, opere di volta in volta sostituite o con altre più ‘attuali’ o con copie. Il museo racconta non solo la storia di ogni singola opera, ma dell’intera piazza e della sua straordinaria genesi. Per veicolare queste informazioni, le opere sono state ‘contestualizzate’ mediante allestimenti che evocano il luogo, la collocazione e le atmosfere originarie.

Il Museo dell’Opera del Duomo si sviluppa su 3000 mq interni, disposti su due livelli, e su una porzione del porticato esterno. Le 380 opere esposte sono suddivise in 26 sezioni (25 sale interne, oltre all’esterno). Un apposito apparato didascalico e postazioni multimediali realizzate dal laboratorio Percro della Scuola Sant’Anna di Pisa, diretto dal prof. Massimo Bergamasco, facilitano la lettura del percorso espositivo. Per rendere più fluido il percorso, è stato realizzato un nuovo scalone che collega il piano terra al piano primo. Anche lo spazio antistante l’ingresso principale è stato ridisegnato seguendo il tracciato viario esistente ed è stato dotato di una rampa in modo da renderlo completamente accessibile.

Chiude il museo il chiostro che si affaccia sul Campanile e che conserva al piano terra le statue raffiguranti la Madonna con Bambino, gli Evangelisti e i Profeti scolpiti da Giovanni Pisano per il Battistero inseriti in un nuovo allestimento il cui obbiettivo è quello di ‘riprendere’ la suggestione offerta dalle trifore del monumento dove sono ora conservate le copie. Il museo è dotato di un bar/caffetteria che si affaccia sulla Piazza nella parte superiore del chiostro, di un moderno book-shop allestito all’ingresso, e di un nuovissimo riallestito Auditorium dotato di nuovi impianti audiovisivi e di nuovi corpi illuminanti.

Durante il mese di novembre ogni martedì alle ore 10.30 e alle ore 17.30 sarà possibile prenotare una visita guidata gratuita. Per usufruire del servizio è necessario prenotarsi via email all’indirizzo mod@opapisa.it.